Wolfram Alpha, il nuovo e innovativo motore di ricerca lanciato alcuni mesi fa dal genio della matematica Stephen Wolfram, ha annunciato una serie di operazioni compiute in questa estate, tra cui l’aggiunta di 2 milioni di linee di codice e la risoluzione di 54.233 bug.
Ciò che invece è emerso solo in questi giorni ed è stato tenuto nascosto in queste settimane è l’accordo che Wolfram Alpha ha siglato con Bing.
In effetti non c’era nessuna indiscrezione che rivelasse accordi tra il motore di ricerca di Wolfram e il neonato prodotto di Microsoft. Ancora più interessante è notare che Wolfram Alpha ha subito un calo nelle visite, mentre Bing continua a diventare sempre più popolare tra i consumatori.
Probabilmente Wolfram Alpha non è così facilmente accessibile come Bing: si, è vero, è un sito davvero potente quando si tratta di dare risposte o raccogliere dati, ma il cammino per produrre qualcosa di veramente attraente per i navigatori è ancora lungo.
Continua a leggere: A sorpresa Wolfram Alpha ha siglato un accordo con Bing
Wolfram Alpha è stato recentemente lanciato, entrando nel settore dei motori di ricerca con un sistema alternativo e rivoluzionario. In realtà è stato più volte ribadito come Wolfram Alpha non sia un vero e proprio motore di ricerca, e non ha molto in comune con Google.
Recentemente intervistato sulla sua nuova creazione, il fondatore Stephen Wolfram ha dichiarato che Wolfra Alpha ha superato le 100 milioni di query. Un risultato davvero interessante, per un servizio partito in sordina, ma che ha incuriosito tanti utenti.
La chiave del progetto di Wolfram Alpha non è la capacità di eseguire calcoli semplici o complessi, ma la possibilità di comprendere la complessità del linguaggio umano e rispondere esattamente. E, a dir la verità, Stephen Wolfram non era neanche sicuro che il progetto avrebbe funzionato: in fondo gli umani sono creature davvero complesse!
Via | Mashable.com
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E’ la prima volta che Google si trova ad uno stadio così avanzato delle trattative per comprare un social network di successo. Con Facebook, le cose si fermarono un bel po’ prima, rispetto a quanto, secondo TechCrunch, sta avvenendo proprio oggi con Twitter.
Lo stesso Facebook non ebbe successo in un corteggiamento nei confronti della proprietà di Twitter. La faccenda fu attribuita alle offerte in azioni che furono fatte. Google, al contrario, è in arrivo con una bella sporta di liquidi, che probabilmente rispondono meglio alle vere intenzioni di business dei fondatori della maggiore piattaforma di microblogging.
Si dice che l’offerta di Google, inoltre, azioni o non azioni, dovrebbe comunque superare di molto quella di 250 milioni di dollari avanzata da Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook. Stiamo a vedere, considerando che l’affare, se portato a buon fine, potrebbe significare una svolta per le ricerche in tempo reale su contenuti web, e per l’autorevolezza dei microblogger.
Via | TechDigest
Web Search Strategies in Plain English from leelefever on Vimeo.
Common Craft continua a sfornare video dove tratta argomenti legati al web con uno stile semplice e diretto, adatto a chi è estraneo a questo mondo.
Questa volta si parla di ricerche nel web.
Dopo il salto il video sottotitolato grazie a dotSUB (nel momento in cui scrivo l’italiano non è presente).
Continua a leggere: Le ricerche nel web spiegate con parole semplici (in Plain English)

Il simbolo di una svastica è comparso nell’elenco delle più popolari ricerche effettuate su Google fornito da Google Trends, mettendo non poco in imbarazzo il gigante informatico: dopo essere stata nella pagina per quasi tutto il pomeriggio, nel momento in cui vi scrivo sembra essere stata scalzata (o rimossa) da altre chiavi di ricerca.
Nonostante si possa pensare subito al tentativo di qualche gruppo neonazista di far apparire il simbolo nell’elenco, diverse persone sulla rete hanno ricordato che la svastica è utilizzata anche in religioni come il Buddismo e l’Induismo, per cui le ricerche potrebbero anche essere state effettuate realmente da persone in nessun modo legate al nazismo.
Via | Google Blogoscoped
Il team di Google AdSense ha introdotto una interessante novità per tutti i publisher che possiedono un account AdSense. Si tratta di una funzionalità aggiuntiva di AdSense per la ricerca, la casella di ricerca da inserire nel vostro sito o blog che ti permette di guadagnare con le ricerche fatte dai tuoi lettori direttamente dalle tue pagine.
CSE, Custum Search Engine, questo il suo nome, permette di selezionare i siti all’interno dei quali verrà effettuata la ricerca, in modo da offrire risultati di ricerca mirati, in gradi di soddisfare le più svariate esigenze.
Inoltre i risultati offerti saranno corredati da annunci mirati che consentono un ulteriore guadagno al publisher.

Una settimana fa vi avevamo chiesto se, secondo voi, scrivere un blog migliorasse la vita sociale di una persona. Secondo quanto scoperto da uno studio universitario, infatti, la pratica del blogging “aiuterebbe a sentirsi meno isolati, più collegati ad una comunità e più soddisfatti delle proprie amicizie, sia online che faccia a faccia”.
Le tante vostre risposte al sondaggio, che si è chiuso proprio da poche ore, hanno evidenziato quanto non siate poi così d’accordo con la scoperta dei ricercatori della Swinburne University of Technology di Melbourne.
La maggior parte di voi, infatti, crede che una partita a calcetto o una passeggiata in centro siano sicuramente meglio di starsene seduti davanti al computer (D - 38 per cento dei voti). A seguire, di un avviso abbastanza simile, quelli che pensano che il blog non sia importante quanto, ad esempio, andare a bere una cosa con gli amici (C - 29 per cento dei voti).
Continua a leggere: Scrivere un blog aiuta la tua vita sociale? Le vostre risposte
E’ inutile dirlo, l’applicazione più “cool” per cercare immagini su Flickr e visualizzarle con una interfaccia spettacolare è PicLens. Ne abbiamo già parlato in passato tessendone le lodi, per quei due o tre distratti che ancora non la conoscono. Non avendo la possibilità di utilizzare Piclens, o se si vuole fare ricerche mirate su Flickr, ci si può affidare a motori di ricerca costruiti ad hoc.
Wallpapr, il cui nome fa il verso a quello di Flickr, è un semplice motore di ricerca che consente di cercare sfondi. Si può selezionare il numero di risultati della nostra ricerca (20, 40, 100) ed ottenere le miniature delle foto trovate.
Compfight invece, dal design altrettanto minimalista, permette di cercare foto su Flickr con la possibilità di scegliere alcune delle opzioni di ricerca usate più frequentemente sulla popolare piattaforma destinata alla fotografia. Infatti un bottone permette di scegliere tra ricerca per tag o testo intero ed una checkbox per filtrare solo le foto con licenza Creative Commons (opzione utile per il blogger sempre alla ricerca di immagini originali per i propri post). Anche in questo caso le immagini sarano visualizzate in thumbnail con informazioni sulle dimensioni originali, al passaggio del mouse.
Via | Downlodsquad.com, GHacks.net
I motori di ricerca più usati comunemente sono pochi (Google, Msn, Yahoo!), ma esistono moltissimi servizi minori che offrono risultati più dettagliati, riferendosi ad ambiti particolari; chiaramente, fare varie ricerche spostandosi su molti siti non è in termini di tempo una soluzione più valida rispetto a scorrere molte pagine di un grosso search engine. ResultR, facendo un passo avanti nei confronti dell’ottimo Sputtr, che elenca in una pagina personalizzabile i motori preferiti, da all’utente la possibilità di selezionare i motori che si vogliono adoperare e fornisce alcuni comodi servizi aggiuntivi correlati.
Dalla homepage si possono effettuare ricerche selezionando uno tra Google, Yahoo! o Microsoft Live Search oppure impostando ricerche per tipologia di risultati: notizie, blogs, siti di social bookmarks, lavori, media, informazioni locali e shopping, oltre a fornire i riferimenti (cioè le pagine che linkano il termine cercato). Ma la funzione che rende unico questo search engine è la possibilità di personalizzare le proprie ricerche creando un vero e proprio motore personale: questo è possibile scegliendo fino a 15 siti su cui effettuare le query, tra gli oltre 40 disponibili. Tramite un link ben visibile sotto il campo di ricerca si selezionano i search engines che si vogliono includere e si da un nome alla propria creazione.
Terminata la procedura si può iniziare ad usare il motore personalizzato, impostare un servizio di ricerca per il proprio sito o anche aggiungere il nuovo motore alla barra di ricerca di Firefox tramite un plugin appositamente creato. Al momento non è possibile salvare la personalizzazione in modo da poterla far usare ad altri direttamente tramite ResultR (magari con un indirizzo del tipo www.resultr.com/nomemotore) ma soltanto tramite il proprio sito o blog in cui incorporare il searchbox fornito.
Via | KillerStartups.com
Ci siamo spesso occupati, negli ultimi tempi, delle problematiche legate alla censura e all’utilizzo di internet in Cina. E qualche giorno fa è stata diffusa una notizia abbastanza singolare, di cui in pochi si sono occupati.
Secondo uno studio condotto dalla IAC/InterActiveCorp e dall’agenzia pubblicitaria Jwt, circa il 42 per cento dei ragazzi cinesi dai 16 ai 25 anni si dice “web-addicted”, cioè dipendente dalla Rete, per quanto riguarda esperienze, socializzazione, informazione, scambio di opinioni.
La ricerca è stata condotta su circa 2.100 ragazzi e gli elementi che stupiscono sono due: il primo è che negli Stati Uniti solo il 18 per cento si definisce “pazzo per il Web”, il secondo è che in Cina molti siti non sono raggiungfibili per via della censura governativa.
Continua a leggere: Quasi la metà dei ragazzi cinesi si considera "web-addicted"