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Tutti gli articoli con tag ricerca

Google ci chiede dove cercare le nostre parole chiave

pubblicato da Rosario

Google ci chiede dove cercare le nostre parole chiave

Com’è solita fare con i suoi nuovi servizi, Google ha fornito a una serie di account la possibilità di utilizzare un ulteriore parametro di configurazione chiamato Siti Preferiti, o per gli anglofoni Preferred Sites.

Tale funzione permette di specificare a quali siti web riferire maggiormente le nostre ricerche, dandoci quindi la possibilità di alterare i risultati in base ai nostri gusti. Come giustamente notano su Mashable la modifica sembra un po’ superflua, soprattutto visto che se dovesse prendere piede diffondendosi a tutti gli utenti non sarà più possibile utilizzare servizi come Let Me Google That For You :)

Via | Mashable.com

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WhosTalking: scopri chi parla di te e cosa dice!

pubblicato da Vincenzo Baiocco

scopri chi parla di te con whostalkingVolete sapere cosa si dice sul web di voi, della vostra azienda o di qualcosa in particolare? I posti, o meglio i siti, in cui si dovrebbe guardare sono tantissimi e sarebbe inumano controllarli tutti, per questo è nato WhosTalking, attraverso cui è possibile controllare cosa viene detto a proposito di un determinato soggetto.

WhosTalking cerca risultati su 60 fonti di informazioni come motori di ricerca, newsgroups, social networks: per testarne la potenza potete provare ad inserire come termine da ricercare il nome di una celebrità o un marchio. I risultati delle richerche sono divisi per provenienza: blog, notizie, reti sociali, video, immagini, forum e social bookmarks, tutti con sottomenu specifici.

Tramite l’ultima tab sulla destra, quella per le opzioni, si può salvare la ricerca effettuata, sottoscriverla tramite feed per ricevere gli aggiornamenti tramite il proprio rss reader, oppure installare i plugin per Firefox e per Wordpress; è anche presente un iGoogle Gadget per portare WhosTalkin sulla propria pagina iGoogle personale.

Via | KillerStartups.com

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Europeana: risorse dal nostro continente

pubblicato da Vincenzo Baiocco

Europena: pensare la culturaNon capita spesso di imbattersi in un progetto europeo che miri a valorizzare il continente: Europeana, nato dalla collaborazione di università, musei, biblioteche ed istituti di ricerca del vecchio continente, con il supporto di vari ISP, offre uno spaccato della nostra cultura perfettamente indicizzato e pronto all’uso.

Ad ogni ricerca vengono proposti risultati conteneti testo, immagini, video, suoni, dopodichè ed è possibile restringere i campi limitandosi ad una sola tipologia, scegliendo la lingua, il paese o la fonte.

Il progetto è ancora in versione beta, e visto l’alto numero degli argomenti (possibilmente) trattati e la loro mole, non c’è da stupirsi. Europeana è già adesso disponibile in tutte le lingue europee.

Via | KillerStartups.com

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Ora è possibile cercare un utente su Twitter

pubblicato da nexusdue

cercare un utente su Twitter

Sebbene sia una funzione che dovrebbe essere presente in ogni social network, solo ora Twitter ha aggiunto la possibilità di cercare un utente per username o nome.

Era ora.

Via | Readwriteweb.com

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Google aggiunge il filtro per stile alla ricerca immagini

pubblicato da Vincenzo Baiocco

Google aggiunge la ricerca per tipo di immaginiA Mountain View non si riposano nemmeno per le feste di Natale: la ricerca delle immagini di Google è stata arricchita di una nuova funzione che permette di distinguere i risultati per tipo e fonte.

Nella versione italiana accanto al menu a tendina per la dimensione dell’immagine, ne è affiancato un altro attraverso cui scegliere se la ricerca deve vertere su fonti di notizie, volti o fotografie. Nella versione inglese-globale invece, sono presenti anche le voci “clip art” e “tratteggi”.

Per provare la nuova funzione occorre recarsi su Google.com in English e quindi sulla ricerca immagini.

Via | DownloadSquad.com

Duckduckgo.com, nuovo alternativo motore di ricerca

pubblicato da PG

Duckduckgo.com, nuovo alternativo motore di ricercaUn nuovo motore di ricerca? Molti penseranno che in un mercato ormai saturo e monopolizzato da Google non serva a molto creare un nuovo motore di ricerca. Così non la pensa il creatore di Duckduckgo.com che ha presentato la sua startup.

Duckduckgo.com si presenta come un semplice motore di ricerca, proprio come Gooogle, ma che vuole rendere ancora più facili le ricerche. Duckduckgo infatti combina i suoi algoritmi di ricerca con i contenuti generati dagli utenti di Wikipedia. In questo modo, oltre a cercare i singoli siti, Duckduckgo presenta anche una sintesi degli argomenti.

Duckduckgo offre anche link ad argomenti correlati, notizie e immagini, tutto nella stessa pagina. E, poichè i risultati della ricerca provengono da fonti umane come Wikipedia, il numero di risultati errati e di spam è inferiore. Provate a fare una ricerca, per esempio, con il termine Futurama, e notate la diversa interpretazione delle ricerche che Duckduckgo offre. Inoltre Duckduckgo offre una panoramica di informazioni, foto e video direttamente dai siti come YouTube, Flickr e simili, in modo da avere un quadro completo del personaggio che si intende cercare (per esempio: Bill Gates). Di seguito il video di presentazione del nuovo motore di ricerca.

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Video Online: gli utenti hanno poca attenzione

pubblicato da Davide

poca attenzione per i video onlineUna recente ricerca pubblicata da TubeMogul ha dimostrato che il consumo di video on-line è molto alto ma l’attenzione degli utenti si concentra solo nei primi minuti di visione, dopodiché cala vistosamente. E’ ormai noto che il fenomeno del video sharing è esploso in tutto il mondo, decretando il successo dei siti più famosi ma anche di quelli che sono arrivati dopo e cercano di riservarsi una piccola fetta di mercato. Quello che però non era ancora stato misurato è il tempo di permanenza relativo alla visione del filmato.

Nella ricerca è quindi emerso che gli utenti consumano moltissimi video ma li visionano per poco, avendo a disposizione una quantità enorme di materiale da sfruttare. La stragrande maggioranza si limita a guardare il primo minuto, e dopo i 5 minuti è rimasto solo più il 9% degli utenti. E’ un risultato abbastanza ovvio, visto che è in accordo alle misurazioni sul tempo di permanenza dei visitatori sulle pagine, di solito molto ridotto. Siamo ormai abituati a farci distrarre con molta facilità e i video non fanno eccezione. Non è un caso che le pubblicità siano inserite nei primi secondi del video prima del vero contenuto.

Via | AllThingsDigital.com

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Google rende modificabili i risultati delle ricerche

pubblicato da Rosario

Google rende modificabili i risultati delle ricerche

L’avevamo anticipato qualche mese fa e alla fine è successo: come per i temi Gmail, Google ha iniziato ad attivare per alcuni account la possibilità di modificare i risultati delle ricerche effettuate, funzione chiamata SearchWiki.

Mentre gli sviluppatori ci tengono a precisare che (almeno per ora) ogni modifica effettuata influenza solo l’account che l’ha richiesta senza influenzare il ranking delle pagine, SearchWiki introduce anche una parte “social” nella ricerca, visto che similmente a servizi come Digg è possibile anche visualizzare in quanti hanno promosso un determinato risultato.

Oltre al bottone di “up” sono disponibili anche altri destinati a rimuovere il risultato dalla query associata (quindi non da tutte le ricerche che si effettuano), commentare i risultati sempre in modo pubblico e visibile agli altri utenti, ma soprattutto aggiungere un proprio risultato alla ricerca.

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Rispondere agli amici con Let me Google that for you

pubblicato da Rosario

Let me Google that for you

Prima o poi a tutti quanti capita di ricevere domande da parte di conoscenti alle quali è possibile dare risposta semplicemente facendo una ricerca su Google, fenomeno diventato vero e proprio oggetto di varie situazioni comiche sul web.

Una di queste è il sito Let me Google that for you, che come dice la traduzione dall’inglese mostra appunto l’intero processo nel compiere una ricerca sul motore, prendendo in giro il visitatore.

Meglio fare un esempio pratico: nel caso qualcuno vi chieda il CAP di Milano, fornitegli questo link per fargli capire di cercare su Google prima di chiedere ad altri :)

Via | Google Blogoscoped

MashupAds: pubblicità on-line dinamica e contestuale

pubblicato da Davide

mashupads-dapper-logoMashupAds è un nuovo tipo di advertising on-line creato dalla società Dapper, che mira a promuovere prodotti inserendo pubblicità contestuali all’interno delle pagine web.

A differenza delle pubblicità tradizionali, che di norma hanno contenuti statici o sono riferite alla tematica generale della pagina (come AdWords), MashupAds rileva in tempo reale i contenuti e modifica di conseguenza l’annuncio “leggendo” la pagina all’interno della quale viene inserita. Ad esempio in una pagina di viaggi, l’annuncio conterrà offerte per le destinazioni mostrate in quel momento, o in una pagina di ricette conterrà le offerte per gli ingredienti presenti nella pagina.

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Una ricerca mostra i guadagni degli spammer

pubblicato da PG

Una ricerca mostra i guadagni degli spammerUno studio condotto dall’Università della California ha fatto luce su un particolare tipo di economica che si è sviluppato recentemente, ovvero i guadagni degli spammer. Per diversi mesi alcuni ricercatori si sono infiltrati nel traffico delle email spazzatura utilizzando una rete di computer chiamata Storm e dirottando una parte di queste email, fino a tenere d’occhio un milione di macchine.

Il team guidato dal professor Stefan Savage ha dichiarato che il migliore modo per misurare lo spam è quello di diventare spammer. Attraverso questa rete i ricercatori hanno iniziato ad inviare diversi tipi di email: in un tipo venivano inviate email contenenti link ad un prodotto farmaceutico per accrescere la libido.

Il falso sito è stato realizzato in modo da assomigliare ad altri siti gestiti dagli spammer, ma con la differenza di restituire un messaggio di errore quando i potenziali acquirenti inserivano i dati della carta di credito. Durante la campagna i ricercatori hanno inviato circa 469 milioni di email spazzatura.

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Google Profile Search: cercare tra gli account Google

pubblicato da Rosario

Google Profile Search: cercare tra gli account Google

Google ha lanciato il servizio Profile Search, con il quale cercare altre persone direttamente in base alle informazioni da loro inserite nel proprio account Google. Proprio per rendere più facile la ricerca altrui, il colosso informatico ha consigliato ai propri iscritti di aggiungere ulteriori informazioni sul proprio conto nei profili, in un’ottica “social” che segue la politica adottata qualche tempo fa anche da Yahoo!.

Facile immaginare per i teorici del complotto un nuovo tentativo di Google di acquisire informazioni sulle persone, soprattutto dopo la recente notizia riguardante i 10,5 milioni di siti hostati da suo software.

Via | Google Operating System

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