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Tutti gli articoli con tag proprietà intellettuale

WordPress, Reddit, ecc. si sono riuniti nell’Internet Defense League

pubblicato da Federico Moretti

Internet Defense LeagueWordPress, Reddit e altre società che realizzano applicazioni e servizi sul web, insieme a Electronic Frontier Foundation (EFF), hanno fondato l’Internet Defense League: un’organizzazione per promuovere la lotta alle leggi liberticide sulla rete. Il nuovo progetto è coordinato da Fight for the Future, già attiva contro SOPA e PIPA.

Gli obiettivi dell’Internet Defense League, al momento, sono ACTA – il trattato internazionale contro la contraffazione sul web – e CISPA, l’ennesima proposta di legge sul diritto d’autore in rete che approderà al senato statunitense. Le iniziative legate all’organizzazione sono diverse — e abbracciano una teoria di Ethan Zuckerman.

Quest’ultimo, noto per essere tra i fondatori di Tripod, ha teorizzato l’importanza assunta dalle fotografie dei gatti nella diffusione di messaggi sociali sul web. Chiamata The Cute Cat Theory, la tesi di Zuckerman ha ispirato il gatto-segnale dell’Internet Defense League a simbolo dell’attenzione per i pericoli dell’informazione.

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Pirate Pay – dalla Russia – blocca i file scaricabili con BitTorrent

pubblicato da Federico Moretti

Pirate PayPirate Pay, a dispetto del proprio nome, non è un sistema “pirata” per il commercio elettronico: al contrario, è una tecnologia che inibisce la condivisione dei file su BitTorrent. Finanziata da Microsoft, la società russa ha inizialmente collaborato con Walt Disney Studios e Sony Picture per impedire il download illegale dei film.

Alla prova sul campo, Pirate Pay è riuscita a bloccare 44.845 copie di Vysotsky. Thanks to God, I am alive — un film uscito nelle sale russe il 1 dicembre 2011. Rispetto al traffico attuale dei contenuti protetti dal diritto d’autore su BitTorrent, è un numero molto esiguo. Tuttavia, è stato sufficiente a convincere gli investitori.

Fondata nel 2009, Pirate Pay ha ricevuto $100.000 da Microsoft per rafforzare il sistema. L’idea non è del tutto originale: Peer Media, una società che un tempo era nota come MediaDefender, aveva già realizzato qualcosa di molto simile. Ed è fallita. Non stupirebbe poi granché, se Pirate Pay dovesse fare la stessa malaugurata fine.

Via | TorrentFreak

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Flickr permette l’attribuzione dei crediti condividendo su Pinterest

pubblicato da Federico Moretti

Flickr on PinterestFlickr, la piattaforma di condivisione delle fotografie di Yahoo, ha realizzato un nuovo sistema d’esportazione delle immagini su Pinterest. Grazie alla collaborazione tra i servizi, gli utenti possono effettuare il “pinning” dei propri contenuti di Flickr visualizzando automaticamente un link all’indirizzo originario su Pinterest.

La modifica è retroattiva e, perciò, qualunque contenuto fosse stato importato su Pinterest da Flickr mostrerà un collegamento al contesto originale. Una collaborazione che riduce considerevolmente i problemi legati al copyright delle immagini condivise. Non importa se a effettuare l’importazione sia stato l’autore della fotografia.

Dovendo tutelare i propri utenti, Flickr aveva inibito il “pinning” delle fotografie distribuite sulla piattaforma con licenze esclusive. La novità non modifica quant’era stato stabilito — le immagini condivisibili su Pinterest sono soltanto quelle rilasciate sotto Creative Commons o di pubblico dominio. Un compromesso accettabile.

Via | Flickr

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The Case for Copyright Reform è una proposta contro l’ACTA in Europa

pubblicato da Federico Moretti

The Case for Copyright ReformThe Case for Copyright Reform è un libro – scritto da Christian Engstrom e Rick Falkvinge del Pirat Partiet svedese – che descrive in dettaglio l’alternativa europea all’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), il trattato internazionale per la tutela del diritto d’autore firmato dalla maggioranza dei membri dell’Unione Europea.

Sostenuto dal gruppo The Greens / European Free Alliance (EFA) al Parlamento Europeo, il testo approfondisce la posizione dei “pirati”, contrari a una cieca tutela del copyright, sulla riforma del diritto d’autore. Le tesi del Pirat Partiet spaziano dall’abolizione dei sistemi di Digital Rights Management (DRM) al rifiuto dell’ACTA.

Il libro è scaricabile gratuitamente da internet ed è distribuito – in una forma cartacea – via Lulu a 5,86€ più spese di spedizione. Le argomentazioni di Engstrom e Falkvinge si basano sulla separazione della proprietà intellettuale dal diritto patrimoniale: un concetto già previsto dalla giurisprudenza, una riforma del copyright.

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Facebook ha acquistato $550 milioni dei brevetti di AOL da Microsoft

pubblicato da Federico Moretti

America On Line (AOL)Microsoft ha ufficializzato la rivendita a Facebook di 600 tra i brevetti che la multinazionale aveva acquistato da America On Line (AOL): è quanto rimane della proprietà intellettuale di Netscape. La transizione è costata $550 milioni al social network prossimo all’offerta pubblica iniziale. Una strategia per difendersi da Yahoo!.

L’acquisto è una forma di tutela in previsione della quotazione in borsa. Facebook vuole evitare qualsiasi problema considerando l’entità dell’offerta: l’annuncio di Microsoft non specifica quai brevetti abbia tenuto per sé – attorno ai 265 – e quali, invece, abbia rivenduto. L’intento di Redmond è stato quello di coprire l’esborso.

Se Yahoo! voleva destabilizzare Facebook, intentando una causa sul diritto d’autore, l’obiettivo è stato conseguito: Mark Zuckerberg dovrà giustificare una spesa di $1,5 miliardi in un mese — avendo da poco acquistato Instagram per $1 miliardo. L’appuntamento di maggio è cruciale e, per Facebook, è il secondo acquisto improduttivo.

Via | AllThingsD

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Il Piraten Partij ha querelato il BREIN sul “caso” di The Pirate Bay

pubblicato da Federico Moretti

Piraten PartijIl Piraten Partij e il Bescherming Rechten Entertainment Industrie Nederland (BREIN) sono «ai ferri corti» sulla questione del proxy per accedere a The Pirate Bay. I pirati olandesi hanno querelato i loro censori in nome della libertà di stampa e d’opinione: il proxy in sé, infatti, non viola le leggi sulla proprietà intellettuale.

Le rivendicazioni del Piraten Partij sono fondate: per il BREIN, anche il semplice fatto di parlare dell’esistenza di The Pirate Bay costituirebbe un reato. Tutti gli organi d’informazione che hanno inserito un link al popolare tracker di BitTorrent dovrebbero essere costretti a rimuoverlo. È una limitazione della libertà di stampa.

Nel mondo “reale” equivarrebbe a chiudere un quotidiano perché – parlando di un furto – istigherebbe i lettori a delinquere. Il dibattito in tribunale si baserà su simili presupposti. Nel frattempo, alcuni sostenitori del Piraten Partij hanno creato un mirror del proxy canadese di The Pirate Bay — col nome del presidente del BREIN.

Via | TorrentFreak

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Twitter definisce un’etica per la registrazione dei brevetti interni

pubblicato da Federico Moretti

Twitter DevelopersInnovator’s Patent Agreement (IPA) è un nuovo documento, redatto da Twitter, col quale la società s’impegna a riconoscere i diritti dei propri sviluppatori. Anziché cedere all’azienda la gestione completa della proprietà intellettuale, è riconosciuto allo sviluppatore il diritto a realizzare delle opere derivate dal proprio lavoro.

È un concetto molto importante — per la tutela dell’innovazione: a Twitter sono convinti che la registrazione dei brevetti debba essere una forma di difesa, non una strategia per impedire il progresso. Scegliendo l’IPA, la società vincola quanti dovessero decidere d’acquistare un determinato brevetto a rispettare gli stessi termini.

L’IPA è una specie di compromesso tra open e closed source. Twitter è solita ridistribuire i sorgenti delle tecnologie utilizzate per la propria piattaforma, ma – al pari delle altre società – sceglie di brevettare alcune soluzioni. Queste non diventeranno “libere” con l’IPA, però non bloccheranno l’ingegno di chi le ha realizzate.

Via | Twitter

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Il Piraten Partij olandese deve rimuovere il proxy di The Pirate Bay

pubblicato da Federico Moretti

Piraten PartijIl Bescherming Rechten Entertainment Industrie Nederland (BREIN), ovvero un’organizzazione per la tutela del diritto d’autore – legata alle major del cinema di Hollywood – ha ottenuto un’ingiunzione che costringe il Piraten Partij olandese a chiudere il proxy per l’accesso a The Pirate Bay. Il proxy è stato momentaneamente rimosso.

Se il partito dei pirati olandesi si fosse rifiutato di chiudere il proxy, entro sei ore dall’intervento giudiziario, i responsabili avrebbero dovuto pagare un’ammenda di 10.000€ per ogni giorno. Il Piraten Partij intende ricorrere contro la sentenza del magistrato, però – per il momento – l’unica possibilità era quella di chiudere.

Gli avvocati del Piraten Partij stanno valutando altre soluzioni per rimettere in linea il proxy. Non è così remota la possibilità che l’intervento della magistratura voglia penalizzare l’immagine dei pirati a seguito della pubblicazione dei sondaggi elettorali tedeschi, che vedono il Piraten Partei al 13% dei consensi in Germania.

Via | TorrentFreak

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Il furto di codice sorgente non è affatto un reato negli Stati Uniti

pubblicato da Federico Moretti

Goldman SachsIl programmatore Sergey Aleynikov, risolto il contratto con Goldman Sachs, accettò una nuova occupazione: portati con sé i sorgenti della piattaforma che aveva realizzato, fu arrestato e condannato per furto. Giunto alla corte d’appello degli Stati Uniti, il processo è stato ridiscusso e Aleynikov è libero. È discutibile il perché.

Quando in febbraio il giudice aveva disposto la scarcerazione di Aleynikov, sembrava che fosse stata accolta la deposizione dell’imputato: il programmatore sosteneva d’aver trasferito dei componenti open source, non soggetti a brevetto da Goldman Sachs. Depositata la sentenza, emerge un motivo diverso. Il software non si può rubare.

Aleynikov è ritenuto responsabile della sottrazione indebita di codice, però – non essendo possibile un trasporto “fisico” – quest’ultima non può essere trattata al pari del furto di beni mobili. L’ordinamento giuridico statunitense prevede lo stare decisis: altri magistrati potrebbero considerare nulli i processi sul file sharing.

Via | The Guardian

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Microsoft ha comprato i brevetti di Netscape per danneggiare Google?

pubblicato da Federico Moretti

Netscape

Microsoft e America On Line (AOL) hanno firmato un accordo miliardario per il passaggio di 800 brevetti registrati da Netscape. Le ipotesi sul motivo che abbia spinto Redmond a effettuare un acquisto del genere si sprecano: la più interessante è quella di Steven Vaughan-Nichols che ha descritto una strategia per danneggiare Google.

La proprietà intellettuale di Netscape include dei brevetti essenziali del web. Non è tanto per Navigator, quanto per Secure Sockets Layer (SSL) e JavaScript: AOL non aveva mai preteso il pagamento di royalty, per l’utilizzo del protocollo di sicurezza. Tuttavia, Microsoft potrebbe utilizzare il diritto d’autore a proprio vantaggio.

Parlando di JavaScript, Google mantiene l’engine V8 che gestisce il linguaggio su Chrome: alcuni brevetti di Netscape, passati a Microsoft, potrebbero portare Mountain View in tribunale. Internet Explorer e Windows Phone gioverebbero d’una causa legale contro Chrome e Android, rivendicando il diritto d’autore per JavaScript ed SSL.

Via | ZDNet

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Microsoft compra i brevetti di Netscape da AOL: che accadrà a Gecko?

pubblicato da Federico Moretti

Netscape

Microsoft s’è aggiudicata ieri mattina un pacchetto di 800 brevetti da America On Line (AOL): inizialmente, il motivo della transazione non sembrava comprensibile. Un approfondimento successivo ha identificato nella proprietà intellettuale di Netscape – la società che creò l’omonimo browser – l’oggetto dell’acquisizione di Redmond.

L’operazione ha avuto un costo approssimativo di $1 miliardo: oltre agli 800 brevetti acquistati, Microsoft pagherà la licenza per ulteriori 300 in possesso di AOL. È opportuno chiedersi perché Redmond abbia voluto acquistare quanto resta di Netscape, soprattutto considerando che il brand e i servizi sono ancora una proprietà di AOL.

Esiste un solo componente di Netscape Navigator tuttora in circolazione ed è Gecko, il motore utilizzato da Firefox. Il codice di Mozilla non dovrebbe contenere dei sorgenti brevettati da Netscape, perciò il browser dovrebbe essere relativamente al sicuro. Forse, sarebbe più interessante domandarsi cosa accadrà a Internet Explorer.

Via | AllThingsD

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Facebook millanta la registrazione del termine “book” quale marchio

pubblicato da Federico Moretti

BookMark Zuckerberg o, comunque, chi ha redatto i nuovi termini d’utilizzo di Facebook ha esagerato: il social network sostiene di potersi riservare l’esclusiva del termine “book” quasi si trattasse d’un marchio registrato. Facebook, però, non ha diritti sul comune lemma della lingua inglese — e, se fosse altrimenti, sarebbe ridicolo.

You will not use our copyrights or trademarks (including Facebook, the Facebook and F logos, FB, Face, Poke, Book and Wall), or any confusingly similar marks, except as expressly permitted by our Brand Usage Guidelines or with our prior written permission.

Sopra, il testo del nuovo Statement of Rights and Responsibilities di Facebook. La parola “book” è stata appena introdotta ed entrerà in vigore con l’imminente aggiornamento dei termini. Eppure, il social network non ha l’autorità legale per pretenderne l’esclusiva. Non esistono brevetti, né precedenti giuridici, nella circostanza.

L’inserimento della parola “book”, tra i marchi registrati o presunti tali del social network, si riferirebbe alla causa intentata da Facebook a Teachbook – un portale dedicato agli insegnanti – nell’agosto del 2010. Il processo non s’è ancora concluso e le chance d’ottenere un risarcimento, per Zuckerberg, sarebbero molto scarse.

Via | The Huffington Post

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