In Gran Bretagna la questione della pirateria online è particolarmente sentita. Non solo il governo, ma anche alcuni artisti si stanno esprimendo sulla questione del file sharing. Dopo le dichiarazioni della cantante Lily Allen anche Elton John ha detto la sua.
Secondo Elton John “la proliferazione incontrollata di download illegali avrà un effetto negativo sui musicisti, in particolar modo i giovani musicisti e quei compositori che non svolgono attività artistica”.
Peccato, però, che le attuali leggi in territorio britannico siano particolarmente restrittive, soprattutto nei confronti dei fan di musicisti come Elton John. L’industria musicale, infatti, invece di affrontare il problema della pirateria e trovare dei sistemi per soddisfare l’enorme richiesta di musica online, ha dichiarato guerra proprio a coloro che scaricano musica ma che sarebbero disposti a pagare un prezzo equo.
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La notizia della multa di 1.9 milioni di dollari data alla signora Jammie Thomas per aver scaricato e condiviso 24 canzoni su Internet, ha fatto il giro del mondo. E, nonostante la soddisfazione degli avvocati della RIAA, alcuni musicisti hanno espresso dei pareri negativi.
E’ il caso di Moby e Radiohead, due artisti che hanno spesso appoggiato le cause a favore degli utenti, accusando la RIAA e le società di tutela del diritto d’autore.
Secondo Moby è assurdo pagare 80.000 dollari per ogni canzone: l’industria musicale dovrebbe pubblicare musica a prezzi più economici e smetterla con queste cause.
Probabilmente ricorderete il caso di Jammie Thomas-Rasset, la signora e madre di famiglia, che fu accusata dalla RIAA di aver scaricato 24 canzoni dalla rete Kazaa. Inizialmente il giudice aveva ribaltato la sentenza, dichiarando la non colpevolezza della signora Thomas.
Sentenza che, però, è cambiata ieri, quando la signora Thomas è stata condannata a pagare 1.9 milioni di dollari per aver condiviso le 24 canzoni su Internet. A nulla è valsa la difesa degli avvocati, secondo cui erano stati i figli a condividere le canzoni.
La nuova giuria ha quindi aumentato la pena della sentenza, inizialmente indicata su 222.000 dollari. Secondo la signora Thomas la sentenza è “ridicola”. La RIAA, da parte sua, ha sempre sostenuto di essere disponibile ad un patteggiamento. Infatti negli Stati Uniti è prevista una multa di 150.000 dollari per ogni MP3 condiviso illegalmente su Internet, il che sospinge gli utenti a patteggiare invece che affrontare un processo.
E’ vero che scaricare e condividere sulla rete è un reato, ma davvero il danno provocato dalla signora Thomas è stato di circa 80.000 dollari per ogni canzone condivisa? Voi cosa ne pensate?
Via | Torrentfreak.com