Microsoft ha avuto una buona intuizione per sostituire il sistema d’accesso con le password in Windows 8: soprattutto sui tablet, inserire una stringa alfanumerica complessa in avvio può richiedere attorno ai trenta secondi dalla tastiera virtuale. Perciò, si può optare per un’alternativa che utilizza le fotografie e le gestualità.
In parte, il metodo ricorda la soluzione di Facebook per il ripristino del profilo quando si smarrisce la password. Windows 8 chiede di selezionare la fotografia corretta da un album speciale: non è sufficiente identificare quella giusta per accedere al sistema. Occorre “disegnare” a mano libera sullo schermo una sequenza di tratti.
Questa sequenza è scelta dall’utente che opta per il metodo sostitutivo a immagini: anziché digitare una password, bisogna “disegnare” dei tratti sulla fotografia selezionata ricordando esattamente la direzione del dito. Perché l’utente possa entrare nel sistema, la sequenza riprodotta dev’essere sempre identica a quella impostata.
Continua a leggere: Windows 8 permette di rimpiazzare le password grazie alle fotografie
L’FBI statunitense ha annunciato per il gennaio del 2012 l’avvio di un nuovo programma d’identificazione, per prevenire il crimine e assicurare i criminali alla giustizia. Si chiama Next Generation Identification (NGI) e consiste nell’integrazione di riconoscimento facciale, vocale e biometrico per gli individui pregiudicati e non.
Si tratta di una integrazione all’Integrated Automated Fingerprint Identification System (IAFIS), ovvero il database federale delle impronte digitali che archivia settanta milioni d’individui con precedenti penali e altri trentuno milioni tra gli incensurati. Equivale a oltre un terzo della popolazione complessiva degli Stati Uniti.
Grazie all’acquisizione di scatti fotografici presi da videocamere pubbliche e private, l’NGI potrà estendere il database dello IAFIS, arrivando persino a coprire l’intera popolazione statunitense. La prevenzione del crimine e l’identificazione dei delinquenti può forse giustificare una simile invasione della privacy dei cittadini?
Via | EFF
Randi Zuckerberg è la sorella maggiore di Mark, l’ideatore di Facebook: in questi giorni ha lasciato il ruolo di responsabile del marketing per il social network perché ha intenzione di fondare una propria azienda. Il sistema di riconoscimento facciale su Facebook la confonde con Mark. Eppure, i due fratelli non si somigliano molto.
Indubbiamente i tratti somatici di Mark e Randi sono simili, come quelli della maggioranza dei fratelli, ma lei è castana e porta i capelli lunghi. Oltre a essere del sesso opposto. The Register, interessandosi all’abbandono di Facebook da parte di Randi Zuckerberg, ha scoperto un errore grossolano nel tagging automatico dei volti.
Il problema della confusione nell’attribuire l’identità degli individui potrebbe derivare dall’alterazione delle fotografie con software di modifica del calibro di Photoshop. Randi e Mark Zuckerberg sono “taggati” come un’unica persona, perché le espressioni dei loro volti e i tratti somatici modificati hanno molti punti in comune.
Fotografia | Foreign and Commonwealth Office
Face.com è una start-up che ha annunciato nuovi accordi con Facebook rilasciando la sua applicazione chiamata PhotoFinder.
Questa applicazione analizza le foto fra i vostri contatti suggerendovi automaticamente le tag. Il software presenta una serie di suggerimenti permettendovi di accettare o rifiutare i nomi proposti dall’analisi delle foto. L’identificazione dei volti è uno strumento potente, che dimostra come i computer possono riconoscere le identità delle persone. E questo sistema può essere usato per fornire metadati che il computer è in grado di elaborare nel fornire i risultati di una ricerca.
Il servizio è in fase di alpha test, e bisogna ottenere un invito per poter accedere. Potete comunque provare a chiedere un invito per provare PhotoFinder.
Via | News.cnet.com