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Le banche venderanno informazioni sui nostri acquisti con carta di credito?

pubblicato da Peppe Croce

Cosa compriamo e quanto spendiamo, al momento, non viene divulgato o "venduto" al di fuori delle mura degli istituti bancari. Che hanno due opzioni: monetizzare queste informazioni o cambiare politica sulla privacyDomanda non da poco: nell’era della pubblicità targetizzata, che uso fanno le banche delle informazioni derivanti dagli acquisti fatti dai propri clienti tramite carta di credito? Questi dati restano tra le mura dell’istituto, o vengono ceduti a società esterne?

Se lo è chiesto Forbes che, sul blog di Kashmir Hill, fa il punto della situazione e, almeno in parte, rassicura gli amanti dello shopping elettronico. Al momento, secondo quanto risulta alla Hill, le banche non vendono queste informazioni. Ma non è detto che non le usino. Al contrario: cosa acquistiamo, quanto spendiamo e con che frequenza sono informazioni molto utili per le banche che, però, continuano a farne un uso “in-network”, senza cioè venderle.

Secondo Madeline Aufseeser, senior analyst di Aite Group, queste informazioni potrebbero essere presto utilizzate dalle banche per far concorrenza ad alcuni servizi come Groupon o LivigSocial, che al momento spopolano nel settore dello shopping sociale. L’affare varrebbe la bellezza di un miliardo di dollari l’anno e non sarebbe molto difficile da mettere in piedi.

Le banche, d’altronde, hanno uno storico di informazioni che qualunque servizio online attuale si sogna. Aggiungo: le banche hanno anche conoscenza di quando hai i soldi sul conto e quando sei a secco. Immaginate di aver appena ricevuto lo stipendio dopo qualche settimana di ristrettezze o di aver incassato un pagamento consistente in un periodo di magra. In quel momento iniziano ad arrivare le offerte di marketing, anche interessanti (anzi peggio ancora se interessanti). Come reagireste?

Via | Forbes
Foto | Flickr

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Facebook: giochi e applicazioni diffonderebbero informazioni sugli utenti e sui loro contatti

pubblicato da natrium

Secondo una indagine condotta e pubblicata dal Wall Street Journal, le applicazioni più popolari e diffuse di Facebook trasmetterebbero informazioni a moltissime compagnie esterne che si occupano di pubblicità e statistiche in rete. La cosa più sconcertante è che alcune di queste apps sarebbero in grado di “appropriarsi” anche di dati relativi agli amici degli utilizzatori diretti.

Esiste un numero sempre maggiore di compagnie che immagazzinano dati relativi agli utenti della rete per tracciare dei profili che riescono talvolta ad essere estremamente dettagliati. Le informazioni vengono raccolte dalle più disparate fonti ed inserite in grossi database. Mediante l’uso di sofisticati software è poi possibile incrociare questi dati fino ad arrivare a delineare delle vere e proprie schede con nome, cognome, fotografia ed altre informazioni di ignari utenti.

Su siti come Wink, che fino a stamattina non avevo mai visitato, ho provato io stesso a digitare il mio nome ritrovando in risposta il nome della città in cui risiedo, notizie sugli studi compiuti, indicazioni ad alcuni siti a cui sono iscritto ed il tutto condito da almeno un paio di fotografie. E’ estremamente probabile che altre schede contenenti i miei gusti e le mie abitudini vengano invece vendute a chi se ne serve ad uso più prettamente commerciale.

L’indagine del WSJ evidenzia come un giocatore di Farmville, applicazione tra quelle incriminate, cederebbe senza averne concesso autorizzazione informazioni preziose riguardanti lui stesso ed i suoi contatti e, considerando che questo popolarissimo gioco conta attualmente 59 milioni di utenti, si può facilmente immaginare la quantità di dati che la Zynga Game Network (i produttori di Farmville) può avere a disposizione e potenzialmente cedere a terze parti. In questo potrebbero essere coinvolti indirettamente addirittura quegli utenti che non solo non hanno mai giocato a Farmville ma hanno esplicitamente scelto le impostazioni più restrittive possibili per il loro profilo.

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Presto la pubblicità arriverà negli e-Book

pubblicato da zeropuntodue

Lettrice eBookUn articolo pubblicato sul Wall Street Journal ipotizza che molto presto all’interno degli e-Book saranno presenti annunci pubblicitari. Le società che si occupano di marketing sono perfettamente a conoscenza che il settore sta per esplodere e stanno elaborando forme di advertising che possano essere visualizzate all’interno dei libri digitali.

Certo, pensare che la lettura di un libro possa essere distratta da un annuncio pubblicitario può far come minimo storcere il naso a lettori e scrittori. Ma c’è un fatto che potrebbe convincere entrambe le categorie a entrare nell’ottica dei “libri con consigli per gli acquisti”: da un lato l’abbattimento del costo degli e-Book e dall’altro lato il riconoscimento agli autori di una fetta degli introiti derivanti dalla pubblicità che in un prossimo futuro potrebbe essere addirittura gestita direttamente dagli editori.

La distribuzione di pubblicità all’interno dei libri digitali è una sconfinata prateria le cui formule di proposta sono una nuova grande sfida per i guru del marketing. Attraverso sistemi integrati si potranno piazzare annunci pubblicitari su specifici generi letterari e best-seller, modificandoli lato server. Questo potrà avvenire per esempio richiedendo ai lettori di effettuare un login periodico in sistemi centralizzati.

Google, il quale ha in previsione il lancio di un suo negozio di e-Book propone già pubblicità sulle pagine di Google Libri, archivio di decine di milioni di testi digitalizzati. Amazon ha recentemente depositato il brevetto per un sistema pubblicitario su Kindle ed Apple può facilmente entrare nel business grazie alla sua piattaforma iAds. Di certo, quello della pubblicità all’interno dei libri digitali è un argomento che è destinato a innescare enormi discussioni.

Via | ReadWriteWeb
Foto | Flickr

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Bynamite: scopri cosa pensano di te Google, Yahoo e Amazon

pubblicato da Marco Giacomello

Logo Bynamite

Quando ti compare un annuncio pubblicitario, di solito è il risultato di qualcosa che hai visto-acquistato-ricercato in rete. Ma se i siti che hai visitato, non corrispondono realmente ai tuoi interessi, perchè devi essere subissato di annunci pubblicitari su cose per le quali non hai il minimo interesse?

È questa la domanda che si sono posti Ian Wilkes a Giunsu Yoon, i due fondatori di Bynamite. Il loro progetto, vuole permetterci di vedere cosa gli inserzionisti pubblicitari pensano ci interessi, e in caso poter modificare le nostre preferenze. La rete, tiene traccia di tutto ciò che facciamo on-line – e crea una sorta di nostra fotografia virtuale, la quale contiene i nostri gusti, le nostre preferenze e i nostri interessi - tutto questo, il più delle volte in maniere legale. Questi siti infatti, ti permettono di scegliere quanta privacy ‘vuoi cedere’ loro. Ma siamo onesti, quasi nessuno ha il tempo di leggersi decine e decine di pagine di condizioni generali di utilizzo o di privacy policies. In questo modo, legalizziamo questo utilizzo distorto dei nostri dati personali.

Bynamite, cerca di controllare questo sistema, facendovi vedere (senza registrazione e gratuitamente) la mappa di interessi che la rete ha di voi. Attenzione, Bynamite non blocca la pubblicità, non è un AdBlock e nemmeno un NoScript – vi permette semplicemente di reindirizzare le vostre preferenze, di modo da ridurre gli annunci che non vi interessano. Il programma, si presenta come plug-in free per Mozilla a Chrome, a questo indirizzo.

Perchè non provarlo, e vedere la nostra fotografia commerciale virtuale? Questo può essere, un piccolo passo avanti verso una mentalità che deve cambiare – anche dal punto di vista di cosa possiamo scegliere che invada legalmente la nostra sfera privata. Cosa ne pensate voi, è la via giusta quella della possibilità di indicare realmente i nostri interessi ai pubblicitari di internet, per ridurre spam e annunci inutili?

Via: nytimes.com
Foto: bynamite

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Saranno questi gli slogan pubblicitari di Windows 7?

pubblicato da PG

Ecco gli slogan pubblicitari di Windows 7

Quale sarà lo slogan che Microsoft utilizzerà per pubblicizzare l’evento dell’anno, ovvero il rilascio ufficiale di Windows 7? Non si sa ancora nulla al proposito, ma Downloadsquad, citando una fonte anonima, ha pubblicato una serie di slogan che sembrano provenire da un impiegato Microsoft.

Sarà vero? O è una bufala? Intanto noi proviamo a tradurre questi slogan, alcuni dei quali sono davvero divertenti.

- In realtà, questa volta è meglio. Lo giuriamo.
- Andiamo! Non è complicato.
- Siamo ancora i numeri uno.
- 7 è un numero fortunato, vero?
- E’ più stabile e più facile da usare della tua ex fidanzata.
- Windows 7: perchè tanto i Maya dicono che nessuno di noi vivrà abbastanza per vedere la prossima versione.

A voi piacciono? Quali sono le vostre proposte per il prossimo slogan di Windows 7?

Via | Downloadsquad.com

Google lancia spot televisivi per pubblicizzare Chrome

pubblicato da PG

Google lancia spot televisivi per pubblicizzare ChromeEntro la prossima settimana, Google pubblicherà i primi spot pubblicitari per far conoscere a tutti il suo browser, ovvero Google Chrome.

Si tratta del primo tentativo, da parte di Google, di abbracciare un modello commerciale diverso dai soliti, ovvero diverso dal solito modo di pubblicizzare i suoi prodotti.

Il video, che potete vedere dopo il salto, è particolarmente astratto, e presenta come unico messaggio “Installa Google Chrome”. Minimalista e colorato, nel perfetto stile Google, il video è stato creato con l’effettivo scopo di accrescere la quota di mercato di Chrome. Per completare l’opera, Google annuncerà probabilmente, nei prossimi giorni, una versione per Mac del suo browser.

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Proteggersi dalla nuova pubblicità mirata di Google

pubblicato da Vincenzo Baiocco

Bloccare le inserzioni personalizzate di GooglePochi giorni fa vi abbiamo parlato della nuova pubblicità “interest-based” di Google, che fornirà, tramite Adwords, annunci mirati, studiati sulle abitudini di navigazione dei vari utenti e dei conflitti con la privacy che comporta questo sistema di advertising.

Per evitare di essere analizzati si può scaricare il Plug-in per la disattivazione del cookie per la pubblicità per Firefox (dalla versione 1.5) e Internet Explorer, oppure seguire le istruzioni per utilizzarlo anche su Chrome e Safari.

Eliminare la pubblicità mirata può evitare anche spiacevoli contrattempi: in un computer condiviso (magari in famiglia) dal tipo di annunci visualizzati si potrebbe capire che genere di siti gli altri utilizzatori hano visitato. In ogni caso la maggior parte dei problemi si può escludere non accettando i cookies di terze parti (su Firefox si fa da Strumenti - Opzioni - Privacy).

Via | gHacks.net

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Pc Magazine abbandona la carta stampata

pubblicato da Mirko

Il logo della rivista onlinePc Magazine U.S.A., prestigioso mensile informatico in vendita dal 1982, ha annunciato ieri sera il definitivo abbandono dell’edizione su carta stampata per trasformarsi solamente in una testata giornalistica online. L’ultima copia ad andare in stampa sarà quella di gennaio 2009.

Una scelta importante dettata dal calo di pubblicità sulla carta stampata e, parallelamente, alle enormi potenzialità del marketing online; sono le parole di Jason Young, CEO dell gruppo editoriale Ziff Davis Media. Secondo paidContent.org questa mossa dovrebbe causare il licenziamento di 7 dipendenti, tutti appartenenti al settore della stampa tradizionale. Nessun problema per gli altri 140 dipendenti della divisione PcMag.

Sparisce dall’edicola una delle riviste informatiche più antiche e conosciute al mondo. Per maggiori informazioni si consiglia la lettera aperta di Lance Ulanoff, Editor-in-Chief del PCMag Digital Network, ai lettori della versione cartacea.

Via | paidContent.org

MashupAds: pubblicità on-line dinamica e contestuale

pubblicato da Davide

mashupads-dapper-logoMashupAds è un nuovo tipo di advertising on-line creato dalla società Dapper, che mira a promuovere prodotti inserendo pubblicità contestuali all’interno delle pagine web.

A differenza delle pubblicità tradizionali, che di norma hanno contenuti statici o sono riferite alla tematica generale della pagina (come AdWords), MashupAds rileva in tempo reale i contenuti e modifica di conseguenza l’annuncio “leggendo” la pagina all’interno della quale viene inserita. Ad esempio in una pagina di viaggi, l’annuncio conterrà offerte per le destinazioni mostrate in quel momento, o in una pagina di ricette conterrà le offerte per gli ingredienti presenti nella pagina.

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Windows 7 offirirà API per la geolocalizzazione

pubblicato da Davide

Windows 7 e geolocalizzazioneMicrosoft sta procedendo sempre più velocemente nel rivelare nuovi dettagli su Windows 7. Alla conferenza WinHEC è stato infatti dichiarato che il futuro S.O. avrà al suo interno servizi di geolocalizzazione offerti tramite un’API interna . Una seconda API potrà interfacciarsi con sensori esterni: immaginiamo ad esempio un GPS collegato via Bluetooth o Usb o alla posizione via celle Wi-Fi.

La presenza di queste informazioni passate direttamente da Windows ai programmi che ne fanno richiesta ha suscitato molte polemiche durante la conferenza per via delle implicazioni sulla privacy: molti utenti hanno espresso dubbi sul fatto che si potesse fornire in automatico la propria posizione a terzi. Microsoft ha dichiarato che il servizio è disattivato per default e esisterà un metodo per attivare questa funzione, e così anche per attivarlo solo verso le applicazioni o anche per i servizi in background. Ma non sarà possibile selezionare quale applicazione abilitare: o tutte o niente.

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MySpace lancia MySpace Ads

pubblicato da PG

MySpace lancia MySpace AdsNella notte MySpace ha lanciato un nuovo servizio, chiamato My Ads. Il nome non lascia dubbi: si tratta di una piattaforma pubblicitaria che consente a chiunque di creare annunci e pubblicarli su MySpace.

E, a differenza di Facebook, che consente solo annunci di testo, MySpace permette anche di visualizzare annunci con immagini utilizzando i template pre-costruiti, filmati Flash oppure di crearne uno da zero. Come molte altre piattaforme pubblicitarie, i guadagni avvengono nell’ordine dei click.

Si tratta, decisamente, di un sistema che riflette il modello vincente di Google, e che vuole sfruttare la grande popolarità che i social network stanno attraversando. In fondo, Google era “solo” un grande motore di ricerca fin quando non ha trovato un modo per monetizzare il suo successo.

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Crescono le rendite della pubblicità online, nonostante i timori della crisi economica

pubblicato da PG

Crescono le rendite della pubblicità online, nonostante i timori della crisi economicaInternet e la pubblicità sono diventate due realtà ormai indissolubili. Le entrate pubblicitarie riguardanti il primo trimestre del 2008 sono aumentate del 15.2 % rispetto agli 11.5 miliardi di dollari dell’anno scorso. Lo dimostra il rapporto della Interactive Advertising Bureau and PricewaterhouseCoopers.

Tuttavia non è possibile fare previsioni certe del mercato pubblicitario su Internet. Complice anche la crisi economica e l’alleanza Google-Yahoo, che di fatto sono diventati un solo enorme contenitore, non si sa cosa accadrà in questo secondo trimestre. Le prime previsioni saranno disponibili a partire dalle prossime settimane.

Dal rapporto emerge che le entrate del settore ricerca sono state di 5.1 miliardi di dollari, il 24 % in più rispetto al 2007. Ovviamente qui la parte del leone la fa Google. Un settore che è cresciuto molto è quello degli annunci collegati ai video, che partendo da una base di 100 milioni di dollari, sono arrivati a 345 milioni.

Via | Blogs.zdnet.com

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