Articolista, grafico e webdesigner, traduttore e docente, Nicola D’Agostino scrive da anni di Apple, Mozilla, hacking, musica, comunicazione ed altro ancora. Vive in una casa invasa da fumetti, libri, riviste, vecchi computer e scatole di software. Con il post di oggi inizia una rubrica settimanale sulle pagine di Downloadblog. Benvenuto!
“La radio sa di vecchio e ha bisogno di una rinnovata digitale”. È quanto afferma l’imprenditore Michael Robertson, che dopo mp3.com, Lindows/Linspire e Gizmo 5 ha deciso di lanciarsi in ua nuova iniziativa online.
“The byo.fm Experiment”, è una riflessione ed al tempo stesso un manifesto della sua idea sullo svecchiare la radio sposandone gli elementi validi con l’offerta, la qualità audio e l’interattività di Internet.

I cardini, secondo Robertson, sono cinque.
Anzitutto gli ascoltatori devono essere messi in condizione di inserire notiziari, sport e programmi di intrattenimento nei loro ascolti, scegliendo le fonti e controllando le percentuali di ogni tipo di contenuto.
Oltre a notizie dai siti di TV, radio e giornali locali gli utenti dovrebbero poter avere sempre sottomano informazioni sul tempo e sulla viabilità.
Continua a leggere: Byo.fm: un'emittente radio su misura grazie a Internet
Microsoft sembra non fermarsi più. Mentre continua lo sviluppo di Windows 7 e dopo il recente annuncio del lancio di Office 2010 gratis sul web, il colosso del software starebbe per lanciare un proprio servizio di streaming musicale.
Il servizio dovrebbe partire entro la fine di luglio, e secondo alcune indiscrezioni, assomiglierebbe molto a Spotify, un sito musicale molto popolare in Europa, che combina un sistema di annunci pubblicitari con abbonamenti per account premium, oltre alla possibilità di acquistare musica.
Il servizio che Microsoft starebbe per lanciare potrebbe essere integrato con l’XBox store e naturalmente con il player Zune. Microsoft, quindi, potrebbe diventare il diretto concorrente di servizi come Pandora o Last.fm. Non dimentichiamoci che tutti i nuovi servizi lanciati da Microsoft sono destinati ad aumentare le quote di mercato del nuovo motore di ricerca Bing.
Via | Readwriteweb.com

Dal quartier generale Last.fm di Londra, un sospiro di sollievo per molti di noi che avevano visto tramontare il sogno di usufruire gratuitamente almeno dei servizi base della nota radio online.
La notizia era stata accolta particolarmente male dal pubblico italiano, soprattutto perché la tariffazione obbligatoria di Last.fm (a una cifra vicina ai 3 euro mensili) non avrebbe riguardato alcune nazioni: USA, Germania e Regno Unito. Nei giorni scorsi, tramite il proprio blog, Last.fm ha spiegato meglio le cause di quella decisione, individuandole nella difficoltà che aveva riscontrato nel reperire nuove sponsorizzazioni nella maggior parte dei mercati.
Sempre attraverso il suo canale di comunicazione ufficiale, la radio ha mostrato di aver cambiato rotta. Ma si tratta solo rimandare, probabilmente. Gli utenti base di Last.fm non saranno obbligati a pagare per ascoltarla almeno fino a che delle condizioni non si saranno verificate, fra cui l’attivazione della possibilità di donare abbonamenti ad altri utenti e quella di pagare i servizi con altri mezzi a parte PayPal.
Via | Mashable
Nexus Radio è un player multimediale il cui punto di forza risiede nell’offrire all’utente più di 8000 stazioni radio da ascoltare gratuitamente, oltre alle normali funzioni di riproduzione e diversi strumenti per creare suonerie, editare tag e molto altro.
La possibilità di ascoltare musica è garantita dalle 8000 (ed oltre) web-radio, per un totale di più di 15 milioni di canzoni, divise in 38 generi; si può registrare quanto in ascolto e livellarlo con vari filtri, aggiustarlo con effetti digitali, per ottenere così un file di buona qualità, che potrà essere modificato e adattato in seguito per gli scopi più vari (suonerie per telefoni, formati adatti a lettori multimediali). I file supportati sono .aac, .mp4, .mp3, .mp2, .mp1, .ogg, .wav e .wma, è possibile editare a mano o in maniera automatica i tag ID3 (versione 1 e 2).
Nexus Radio gira su Microsoft Windows (dal 2000 in poi), con richieste hardware minime ma necessita di una connessione veloce che permetta lo streaming senza pause ed interruzioni fastidiosie per il buffering.
Via | FreewareFiles.com
Screamer Radio è un programma per ascoltare e registrare web radio, sviluppato dallo svedese David Zidar e rilasciato come freeware. Gira su Microsoft Windows e può essere installato normalmente o usato in versione portatile.
Una volta aperto si potrà scegliere quale radio ascoltare tra le moltissime (4095 mentre scrivo) già presenti nel database, consultabile anche attraverso un’apposita sezione del sito, oppure aggiungere la propria; le stazioni sono divise per genere, lingua, rete o regione, così da rendere più facile la ricerca di un tipo di programma radiofonico.
Screamer Radio suporta mp3, ogg, aac e wma, ma non gestisce i formati Real Audio, in quanto proprietari; spesso le web radio utilizzano più formati, ma ciò non vale per la nostra Rai.
Via | HowToGeek.com
Ieri è stata una giornata molto intensa per il futuro delle radio online. Al Congresso americano si sta infatti per discutere un procedimento che potrebbe rappresentare una svolta fondamentale per la vita (o la morte) delle Web-radio.
La legge, chiamata Webcaster Settlement Act, consentirebbe alle stazioni radio su Internet di negoziare con l’industria musicale un tasso inferiore rispetto a quello stabilito dal Congresso l’anno scorso. Una proposta che Tim Westergren, fondatore di Pandora, ha accolto trionfante.
Tutti i principali Webcaster, infatti, si stanno battendo per il diritto di negoziare personalmente con l’industria musicale e ridurre i canoni che devono pagare per lo streaming della musica sul Web. Ma qualsiasi accordo deve essere prima approvato dal governo federale. La pressione delle Web-radio dipende dal fatto che alcune di esse non possono permettersi lunghi ritardi nell’approvazione della legge. Il video della discussione parlamentare è presente dopo il salto
Continua a leggere: Una nuova legge permetterebbe costi minori per le radio online
Con l’aumentata disponibilità di banda su Internet e con l’esplosione del Web 2.0, anche il fenomeno delle radio online è cresciuto notevolmente: oggi è possibile trovare centinaia di radio che vanno dallo sport ai talk show, dalla musica classica, fino alla musica folk. Ma, proprio a causa di questa enorme disponibilità, è difficile trovare ciò che più interessa.
Un nuovo servizio si propone come hub unico per raccogliere e individuare le stazioni radio e aiutare gli utenti a cercare la radio più adatta ai propri gusti. Il sito, che si chiama OneLlama Radio, è attualmente in fase beta privata, ma è possibile richiedere un invito.
Dopo essere riuscito ad entrare tramite il mio invito, ho potuto constatare la particolare sobrietà del sito, che appare con un’interfaccia semplice e pulita: appena entrati appare il form per la ricerca degli artisti. Una volta compiuta la ricerca, il sito mostra tutte le stazioni che recentemente hanno diffuso una canzone dell’artista richiesto.
Continua a leggere: RadioOneLlama inizia la fase di beta privata

È stata da poco lanciata la versione definitiva di Radiopaq, un motore di ricerca per le Web-radio che ha al proprio interno un database con centinaia di emittenti registrate nonché una bella biblioteca di audiolibri.
L’utilizzo del servizio è davvero semplice e immediato: basta scegliere la propria radio (in base al nome, alla nazionalità o al tipo di musica trasmessa) e premere Play; il resto è automatico.
Per quanto riguarda l’Italia ci sono decine e decine di stazioni registrate, dalle più famose a quelle locali. Interessante, dicevamo, anche la possibilità di poter ascoltare e scaricare podcast, ma la maggior parte di questi sono in inglese.
Continua a leggere: Radiopaq, il motore di ricerca per le web-radio
RFID è l’acronimo di Radio Frequency IDentification, cioè identificazione tramite frequenza radio, una tecnologia per la lettura a distanza di informazioni contenute in appositi microchip (come quelli dei controlli antitaccheggio): ad essa sono spesso affidati compiti di sicurezza per quanto riguarda la tracciabilità, la logistica, il controllo accessi e recentemente chip RFID sono stati inseriti in carte di credito e passaporti. Questo è stato pensato per aumentare il livello di sicurezza ma erroneamente, visto che i dati contenuti nei chip possono essere facilmente sniffati.
L’hacker Paolo “Pablos” Holman in una intervista realizzata da Xeni Jardin per BoingBoingTV durante la O’Reilly Emerging Technology Conference 2008, ha dimostrato come le informazioni contenute in quei chip siano tutt’altro che al sicuro bensì facilmente leggibili in un attimo e senza spendere quasi niente. Holman ha acquistato un lettore per RFID su ebay pagandolo la stratosferica somma di 8 dollari e lo ha collegato al suo portatile, quindi con un software apposito ha potuto, semplicemente passando il reader vicino al chip, ottenere tutte le informazioni contenute in esso: per ogni carta di credito nelle immediate vicinanze si potrebbe ottenere in un secondo nome e cognome del titolare, numero della carta e del conto, data di scadenza, codice di controllo e ogni altro dato la banca abbia immesso; lo stesso dicasi per i passaporti, che potrebbero essere facilmente clonati, con rischi su cui non è il caso di dilungarsi.
Per chi già disponesse di chip RFID con dati sensibili Holman suggerisce l’acquisto di un portafoglio piombato o di un porta documenti schermato, in modo da impedire la comunicazione tra chip e lettore. A suo dire per risolvere il problema sarebbe sufficiente che la decrittazione avvenisse in un apposito server a monte del lettore per garantire un miglior livello di sicurezza.
Via | BoingBoing.net
Prepariamoci ad ascoltare le canzoni della prima band musicale formatasi su internet. Con Musigy, infatti, i musicisti di tutto il mondo possono cercarsi, conoscersi e fare musica insieme senza mai incontrarsi dal vivo. Tutto senza spendere un cent.
Una volta registrati su Musigy è possibile scaricare Musigy Maker. Questo software consente a più utenti di incontrarsi in uno studio di registrazione virtuale, vedersi via webcam, e suonare insieme. Musigy assicura alta qualità del servizio e bassissimi ritardi per consentire di comporre musica e registrare le canzoni in perfetto sincronismo. Ecco un video che mostra la prima sala di registrazione virtuale della storia.
Musigy nasce dall’idea di due giovani studenti universitari Russi, appassionati di musica. I due studenti hanno proposto Musigy all’ Imagine Cup del 2005, arrivando al primo posto. Per chi non lo sapesse l’Imagine Cup è concorso proposto dalla Microsoft e rivolto ai giovani programmatori, artisti e tecnologi. Basta dare un’occhiata al blog di Musigy per rendersi conto che i due ragazzi ci sanno fare.
Quanto dovremo aspettare per i Beatles dell’era di internet? Se Musigy spopolerà, come credo, l’attesa sarà breve. A quel punto bisognerà chiedersi chi manderà per prima in onda il nuovo gruppo: una webradio o una radio “tradizionale”?
E poi bisognerà vedere se anche i gruppi musicali nati sul web prima o poi si sciolgono. Voi che ne dite?
Via|Ghacks.net
Migliaia di webcasters e internet radio statunitensi si spegneranno per una giornata di silenzio domani, martedì 26 giugno. L’iniziativa nasce per sensibilizzare case discografiche, opinione pubblica e membri del Congresso Usa e impedire la “morte certa” di centinaia di stazioni radiofoniche sul web.
Causa della “morte”, l’aumento del costo dei diritti dei brani musicali a partire dal 15 luglio. Fino ad ora le internet radio pagavano in base a quante canzoni trasmettevano; adesso, invece, saranno costrette a pagare in base al numero di ascoltatori. Inevitabile che le più piccole saranno costrette alla chiusura, mentre molte altre dovranno limitare il numero di utenti o chiedere il pagamento di un canone.
Numerose le iniziative di protesta, guidate dall’associazione Save Net Radio (di cui avevamo già parlato in passato in occasione della chiusura agli utenti non statunitensi del famoso servizio Pandora): alcune emittenti verranno spente totalmente; altre, invece, trasmetteranno suoni della natura (come ad esempio il rumore delle onde del mare) intervallati dalle spiegazioni della protesta.
Continua a leggere: Internet radio, domani è il giorno del silenzio
Il Bluetooth SIG (Special Interest Group) è pronto per rilasciare le specifiche della versione 2.1+EDR. La nuova versione del popolare standard di trasferimento dati via onde radio sarà più sicura e permetterà un risparmio della batteria migliore di ben 5 volte rispetto a quello attuale.
Le specifiche sono praticamente pronte e si pensa che i primi prodotti dotati di Bt 2.1 saranno sul mercato entro la fine dell’anno (una nuova idea per un regalo hi-tech per il prossimo Natale). Nello scorso novembre il Bluetooth SIG aveva annunciato il raggiungimento del miliardo di dispositivi venduti complessivamente nel mondo.
Via | Engadget.com