Negli ultimi giorni The Pirate Bay è tornato di nuovo un argomento d’attualità, dopo che il provider che fino a poco fa forniva banda alla Baia ha staccato la spina mandando l’intera piattaforma offline, in seguito a un’ordinanza ottenuta dalle major.
Dopo poche ore in realtà il tracker è tornato nuovamente online, grazie a un fornitore se vogliamo unico nel suo genere: il Partito del Pirata, che ha deciso così di dare la propria controffensiva nei confronti del provvedimento. Rick Falkvinge del partito ha commentato in maniera molto poco morbida il tutto:
“Siamo stanchi del gioco al gatto e al topo di Hollywood con The Pirate Bay e abbiamo deciso di offrire banda al sito. È il momento di prendere il toro per le corna e difendere quella che crediamo sia un’attività legittima. The Pirate Bay è un motore di ricerca, e in quanto tale non è responsabile per i risultati”
Via | Torrentfreak.com

Lo scopo principale della Conferenza del Partito del Pirata, che si è svolta a Bruxelles dal 16 al 18 aprile, è stato quello di sancire ufficialmente la nascita di un nuovo braccio dell’organizzazione: Pirate Parties International.
E non c’è dubbio che si sia trattato di un battesimo coi fiocchi: 22 nazioni hanno inviato a Bruxelles i rappresentanti dei loro Partiti del Pirata nazionali, per un totale di 70 delegati, atti ad eleggere - con la massima democraticità - il primo consiglio del “PPI”. Anche una “dichiarazione dei principi dei Partiti del Pirata” è stata redatta, nel corso della Conferenza.
Christian Engström, membro del Partito del Pirata svedese fin dalla sua fondazione, ha espresso meglio di chiunque altro quanto sia stato importante l’evento per il futuro dei diritti digitali in Europa e nel mondo:
“La cooperazione internazionale è fondamentale per permettere alle idee pirata di espandersi. Esempi come l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), mostrano che c’è sempre più bisogno di organizzazioni a ombrello, che contrastino le nuove leggi di riforma del diritto d’autore e della censura”.
Durante una manifestazione al Milano al teatro Smeraldo legata al movimento politico capitanato da Beppe Grillo, è intervenuto in videoconferenza Rick Falkvinge, fondatore del Partito del Pirata in Svezia.
Parla dei tentativi, nei secoli, dei poteri forti di mantenere il dominio dell’informazione:
Nei tempi medievali la chiesa cattolica aveva il monopolio sulla cultura e conoscenza. Il prete di paese poteva dire ai paesani tutto ciò che poteva servire loro.
Quando la stampa arrivò nel 1453, la chiesa cattolica ha cercato di censurarla perchè metteva in pericolo la sua supremazia sulla conoscenza. (…) I britannici adottarono quindi un altro approccio: diedero un monopolio a un ente particolare. Solo questo ente poteva stampare libri e volantini e in cambio i reali potevano decidere cosa poteva essere stampato o meno. Questo meccanismo fu istituito il 4 maggio 1557 e si chiama copyright ed è ancora in giro oggi.
Continua poi con:
Il punto è qui come raggiungere quei gruppi che stanno diventando molto numerosi. Non abbiamo più bisogno dei vecchi media. possiamo comunicare sotto i loro radar e senza la loro approvazione. Questa è la vera lezione qui.
Non aspettare per l’autorizzazione di nessuno, non chiedere il permesso e non aspettare nessuno se vuoi pubblicare qualcosa. Se vuoi perorare una causa puoi farlo direttamente.
Tutto l’intervento, tradotto sul blog di Grillo, merita più di una riflessione.
Dopo il successo elettorale alle recenti elezioni europee, il Partito del Pirata, movimento politico nato in Svezia, si è diffuso presto in tutta Europa. Recentemente nuove formazioni del Partito del Pirata sono nate anche in Francia e in Repubblica Ceca.
In Repubblica Ceca il partito ha già raccolto 2.500 firme elettroniche, e spera di poter ottenere qualche risultato nelle elezioni di ottobre. Il leader del CPS (ovvero del Českou pirátskou stranu) ha dichiarato che non vuole ottenere seggi in Parlamento: basterebbe che i politici si interessassero ai problemi della pirateria e dei diritti digitali. Come tante altre formazioni politiche simili, il Partito del Pirata ceco non ha un vero e proprio programma politico, ma punta sui temi della proprietà intellettuale e spera di collaborare con altri partiti.
Il movimento francese, nato da poco, gestisce un gruppo su Facebook e un blog su Wordpress, anche se la speranza è quella di ingrandirsi sulla scia dell’omonimo svedese. Proprio la Francia potrebbe essere un terreno fertile proprio a causa della legge sulle tre disconnessioni che il governo ha tentato più volte di far passare. Ad oggi il gruppo su Facebook ha 1.600 membri.
Ovviamente i due partiti sono ancora troppo piccoli per destare interesse politico. Ma è un segnale di come il sasso lanciato in Svezia stia dando risultati in tutta Europa. Solo poche settimane fa il Partito del Pirata in Germania otteneva un posto in Parlamento grazie al passaggio di Jorg Tauss nel nuovo movimento. Chissà se anche in Italia accadrà qualcosa di simile. Chissà se anche l’equivalente italiano, il cui sito è raggiungibile a questo link, riuscirà in futuro ad ottenere risultati politici (Grazie alle segnalazioni dei nostri lettori). Voi cosa pensate ?
Via | Arstechnica.com
La Corte svedese d’appello che si occupa del caso del processo a The Pirate Bay ha stabilito che non ci sarà una ripetizione del processo, nonostante le accuse mosse a uno dei giudici del procedimento di essere in posizione di pregiudizio nei confronti dei quattro imputati.
Il giudice Anders Eka ha spiegato la decisione sostenendo di non aver riscontrato nella vicenda il conflitto d’interessi sostenuto dagli accusatori del giudice Norstrom, sostenendo la tesi secondo la quale egli sia stato vicino all’ambiente delle lobby per apprendere meglio le normative sul copyright proprio in vista del suo ruolo nel processo.
Non è tardato ad arrivare il commento del Partito del Pirata svedese, di recente entrato nel Parlamento Europeo: secondo il detentore dell’unico seggio Christian Engström il tutto fa parte dello scenario previsto, visto che a suo dire la legge svedese non è credibile quando si tratta di materie di copyright.
Via | Wired.com
Nonostante il recente esito del processo contro ThePirateBay, e nonostante le notizie riguardanti il mondo del file sharing, non sempre positive per gli utenti, c’è una notizia che riguarda gli indici di popolarità del Partito del Pirata svedese, che sta crescendo sempre di più.
In sole tre settimane il partito ha triplicato le sue iscrizioni raggiungendo i 44.000 membri, ed è sulla buona strada per diventare la terza forza politica del paese. Un dato davvero interessante e davvero unico tra i movimenti politici di tutto il mondo.
Il leader del partito Rick Falkvinge ritiene che il verdetto contro ThePirateBay sia stato positivo per il partito e, soprattutto in previsione delle elezioni europee che si terranno fra un mese, il dato è più che positivo. Falkvinge attende con ottimismo le elezioni per il Parlamento Europeo, perchè per la prima volta il Partito del Pirata potrebbe ottenere un seggio ed entrare nel panorama politico mondiale.
Via | Torrentfreak.com