HowStuffWorks e Instructables sono due siti, entrambi in inglese (spiacente per i non anglofoni), che spiegano attraverso guide e videoguide rispettivamente come funzionano e come si realizzano le più varie cose.
HowStuffWorks è un sito che, come dice il nome stesso, esplica il funzionamento delle cose in un linguaggio comprensibile ai più; è diviso in diverse categorie (e relative sottocategorie), dagli animali alle auto, dall’elettronica e i computer al corpo umano e alla salute, passando per geografia, storia, comunicazione e molto altro.
Instructables raccoglie invece una enorme quantità di howto, guide su come fare…tutto! Da come moddare una Xbox a come cucinare pane di soia, da come aver cura di un cincillà a come registrare un podcast. Tutte le guide, presenti come video o come slideshow, sono divise in 16 categorie attraverso cui navigare e ricercare l’howto che fa al caso nostro.
YouTube Podcaster offre un servizio online gratuito per gli amanti dei Podcast e video. Consente infatti di creare il podcast relativo ad una ricerca video effettuata su YouTube.
Come si vede dal video dopo il salto, il funzionamento è piuttosto semplice. Basta effettuare una ricerca su YouTube, per esempio “Maradona goal” per ottenere tutti i video delle reti dell’astro argentino. Poi basta copiare l’url generato ed incollarlo su YouTube Podcaster. Il servizio quindi genererà un feed della ricerca ed il link al podcast creato da copiare ed incollare in iTunes. I video saranno quindi disponibili nel formato mp4 per il proprio iPod.
Continua a leggere: YouTube Podcaster: creare podcast da una ricerca video
Due università britanniche (lo University College London e l’Open University) e una irlandese (il Trinity College di Dublino) renderanno le loro lezioni scaricabili gratuitamente via podcast da iTunes, permettendo così agli studenti (ma non solo) di seguire gli studi comodamente da casa. Si tratta delle prime tre università europee che hanno deciso di sfruttare la piattaforma di Apple “iTunes U” per la distribuzione del materiale didattico (qui un video dimostrativo).
Prima di loro, molte università americane tra cui Yale, Stanford, il Mit, Harvard e Berkeley. La Ucl, in particolare, renderà inizialmente disponibili i materiali relativi ai corsi di neuroscienza.
Il Trinity College metterà invece online le lezioni del giornalista Seymour Hersh, dello scienziato Robert Winston, della scrittrice Anita Desai e del politico Alex Salmond. La Open University, infine, pubblicherà 300 file audio/video assortiti tra tutti i corsi dell’ateneo.
Avete un blog in cui pubblicate spesso podcast? O volete iniziare a creare dei podcast da zero? Vi può aiutare un’interessante applicazione chiamata BlogAmp, il cui scopo è quello di creare podcast e darvi la possibilità di inserirli nel vostro blog, prendendovi per mano dall’inizio alla fine del processo.
BlogAmp, infatti, carica su un server, offre il codice per inserirlo in un post e crea anche il Feed Rss. Unica limitazione: gli mp3 possono essere “pesanti” fino a 25 Mb, ma non è un problema visto che stiamo parlando di audio compresso.
Il sistema, oltre alla gestione dell’archivio dei podcast, provvede anche a personalizzare con logo e colori a propria scelta il player, di inserire immagini e descrizioni all’interno del brano ed è compatibile con praticamente tutte le piattaforme blog.
Via | Incubaweb.com
Common Craft, compagnia di produzione video famosa per i propri filmati in cui si spiega il mondo del web con un linguaggio semplice e divertente, questa volta ci prova con il podcasting. Da non perdere i video fatti in passato su blog, rss, wiki e twitter.
Non avete familiarità con la lingua di albione? Nessun problema, basta visitare dotSUB per i video sottotitolati nelle lingue più diffuse, compreso l’italiano.
Dopo il salto trovate il video sul podcasting con i sottotitoli in italiano (incompleti nel momento in cui scrivo).
Continua a leggere: Come spiegare i podcast in "plain english" ed in italiano
Zhura è un servizio web 2.0 che offre strumenti per screenwriting, cioè per la scrittura di sceneggiature per lo schermo. E’ uno strumento gratuito che non richiede l’installazione di software aggiuntivo, ma funziona totalmente online. Sono incluse le funzioni per il lavoro collaborativo, ed è possibile pubblicare sullo stesso portale sia la sceneggiatura che il video realizzato.
La scrittura per lo schermo comprende diversi campi di produzione, dagli spot pubblicitari, alle serie tv, film per il cinema, ma anche podcast e filmati privati. La sceneggiatura richiede una formattazione particolare, e l’uso di funzioni che velocizzano il lavoro, come l’inserimento automatico di caratteri (personaggi), ambienti, commenti; il tutto nel formato standard della sceneggiatura americana, che negli ultimi anni ha preso il posto, anche in Europa, della forme della sceneggiaturra francese ed italiana. Un normale word processor non permette di lavorare in maniera fluido. Esistono software a pagamento per creare sceneggiature, tra i più popolari ricordiamo Final Draft e Movie Magic Screenwriter, ma anche template per Microsoft Word, privi però di funzioni automatiche.
Per scrivere una sceneggiatura con Zhura prima di tutto bisogna crare l’Idea, o soggetto, in cui sceglieremo se pubblicare la nostra idea o tenerla privata (si potrà cambiare questa opzione in un secondo momento), il titolo dell’Idea, il tipo di prodotto che si vuole creare: Film, Spot, Podcast, ecc; il genere: Avventura, Azione, Commedia, ecc; un breve riassunto e le parole chiave che individueranno la nostra Idea. Fatto ciò possiamo passare l’Idea all’editor di testo in cui possiamo impostare le varie formattazini all’interno del testo, se ad esempio stiamo inserendo i nomi dei personaggi che prendono parte alla scena, gli ambienti, i commenti o l’azione della scena; ognuna di queste sezioni richiede infatti una formattazione diversa. A sinistra vediamo lo Script Overview dove ci saranno i nomi dei nostri personaggi, gli ambienti dove abbiamo scelto di far svolgere le scene e le note da inserire: cliccando ad esempio sul nome di un personaggio questo viene inserito nel testo.
Su Lifehacker è stata riportata un’interessante guida che spiega come avere, direttamente nella propria casella di posta elettronica, le registrazioni dei propri podcast preferiti. Pratica molto utile se, ad esempio, si è in viaggio o se si utilizzano computer condivisi e non si possono installare software (come iTunes, solo per citarne uno) che gestiscono le sottoscrizioni ai podcast.
La procedura non è per niente difficile. Innanzitutto, dobbiamo prendere familiarità con uno di questi due servizi Web, che non fanno altro che gestire le proprie sottoscrizioni Rss e inviarle a una casella e-mail da noi definita: sto parlando di ZapTXT o RSSFwd. I due servizi sono pressoché uguali (forse ZapTXT ha qualche funzione in più).
Dunque, basterà inserire, in uno di questi due servizi, la Url del Feed del nostro podcast preferito, e così ogni volta che uscirà un “brano” nuovo, ne verrà inviato il link alla nostra casella di posta elettronica.
Continua a leggere: Come avere i propri podcast preferiti nella casella e-mail (meglio se Gmail)
Se aspirate lavorare in televisione come anchorman di un grande o piccolo telegiornale, o se più semplicemente registrate spesso podcast o trasmissioni televisive via Web, allora dovete assolutamente iniziare a prendere dimestichezza con il “gobbo” virtuale Cueprompter.
Permette, in pratica, di inserire un testo di lunghezza massima duemila caratteri e poi utilizzarne la pagina Web come un vero e proprio gobbo, che scorre il testo da leggere. È possibile, ovviamente, settare la velocità di scorrimento, il carattere e decidere quanta parte dello schermo il gobbo (o teleprompter, in inglese) deve prendere.
Qualche pecca però Cueprompter ce l’ha: in teoria dovrebbe funzionare “al meglio” (secondo le istruzioni) solo su Internet Explorer e sistemi Windows. Io l’ho provato sotto Firefox in Mac Os X 10.5 Leopard e non “gira” malaccio, anche se non sono disponibili tutte le funzioni.
È, in ogni caso, un interessante sistema… sicuramente meglio di tenere aperta una pagina del word-processor e scorrerla con i tasti cercando di non farsi scoprire dall’ascoltatore.
Via | Mashable.com
Vodafone, ha lanciato questa settimana il primo podcast via cellulare in Italia. Attraverso una campagna Wap Push, tutti gli utenti della compagnia telefonica hanno ricevuto un piccolo video promo del servizio.
Tuttto il materiale che non si è mai riuscito a vendere sul web, adesso incomincia ad essere promosso sui cellulari. Si presuppone che con la diffusione dei telefonini di nuova generazione gli utenti, dovrebbero essere più invogliati all’acquisto di servizi a valore aggiunto.
In merito, ci sono alcune interessanti riflessioni provenienti dalla blogosfera, Quinta’s weblog, riporta qualche dettaglio che Vodafone trascura di dichiare. Uno di questi, forse il più importante, è che (cito un commento) “nel canone è compresa la navigazione via web e i servizi Internet del portale Vodafone Live!, Google Search, YouTube (una selezione dei video), Google Maps, eBay, MySpace Mobile. Capite? navigare e scaricare senza limiti di tempo o quantita’ SOLO dalle fonti di contenuti che dicono loro!.
Insomma, togliamoci dalla testa di potere navigare con il telefonino esattamente come facciamo con il web. La tariffa vodafone di 9€ flat vale solo per i contenuti che Vodafone sceglie per noi. Alla faccia della net neutrality!
Il ritorno di Jerry Yang sul ponte di comando di Yahoo! sta per arrivare alla soglia del rapporto dei primi cento giorni.
Dopo l’acquisizione di Zimbra, arrivano alcune notizie che riguardano la chiusura di alcuni servizi: Yahoo! Podcasts, la directory dedicata alla ricerca, alla sottoscrizione e all’ascolto dei podcast chiuderà il 31 ottobre. Il servizio era stato lanciato nell’ottobre 2005.
Anche per Yahoo! Music e Yahoo! TV si prospettano radicali modifiche che verranno annunciate a breve: si vocifera della chiusura di Yahoo! Music Unlimited servizio di sottoscrizione per l’ascolto illimitato di musica a richiesta, servizio che non ha mai realmente attecchito.
Yahoo! Music aveva fatto parlare di sé quando da Yahoo! arrivò il proprio sostegno alla distribuzione di musica online senza DRM.
Yahoo! TV è invece nella difficile situazione di dover combattere contro i siti ufficiali dei network statunitensi, e dei blog specializzati, in un periodo in cui la distribuzione dei contenuti video delle serie tv sta diventando sempre più importante.
[via Paidcontent]
Durante questi ultimi giorni vi abbiamo riferito di numerosi accordi tra case produttrici di film/serie tv e società che ridistribuiscono questi contenuti sul Web. Oggi vi diamo conto di un’altra partnership: la Fox Broadcasting ha stretto un accordo con Apple per distribuire alcune serie in prima visione su iTunes. Gratuitamente
Si tratta di alcuni telefilm come “Prison Break” (nella foto), “Bones” e “K-Ville”. Ogni puntata sarà disponibile per il download per un’intera settimana, dopodiché sarà eliminata. Probabilmente a questo seguiranno altri accordi per altre serie (speriamo più famose).
Via | Associated Press
Democracy Player, avvicinandosi al giro di boa della versione 1, cambia ufficialmente nome in Miro.
Si tratta di un player capace sia di visualizzare una vasta gamma di formati (la versione Windows si basa su VLC, quella per Mac su QuickTime 7), e di gestire podcast audio e video.
E’ in grado di controllare siti come YouTube, Blip.tv, Veoh o Revver, eseguendo delle ricerche sui video, e trasformando queste ricerche in canali che ci proporranno automaticamente ogni nuovo elemento.
La capacità di scaricare automaticamente ogni nuovo elemento dei canali ci permette perciò di rimanere aggiornati sugli argomenti che ci interessano, indipendentemente dai siti di video che lo distribuiscono, e di registrare una copia di questo video.