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Tutti gli articoli con tag rojadirecta

Rojadirecta e i suoi tanti domini

pubblicato da Marco Giacomello

copyright Non c’è pace per i creatori del sito più famoso per visualizzare gli eventi in streaming, il famosissimo Rojadirecta. All’inizio di febbraio 2011 l’U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) nella c.d. Operation In Our Sites (qui il nostro post sui sigilli ai domini) - aveva chiuso i domini rojadirecta.org e rojadirecta.com per violazione ripetuta delle leggi sul copyright.

Nel maggio di quest’anno la Corte d’Appello di Madrid aveva considerato il sito ‘Rojadirecta’ come un mero ‘aggregatore di link’, non contestando quindi la violazione diretta del copyright. In questi giorni un giudice federale statunitense ha invece respinto la richiesta di Puerto 80 Projects (la startup spagnola che gestisce il sito) di vedersi sbloccati i domini .com e .org.

Secondo i legali della startup spagnola, il sequestro da parte dell’ente americano di questi domini è lesivo anche del diritto alla libertà di parola e di pensiero degli utenti dei vari forum connessi alla piattaforma stessa. Il giudice americano ha invece deciso che gli interessi di Rojadirecta (come la libertà di parola ed i diritti collegati) sono tutelati anche grazie al funzionamento dei domini .me e .es e quindi non vi è nessun limite alla libertà di pensiero degli utenti (qui trovate il testo della sentenza). A me pare che tutta questa questione vada affrontata in maniera più diretta e senza divagazioni inutili, disciplinando in maniera seria e lungimirante una volta per tutte la legislazione inerente allo streaming on-line (qui qualche riflessione sull’illegalità o meno dello streaming e su come regolarlo).

Via | Ars Technica
Foto | Rojadirecta.com

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Usa: legge anti streaming prevede il carcere anche per l'embedded su Youtube

pubblicato da Gianluca Pezzi

Quando i politici mettono mano a settori che non conoscono a fondo, il pastrocchio è sempre in agguato: negli Stati Uniti si sta discutendo della legge anti-streaming S.978 dei senatori Amy Klobuchar, John Cornyn e Christopher Coons. La questione ruota attorno al caso Rojadirecta: domini internet sequestrati con la motivazione che il sito ospitava link a streaming di trasmissioni tv. Recentemente i proprietari dei domini in questione hanno tentato di opporsi al sequestro, e proprio le motivazioni del rifiuto del sequestro hanno innescato una serie di polemiche.

Senza entrate troppo nei cavilli della legislazione americana, cerchiamo di riassumere un interessante post di TechDirt. Nel post viene argomentato come un utilizzo “estremo” di quella legge possa portare in carcere anche chi fa l’embedded di filmati di Youtube coperti da copyright, compresi quelli dove in maniera casereccia vengono doppiate canzoni famose. Nonostante non venga previsto esplicitamente dalla legge in questione, i termini “performance” e “financial gain” sembrano essere così vaghi da poter essere usati anche per mettere in galera il più innocuo ragazzino.

Da una parte ci può essere anche nei politici americani una ignoranza di fondo dei meccanismi della rete, tanto da farci pensare che dopotutto tutto il mondo è paese. C’è però da dire che questo meccanismo del “dico non dico”, ovvero scrivo una legge che può essere usata o interpretata in modi che sulla carta non ho previsto, può avere l’effetto di dissuadere gli utenti, senza incrinare l’immagine del politico. Che sia voluto o meno, in questo momento sugli utenti americani c’è una velata minaccia: se fate streaming o se caricate video su Youtube state bene attenti. Potreste rischiare fino a 5 anni di carcere.

A proposito di doppiaggio, lip-syncing e politici americani, qui sopra un simpatico video di TheOnion, ovvero i geni del genere satirico: anche Obama usa il doppiaggio nei propri discorsi. Sia chiaro, è una presa in giro…

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Rojadirecta fa causa al Governo USA contro il sequestro dei propri domini

pubblicato da Rosario

Rojadirecta fa causa al Governo USA contro il sequestro dei propri domini

Ricorderete quando in occasione dell’ultimo SuperBowl alcuni tra i maggiori siti di streaming tra i quali ATDHE e Rojadirecta, furono oscurati dalla Homeland Security USA: un nuovo aggiornamento in merito arriva adesso a distanza di mesi, durante i quali entrambi i portali hanno fatto in modo da sopravvivere al provvedimento, evidentemente però senza essere comunque soddisfatti in pieno.

È infatti il sito di origine spagnola Rojadirecta a dare il via alla controffensiva contro le autorità, chiedendo a un giudice americano di ordinare la restituzione delle proprietà ingiustamente tolte. Tradotto in termini semplici: Rojadirecta reclama i propri domini .com e .org, oscurati e sequestrati a fine gennaio e da allora ancora in mani americane, come testimonia il logo che vedete qui sopra ritrovabile su entrambe le pagine.

La società dietro a Rojadirecta, Puerto 80 Projects, ha così dato il via a quello che potrebbe essere un interessante precedente, viste le cifre relative ai domini confiscati nell’ultimo anno: ben 208 dalle sole autorità americane, anche se in questo caso c’è da tener presente che si tratta di un’azione nei confronti di un’azienda residente in un’altra nazione al di là dell’Atlantico.

Le ragioni di Puerto 80 sono ovviamente quelle di chi crede di non aver compromesso alcun copyright, con l’intenzione di proteggere da un lato gli 865.000 utenti registrati e dall’altro anche i propri interessi, visto che secondo l’azienda spagnola Rojadirecta avrebbe visto la perdita di un terzo del proprio traffico dal momento del sequestro. Techdirt ha pubblicato anche il documento legato alla richiesta di Rojadirecta, sulla quale possiamo immaginare continueremo ad avere aggiornamenti nei prossimi mesi.

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Sport in streaming: ATDHE, Rojadirecta e altri siti oscurati dalla Homeland Security USA

pubblicato da Rosario

Sport in streaming: ATDHE, Rojedirecta e altri siti oscurati dalla Homeland Security USA

Se siete tra coloro che fanno uso dei vari ATDHE, Rojadirecta e altri siti per vedere le partite in streaming sul web, probabilmente ieri sera nel provare a collegarvi a Milan-Lazio avete avuto una brutta sorpresa. I suddetti portali, insieme ad altri riportati da TorrentFreak, tutti riguardanti lo sport in streaming, sono stati sequestrati dalla Homeland Security USA con il “sigillo” che potete vedere in cima a questo stesso post.

Prima di Hadopi e della sua intenzione di colpire chi guarda contenuti in streaming quindi, l’autorità americana ha messo sotto sequestro ATDHE e compagnia, colpendo il lato del fenomeno streaming che coinvolge le trasmissioni sportive. Comunque sia, lo stesso ATDHE in realtà non si è perso molto d’animo, andando ad aggiornare dal proprio account Twitter i propri follower sugli indirizzi alternativi da usare per raggiungere il sito: attualmente quello funzionante dovrebbe essere http://atdhenet.tv/.

Discorso particolare per Rojadirecta, al limite dell’incidente internazionale tra USA e Spagna, come riporta TorrentFreak:

“Similmente ai siti BitTorrent, Rojadirecta non ospita materiale protetto da copyright. Si occupa invece di indicizzare link HTTP a stream di sport che possono essere trovati su Internet, fornendo anche link a file .torrent ospitati da altri siti.

Il sito è di proprietà di una società spagnola che paga le sue tasse ed è stata dichiarata legale in Spagna. In più, il sito non è nemmeno hostato negli USA. L’unica connessione tra gli USA e Rojadirecta è che il dominio .org è mantenuto da una società americana.

Questa connessione indiretta con gli USA rende il sequestro un’azione sospetta, secondo il proprietario di Rojadirecta Igor Seoane: ‘La nostra opinione è che le autorità USA stiano completamente disprezzando il sistema di giustizia spagnolo e la sua sovranità’”

Prevedibili aggiornamenti in seguito, che non mancheremo di riportare.

Via | Readwriteweb.com

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