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Tutti gli articoli con tag pirateria

Hollywood come le industrie musicali: la confusione nella lotta alla pirateria

pubblicato da claudiasantini

pirateria

La lotta alla pirateria delle case discografiche musicali è un argomento sempre attuale, che coinvolge anche i settori “fratelli” come quello cinematografico. Come si comporta Hollywood nei confronti dell’illegalità? Quali sono le mosse pensate per salvaguardare il proprio settore? Con il progresso tecnologico, le etichette musicali hanno visto crollare le proprie vendite del 60% in 12 anni. Il CD è nato, ma è stato creato anche il modo per copiarlo, poi è stato rimpiazzato dall’MP3, complice la comparsa di strumenti P2P come Napster, che ha a lungo combattuto prima di chiudere i battenti. Altri servizi simili sono spuntati per poi sparire, la disponibilità di connessioni veloci ha facilitato la condivisione del file, sono nati i torrent e l’industria musicale non ha fatto altro che minacciare vendetta. Qualche multa sonora, qualche denuncia, ma la passività nei confronti del fenomeno è durata ben 10 anni.

Arrivano poi i servizi come iTunes, che mettono d’accordo le etichette con gli utenti, proponendo musica a basso prezzo.Le industrie dell’intrattenimento televisivo e cinematografico non sembrano aver imparato la lezione: Bill Wyman di Slate analizza l’offerta illegale e le contromosse del settore, giungendo alla conclusione che:

Il modo più semplice e conveniente per guardare i film o gli show televisivi desiderati è quello di ottenerli illegalmente.

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Pirateria: il 70% del pubblico la trova socialmente accettabile, ma gli USA accusano Baidu di favorirne la circolazione

pubblicato da claudiasantini

pirateria

La condivisione di file e la pirateria costituiscono due argomenti sempre caldi nell’ambito di Internet, per questo motivo gli studi e le opinioni pro o contro si ripropongono con una certa frequenza. Uno studio condotto recentemente sugli standard morali e sull’accettabilità sociale dell’infrazione di alcune leggi rivela che il 70% del pubblico accetta il download di materiale illecito da Internet. Tre su quattro degli intervistati, però, ritengono immorale la rivendita del prodotto scaricato per ottenere profitto.

Quest’ultima precisazione probabilmente consola poco i responsabili dell’industria dell’intrattenimento, che nell’ultima decade si sono impegnati ad inventare soluzioni per contrastare la piaga della pirateria (prevalentemente denunciando alcuni utenti). Il tentativo di creare un “clima di terrore” è stato spesso accompagnato alla chiusura di siti che proponevano lo streaming/il download di file in modo illegale.

Lo studio è stato condotto dalla Rockwool Foundation Research Unit in Danimarca e ha preso in considerazione diverse questioni etiche, tra le quali le leggi che l’utente ritiene accettabile infrangere. La conclusione è che gli standard morali non si sono abbassati, anzi sono pari a 10 anni fa. Per quanto riguarda la pirateria, è stato richiesto agli intervistati di votare, con una scala da 1 a 10, quanto fosse accettabile socialmente il download di materiale per uso personale.

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Approvato il Rapporto Gallo: di cosa si tratta e le ragioni di Glyn Moody

pubblicato da claudiasantini

Juri Gallo Report Adopted En

Quest’oggi 22 Settembre 2010 il Parlamento europeo, durante la seduta di Strasburgo, ha approvato il Rapporto Gallo: 328 voti favorevoli e 245 contrari, ma secondo numerose associazioni in difesa delle libertà su Internet, le petizioni a sostegno della firma arrivate ai parlamentari sono false. Facciamo un passo indietro e vediamo cos’è il Rapporto Gallo.

Il “Gallo Report” è un documento redatto su iniziativa, quindi un testo non legislativo che non ha applicabilità di legge, creato dalla deputata europea PPE francese Marielle Gallo, vicina al presidente Sarkozy per quanto riguarda le vedute politiche, «sull’ applicazione dei diritti della proprietà intellettuale (DPI) nel mercato interno ». Il documento è stato adottato in commissione JURI (commissione degli affari giuridici) ed è stato estremamente criticato in quanto considerato un “Internet killer”. La deputata Gallo viene infatti ritenuta vicina all’industria dell’intrattenimento, tanto da creare un documento volutamente repressivo nei confronti delle presunte violazioni di copyright sul materiale online.

Si ritiene che il Rapporto Gallo citi in modo impreciso delle “infrazioni online della proprietà intellettuale” (comprese quelle non commerciali), mischiandole e confondendole con la contraffazione di beni fisici, normalmente ritenuti minaccia all’incolumità del consumatore. Questo rapporto sarebbe fortemente repressivo in quanto vede la condivisione di file su Internet come un danno anche in caso non vi sia scopo di lucro, tanto da arrivare a proporre una nuova direttiva di repressione penale (IPRED2), combattendo il file sharing con mezzi definiti “non legislativi” o “accordi volontari”.

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Il Partito dei pirati svedese varerà PirateISP, il primo ISP "pirata"

pubblicato da zeropuntodue

Pirate ISP LogoGrazie al Pirate Partiet svedese, un paio di mesi fa The Pirate Bay aveva trovato la sua Mompracem: e non in un luogo qualunque, ma all’ombra del Parlamento europeo.

Il Partito dei pirati, che è riuscito a ottenere un seggio nel Parlamento Europeo alle elezioni del Giugno 2009, aveva offerto banda alla Baia, mettendo fine alla perenne fuga del motore di ricerca, costretto a cambiare fornitore in occasione delle ripetute azioni legali messe in atto nei suoi confronti dalle Major e dalle Organizzazioni anti-pirateria. Adesso il Pirate Partiet va oltre, annunciando di avere in cantiere il primo ISP “pirata” che ha chiamato PirateISP, che fornirà servizi Internet commerciali agli utenti residenti in Svezia.

PirateISP si differenzierà dagli altri fornitori di servizi per la sua “ontologia hacker” e per la particolare attenzione alla difesa della privacy dei suoi clienti, assicura Gustav Nipe, membro del Partito e CEO del nuovo Provider. Il Pirate Partiet sottolinea che PirateISP non permetterà il monitoraggio dei suoi server da parte dei Governi e che non rilascerà all’esterno alcun tipo di log.

Certamente, sarà interessante vedere cosa ne penseranno dell’iniziativa i detentori di diritti di opere coperte da copyright, ma soprattutto cosa accadrà nel caso in cui degli utenti di PirateISP dovessero compiere gravi reati. Non è chiaro infatti per ora quali saranno in quest’ultimo caso le procedure che metterà in atto il Provider, per collaborare con i soggetti preposti alle investigazioni.

Il nuovo ISP “pirata” inizierà i primi test nelle prossime settimane con un numero limitato di utenti e i responsabili sperano di riuscire a strappare alla concorrenza “tradizionale” una buona fetta del mercato svedese.

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La lotta contro la pirateria online costa più delle perdite economiche delle case discografiche

pubblicato da PG

La lotta contro la pirateria online costa più delle perdite economiche delle case discograficheLa lotta contro il file sharing è diventato un problema importante e ci sono governi e associazioni antipirateria in tutto il mondo, che stanno cercando delle soluzioni per arginare la pirateria online.

Un giornalista del “The Mirror” ha condotto un’inchiesta sui costi delle promozioni antipirateria e della lotta contro il file sharing, arrivando alla conclusione che la guerra contro il P2P costa più dei danni economici causati nei confronti delle etichette discografiche.

Infatti, mentre gli investimenti degli ISP per sconfiggere il P2P costeranno nel 2009 circa 365 milioni di sterline, le perdite dell’industria musicale saranno “solo” di 200 milioni di sterline. Se questi dati venissero confermati, verrebbero a cadere gran parte delle motivazioni che oggi spingono a combattere la pirateria con i mezzi classici.

C’è sicuramente qualcosa di sbagliato nei sistemi che gli ISP adottano in questo caso, ed è errata anche la convinzione che ogni brano scaricato sia illegale, così come pure l’accanimento contro la tecnologia P2P, che di per sè non ha nulla di illegale, tranne l’uso che ne fanno gli utenti. L’industria musicale spesso riceve, dalle campagne antipirateria, dei danni all’immagine, mentre la guerra contro il P2P potrebbe condurre gli ISP e i governi ad una corsa agli armamenti tecnologici per scovare gli utenti che trovano nuovi sistemi per agire nell’anonimato.

Via | Torrentfreak.com

L'industria del cinema porno denuncia 65.000 utenti scaricatori

pubblicato da PG

L'industria del cinema porno denuncia 65.000 utenti scaricatoriAnche l’industria del cinema porno ha deciso di contrastare la pirateria online: due mesi fa, infatti, circa cinquanta studi cinematografici tra Stati Uniti e Giappone hanno presentato una denuncia contro 10.000 utenti sudcoreani accusati di aver caricato dei film su Internet. Come se non bastasse la denuncia ha anche coinvolto 80 siti web accusati di favoreggiamento della pirateria.

Tuttavia, tra le 10.000 denunce emesse solo 10 persone sono state accusate di violazione di copyright, con evidente delusione degli studios cinematografici, che ripresenteranno la denuncia la settimana prossima, ma questa volta con un incremento di nomi che arriverà a 65.000 utenti.

L’avvocato che rappresenta gli studios ha detto che i giudici non sono stati abbastanza duri, ma con il nuovo elenco di 65.000 persone, non potranno comportarsi ancora così.

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Google Books: filantropia o pirateria?

pubblicato da PG

Google Books: filantropia o pirateria?

Ogni volta che Google muove un passo è naturale che nascano delle polemiche. Google è un gigante di Internet e come qualsiasi gigante, è difficile da nascondere. Una delle recenti polemiche che ha investito Google riguarda il suo servizio Google Books, che sta raccogliendo da anni i libri di tutti il mondo in una specie di biblioteca online.

In molti si chiedono quale sia lo scopo di Google. Si sa che lo scopo di Google è quello di indicizzare tutte le informazioni del mondo, ed è ovvio che queste informazioni comprendano i libri. Ai tempi degli antichi egizi tutto il sapere del mondo si trovava nella biblioteca di Alessandria: può valere oggi lo stesso ragionamento?

Google dichiara che tutto questo è per “il bene dell’umanità”: tutto il sapere sarà un giorno a disposizione degli utenti e questo espanderà le frontiere della conoscenza umana. Dan Clancy, architetto capo di Google Books, afferma che Google Books è paragonabile all’invezione della stampa di Gutenberg.

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Nuove leggi contro il P2P in Gran Bretagna renderebbero criminali 7 milioni di cittadini inglesi

pubblicato da PG

Nuove leggi contro il P2P in Gran Bretagna renderebbero criminali 7 milioni di cittadini inglesi In Gran Bretagna il dibattito sulla pirateria è giunto ad un punto cruciale. Il governo ha avviato un piano di difficile attuazione per ridurre la pirateria del 79% entro il 2009. Tuttavia nuove norme molto più restrittive potrebbero essere introdotte nei prossimi mesi.

Il segretario Lord Mandelson, indicato come successore di Brown alla guida del governo inglese, ha dichiarato che nuove e severe leggi potrebbe essere introdotte per limitare la condivisione illegale di file.

Le nuove leggi porterebbero a nuove incredibili multe fino a 50.000 sterline che renderebbero “criminali” ben 7 milioni di cittadini britannici. Chissà come reagirà il Partito del Pirata inglese, che pochi giorni fa è stato lanciato ufficialmente sul territorio britannico, con la speranza di replicare i successi elettorali dell’omonimo svedese.

Via | Torrentfreak.com

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Tenenbaum ha perso: dovrà pagare 675.000 dollari alla RIAA

pubblicato da PG

Tenenbaum ha perso: dovrà pagare 675.000 dollari alla RIAASe il nome Joel Tenenbaum vi dice qualcosa, probabilmente vi ricordate del caso di accusa di pirateria che ha interessato un giovane studente e il suo avvocato, il professore di legge di Harvard Charles Nesson.

La RIAA, ovvero la più grande associazione di tutela del diritto d’autore negli Stati Uniti, aveva accusato il giovane di aver scaricato da Kazaa alcuni file musicali. Grazie al Web 2.0 Tenenbaum e il suo avvocato erano riusciti a mobilitare l’opinione pubblica contro l’accusa di pirateria.

Tuttavia la giuria federale di Boston ha dichiarato colpevole Tenenbaum, che dovrà pagare una multa davvero salata all’industria musicale, 675.000 dollari, ovvero 22.500 dollari per canzone scaricata.

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L'Italia all'attacco di The Pirate Bay: FIMI e FPM vogliono un risarcimento di 1 milione di euro

pubblicato da PG

L'Italia all'attacco di The Pirate Bay: FIMI e FPM vogliono un risarcimento di 1 milione di euroAncora grane per The Pirate Bay, il tracker bittorrent recentemente giudicato colpevole nel processo che ha visto coinvolto i suoi fondatori. E questa volta le accuse arrivano direttamente dall’Italia.

La FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) e la FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale) hanno infatti richiesto a Peter Sunde e The Pirate Bay un risarcimento di 1 milione di euro.

Gli screzi tra l’Italia e il popolare sito bittorrent non sono nuovi: già l’anno scorso The Pirate Bay venne oscurato dagli ISP italiani, ma in quell’occasione “la Baia” vinse il ricorso e ritornò visibile dopo alcuni giorni. Questa volta, però, le accuse italiane vengono dopo indagini precise ed una tesi del presidente Enzo Mazza secondo cui il fatto che i fondatori di The Pirate Bay abbiano venduto il sito vuol dire che ne hanno ricavato un guadagno, confermando di fatto il fine di lucro.

In ogni caso, l’avvocato di The Pirate Bay in Italia, Gallus, ha dichiarato che ancora nessuna denuncia formale è stata notificata.

Via | Torrentfreak.com

Eircom inizierà a disconnettere gli utenti in Irlanda

pubblicato da PG

Eircom inizierà a disconnettere gli utenti in IrlandaAncora brutte notizie per i navigatori che scaricano da Internet, in particolar modo in Irlanda. Dal prossimo mese, infatti, il più grande provider irlandese inizierà una campagna antipirateria nei confronti dei propri clienti.

Eircom, all’inizio del 2009, firmò un accordo con la RIAA per l’attuazione del piano delle tre disconnessioni per i presunti pirati. Noi di downloadblog ne avevamo parlato in questo articolo.

Ora questo accordo diventa operativo a tutti gli effetti e non solo, perchè altri ISP potrebbero seguire l’esempio di Eircom. Come previsto dalla legge, i clienti riceveranno tre avvisi: il primo sarà un semplice rimprovero, dopo il secondo la connessione verrà rallentata a “passo di lumaca”, mentre dopo il terzo verrà chiuso il traffico Internet. E tutto questo senza il bisogno di passare da un tribunale.

Secondo indiscrezioni, questo accordo è stato preso per una semplice questione economica: Eircom sarebbe in debito di 5.6 miliardi di dollari.

Via | Torrentfreak.com

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Secondo la RIAA, i DRM sono morti

pubblicato da PG

Secondo la RIAA, i DRM sono mortiI DRM sono dei sistemi che, applicati a file musicali o video evitano la copia degli stessi. Per diversi anni la RIAA ha difeso l’uso dei DRM, dichiarando che i clienti ne avrebbero tratto vantaggio.

In realtà le polemiche contro i DRM sono stante numerose e feroci. Già da un po’ di tempo, infatti, molti siti ed etichette discografiche hanno iniziato a rilasciare musica e Mp3 privi dei DRM, visto che molti utenti si sono lamentati in passato.

Ed ora veniamo a sapere che Jonathan Lamy, portavoce della RIAA, ha dichiarato che il DRM è morto, riferendosi ai siti come iTunes che hanno iniziato ad offrire musica senza restrizioni.

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