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Tutti gli articoli con tag peer-to-peer

Il Governo Francese vuole riproporre la legge delle tre disconnessioni

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Il Governo Francese vuole riproporre la legge delle tre disconnessioniNonostante la recente sconfitta subita in Parlamento all’inizio di aprile, il governo francese è intenzionato a riproporre la legge sul P2P che prevede tre disconnessioni in caso di violazione del diritto d’autore su Internet.

Il progetto di legge deve ora passare un altro ciclo di dibattito parlamentare, e le previsioni indicano che anche questa volta la legge non dovrebbe essere accettata. Se, invece, la proposta dovesse passare, introdurrebbe una nuova autorità amministrativa chiamata HADOPI con il compito di gestire le violazioni di diritto d’autore e creare una “lista nera” degli utenti avvisati.

Intanto il Parlamento Europeo intende trasmettere alcune indicazioni per una revisione delle telecomunicazioni che dovrebbero andare controcorrente rispetto alla proposta francese. L’UE si è opposta in passato, così come oggi, alla proposta di disconnettere i navigatori e alcune trattative tra politici dei vari gruppi parlamentari sono state avviate.

Via | Arstechnica.com

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Il Congresso vuole maggiore sicurezza per la privacy dei documenti sulle reti P2P

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Il Congresso vuole maggiore sicurezza per la privacy dei documenti sulle reti P2PQuando si parla di peer-to-peer viene subito in mente la possibilità di condividere e scaricare, spesso illegalmente, file di vario tipo (musica, immagini, film) attraverso le varie reti. Ma i programmi di file sharing diventano un pericolo per gli stessi utenti quando condividono erroneamente informazioni personali.

Ne hanno discusso Adolphus Towns e Darrell E. Issa al Congresso degli Stati Uniti, chiedendo a programmi come LimeWire e simili di fare qualcosa per impedire la condivisione di file personali. Molti utenti, infatti, per errore, finiscono per condividere molte cartelle del proprio computer, finendo con il rendere pubblici dati personali su Internet.

Gli esperti chiamano questa “condivisione involontaria di file” che espone gli utenti a furti di identità. I due politici hanno chiesto ai produttori di programmi di file sharing di fare qualcosa per arginare il problema, chiedendo inoltre di regolamentare le tecnologie peer-to-peer.

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Google potrebbe sostituire ThePirateBay?

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Google potrebbe sostituire ThePirateBay?Nella settimana appena trascorsa la conclusione del processo ai creatori del sito ThePiratebay ha sconvolto il panorama del file sharing illegale su Internet. La condanna ad un anno di prigione e 3 milioni di dollari come multa ha rappresentato il finale di una vicenda che si protraeva ormai da alcuni mesi.

Molti, tra i cosiddetti “pirati” su Internet, si stanno chiedendo cosa ne sarà del file sharing via BitTorrent, venendo probabilmente a mancare uno dei principali tracker sulla rete. Se, infatti, ThePirateBay dovesse chiudere, verrebbe meno uno dei più popolari tracker con milioni di utenti al seguito.

E’ anche vero che, nonostante il verdetto di colpevolezza, l’attenzione degli utenti si è spostata verso altri famosi lidi, come Mininova, isoHunt e Domonoid. E, secondo Ben Edelman, professore presso la Harvard Business School, non va dimenticata una delle più grandi risorse su Internet: Google.

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Satistiche del P2P: diminuisce il porno, aumentano giochi e software

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Satistiche del P2P: diminuisce il porno, aumentano giochi e software

Ieri vi abbiamo parlato delle statistiche elaborate dalla società tedesca Ipoque, secondo cui BitTorrent è il protocollo di file sharing più usato al mondo. Nella seconda parte della relazione 2008 di Ipoque, sono stati analizzati altri dati sull’uso che gli utenti fanno del P2P.

Nelle ultime statistiche compaiono nuovi dati davvero interessanti. Per esempio la comparsa dei paesi del Sud America e dell’Africa nei diagrammi mostrati, oppure la presenza della Germania come paese considerato separatamente dal resto dell’Europa.

La notizia nuova è che il P2P è rallentato nell’ultimo anno. Ma questa notizia non deve ingannarci: mentre è diminuito il traffico di file dalle reti P2P, è aumentata la circolazione dei download tramite servizi come RapidShare e Megaupload.

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BitTorrent è ancora il protocollo file sharing più popolare

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BitTorrent è ancora il protocollo file sharing più popolare Una recente analisi ha dimostrato che BitTorrent è ancora il protocollo di file sharing più popolare. In generale il traffico mondiale di P2P mostra una lieve flessione, ma la percentuale di download basati su BitTorrent è in deciso aumento. A seconda delle regioni geografiche, BitTorrent è responsabile del 45-78% di tutto il traffico P2P.

La statistica è stata elaborata da Ipoque, una società tedesca che ha pubblicato la sua relazione 2008/2009 relativa al traffico Internet. In totale sono stati analizzati oltre 1.3 petabytes di dati provenienti da Internet. Mentre diminuisce in parte il traffico P2P, sta aumentando il traffico proveniente dai siti di file hosting e streaming video. La maggior parte degli utenti del p2P provengono dall’Europa orientale.

E’ interessante notare come circa un quarto di tutti gli utenti di BitTorrent usano la ctrittografia. La crittografia non ha particolari vantaggi per la privacy, ma serve sono a nascondere agli ISP il tipo di protocollo che si sta usando. In generale possiamo concludere che BitTorrent è cresciuto significativamente negli ultimi anni, mentre la rete eDonkey, nonostante il grande successo, è in deciso declino.

Via | Torrentfreak.com

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ISP irlandese accetta il piano di disconnessione degli utenti

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ISP irlandese accetta il piano di disconnessione degli utentiEircom, uno dei principali ISP irlandesi, si è dovuto arrendere alle pressioni delle etichette musicali, ed ora inizierà ad applicare un programma di disconnessioni forzate degli utenti colpevoli di violazione di diritto d’autore sulle reti P2P.

Tutto è iniziato qualche tempo fa, quando le succursali irlandesi della EMI, Warner, Universal e Sony, hanno accusato la Eircom di favorire la pirateria e di pubblicizzare servizi come ThePirateBay.

La soluzione presa da Eircom e le etichette discografiche, durante il processo che si è svolto a Dublino, è appunto quella degli avvisi di disconnessione agli utenti scoperti a scaricare e condividere musica illegalmente dagli investigatori. L’accordo consente all’industria musicale di avere accesso diretto ai dati relativi agli abbonati dell’ISP mentre gli investigatori hanno la possibilità di accedere agli indirizzi IP e di segnalarli alla Eircom.

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La Svezia pronta ad usare la polizia contro chi scarica

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La Svezia pronta ad usare la polizia contro chi scarica dalla reteAncora cattive notizie per gli utenti del file sharing, e provengono da un paese che ha fatto della libertà su Internet una vera e propria bandiera. Infatti il governo svedese sta valutando la possibilità di una nuova legge che dia potere alla polizia di multare gli utenti che scaricano dalla rete.

Il Ministro della Giustizia Beatrice Ars riceverà venerdi una relazione in cui la polizia chiede di poter analizzare il traffico virtuale ed eventualmente multare coloro che vengono scoperti a scaricare file coperti da diritto d’autore.

Se la legge dovesse passare, la polizia svedese potrebbe inviare una email agli utenti colpiti, insieme ai dettagli della connessione. Dure critiche sono state fatte dal presidente del Partito del Pirata, Rick Falkvinge. Ricordiamo che una proposta simile è stata fatta anche in Regno Unito.

Via | Torrentfreak.com

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Il file sharing è positivo, secondo una ricerca olandese

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Il file sharing è positivo, secondo una ricerca olandeseIl recente sondaggio secondo cui la pirateria informatica ha spinto le industrie dell’intrattenimento a trovare nuove forme per vendere la musica online è stato confermato da uno studio commissionato dal governo olandese.

La relazione di 142 pagine, raggiungibile attraverso questo link, cerca di focalizzare il problema del file sharing e di come viene visto dalle persone: circa il 30% della popolazione olandese che utilizza software di file sharing per scaricare musica, giochi o film, ormai considera il peer-to-peer una “cosa buona”.

Inoltre, secondo i dati raccolti, il file sharing ha avuto un effetto positivo sull’economia olandese per circa 100 milioni di € e, nonostante l’industria del divertimento abbia sofferto alcune perdite, queste non superano gli effetti positivi della condivisione file.

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La pirateria su Internet ha aiutato l'industria musicale a trovare nuovi modelli economici

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La pirateria su Internet ha aiutato l'industria musicale a trovare nuovi modelli economici

Al contrario di quanto dichiarato dalla RIAA e dalla IFPI, la pirateria musicale su Internet si è dimostrata una realtà positiva per l’industria musicale: il file sharing, infatti, ha mostrato alle industrie dello spettacolo e del divertimento come monetizzare la musica online e crearne un profitto.

E così cadono le affermazioni contenute nelle varie relazioni che RIAA e IFPI pubblicano ogni anno e che cercano di dimostrare come la pirateria musicale su Internet sia un problema per le vendite di musica.

Ma, contrariamente a queste argomentazioni, la BPI crede che le stime di perdita di ricavi a causa della pirateria siano sbagliate e ha raccolto le statistiche elaborate da Jupiter Research, secondo cui i download digitali non generano perdite così eccessive. Ciò che emerge dalla relazione è che i pirati hanno dimostrato all’industria della musica ciò che i consumatori vogliono davvero. L’industria musicale sta lentamente riconoscendo alcuni errori: per esempio stanno aumentando i servizi che vendono musica senza DRM.

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Aggiornamento dell'interfaccia per Wuala

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Aggiornamento dell'interfaccia per WualaWuala è un servizio di social storage che sfrutta la tecnologia peer-to-peer per salvare i file. Tempo fa ne avevamo parlato in occasione del lancio della versione beta del sito. Ieri Wuala ha pubblicato un importante aggiornamento della propria piattaforma.

Mentre in passato era obbligatorio utilizzare un’applicazione desktop per utilizzare il servizio ora è possibile sfruttare una interfaccia web per accedere a Wuala; oltre a questo sono state rilasciate le API per consentire lo sviluppo di applicazioni di terze parti.

Oltre al servizio base, che permette di ottenere più spazio quanto più si condivide, Wuala offre anche un servizio premium che permette di avere 10 gigabyte di spazio al prezzo di 25 dollari l’anno. Wuala, inoltre, permette di condividere i file in maniera privata. La popolarità del servizio è aumentata ultimamente, e secondo alcuni dati attualmente Wuala ospita 30 milioni di file. Con la nuova interfaccia si spera, ovviamente, di aumentare il numero di utenti iscritti. Resta da vedere, tuttavia, come verranno gestiti gli aspetti legati alla privacy in merito al tipo di soluzione scelta per lo storage.

Via | Readwriteweb.com

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Sono davvero dei mostri i creatori di ThePirateBay?

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Sono davvero dei mostri i creatori di ThePirateBay?Negli ultimi tempi si è fatto un gran parlare di ThePirateBay, complice il blocco che il sito ha subìto in Italia (blocco poi annullato). ThePirateBay è il più grande tracker di file Torrent al mondo, e sicuramente ha su di sè gli occhi delle associazioni antipirateria di tutto il mondo. Società come RIAA e MPAA hanno tracciato profili spesso molto duri dei pirati della baia

Eppure il giornalista Majsan Boström ha incontrato per un giorno Peter Sunde e Fredrik Neij, due dei tre creatori del sito, per mostrare il loro punto di vista. Per esempio, che i creatori di TPB non si considerano dei moderni Robin Hood del digitale, stereotipo con il quale sono stati spesso etichettati in passato.

L’obiettivo di TPB è, infatti, raggiungere la libertà di espressione e il diritto alla libera comunicazione tra privati. E, alle accuse di furto nei confronti dell’industria musicale e dell’intrattenimento, TPB risponde che il sito permette semplicemente di scambiare e condividere informazioni, non importa di che tipo.

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Il P4P è promettente, ma ha tanti lati oscuri

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Il P4P è promettente, ma ha tanti lati oscuriSe il P2P (abbreviazione di peer-to-peer) non soddisfa più, il P4P è la sua evoluzione, che permetterà ai fornitori di servizi di risparmiare sulla banda, e agli utenti di accelerare i download. Ma non è tutto oro quello che luccica, visto che dietro a questa nuova tecnologia ci sono forti dubbi.

Il progetto P4P nasce grazie ai ricercatori dell’università di Yale e Washington: la tecnologia presentata permetterà di rendere più economiche le esose richieste di banda da parte dei protocolli (BitTorrent in primis). Contemporaneamente il P4P permetterà di scaricare più velocemente.

In teoria questa è una grande evoluzione, tuttavia il P4P richiedeuna collaborazione tra gli sviluppatori dei programmi (i client) e i fornitori di servizi, e qui è il problema più grande. Perchè, nonostante le aziende si siano dichiarate entusiaste per questa innovazione, non è detto che poi si raggiunga l’accordo.

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