Solitamente ci si domanda cosa accada quando l’utente di un social network dovesse venire a mancare. Facebook, ad esempio, ha trovato una soluzione a ridosso della celebrazione d’Ognissanti del 2009. 1000Memories, invece, è nato per la ragione opposta: amici, parenti e congiunti di un defunto hanno la possibilità di creare un profilo su cui condividere filmati, fotografie e persino registrazioni audio del proprio caro. Per essere del tutto sinceri l’idea ha un ché di macabro, ma qualcuno potrebbe trovarla – al contrario – di conforto.
Via | ReadWriteWeb

YouTube ha lanciato in questi giorni una versione aggiornata dell’editor per modificare online i video caricati sul servizio di sharing. Si tratta di un sistema semplice ed essenziale, che ben si adatta ai filmati amatoriali pur non possedendo tutte le finezze dei programmi professionali di video editing.
Lo scopo ultimo di questo editor è consentire di effettuare piccole modifiche importanti, come selezionare una porzione di filmato per creare un nuovo video o riunire più video in uno solo. Due precisazioni: la prima è che per poter essere modificato, il video originale deve essere prima caricato su YouTube, con tutti i tempi d’attesa richiesti. La seconda è che non è possibile modificare video caricati da altri utenti, una limitazione ovviamente dettata da questioni di copyright.
Il nuovo video nato dalle modifiche effettuate potrà godere di tutte le opzioni classiche del sito: nuovo titolo, tags, categorie, opzioni di condivisione e così via. Si potrà anche aggiungere un brano musicale scelto dalla libreria AudioSwap messa a disposizione da YouTube, purtroppo al momento non molto fornita. L’inserimento della musica è peraltro vincolato alla visualizzazione di annunci pubblicitari durante il video.
Continua a leggere: YouTube lancia il nuovo editor per i video

Ci sono pessime notizie e, forse, prospettive ancora peggiori per gli utenti di internet sostenitori della neutralità della rete. E vorremmo vedere quali utenti non lo fossero. La neutralità della rete è un concetto chiave alla base non soltanto della qualità della distribuzione e della fruizione di contenuti online, ma anche dell’efficienza di tali operazioni. Questo principio stabilisce che le architetture di rete (che siano piccole come una casa, o grandi come il mondo) non possano e non debbano “guardare” all’interno dei pacchetti di dati che trasmettono.
Vale a dire: le “vere” reti non devono fare distinzioni fra i tipi di contenuto che, a parità di byte, si trovano a mettere in movimento. Se c’è banda, un browser deve convididerla con pari opportunità con un client di chat, o con un programma di file sharing, quale che sia l’attività l’utente finale voglia svolgerci. Questo principio è l’aria che respira internet per come la conosciamo: democratica, non accentratrice e soprattutto diversa anni luce, per come può essere “editata”, da media tradizionali come i giornali e la televisione.
Il 31 marzo spetterà al Parlamento Europeo decidere se accogliere o no delle proposte di emendamente al famigerato Pacchetto Telecom, che dovrebbe regolamentare in Europa le reti di comunicazioni elettroniche. Il rischio è, se le proposte dovessero passare, che i provider di banda potrebbero applicare dei “sistemi di gestione del traffico”, favorendo alcuni protocolli e porte, e chiudendone o socchiudendone altri. Come abbiamo visto, soprattutto il Regno Unito ha teso molto verso il maggior controllo possibile, negli ultimi mesi.
E’ un rischio che richiede mobilitazione dell’opinione pubblica, come sostiene Punto Informatico. Risposte come il progetto di legge sostenuto da Una legge per la rete non possono che farci sperare in un atteggiamento molto diverso rispetto a quello britannico, da parte di alcuni dei legislatori italiani.

Fino a ieri non era possibile poter selezionare gli amici con cui condividere contenuti (Shared items) proveniente dal web e letti grazie a Google Reader. Infatti ogni notizia poteva essere condivisa con tutti i contatti Gmail, senza possibilità di selezione.
Da poco, nelle opzioni di condivisione (Sharing settings), è consentito selezionare gli amici con cui condividere notizie con la possibilità di gestire la lista dei contatti in maniera separata da quella della propria Gmail.
Vimeo, piattaforma di video sharing, ha annunciato che non permetterà più ai propri utenti di caricare video riguardanti videogiochi.
Dal 21 luglio scorso, giorno dell’annuncio, Vimeo non permette più di caricare filamti che mostrano trucchi, strategie di gioco, passaggi segreti e tutto quanto concerne l’attività del videogamer. Per i video attualmente presenti, è stata decretata nel 1° settembre la data ultima di “vita”, dopo la quale verranno completamente eliminati dai server tutti i filmati di questa tipologia.
Tra le motivazioni addotte per giustificare questa “drastica” decisione, il team di Vimeo sostiene che pubblicare estratti di videogame non costituisce una espressione di sana creatività e perciò va contro le idee basi che avevano sancito (e motivato) la nascita della piattaforma di video sharing.
Una scelta che farà discutere, soprattutto i “paladini” dello User Generated Content.
Mygazines.com è un nuovo servizio web per condividere e archiviare riviste in formato PDF, sia quelle che nascono in questo formato, sia quelle scansionate e convertite in formato digitale.
Attraverso un sistema di categorie e tag è possibile cercare articoli interessanti in maniera trasversale alle riviste che li contengono.Registrandosi è possibile appuntarsi le riviste che ci interessano o i singoli articoli, lasciare un commento, assegnare tags ed eventualmente segnalarli ai nostri contatti che possiamo eventualmente aggiungere.
E’ stato creato anche un sistema automatico di notifica che ci può permettere di ottenere segnalazioni di articoli su determinati argomenti su tutte le riviste o anche su riviste specifiche.
Attualmente sono presenti molte riviste americane, e parecchie con l’ultimo numero attualmente in vendita.
Continua a leggere: Mygazines.com: carica, condividi e archivia le tue riviste. Gratis!
Quelli che non si fermano a guardare solo il video di turno su YouTube l’avranno certamente notato: il popolare sito di video-sharing ha rinnovato la propria interfaccia, cambiandone alcune parti fondamentali.
Gli sviluppatori hanno infatti modificato l’intera parte sottostante il filmato, dove vengono mostrati i commenti, la possibilità di condividere con altri quanto visto ed il sistema di statistiche. Il nuovo layout vede il tutto strutturato attraverso delle cartelle, che secondo lo staff dovrebbero rendere più agevole la navigazione: sarà l’effetto novità, ma per il momento almeno per quanto mi riguarda non mi ci sono abituato molto.
Hunter Walk, product manager di YouTube, ha inoltre spiegato la nuova funzionalità legata alla condivisione di video tramite web: essa è infatti stata personalizzata in base alle abitudini dell’utente, il quale se ad esempio è un assiduo utilizzatore di Digg, trovera il sito più “elevato” rispetto ad altri portali come Facebook e compagnia bella.
Via | Techtree.com | Techcrunch.com
Mr. Paul McGuinness, manager storico degli U2, ha rotto le acque ed ha partorito il suo progetto per la musica su internet del futuro, non mancando di attaccare tutti quelli che a suo modo di vedere hanno contribuito per avidità (i provider) o mancanza di lungimiranza (le major discografiche) allo stato di disastro del mercato musicale al tempo di internet. Non sono mancate le critiche a Steve Jobs, ai Radiohead (colpevoli di aver scelto di distribuire il loro ultimo album online) ed a tutta la West Coast accusata di essere composta da hippy con scarsa considerazione per il reale valore della musica.
Secondo Mr. Paul McGuinness, il futuro deve prevedere un servizio internet in abbonamento che comprenda in partenza un dividendo per gli artisti, in quanto la musica è la killer application di internet. Inoltre bisogna allontanare coercitivamente dalla rete, tagliando le linee, tutti quegli utenti colpevoli di file sharing, come già accade in Francia. Questo è il punto di vista di Mr. Paul MacGuinness e credo sia anche il punto di vista degli U2 e di tutti i musicisti che nei decenni passati sono diventati multimiliardari.
Nell’ultimo secolo, il progresso tecnologico aveva permesso che la musica fosse incisa su vinile, musicassette, cd, dvd, e grazie alla creazione di questi prodotti e della loro pubblicizzazione e distribuzione, di creare industrie e ricchezza, tutte ad appannaggio di una lobby di produttori ed artisti, che grazie al loro nuovo potere economico erano entrati a far parte del giro di potere che conta. Gli artisti, ingiustamente emarginati e fatti languire per secoli, a parte rari casi, adesso sedevano a tavola con i ministri, i presidenti, i capitani d’industria. Erano diventati i consiglieri dei politici e i rappresentanti del popolo, soprattutto dei giovani. Le loro canzoni dicevano: pace, amore, uguaglianza, giustizia sociale. Oggi, loro rischiano di perdere, non tutto, ma quel di più di potere e ricchezza che li aveva incoronati Re. E continuano a comportarsi da Re, e vogliono la testa dei sudditi ribelli!
In punta di piedi Google oggi ha lanciato un servizio per il social bookmarking, cioè per salvare e condividere link a contenuti che riteniamo interessanti, siano essi pagine web, immagini o video.
Google Shared Stuff permette di condividere link e renderli pubblici, grazie ad un bookmarklet, ed una pagina web che raccoglie tutto quello che viene salvato: un pulsante “share” comincerà a breve ad apparire sulle pagine di Google e, probabilmente, verrà concessa come possibilità da aggiungere alle proprie pagine.
Continua a leggere: Google Shared Stuff, condivisione sociale
Grosse novità per Fon, innanzitutto è stata messa in vendita la nuova Fontenna, venduta a soli due euro per i Foneros più attivi.
Inoltre è stato leggermente modificato il tipo di contratto per i Bill, che ora potranno navigare gratuitamente senza intaccare il credito acquisito (e qui mi chiedo quale sia a questo punto la necessità di essere Linus) e per ultimo la possibilità di navigare per 15 minuti guardando spot pubblicitari invece che effettuando micropagamenti.
Inoltre questo permetterà al Bill di turno di guadagnare 5 centesimi per ogni spot di 30 secondi visualizzato.
Quest’ultimo servizio, di per se rivoluzionario, mostra imho quale sarà il vero business futuro di Fon che si sposterà sempre più sulla rivendita di pubblicità geolocalizzate, magari grazie ai suoi partner Google ed eBay.
YouTube ha presentato nel suo blog alcune importanti novità e migliorie, tra le quali la funzionalità denominata “Active Sharing“.
L’Active Sharing altro non è che la possibilità di comunicare agli altri quali sono i video che avete guardato su YouTube.
Se qualcuno visiona la vostra pagina personale, nella quale è contenuto il vostro profilo, nella sezione denominata “Videos I’m Watching” verranno visualizzati gli ultimi video che avete visionato su YouTube.
Inoltre se qualcuno visiona un video che avete recentemente visto anche voi, la vostra username verrà elencata a fianco del video, nella sezione denominata “Who’s watching”.
Grazie ad un accordo tra il FON e il Portale Ufficiale della Toscana, è iniziata la distribuzione dei famosi social router wi-fi alle piccole strutture turistiche, in modo che possano offrire la possibilità di collegarsi ad Internet ai loro ospiti.
L’accordo permetterà quindi anche alle piccole strutture turistiche, che non hanno a disposizione grossi fondi, di offrire la connessione ai loro ospiti e a tutti i Foneros di passaggio in Toscana. Sicuramente un ottimo acquisto per la regione che si prepara al periodo estivo ed alle invasioni turistiche.