Sembra che il progetto di integrazione dei dati di Google Adsense all’interno di Analytics sia quasi arrivato al termine. Infatti alcuni screenshot sono stati pubblicati innavertitamente su TheGoogleCache e subito rimossi, ma le copie memorizzate sui feedreader dei lettori hanno permesso di risalire a cosa bolle in pentola. E’ da molto tempo che se ne parla ma per la prima volta appaiono delle schermate dei risultati che sarà possibile ottenere dall’analisi dei dati.
In particolare le schermate mostrano che sarà possibile analizzare quali spazi pubblicitari ottengano più click, ottenendo quindi informazioni sull’interazione degli utenti con le pubblicità nel corso del tempo e sui conseguenti ricavi, anche a livello di singola pagina.
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Ricorderete l’accordo stretto poco più di 2 mesi fa tra Google e Seth MacFarlane, autore della serie animata “Family Guy” da noi chiamata I Griffin.
I primi 2 cartoni della “Seth MacFarlane’s Cavalcade of Cartoon Comedy” sono stati pubblicati su YouTube: il primo è quello a capo post intitolato “Super Mario Rescues The Princess”, mentre il secondo che potete vedere dopo la pausa si chiama “A Dog on the $25,000 Pyramid”.
Continua a leggere: Disponibili i primi cartoni animati AdSense di Seth MacFarlane
Logicamente presumo che un po’ tutti sappiano di essere maschio o femmina, magari i dubbi sono sull’orientamento sessuale, ma questo è un altro discorso.
Qualcuno ha creato uno script che, analizzando la cronologia del browser, è in grado di determinare il sesso dell’utente. Sistema piuttosto utile ai webmaster per orientare l’advertising. Quindi non solo pubblicità legata al paese di provenienza ed all’analisi della pagina, ma abile mossa per mostrare ai maschietti auto e calcio ed alle femminucce borse e rossetti (sto generalizzando, è ovvio). L’algoritmo si basa sui dati forniti da Quantcast top 10k, che provvede a dare una stima dei visitatori, divisi per sesso, fascia di età ecc. dei primi 10.000 siti visitati negli USA.
E’ possibile provare l’algoritmo, permettendo allo script quindi di “spiare” la cronologia del proprio browser. Il mio ego di maschio italiano è salvo. La mia cronologia (senza siti per adulti, giuro!) dice che sono maschio con probabilità del 95%, anche se quel 5% un po’ mi rode…
Via | Ghacks.net
Google ha annunciato l’accordo con Rambler Media per l’acquisto di ZAO Begun, servizio di pubblicità contestuale battente bandiera russa.
Il prezzo dell’operazione è stato fissato a 140 milioni di $, dando la possibilità a Google di espandersi anche in Russia dove proprio il settore della pubblicità contestuale è in fortissima crescita: ancora un’altra acquisizione da aggiungere all’elenco di qualche giorno fa.
Non sarà il nuovo male, ma di certo è quantomeno impressionante la capacità con cui Google sta riuscendo a muovere i suoi tentacoli in così tante direzioni attraverso la rete.
Via | Google Blogoscoped
Prima di quanto si possa immaginare, Google potrebbe rivoluzionare il mondo della distribuzione di contenuti online, dato che ha sottoscritto un accordo con Seth MacFarlane, creatore del cartone “Family Guy” (in Italia “I Griffin“) per la realizzazione di una mini-serie di cartoni che sarà distribuita sulla Rete.
Più che il progetto in sé, che si chiamerà “Seth MacFarlane’s Cavalcade of Cartoon Comedy”, è interessante il metodo di distribuzione che lo circonda: attraverso la propria piattaforma AdSense, Google sarà in grado di fornire il video in maniera targetizzata ed ottimizzare così i propri ricavi. Questo nuovo progetto va inserito nel servizio Google Content Network che sino ad ora ha distribuito esclusivamente contenuti inediti.
La pubblicità sarà fornita in differenti modi che vanno da banner standard nella parte inferiore del video, a messaggi come “brought to you by…” esclusivi per alcuni advertiser e ad altre forme che ricordano la normale pubblicità televisiva che precederanno la clip.
“Cavalcade” è una serie che sarà composta da 50 diversi episodi, della durata di 2 minuti circa ciascuno e il lancio è previsto per il prossimo settembre.
Un quesito sulla possibile cannibalizzazione di utenti di YouTube rimane dato che
se il contenuto fosse sufficientemente interessante, la gente lo guarderà e, per lo stesso motivo, Google avrà problemi sulla monetizzazione di YouTube
come Rogers sottolinea, ma ad oggi è presto per pronosticare.
Via | nytimes.com
YouTube è uno dei siti/servizi più visualizzati/utilizzati di internet, con centinaia di milioni di videoclip visualizzati ogni giorno. Eppure, Google, proprietaria del popolare servizio di video-sharing, ammette di non sapere ancora come ricavarci qualche soldino in più, anche se spera di capirlo a breve termine.
È ovvio, ha spiegato l’amministratore delegato di Google Eric Schmidt, che la gente pensi che YouTube generi “un significativo ammontare di denaro ogni mese”, ma in realtà non è proprio così. “Il nostro obiettivo - ha poi aggiunto - non è quello di monetizzare tutto”.
La notizia arriva da un’intervista che il Ceo ha rilasciato al New Yorker, celebre rivista statunitense. “YouTube - si legge - potrebbe portare alla creazione di un nuovo business”, aggiungendo di essere ottimista per due fattori: “Conosco le persone che utilizzano il sito” e “Abbiamo il lusso di investire molto tempo nel progetto”.
Continua a leggere: Google conferma: "Ancora non sappiamo come fare soldi con YouTube"

Google sta facendo grossi investimenti nell’advertising in Russia, per combattere Yandex, attualmente leader tra i motori di ricerca. Pare siano stati stati stimati circa $250,000 al mese per la campagna pubblicitaria destinata a fermate del bus e metropolitane. Nella foto, infatti, una delle panchine griffate Google.
Google tiene molto a questo mercato emergente. Ricordate, in passato, la bellissima pubblicità di Gmail in stile Art Attack e la saponetta gadget?
Via | Techcrunch.com
Gli utilizzatori abituali di Adblock Plus, add-on di Firefox in grado di bloccare i fastidiosi banner pubblicitari, potrebbero gradire Add-Art, altra estensione del browser Mozilla.
Funzionando in coppia con Adblock, Add-Art permette di visualizzare contenuti artistici al posto delle pubblicità, contenuti mantenuti dagli sviluppatori che offrono aggiornamenti alle gallerie mostrate ogni 2 settimane.
Via | Makezine.com
Con il boom dei Social Network era piuttosto prevedibile una curva di interesse da parte di chi vive di rendita grazie allo spam, la pubblicità indesiderata. Tra i vari servizi di messaggistica istantanea e non, comunità di persone che condividono online i propri interessi, aggregatori, servizi di photo-sharing i possibili bersagli sono fin troppi.
Network come Facebook o MySpace contano rispettivamente oltre 73 e 107 milioni di iscritti (dati: novembre 2007); cifre da capogiro e in continuo aumento. Tuttavia, come ha dichiarato un ricercatore di Cloudmark - azienda leader della sicurezza e prevenzione degli abusi via messaggi - un numero compreso tra il 15 e il 30% delle friend requests proviene da profili spam.
La tattica è semplice: gli spammatori contattano i vari iscritti al servizio e aspettano che questi ultimi clicchino per vedere il loro profilo. Una volta entrati si troveranno di fronte una pagina costruita ad hoc con spam o links verso altri siti. Se al boom quantitativo di cui si è parlato prima si aggiunge che i prodotti “spinti” dallo spam sono sempre più vari e numerosi ci si rende conto di quanto potrà essere bersagliato questo mercato.
Via | Gigaom.com
Foto | Flickr
Dopo l’annuncio che ha definitivamente messo la parola fine alla vicenda Microsoft-Yahoo, gli esperti si interrogano sulla posizione dominante di Google, ormai rimasta sola come azienda nel settore della pubblicità su Internet. E’ un pericolo che una sola società controlli tutta la linfa vitale dell’Internet di adesso?
Secondo Henry Blodget l’attuale monopolio di Google è ancora più redditizio e pericoloso dell’altro famoso monopolio, ovvero Microsoft Windows. Google rappresenta quasi il 70% di tutte le ricerche negli Stati Uniti. Il resto dei portali, compresi Yahoo e MSN, non raggiungono che misere percentuali, relativamente il 20% e il 6%. E questi numeri sono in continuo calo, soprattutto per quanto riguarda MSN Search
Eppure, fino ad oggi, Google si è limitato ad imporre il suo potere. Ma Google rappresenta comunque una minaccia in virtù della sua estrema mobilità, nel senso che si muove molto velocemente nei vari settori dei mercati. I concorrenti stanno a vedere. Quelli rimasti sono proprio Microsoft e Yahoo. Ma, visto come è andata a finire la vicenda Microhoo, non sembrano esserci alternative a breve termine.
Via | Informationweek.com
Un aggiornamento di Live Search è l’ultimo tentativo di Microsoft per raggiungere Google, leader incontrastato della ricerca sul Web. Chris Dobson, capo del gruppo di servizi online nel Regno Unito per Microsoft, ha dichiarato che l’azienda ha annunciato una profonda revisione del suo motore di ricerca.
Uno degli aggiornamenti riguarderà l’inclusione di un maggior numero di immagini nella pagina dei risultati, oltre a mappe e altri dettagli basati sulla localizzazione della ricerca. Ci sarà anche una nuova funzione chiamata Celebrity xRank.
Ma è ovvio che, in mezzo a questi aggiornamenti, ci sia anche la famigerata querelle Microsoft-Yahoo. La ricerca è proprio uno degli assi portanti della strategia che, probabilmente, porterà Microsoft ad acquisire Yahoo, oltre agli introiti pubblicitari.
Steve Ballmer ha detto che l’obiettivo di Microsoft è raggiungere i 10 miliardi di guadagni dalla pubblicità: tuttavia nell’ultimo trimestre i servizi online hanno portato nelle casse della società circa 834 milioni di €, ovvero il 6% del reddito globale. Microsoft si è mossa, ultimamente, proprio nel campo pubblicitario, con l’acquisizione di aQuantitive, piattaforma per la pubblicità online, che ha portato nei computer Microsoft una quantità enorme di dati relativi alle preferenze di ricerca di milioni di utenti del Regno Unito.
Un’altra interessante caratteristica è stata aggiunta a Google Maps. Come era già successo per Google Earth che consente di visualizzare video di YouTube “geotaggati” sul globo terrestre, adesso è la volta delle mappe di Google.
I video saranno visualizzati nella linguetta Foto e video, tra le informazioni relative ad un esercizio commerciale cercato sulla mappa. Si tratta quindi di una ghiotta occasione per chi ha una attività per farsi pubblicità, visto che la caratteristica è disponibile solo per chi ha segnalato il proprio esercizio commerciale su Google Map grazie al servizio locale di Business Center.
Basta caricare il proprio video su YouTube assicurandosi che l’opzione “embed” sia attiva e dopo associarlo alla propria attività grazie al Business Center di Google Maps.