
Circa due settimane fa vi abbiamo chiesto in un sondaggio come agivate per celare ad occhi indiscreti il materiale sexy scaricato dalla rete.
I votanti sono stati più di mille (1.106) e dall’inchiesta è emerso che la maggioranza dei nostri lettori votanti, il 34%, non scarica foto e video ma si affida al web. Sono molti comunque (circa il 40% in totale) quelli che preferiscono custodire sul proprio Hard Disk l’oggetto del desiderio, dividendosi tra chi preferisce nascondere in cartelle “segrete” (26%) e chi invece fa tutto alla luce del sole (14%).
Solo in 10 hanno dichiarato di usare spazio web, mentre in 12 preferiscono altre “oscure” tecniche. In 92 (l’8%) hanno detto di non essere interessati alla materia, almeno in forma digitale.
Grazie a tutti per le risposte ed alla prossima per qualche altro sondaggio semiserio. Per il grafico è stato usato il buon Chart Gizmo.
Continua a leggere: Dove mettete il materiale sexy scaricato? Le vostre risposte al sondaggio
Logicamente presumo che un po’ tutti sappiano di essere maschio o femmina, magari i dubbi sono sull’orientamento sessuale, ma questo è un altro discorso.
Qualcuno ha creato uno script che, analizzando la cronologia del browser, è in grado di determinare il sesso dell’utente. Sistema piuttosto utile ai webmaster per orientare l’advertising. Quindi non solo pubblicità legata al paese di provenienza ed all’analisi della pagina, ma abile mossa per mostrare ai maschietti auto e calcio ed alle femminucce borse e rossetti (sto generalizzando, è ovvio). L’algoritmo si basa sui dati forniti da Quantcast top 10k, che provvede a dare una stima dei visitatori, divisi per sesso, fascia di età ecc. dei primi 10.000 siti visitati negli USA.
E’ possibile provare l’algoritmo, permettendo allo script quindi di “spiare” la cronologia del proprio browser. Il mio ego di maschio italiano è salvo. La mia cronologia (senza siti per adulti, giuro!) dice che sono maschio con probabilità del 95%, anche se quel 5% un po’ mi rode…
Via | Ghacks.net
Continua a leggere: L'analisi della cronologia del browser determina il tuo sesso

E’ innegabile che il sesso sia uno degli elementi dominanti del web (”internet is for pr0n”!). Addirittura c’è chi propone un calendario online per organizzare la propria vita sessuale. Con l’aumento della velocità delle connessioni, il P2P e la diffusione della rete il materiale per adulti è diventato sempre più disponibile e facile da cercare. Si pone quindi il duplice problema di salvare e nascondere ad occhi indiscreti l’oggetto digitale della propria libidine, magari “utile” per serate di noia o in solitudine…
Quali tecniche usate per celare il vostro tesoro? O volete dirmi che non fate mai un salto su softblog, il sito che tutti vedono e nessuno lo ammette?
Foto | Gizmodo.com
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Google ha fatto sapere di avere chiuso alcune room di Lively che andavano un po’ troppo oltre il consentito, divulgando materiale pornografico.
Sul newsgroup di Lively il team di sviluppo ha dichiarato di aver ricevuto numerose lamentele per le room hard e di averle prese seriamente in considerazione, verificando che le room a sfondo sessuale non vadano contro le norme di utilizzo del servizio e chiudendo quelle che le infrangevano.
Particolarmente curiosa risulta la nota esplicita secondo la quale non sono tollerate avances e riferimenti sessuali anche tra partecipanti a Lively: una maniera un pò velata per dire “vi raccomandiamo di non fare i porcelli virtuali” :)
Via | Webware.com
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La notizia di cui parliamo oggi ha davvero dell’incredibile. Un uomo che ha scaricato più di 16mila immagini erotiche (alcune delle quali contenti anche foto di minori) sta cercando di difendersi dalle accuse della polizia, accusando a sua volta i motori di ricerca di rendere troppo semplice l’individuazione di foto pornografiche e pedopornografiche.
Accade in Inghilterra, dove l’uomo, 67 anni, è stato “pizzicato” in flagrante dagli investigatori mentre riordinava il suo archivio. L’uomo si è però difeso spiegando di essersi iscritto a un “sito di notizie”, che però dava anche immagini di minori (alle quali comunque non ha nascosto di essere interessato).
La difesa dell’uomo, però, ci ha messo “il carico da 11″, spiegando che è tutta colpa dei motori di ricerca se l’accusato è caduto in tentazione: le immagini erano troppo facilmente reperibili.
Facebook ha annunciato un giro di vite su pornografia, pedofilia, bullismo e altri “pericoli online” per salvaguardare gli utenti più giovani. Si tratta di un patto per la salvaguardia dei bambini e dei ragazzi molto simile a quello firmato, lo scorso gennaio, dall’altra società leader nel social-networking, MySpace.
Secondo molti analisti ed esperti di sicurezza informatica si tratta di una pietra miliare nella storia della sicurezza del Web e dei social-network, e probabilmente - considerato l’esempio dei due più grandi siti - la decisione potrebbe essere seguita da tante altre piccole community.
Tra le azioni che Facebook ha promesso d’intraprendere c’è quella di migliorare il sistema di identificazione delle persone e delle età e di controllare al meglio i profili degli utenti e i link esterni.
Continua a leggere: Facebook, nuove regole contro porno, pedofilia e bullismo

Ci è capitato in numerose occasioni di parlare della Cina e del suo rapporto, a volte contraddittorio, con la Rete. Ebbene, oggi arriva un’altra notizia emblematica che ci fa riflettere su quanto questo Paese, in cui spesso sono negati i diritti umani e la libertà di opinione, stia però investendo sull’economia.
Secondo quanto riferito da Google China, quest’anno per la prima volta la parola “sesso” non è la più cercata su internet, sostituita da “stocks” (azioni) e dal nome di tre banche.
In particolare, “China Merchants Bank”, “Industrial and Commercial Bank of China” e “China Construction Bank” si sono piazzate, rispettivamente, al secondo, terzo e sesto posto. Al quarto posto, dicevamo, la parola “stocks”, mentre al primo posto si è piazzato “QQ”, marca di un’automobile e nome di un popolare software di instant-messaging in Cina.
Tra le altre ricerche popolari, “What is a blue chip” e “How to invest in the stock market” appaiono assieme a “What is love” e “How to kiss”.
Economia, dunque, più che amore e sentimenti. Ma c’è già chi commenta che la Cina ha lanciato una campagna agguerrita contro la pornografia online: ecco, forse, perché la parola “sex” quest’anno non ha ottenuto un buon punteggio.
Via | Reuters
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Sempre più ragazze molto giovani in dolce attesa? “È colpa di internet”. Almeno secondo il governo cinese. Non a caso, secondo una ricerca, la metà delle teen-ager residenti a Shangai e rimaste incinte avrebbero conosciuto il proprio partner grazie a internet.
L’indagine, molto curiosa ma che fa riflettere, è stata commissionata da un’associazione che sostiene le ragazze in dolce attesa. Singolare che questo fenomeno si verifichi più che mai in un paese, la Cina, dove il controllo delle nascite e quello di internet sono molto stretti.
“Molti neo-papà non sono contenti di sapere che la propria partner aspetta un bambino - ha dichiarato Zhang Zhengrong, uno dei responsabili dell’associazione - e addirittura molto spesso ammettono di non sapere nemmeno nome della ragazza”. Zhang, in particolare, critica molto l’attuale situazione, in cui per colpa della rete i giovani vengono sempre più a contatto con siti per adulti e si appella a genitori, educatori e istituzioni affinché prestino più attenzione all’educazioone sessuale.
Continua a leggere: Troppe teen-ager in dolce attesa? Colpa di internet
Lo slogan internazionale di MySpace è “A place for friends”. Ma a volte, purtroppo, si possono fare anche cattivi incontri e sembra che pedofili e adescatori di giovanissimi stiano sfruttando sempre più la Community per fare “nuove conoscenze”.
Per rendersi conto della vastità del problema basti pensare che secondo un’inchiesta solo in Kansas oltre trecento persone condannate per reati sessuali sono registrate alla community. E la lista include solamente coloro che hanno inserito in fase di registrazione al sito il proprio nome e cognome reale.
La campagna era partita dopo una lettera di otto stati Usa, che avevano chiesto agli amministratori del sito di poter fare una ricerca nel database: solo nel 2006, infatti, i tribunali hanno affrontato oltre cento casi di crimini sessuali partiti da una conoscenza su MySpace, soprattutto da parte di adulti che cercavano di adescare giovanissimi/e.

In barba ai nostri amici di Softblog, sono stato invitato a provare un nuovo sito ancora in fase di beta e vista l’ora… ve lo propongo. Si tratta di Eroticr: come si può gia intuire dal nome si tratta di un servizio un po “hot”, in stile Web2.0 . Qui non si tratta del solito sito porno, l’interfaccia è pulita e le immagini proposte sono molto erotiche, di classe, quasi d’autore, senza mai cadere nel volgare. Infatti ci sono fotografie di bellissime donne selezionate, una via di mezzo tra una modella di Playboy ed una di Victorias Secret la famosa casa di intimo americana.