Gli appelli che negli ultimi tempi hanno popolato le pagine di Wikipedia, compreso quello del fondatore Jimmy Wales, sembrano aver centrato come al solito l’obiettivo di ottenere fondi per mantenere l’enciclopedia online in vita, portando nelle ultime ore a effettuare una donazione anche a uno dei due fondatori di Google: Sergey Brin.
Secondo quanto diffusosi attraverso la rete, Brin avrebbe infatti donato a Wikipedia 500.000 dollari attraverso la Brin Wojcicki Foundation, una fondazione benefica creata dallo stesso Sergey insieme alla propria moglie, Anne Wojcicki. Secondo quanto riporta Geek.com, prima di questa donazione a Wikipedia la fondazione aveva già effettuato una donazione al fondo per la cura del morbo di Parkinson messo in piedi dall’attore Michael J. Fox.
Pur essendo apparentemente agli antipodi l’una dall’altra, Google e Wikipedia hanno in realtà molte più cose in comune di quante se ne potrebbero pensare a una prima analisi superficiale. Pensate per esempio a quando andate sul motore di ricerca per trovare informazioni su un argomento specifico: il 99,9% delle volte il primo risultato è proprio Wikipedia nelle sue varie versioni internazionali, in grado di soddisfare coi suoi articoli la nostra sete di conoscenza. Viceversa, la stessa Wikipedia trae in questo modo beneficio da Google: anche se già intenzionati a cercare qualcosa su Wikipedia, spesso l’abitudine di farlo attraverso Google ha il sopravvento su quella che sarebbe l’operazione più logica, cioè andare a cercare l’argomento direttamente su Wikipedia.

Chi sono i personaggi più potenti dell’industria tecnologica? Ce lo eravamo chiesto una settimana fa dopo che Forbes aveva risposto nei giorni precedenti alla stessa domanda, mettendo Bill Gates e Mark Zuckerberg in cima alla lista delle persone più potenti non solo del loro specifico campo, ma anche del mondo intero nella top ten accanto a politici alla guida di superpotenze del calibro di Barack Obama e Vladimir Putin.
Ma il parere espresso da voi lettori ha premiato Larry Page e Sergey Brin, vale a dire i fondatori di Google: va infatti a loro il 42% delle preferenze, in barba agli stessi Gates e Zuckerberg che devono accontentarsi rispettivamente solo del 18% e del 16%. Non va meglio per Tim Cook di Apple, fermo al 10%, seguito dal resto dei personaggi presenti al di sotto del 10%, guidati da Rupert Murdoch di News Corp.
Di riflesso ai risultati dei sondaggi è a quanto pare Google la società più influente all’interno del panorama tecnologico: in base a cosa avete espresso questo voto? Credete che la ricerca e le webapp di Mountain View siano in grado di permettere un maggior livello di “potenza” a Google, anche nonostante l’uso ormai massiccio che si fa di Facebook e di prodotti come Windows? Parliamone.
Nel parlare di un colosso come Google ci si dimentica troppo spesso che si tratta di un’azienda che appena una decade (e poco più) fa era ancora un progetto nella mente di poche persone, guidate dalle idee di Larry Page e Sergey Brin. Nel 1999 c’erano pochi dipendenti, un motore di ricerca e poco più: lo testimonia il video che vedete qui sopra, girato durante una riunione dell’epoca da Douglas Edwards, direttore del marketing dal 1999 al 2005 presso Google, che ora ha un suo blog dedicato alla società chiamato Xooglers.
A qualcuno potrà forse sembrare scontato vedere un Larry Page in pantalone largo, parlare un po’ impacciato ai vari dipendenti, considerando che anche Google è necessariamente stata a suo tempo una startup di quelle di cui si parla ormai quotidianamente in giro per il web. Fa comunque un certo effetto veder celebrare compleanni in quella che da lì a 10 anni sarebbe diventata quello che è il gigante informatico che conosciamo oggi. Ma soprattutto: quanto vi sarebbe piaciuto essere lì?
Via | Techcrunch.com

Steve Jobs sarebbe potuto diventare CEO di Google, per volontà dei suoi stessi fondatori Larry Page e Sergey Brin. L’anno era il 2000, e i duoi fondatori dell’azienda di Mountain View erano alla ricerca di qualcuno dotato della giusta esperienza al quale affidare le sorti della società.
Al tempo, dal venture capitalist John Doerr furono organizzati alcuni incontri per Page e Brin, tra i quali anche quelli con Andy Grove di Intel, Jeff Bezos di Amazon e altri importanti personaggi della scena. Tutti però furono rifiutati perché Page e Brin avevano già in mente la figura di Steve Jobs per il ruolo di CEO.
Ma il buon Steve era da poco tornato in Apple, e quindi non se ne fece più nulla affidando la carica a Eric Schmidt. In tutto ciò, può essere divertente immaginare quello che sarebbe poi potuto diventare non solo Google, ma l’intera scena tecnologica con uno come Jobs alla guida di questa azienda. Android senza Flash? Tablet Google all’assalto del mercato? Code interminabili ai “Google Store” per acquistare l’ultima versione del telefonino marchiato con la grande G? Chissà.
Via | Geek.com

Sicuramente non ci sarà bisogno al giorno d’oggi di presentare una persona come Sergey Brin, in grado di diventare grazie alla propria creatura Google (fondata con l’amico Larry Page) una delle persone più influenti della scorsa decade.
Ma anche uno come Sergey Brin prima di… diventare Sergey Brin “quello di Google” era una persona normale come tutti noi, coi propri divertimenti e le proprie frivolezze. Volete una prova? Guardate un po’ la foto qui sopra!
Via | Thenextweb.com
Quello che vedete qui sopra è il video pubblicato da tale Hubert Chang, che afferma di aver creato Google insieme ai due fondatori “noti” Larry Page e Sergey Brin nel 1997, dei quali su queste pagine abbiamo pubblicato qualche tempo fa il progetto originale che a questo punto dando credito a Chang sarebbe un plagio clamoroso.
A chi gli chiede come mai abbia deciso di farsi da parte per così tanti anni l’uomo ha risposto che doveva completare il proprio Dottorato per realizzare un sogno del padre, mentre Page e Brin dal canto loro hanno smentito la fondatezza di quanto riportato nel video, senza però affermare di non aver mai conosciuto Chang, cosa che sarebbe accaduta ma non per creare il motore di ricerca.
Via | Yahoo News
Il co-fondatore di Google, Sergey Brin, ha lanciato il suo blog personale, raggiungibile all’indirizzo too.blogspot.com. Nel suo primo post Brin spiega il significato del nome del blog. Così come Google è un gioco di parole sul termine googol, anche too deriva dal numero due e la sua pronuncia inglese. Brin ha precisato inoltre che questo blog rispecchia la sua vita al di fuori del lavoro.
Ma già nel secondo post i toni diventano molto più seri, perchè Brin parla di una mutazione genetica legata alla malattia del morbo di Parkinson e ad alcuni gruppi etnici in cui il Parkinson ha una percentuale più elevata di comparsa. Brin quindi dichiara di avere tra il 20%-80% di probabilità di soffrire in futuro di Parkinson. Per questo può attivarsi già da adesso per contrastare la malattia.
Brin riflette sulle possibilità di riddure tali percentuali (attraverso cure o attività fisica) e magari sostenere la ricerca scientifica nella lotta contro questa malattia.
Via | Techcrunch.com
Foto | Flickr
Anche i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin prima di diventare tra gli uomini più famosi del pianeta sono stati studenti universitari e come tali sviluppavano i propri progetti.
La curiosità sta nel vedere tra questi un certo “Large-Scale Hypertextual Web Search Engine” (che potrebbe essere tradotto in “Motore di ricerca web ipertestuale a larga scala”) chiamato Google, con tanto di presentazione tramite diapositive come quella che potete vedere in questo post, raffigurante anche il primo logo del motore: niente a che vedere con il lavoro di Dennis Hwang.
Il progetto è ancora ospitato dai server dell’Università di Stanford, forse per testimoniare il prestigio di aver avuto due importanti personaggi dell’informatica moderna come Page e Brin in grado di rivoluzionare le ricerche sul web.
Nella presentazione si parla anche di PageRank e di come propagare l’indicizzazione: concetti ormai arcinoti ma che a suo tempo hanno fatto la fortuna della coppia.
Via | Reddit
Chi sono i più grandi personaggi dell’Informatica, quelli che hanno fatto la storia di hardware e software donando con le loro menti quanto noi ormai ogni giorno utilizziamo? Con il nuovo gioco sfida di Downloadblog avete la possibilità di dire la vostra su questo nuovo tema, che mette a confronto grandi dell’Informatica moderna come Bill Gates e Steve Jobs insieme a grandi “vecchi” come Alan Turing e Don Estridge, oltre ai due fondatori di Google: Page e Brin.
Vi ricordo che anche voi potete proporre la vostra sfida in pochi semplici passi.
Chi di noi non ha cinque milioni di dollari da spendere per prenotare un posto per un viaggio nello spazio? È quello che ha fatto Sergey Brin, co-fondatore di Google, che ha staccato un’assegno dell’equivalente di 3,2 milioni di euro alla Space Adventures, agenzia di viaggi specializzata in viaggi nello spazio. Ovviamente non si tratta del prezzo pieno, questo è solo un acconto. Secondo indiscrezioni, il prezzo totale per viaggio e permanenza di alcuni giorni presso la Stazione Spaziale Internazionale costerà intorno ai 35 milioni di dollari (22,6 milioni di euro).
Tra l’altro, in una conferenza stampa il Ceo di Space Adventures, Eric Anderson, ha annunciato la creazione di un circolo molto esclusivo: l’Orbital Mission Explorers Circle. Chissà se qualche altro “riccone” della Silicon Valley seguirà l’idea di Brin.
Il pagamento dei cinque milioni di dollari dà ai facoltosi viaggiatori la possibilità di prenotarsi il posto; ora Brin deve però trovare altri cinque miliardari con cui condividere il viaggio nella navicella Soyuz che permetterà di partire nella seconda metà del 2011.
Continua a leggere: Sergey Brin (co-fondatore di Google) se ne va nello spazio
Quasi in coincidenza con l’apertura della beta di Google Health si fa sentire uno dei fondatori di Google, Sergey Brin, in risposta a quanti negli ultimi tempi hanno etichettato il colosso informatico come una sorta di Grande Fratello intenzionato a raccogliere qualsiasi dato possibile di ogni persona.
Parte delle lamentele sono venute anche dalla presunta intenzione di Google di leggere le e-mail inviate su Gmail ai propri utenti per offrire loro contenuti pubblicitari mirati. Secondo Brin la gente dovrebbe invece temere maggiormente i social network, dove dati e foto personali possono rincorrere un utente per tutta la propria esistenza, mentre Google avrebbe politiche e mezzi per proteggere la privacy delle persone.
Che quanto inserito su MySpace e affini possa costituire in qualche occasione una minaccia per la privacy è fuori discussione, ma c’è da dire che aggiungere foto al proprio account è un processo che richiede necessariamente l’intenzione della persona di rendere pubbliche determinate cose, anche se poi una volta intenzionata ad eliminarle dal web potrebbe trovare dei problemi legati alla loro diffusione incontrollata.
Alla luce di questo, la giustificazione offerta da Brin sembra fare un po’ cilecca in quanto sembra più un tentativo di spostare l’attenzione su altri soggetti continuando a perseguire i propri scopi. Dopo Street View un’altra polemica investe Google sul tema privacy: non ci resta che stare alla finestra per vedere cosa succederà, anche se l’idea che vengano letti i miei messaggi su Gmail di certo non mi entusiasma.
Via | Telegraph.co.uk