
Xp-Antispy, aggiornato in questi giorni alla versione 3.97-4, è un piccolo software che permette di disabilitare o riattivare numerosi servizi di Windows, il tutto finalizzato soprattutto - ma non solo - a preservare il più possibile la nostra privacy.
I servizi in questione riguardano alcune funzioni più o meno nascoste di Internet Explorer o di Windows Media Player (tipo gli aggiornamenti automatici o nel secondo caso il download dei codec), ma anche diversi settaggi generali che spesso mettono in crisi gli utilizzatori non troppo esperti.
Solo per fare un esempio: sapete come si fa a rinunciare al firewall integrato o come impedire il restart del sistema in caso di crash? Se già questa semplice domanda vi mette in crisi, allora Xp-Antispy è sicuramente il vostro programma. Ma magari potreste darci un’occhiata anche se siete degli espertoni, tra l’altro la nuova release è utilizzabile pure dagli utenti del nuovissimo Windows 7.
Potete scaricare il software da questa pagina. Per quanto riguarda la licenza d’uso, si tratta di un donationware: in pratica è gratis, ma una donazione via Paypal sarebbe assai gradita…
Continua a leggere: Xp-Antispy 3.97-4 disponibile per il download
YouTube si appresta a diventare sempre più “social”, tramite una novità che lo riguarda e che è stata annunciata sul blog ufficiale. La funzione è molto simile a quella già presente su Facebook e che permette di “segnalare un amico” ad un contatto della propria lista.
YouTube, quindi, consentirà di collegare facilmente i propri conoscenti tramite la home page del profilo. Come funzionerà il servizio? Una volta effettuato l’accesso a YouTube basta verificare il proprio account Gmail oppure verificare tramite l’email del vostro amico, in un modo molto simile a quanto accade già con Facebook.
Naturalmente è possibile disabilitare questa caratteristica, entrando nella sezione “Privacy” del sito e deselezionando la casella “Permetti ad altri di trovare il mio canale su YouTube se in possesso del mio indirizzo email”. La funzione non è ancora disponibile e verrà introdotta nelle prossime settimane.
Via | Mashable.com

Una curiosa ricerca del team di Mozilla Security ha mostrato come molte persone non aggiornano Firefox all’ultima versione, perchè hanno paura che l’aggiornamento possa mostrare a tutti la propria … collezione privata di siti web pornografici.
A maggio Mozilla ha cercato di convincere gli ultimi utenti restii ad abbandonare Firefox 2 e a passare a Firefox 3 attraverso un invasivo messaggio pop-up, con un questionario da compilare chiedendo il motivo per cui non si volesse aggiornate il software.
Alex Faaborg, uno dei principali progettisti di Firefox, ha dichiarato che, dal momento in cui è stata introdotta la “awesome bar“, ovvero la barra degli indirizzi che facilita la ricerca e l’inserimento degli indirizzi tramite la digitazione delle prime lettere, molte persone si sono lamentate, con la paura che la barra mostrasse ai familiari ed amici siti nascosti dal contenuto “pericoloso”. A questo punto bisognerebbe chiedere ai lettori di Softblog le loro tecniche per nascondere i siti compromettenti agli altri :-)
Via | Pcpro.co.uk

Gli inglesi continuano ad andare pazzi per la loro privacy. Del resto, la parola l’hanno inventata loro. Un intero villaggio del Buckinghamshire, Broughton, ha dichiarato guerra a Google e a Street View, la funzione di Google Maps che permette di esplorare, passo dopo passo, milioni di foto delle strade di tutto il mondo. All’arrivo della famigerata, ormai attesa Street View Car (riconosciuta subito, per il tradizionale obbiettivo a 360°), gli abitanti del paesino si sono riuniti, e hanno minacciato e costretto alla fuga il conducente della stessa.
Broughton è un sobborgo ricco, pieno di ville e villette indipendenti, le cui automobili, placidamente parcheggiate di fronte alle case, non devono essere oggetto di curiosità da parte degli utenti del web, bene o malintenzionati che siano. Lo hanno deciso i suoi residenti.
Via | Guardian
Continua a leggere: Un villaggio inglese si ribella e caccia via l'auto di Google Street View
La sw house PrivacyRoot ha rilasciato un programma che permette di chiudere sotto password un intero disco e renderlo invisibile: Secret Disk.
Una volta installato si sceglie una password e si inizia a lavorare sul disco segreto; dopo averlo sbloccato, vi si possono trascinare cartelle e files senza distinzioni di tipo né problemi di dimensione. Quando si vorrà far sparire il disco, basterà cliccare nell’icona presente nella system tray e in un attimo il gioco sarà fatto; al contrario, per poter vedere o modificare i dati, si dovrà aprire Secret Disk ed inserire la parola d’ordine per sbloccare il disco.
Secret Disk gira su Microsoft Windows Xp e Vista, è disponibile in 8 lingue (tra cui l’italiano) ed è rilasciato come freeware; un utilizzatore riconoscente può tuttavia acquistarlo per meno di 5 dollari usa.
Via | Sofotex.com
Continua a leggere: Secret Disk: un disco protetto ed invisibile in un clic
I social network sono diventati una realtà della rete che coinvolge milioni e milioni di persone in tutto il mondo che salvano sui propri profili centinaia di milioni di informazioni, frasi, fotografie. E’ naturale, quindi, che gli occhi dei governi si stiano accorgendo di questa realtà.
E’ probabile che in futuro le corrispondenze private che milioni di persone hanno su Facebook, MySpace ecc… verranno salvate in un database in corso di progettazione da parte del governo britannico.
Immediata è stata la reazione dell’opposizione in Gran Bretagna, secondo cui la privacy e la sicurezza degli utenti potrebbe essere a rischio. Non dimentichiamoci che ci sono state diverse proposte, a livello europeo, sulla scia degli attentati del 2005 a Londra, per la creazione di una legge che permettesse ai governi di monitorare il traffico di email per evitare futuri attacchi terroristici.
Continua a leggere: Il governo inglese vuole monitorare i social network
Facebook è stato protagonista di un grave problema che ha colpito le fotografie di alcuni utenti. Ieri, infatti, a causa di un bug, è stato possibile vede le foto private di alcuni profili. Facebook non ha ancora lasciato dichiarazioni ufficiali riguardo a questo problema.
Nei giorni passati Facebook ha introdotto alcune sostanziali novità nella gestione della privacy dei profili, consentendo agli utenti iscritti di rendere visibili a tutti i contenuti del proprio account.
Il bug scoperto permetteva, invece, di aggirare i limiti imposti dai filtri degli utenti, visualizzando i profili nella loro interezza, comprese le foto private. Considerando la natura non professionale di Facebook, riteniamo che si tratta di un grave danno alla privacy. Ancora una volta la privacy degli utenti su Internet è messa a dura prova: non solo da Facebook, ma da tanti altri servizi sul Web. Ricordiamo che recentemente anche Google era incappata in un problema simile, mettendo a disposizione di tutti i documenti privati del suo servizio Google Docs.
Via | Techcrunch.com
Continua a leggere: Un bug di Facebook rende visibili tutte le foto private

E’ durato davvero poco l’entusiasmo di Google per il lancio di Street View in Gran Bretagna: l’azienda ha dovuto, infatti, eliminare decine di immagini dal servizio che permette di navigare le strade in un ambiente tridimensionale.
Secondo quanto dichiarato da Laura Scott alla BBC, Google permette a chiunque di fare richieste di questo tipo e vedere una foto in cui è rappresentato rimossa. Con milioni di immagini a disposizione, Google può permettersi la perdita di poche fotografie.
Lo scopo di Google sarebbe quello di offrire uno strumento utile per gli utenti, che hanno tutto il diritto di richiedere la rimozione di una immagine. Attualmente sono nove le nazioni raggiunte dal servizio e, per assicurare la privacy, Google usa una tecnologia di riconoscimento volti e targhe, che vengono sfocate per diventare irriconoscibili.
Via | News.bbc.co.uk
Continua a leggere: Google cancella alcune foto da Street View
Pochi giorni fa vi abbiamo parlato della nuova pubblicità “interest-based” di Google, che fornirà, tramite Adwords, annunci mirati, studiati sulle abitudini di navigazione dei vari utenti e dei conflitti con la privacy che comporta questo sistema di advertising.
Per evitare di essere analizzati si può scaricare il Plug-in per la disattivazione del cookie per la pubblicità per Firefox (dalla versione 1.5) e Internet Explorer, oppure seguire le istruzioni per utilizzarlo anche su Chrome e Safari.
Eliminare la pubblicità mirata può evitare anche spiacevoli contrattempi: in un computer condiviso (magari in famiglia) dal tipo di annunci visualizzati si potrebbe capire che genere di siti gli altri utilizzatori hano visitato. In ogni caso la maggior parte dei problemi si può escludere non accettando i cookies di terze parti (su Firefox si fa da Strumenti - Opzioni - Privacy).
Via | gHacks.net
Continua a leggere: Proteggersi dalla nuova pubblicità mirata di Google
Nuovi contrasti per la privacy, e riguardano ancora una volta Google che ha rilasciato la sua nuova strategia pubblicitaria. Con il nome “interest-based” Google ha annunciato il nuovo sistema che porterà alla pubblicazione di ads mirati alle abitudini degli utenti. In che modo?
Ovviamente monitorando le ricerche degli utenti. il nuovo sistema, entrato in fase beta sui siti di Google oltre che su YouTube, consentirà agli inserzionisti di aderire a partire dal mese di aprile.
Sul blog ufficiale, Susan Wojcicki ha dichiarato che, secondo Google, è importante che i navigatori possano vedere annunci delle cose che li riguardano. Per coloro che volessero controllare questo sistema, Google ha messo a disposizione un pannello di impostazioni per aggiungere o eliminare le categorie di interesse. Ogni categoria può essere, inoltre, suddivisa in sottocategorie, in modo che gli utenti possano rendere più varia la loro offerta pubblicitaria.
Continua a leggere: Google lancia gli ads mirati: nuove preoccupazioni per la privacy degli utenti
Google ha inviato un avviso ad alcuni utenti che, avendo utilizzato i servizi Document e Spreadsheets, potrebbero aver condiviso pubblicamente alcuni documenti privati. Si tratta di un errore che Google ha prontamente segnalato ma che pone nuovi interrogativi sui recenti problemi della grande G.
Si tratta dell’ultimo di una serie di gravi problemi che stanno affliggendo Google e le sue applicazioni, a partire dalle cadute riguardanti Gmail.
Secondo Google l’incidente ha riguardato solo lo o.05% degli utenti, per cui si tratta di un problema poco diffuso. Rimane, comunque, l’inquietante timore sulla sicurezza. Perchè si tratta, ancora una volta, di un errore di Google che si aggiunge ad una lista che sta diventando ogni giorno più imbarazzante.
Via | Techcrunch.com
Continua a leggere: Un problema di Google rende pubblici tutti i documenti privati di alcuni utenti
Ogni volta che ci iscriviamo ad un nuovo servizio sul Web mettiamo in gioco la nostra privacy: è un problema che può solo peggiorare nel tempo. La diffusione di siti come i blog, YouTube, Flickr, Twitter e FriendFeed mette sempre più a rischio i nostri dati personali, a causa della diffusione sempre maggiore delle truffe informatiche.
Durante la “Giornata dei dati personali“, che si è svolta proprio ieri, sono state molte le iniziative organizzate per educare il pubblico e l’utenza di Internet. Peter Cullen, Microsoft’s chief privacy strategist, ha dichiarato che spesso è proprio la noncuranza delle persone a sollevare i problemi riguardanti la sicurezza dei dati personali.
Tutti noi dovremmo essere più consapevoli di quello che inseriamo sui form di registrazione e sui vari social network. Microsoft ha recentemente compiuto degli studi per scoprire l’atteggiamento dei consumatori nei confronti della privacy, rivelando cose interessanti.