Eduardo Saverin è ricomparso ufficialmente tra i co-fondatori di Facebook; Mark Zuckerberg non ha fatto tutto da solo, ma è stato aiutato a sviluppare e promuovere il suo social network da altre tre persone: Chris Hughes, Dustin Moskovitz e, appunto, Eduardo Saverin.
Quest’ultimo era scomparso dalla pagina con le biografie dei fondatori del sito ma è improvvisamente riapparso, forse per evitare a Facebook una causa milionaria per il riconoscimento e i danni.
Zuckerberg aveva allontanato Saverin dalla startup dopo essere stato accusato da quest’ultimo di usare soldi della compagnia per spese private.
Via | ValleyWag
Continua a leggere: Facebook ritrova un suo vecchio cofondatore
Sono stati presentati all’interno del gruppo ufficiale Android Challenge due video molto interessanti che riguardano l’uso delle gesture recognition del sistema operativo per dispositivi mobili Android.
Le prime caratteristiche che saltano all’occhio sono la grande velocità di inserimento dei caratteri e di riconoscimento dei comandi, e la precisione di questo riconoscimento che ha una grande tolleranza.
Continua a leggere: Impressionanti gesture recognition di Google Android
Il New York’s Museum of Modern Art, ha deciso di includere nella mostra Design and the Elastic Mind, che inizia il 24 Febbraio e termina il 12 Maggio, i prodotti Google Moon e Google Mars, riconoscimento dato per il modo creativo in cui design e l’innovazione sono stati messi al servizio della scienza e dell’ingegneria.
Google Moon fu realizzato sulla scia della decisione del governo americano di tornare sulla luna dopo ben tre decadi, in collaborazione con gli scienziati del NASA Ames Research Center, ed è stato presentato da Google come un nuovo eccitante modo di esplorare le varie tappe della missione Apollo che portò l’uomo sulla luna. Google Mars, creato in collaborazione con NASA researchers dell’università dell’Arizona, è considerato una delle più dettagliate mappe scientifiche di Marte mai progettate e portate a termine.
Via | Moma.org
Continua a leggere: Il museo di arte moderna di New York mette in mostra Google Moon e Google Mars
A causa di un lavoro affidato alla mia ragazza, aspirante grafica, ho dovuto ripescare un vecchio link che più volte mi ha aiutato in passato. Oggi lo ripropongo a voi nella speranza vi possa tornare utile. Quante volte vi è capitato di notare un font che vi è rimasto impresso? E quante volte avete provato a cercare quel font, senza riuscirci? Con WhatTheFont è possibile riconoscere il font utilizzato a partire da un’immagine.
Fortunatamente non è necessario spendere ore e ore in ricerche sui vari DaFont, BetterFonts o UrbanFonts: una volta segnalata l’immagine ci sarà rivelato il nome del tanto agognato carattere. Il sito è semplicissimo da usare e, in caso di mancato riconoscimento, saranno suggeriti tutti i fonts simili a quello da noi proposto. Nel caso non fossimo ancora pienamenti soddisfatti possiamo rivolgerci al Forum, dove un gruppo di font-maniaci cercherà di riconoscere il font per noi.
WhatTheFont supporta tutti i formati più comuni (Jpg, Gif, Tiff, Bmp…) e una grandezza massima di 360*275 pixel; se il nostro logo-immagine non rispetta questi requisiti possiamo ridimensionarlo con il sempre comodo IrfanView.
Continua a leggere: WhatTheFont: il modo più rapido per riconoscere un font
Addio ai “vecchi” tempi in cui bisognava correre verso il gruppo di amici o parenti ed arrivare in tempo per l’autoscatto. Certo, esistono anche i telecomandi ma non sono alla portata di tutti e vuoi mettere la noia di portarsi dietro un oggetto in più?
Ecco allora Facetime di Fotonation, una tecnologia di riconoscimento facciale che entrerà presto nelle fotocamere digitali di consumo. Questo genere di tecnologia, nata per il controllo delle persone a scopi di scirezza, con tutto lo strascico di polemiche del caso in merito a questioni di privacy, propone finalmente uno dei primi utilizzi in campo “civile”. Con Facetime non solo si potrà raggiungere il luogo dello “scatto” in tutta calma ma, ecco il bello, inserendo i parametri di tutte le persone della foto, lo scatto avverrà solo quando tutti saranno rivolti verso l’obiettivo. Finalmente niente più foto di gruppo con volti girati a guardare da un’altra parte.
Attendiamo gli sviluppi di questo particolare mercato e, perchè no, le proposte di altri competitors.
Continua a leggere: Fotonation Facetime: fotoriconoscimento per digicamere