Nonostante la sconfitta in tribunale nel processo che l’ha visto coinvolto, il sito ThePirateBay continua ad operare indisturbato: una situazione davvero inaccettabile per le etichette dell’industria del divertimento che invece hanno vinto la causa.
Ecco, quindi, che le case discografiche coinvolte nel processo, Universal, EMI, Sony e Warner hanno fatto sapere di voler fare ricorso e chiedere ai provider di bloccare definitivamente ThePirateBay. Anche le major televisive e cinematografiche, tra cui Columbia, Disney, NBC, Paramount e 20th Century Fox hanno aderito alla protesta.
Attraverso la voce del loro legale Monique Wadsted, il gruppo ha richiamato l’attenzione su oltre 100 film e serie televisive come Lost, Grey’s Anatomy, i Simpson, Batman, Harry Potter, per citarne alcuni, che continuano ad essere condivisi e scaricati attraverso il sito.
Tuttavia il fondatore del sito Peter Sunde ha dichiarato che fondamentalmente egli non è più responsabile del sito, messo in vendita nel 2006 e recentemente acquistato dalla Global Gaming Factory X.
Via | Torrentfreak.com
La Corte svedese d’appello che si occupa del caso del processo a The Pirate Bay ha stabilito che non ci sarà una ripetizione del processo, nonostante le accuse mosse a uno dei giudici del procedimento di essere in posizione di pregiudizio nei confronti dei quattro imputati.
Il giudice Anders Eka ha spiegato la decisione sostenendo di non aver riscontrato nella vicenda il conflitto d’interessi sostenuto dagli accusatori del giudice Norstrom, sostenendo la tesi secondo la quale egli sia stato vicino all’ambiente delle lobby per apprendere meglio le normative sul copyright proprio in vista del suo ruolo nel processo.
Non è tardato ad arrivare il commento del Partito del Pirata svedese, di recente entrato nel Parlamento Europeo: secondo il detentore dell’unico seggio Christian Engström il tutto fa parte dello scenario previsto, visto che a suo dire la legge svedese non è credibile quando si tratta di materie di copyright.
Via | Wired.com
Chi ha seguito il processo a The Pirate Bay sicuramente ricorderà nei giorni seguenti al verdetto il giudice accusato di essere parziale a causa dei suoi legami con la lobby del copyright, al punto da far assegnare a una seconda corte il caso per un controllo di rito.
Dalle pagine online del giornale svedese Svenska Dagbladet arriva la difesa della Corte di Stoccolma a Tomas Norström, vicino sì alla suddetta lobby ma solo allo scopo di “capire meglio la materia del copyright nella quale è stato coinvolto col processo”.
La telenovela legata alle sorti legali della Baia va dunque avanti, non ci stupiremmo se dovesse farlo per diverso tempo con ulteriori colpi di scena mentre il Partito del Pirata entra in Europa.
Via | Arstechnica.com
Il presidente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) Enzo Mazza, galvanizzato dal verdetto di colpevolezza emanato dai giudici svedesi, scordandosi di eventuali appelli e ricusazioni (del giudice presunto affiliato ad una organizzazione che fa parte dell’accusa), si è detto ottimista su una possibile azione legale che porti al blocco di The Pirate Bay per i netizen italiani.
Al di là degli ovvi problemi legati alla giurisdizione, i legali italiani di Peter Sunde, avv. Francesco Paolo Micozzi e Giovanni Battista Gallus, hanno espresso i loro dubbi in merito all’affermazione di Mazza in quanto il verdetto svedese è frutto di una serie di prove, mentre in Italia il processo deve ancora iniziare.
Per contrastare il blocco di TPB di agosto scorso, era stato predisposto labaia.org ed era stato consigliato di utilizzare gli OpenDNS anzichè i dns dei vari ISP.
Via | TorrentFreak.com
Una trasmissione della radio pubblica svedese avrebbe evidenziato dei chiari legami fra un giudice del processo a Pirate Bay e alcune organizzazioni internazionali, a loro volta strettamente legate alle lobby che promuovono, da anni, l’inasprimento delle leggi sul copyright digitale. Non solo, il giudice in questione avrebbe anche una carica prominente nella stessa organizzazione.
Almeno, a leggere la traduzione Google Translate di questo post originale in svedese.
Anche diversi fra gli avvocati che difendevano gli interessi delle industria dell’intrattenimento, nello stesso processo, farebbero parte della stessa organizzazione, sempre secondo la trasmissione radiofonica, e il post che ce ne riporta i contenuti principali. Si aprono nuovi orizzonti per Pirate Bay, in vista del processo di appello?
Via | TechDirt
L’atteso verdetto della giuria nel processo a The Pirate Bay è finalmente arrivato: Peter Sunde (brokep), Fredrik Neij (TiAMO), Gottfrid Svartholm (Anakata) e Carl Lundström sono tutti stati condannati a un anno di prigione per aver “reso materiale protetto da copyright disponibile per file sharing illegale”, con danni stimati per 30 milioni di SEK, pari a più di 2.700.000€.
Peter Sunde ha comunque dichiarato di essere pronto a dare battaglia in appello e the The Pirate Bay non morirà: siamo dunque ancora lontani dalla parola fine su questo caso, anche se forse già in primo grado non ci si aspettava un verdetto del genere.
Via | TorrentFreak.com