
La pubblicazione online di più di 90.000 documenti interni riguardanti operazioni militari dell’esercito statunitense in Afghanistan compiute tra il 2004 e il 2009 sta procurando forte imbarazzo alla Casa Bianca. I documenti sono stati pubblicati su WikiLeaks, un Wiki che ha come obiettivo quello di rendere pubbliche informazioni anche senza autorizzazioni ufficiali.
“Crediamo che la trasparenza nelle attività di governo abbia come conseguenze la riduzione della corruzione, il miglioramento del governo e il rafforzamento della democrazia” scrivono i fondatori del Wiki. WikiLeaks era diventato molto noto dopo aver pubblicato in aprile il video della strage di un gruppo di civili (tra cui due giornalisti della Reuters) uccisi in strada a Baghdad nel 2007 dal fuoco di elicotteri Apache.
La documentazione relativa alle operazioni in Afghanistan è stata ripubblicata online dal New York Times, dal Guardian e da Der Spiegel, che hanno realizzato ampi dossier interattivi, dimostrando come la Rete sia ormai fondamentale nello scenario dell’informazione libera e globale.
I documenti riguardano piani e obiettivi della coalizione guidata dagli USA, la descrizione di attacchi nemici e di operazioni militari in cui ci sono state vittime civili, trascrizioni di incontri con politici locali e informazioni riguardanti le strategie dei Paesi coinvolti nello scenario geopolitico del conflitto.
Via | Nytimes.com
Il temporaneo stop allo sviluppo della banda larga in Italia, annunciato di recente dal sottosegretario Gianni Letta, ha suscitato in questi giorni un mare di polemiche. In tanti hanno detto la loro sull’argomento e l’ultima reazione in ordine di tempo è quella del presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, che dai microfoni di SkyTg 24 ha rivolto un appello al governo:
“Quella della banda larga è un’infrastruttura portante per il sistema paese. L’investimento in banda larga ad alta velocità trasmissiva avrebbe un ritorno sul reddito formidabile, non investire sulla banda larga non sarebbe un risparmio. […] Bisogna fare una rete in fibra ottica che garantisca una velocità di 50 megabit. Il sistema delle telecomunicazioni è stato l’unico nel mondo ad avere redditi soddisfacenti anche in piena crisi.”
Secondo Calabrò, c’è l’assoluta necessità che la banda larga da noi venga potenziata al massimo entro il 2015, in caso contrario ne soffrirebbe tutta la ripresa economica del nostro Paese. Insomma, potrebbe essere l’ultima occasione per non “perdere il treno”: che ne dite, alla fine riusciremo a salirci?
Via | Adnkronos
Tenere sotto controllo lo stato del proprio PC mentre si lavora può essere importante, specialmente quando tutto sembra essere bloccato e non si riesce a capire cosa stia succedendo. In ogni anche negli ambienti più critici è molto utile avere a portata di mano tutti i parametri fondamentali di funzionamento del sistema.
System monitor è una piccola applicazione freeware che nei sistemi Windows mostra un pannello grafico/testuale che elenca i valori di carico di Cpu, Ram, disco, scheda di rete, numero di connessioni, thread, ecc. Il pannello può essere personalizzato a piacere, ridimensionandolo con la rotella del mouse, scegliendo le varie componenti da visualizzare, attraverso vari gradi di trasparenza e attraverso skin. E’ disponibile anche in versione portable.
In questo modo sarà sempre tutto sotto controllo ed il Task Manager dovrebbe essere un accessorio per i casi più disperati. Può essere configurato per avviarsi automaticamente al caricamento del sistema. Nel caso la versione di windows utilizzata non sia in lingua inglese, è possibile che all’avvio i valori siano tutti nulli, a causa di un problema con il registro di sistema, ma sulla pagina del programma è dettagliata la procedura per ripristinare il funzionamento corretto.
(Grazie a Sandrob per la segnalazione)
Una serie di attacchi informatici alle caselle e-mail di Obama e McCain sono stati perpetrati durante i mesi della campagna elettorale nel tentativo di carpire informazioni preziose. Le contromisure sono state subito attuate migliorando le difese in una continua lotta all’inseguimento.
Sembra che gli attacchi siano stati originati dalla cina e abbiano avuto successo nell’accedere a informazioni e segmenti di rete definiti come “non classificati”, ma ciononostante questo potrebbe essere considerato come un metodo specifico di avvicinamento tramite la raccolta di informazioni di basso livello che possono portare a trovare dei tesori.
Via | Cnet.com
Foto | Flickr.com
Improvvisamente la Rete si è accorta che la crisi economica può coinvolgere anche i suoi servizi. In particolare potrebbero soffrire maggiormente i siti creati intorno al 2001.
Alcuni servizi, come Facebook non dovrebbero avere problemi: Facebook è stato valutato 15 miliardi di dollari l’anno scorso. Ma altre società, come Digg, Twitter, Zooomr non hanno le stesse basi economiche, e potrebbero non sopravvivere all’ondata di crisi che sta investendo tutto il mondo.
Il rallentamento nella crescita di tutte le società che operano su Internet sarà evidente, e per alcuni la “caduta” sarà dolorosa. Per alcuni si tratta della fine del Web 2.0, inteso come frammentarietà e decentramento dei servizi, visto che solo poche aziende, e tra le più ricche e solide, riusciranno a salvarsi. Per la maggior parte dei siti, infatti, non sarà possibile realizzare aumenti di capitale.
Via | Newsweek.com

Oggi ho scoperto un’utilissima applicazione multipiattaforma per sfruttare al meglio la propria rete locale, a casa come in un piccolo ufficio. Si chiama LanShark, e permette di condividere i propri file in rete in modo più efficiente di quanto possano fare i tool di default presenti nei sistemi operativi.
Il software, infatti, è in grado di riconoscere automaticamente tutti gli altri utenti LanShark connessi alla rete locale, dando loro la possibilità di condividere intere cartelle o singoli file, e di accedere l’uno ai file dell’altro, e così via. Utilissima, tra l’altro, anche la possibilità di effettuare “al volo” una ricerca nell’intera rete.
Il software è gratuito e disponibile per Windows, Gentoo e Debian/Ubuntu (la versione per Mac - ahimé - va invece “compilata”). Se utilizzate spesso file e cartelle in rete sparsi su diversi computer, date un’occhiata e vedrete che dopo qualche giorno di utilizzo sarà difficile farne a meno.
Via | Incubaweb.com
Il Consiglio di amministrazione dell’Icann, la società americana che gestisce l’assegnazione degli indirizzi internet, riunito a Parigi ha approvato giovedì scorso all’unanimità la decisione di fornire agli utenti la possibilità di registrare domini con estensioni di ogni tipo. Ma che cosa significa esattamente questo? Sicuramente molte più possibilità, per i gestori, di avere un sito fatto su misura, ma - immaginiamo - anche qualche grattacapo in più per gli utenti, fino ad ora abituati a riconoscere i domini tramite i suffissi .it, .com, .org e così via.
Fra qualche tempo, così, potremmo avere www.downloadblog.blogo (solo per fare un esempio), ma anche www.repubblica.notizie, oppure www.mario.rossi, o ancora www.apple.mac. E così via. Perché le possibilità sono infinite. Altro dettaglio negativo, oltre ovviamente a un po’ di disorientamento (almeno iniziale), anche il fatto che la creazione di un nuovo suffisso potrebbe venire a costare migliaia di euro.
Tra le novità, è stata anche approvata l’apertura della rete agli alfabeti non latini, come l’arabo, il cirillico o il cinese. “Le novità approvate - ha dichiarato il presidente dell’Icann Paul Twomey - rappresentano una grande opportunità per il settore, anche se ci vorranno ancora almeno tre o quattro mesi per finalizzare i dettagli di questa liberalizzazione. È un fatto storico - ha continuato Twomey - che rivoluzionerà il modo in cui internet appare e funziona”.
Se, come me, avete a casa o al lavoro diversi computer e utilizzate molto le cartelle condivise allora dovete provare una piccola applicazione per Windows chiamata File Alert Monitor.
Lo scopo dell’applicazione è quella, appunto, di monitorare tutti i cambiamenti che avvengono nelle cartelle condivise che abbiamo specificato in fase di setup. Così, ad esempio, se qualcuno modificherà un file o ne creerà un nuovo, saremo avvertiti praticamente in tempo reale.
In fase di setup, oltre alle cartelle, bisognerà specificare anche il tipo di file da monitorare (di default vengono monitorati solo i file musicali .wav).
Continua a leggere: Controllare i cambiamenti nelle cartelle remote con File Alert Monitor
Mancano trenta giorni alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, e la rete è ormai uno dei terreni più autorevoli sui quali i candidati si giocano le loro carte.
Polisblog.it è un nuovo blog del network Blogo che vuole mettere la politica italiana sotto la lente d’ingrandimento: attualità, servizi, analisi, interventi di blogger e giornalisti, un agente infiltrato in Parlamento, con il plus dei servizi video Agr in esclusiva.
Ma-anchismi, dichiarazioni e aut aut sezionati con autorevolezza e con il solito stile leggero dei blog del network, Polisblog è la voce nuova nell’affollato mondo della politica online. Lontano dalla demagogia dei blog più affollati, vicino a chi crede che ancora ci sia un minimo da salvare. Ma anche no.
Ogni giorno pagelle, botta e risposta dal Palazzo e satira; un’offerta composita che soddisfa il palato di chi al mattino non è sveglio finchè non ha letto Panebianco o Della Loggia sul Corriere, come di chi ha messo le dita a V l’otto settembre scorso.
Continua a leggere: A trenta giorni dal voto nasce Polisblog.it
Chiunque utilizza un portatile in ambienti diversi e ogni volta deve modificare le impostazioni di rete per connettersi sa che questa operazione fa perdere molto tempo prezioso ed è abbastanza noiosa. Avendo questa esigenza, ho cercato una soluzione che fosse compatta e possibilmente open source. Il programma che ho trovato permette di superare proprio questo problema. Netselector 0.1 è dedicato a tutti coloro che dovendo cambiare indirizzo IP, netmask, proxy e gateway sono costretti ad accedere alle impostazioni di rete per poter lavorare ad ogni cambio di sede. Il software è disponibile per windows e presenta una comoda interfaccia in cui è possibile salvare i profili di rete più utilizzati per poterli richiamare in seguito e ogni volta che se ne ha la necessità.
Per il funzionamento di Netselector è necessario avere a disposizione le librerie .NET, che sono ormai installate presso la maggior parte dei sistemi ma che risultano molto corpose da scaricare per chi non le avesse ancora a disposizione. Il programma ha un piccolo neo, in quanto non salva le impostazioni dei server WINS. Rappresenta però un ottimo aiuto la funzione di salvataggio delle condivisioni di rete e delle stampanti in base al profilo. Inoltre è pur sempre un ottimo prodotto per il rapporto prezzo/prestazioni rispetto ad altri software simili che sono però a pagamento, oltre ad essere open source, quindi aperto a consultazioni o modifiche del codice.
Via | SourceForge

Telecom Italia ha varato il progetto Open Access, che andando incontro alle richieste dell’Authority per le Telecomunicazioni, investirà 15 miliardi di euro in tre anni -Google con quei soldi avrebbe ricoperto con il consorzio Unity di fibbre ottiche super veloci Terra, Luna e Marte-, porterà la rete capillarmente ad ogni cittadino del territorio italiano, e permetterà l’accesso paritario a tutti gli altri operatori di telefonia.
Open Access sarà un’organizzazione completamente indipendente dal settore commerciale di Telecom Italia e dipenderà soltanto dalla nuova direzione -aiutatemi vi prego a capire questo termine: “direzione”- che si chiamerà Technology & Operations, articolata in quattro branchie di cui una appunto sarà Open Access.
Subito dopo fatto l’annuncio il titolo in borsa ha perso il 10%, ma gli azionisti, soprattutto quelli indipendenti non devono preoccuparsi, infatti Telecom Italia aveva già lanciato un gioco a premi per tutti gli azionisti indipendenti, i quali parteciperanno all’estrazione TI alw@is ON, e potranno vincere 2 visite al backstage di uno spot di Alice o Tim, un tour a Maranello presso la sede Ferrari, un weekend full immersion nel mondo Ducati per due persone. Inoltre saranno estratti ogni due settimane telefonini Tim, telefoni Aladino Music Vision e altri interessantissimi premi.
Via | Corriere.it

Speed Simulator è un tool che permette di simulare il comportamento di un sito con diverse velocità di connessione. Il programma è stato sviluppato originariamente per testare un uploader AJAX/Flash, stimando il tempo necessario ad effettuare il caricamento di un file.
Speed Simulator può essere molto utile per verificare quanto tempo impiega, un utente con connessione analogica, a navigare tra le pagine del nostro sito.
Quando nel 1999 mi sono avvicinato ad internet era molto sentita l’esigenza di sviluppare siti con una grafica bellissima ma che si potessero caricare in breve tempo. Una delle regole d’oro per lo sviluppo di un sito era quella di avere una grafica che non superasse i 20kb e che fosse ripartita su più immagini. Con il diffondersi delle utenze ADSL si è trascurata l’importanza di creare un sito comunque leggero, soprattutto per quelle persone che ancora non sono raggiunte dalla connessione digitale.
Oltre a poter scegliere la velocità di connessione da simulare è possibile inserire un ritardo base per modellare i ritardi introdotti dalla fase di handshake della connessione, dal DNS, ecc…
Per poter utilizzare Speed Simulator è necessario scegliere localhost come proxy per il browser e come porta 8080. Successivamente è possibile avviare il programma e connettersi al sito.
Via| Ghacks