A due settimane dalla vittoria storica del Partito del Pirata in Svezia, che ha ottenuto un seggio nel parlamento europeo, anche l’omonimo movimento politico in Germania ha ottenuto un seggio nel parlamento tedesco.
Il politico Jörg Tauss del partito di sinistra DOCUP ha aderito al Partito del Pirata tedesco dopo che questo aveva lanciato una petizione contro il governo per bloccare il disegno di legge sulla censura (anche se dovrebbe essere applicato innanzi tutto contro la pornografia infantile).
Per contestare questo disegno di censura, la cui validità non è stata ancora provata, il tedesco Tauss ha lasciato il suo partito per aderire al Partito del Pirata. Il Partito lo ha accolto come uno dei più esperti politici nel settore dell’istruzione, della ricerca e dei nuovi media, e invita il DOCUP (del settore socialdemocratico) ad interessarsi alle materie digitali.
Tuttavia lo stesso Tauss è attualmente sotto indagine per essere stato scoperto in possesso di immagini di pornografia infantile: Tauss sostiene che queste immagini fanno parte di una indagine, in linea con il lavoro del governo. In ogni caso la presenza di Tauss nel Partito del Pirata permetterà al partito di avere più peso all’interno del parlamento tedesco.
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Come annunciato ieri, il Partito del Pirata svedese ha conquistato il 7.1% dei voti in Svezia, rivelandosi il partito che ha conquistato più voti dai giovani e dagli under 30 in Europa. Il risultato delle votazioni, per alcuni sconvolgente, ha spinto il primo ministro Fredrik Reinfeldt a congratularsi con la nuova forza politica.
Ora il Partito del Pirata è considerato un serio concorrente politico, tanto che lo stesso premier svedese ha confermato l’inizio di una nuovo interesse del governo per il problemi inerenti i diritti digitali, in previsione delle elezioni svedesi di settembre 2010.
E’ chiaro come per la prima volta un governo, il cui rappresentante ha 65 anni, si è accorto dell’interesse dei giovani, tale da aver votato una forza politica nuova e innovativa. E anche i giornalisti di tutta Europa si sono interessati al caso di questo piccolo partito salito agli onori della cronaca.

Lo spoglio delle schede elettorali non è ancora terminato, ma in Svezia il Partito del Pirata già festeggia. Dopo mesi di campagna elettorale, il Partito del Pirata svedese è entrato in Parlamento, ottenendo il 7.1% dei voti, e battendo diversi partiti. Ciò significa che il Partito del Pirata otterrà almeno uno o addirittura 2 (i dati sono in costante aggiornamento) seggi dei 19 previsti per la Svezia.
Il leader del partito, Rick Falkvinge festeggia la vittoria dichiarando: “Insieme abbiamo cambiato il panorama della politica europea. I cittadini hanno capito che è il momento di fare la differenza: i politici più anziani sono stati spodestati dai più giovani.” In Svezia l’affluenza alle urne è stata del 43%, una media superiore a quella delle elezioni del 2004, e cioè significa che circa 200.000 svedesi hanno votato per il Partito del Pirata, ovvero un enorme passo avanti rispetto alle elezioni nazionali del 2006, quando il partito ottenne solo 34.918 voti.
Almeno in parte, la popolarità del Partito del Pirata è aumentata grazie al verdetto contro ThePiratebay e alle dure leggi contro il file sharing che molti governi vogliono applicare. Con la loro presenza a Bruxelles, i rappresentanti del Partito del Pirata sperano di ridurre l’abuso di potere delle industrie del diritto d’autore e di riuscire a legalizzare il file sharing per uso personale.
Naturalmente, seguiremo gli aggiornamenti di questo risultato, grazie anche alle vostre segnalazioni.
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Mentre il Partito del Pirata è molto noto in Svezia, e in tutta Europa esistono movimenti simili in crescita, lo stesso non si può dire del paese che si vanta di essere “la terra della libertà”. Negli Stati Uniti, il Partito del Pirata non è così famoso come il resto del mondo.
Forse anche perchè gli Stati Uniti sono il paese in cui si contano più denunce per violazione del copyright. Ogni giorno le major della musica e dell’industria cinematografica stabiliscono sondaggi, dichiarando che “la pirateria costa molti miliardi”. Per esempio, uno studio del 2005 ha stabilito che la MPAA ha perso 6 miliardi di dollari a causa della pirateria.
Tuttavia queste cifre non fanno parte di studi rilasciati pubblicamente, ma si tratta semplicemente di dichiarazioni. La stessa MPAA ha dovuto ammettere, ultimamente, che dietro a queste cifre ci sono degli errori. E’ per questo che l’amministratore del Partito del Pirata americano ha attaccato duramente queste statistiche.
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