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Tutti gli articoli con tag parlamento europeo

Il vice–presidente della Commissione Europea contrario al copyright?

pubblicato da Federico Moretti

Europa«Purtroppo, molti vedono il sistema corrente come uno strumento per punire e negare, non come uno strumento per riconoscere e premiare»: sono le parole di Neelie Kroes, il vice–presidente olandese della Commissione Europea dal 2010, intervenuta sabato ad Avignone in merito al copyright. È un discorso condivisibile e controtendenza.

La tesi della Kroes, responsabile per l’Agenda Digitale europea fino al 2014, apre a delle prospettive interessanti: ahimè, è una dichiarazione destinata a trovare pochissimi estimatori nel Parlamento Europeo — eccetto il membro più giovane del Partito Pirata. L’Europa, infatti, aveva appena approvato un prolungamento del copyright.

È difficile coniugare una critica al sistema europeo di protezione del diritto d’autore, mentre i politici approvano l’inasprimento delle pene per i reati di violazione del copyright e prolungano di vent’anni l’assegnazione dei diritti patrimoniali sulle opere creative. Però il vice–presidente non si limita alle linee di principio.

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È un membro del Partito Pirata il più giovane del Parlamento Europeo

pubblicato da Federico Moretti

PiratpartietAmelia Andersdotter è una ragazza svedese di ventiquattro anni e diventando il secondo membro del Partito Pirata è il parlamentare europeo più giovane. È stata eletta nel 2009, quando il Piratpartiet (questo il nome del partito in Svezia) ha avuto il 7% dei voti. L’insediamento è avvenuto con l’approvazione del Trattato di Lisbona.

La percentuale ottenuta nel 2009 dal Partito Pirata svedese dava diritto all’assegnazione di due seggi: il primo è stato assegnato subito, mentre il secondo era subordinato all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona — siglato nello stesso anno. Ulteriori “cavilli” burocratici hanno procrastinato l’insediamento della Andersdotter.

Insieme ad altri diciassette deputati, la Andersdotter entrerà di diritto a Strasburgo soltanto il mese prossimo. All’epoca dell’elezione, la giovane non aveva ancora compiuto i ventidue anni: nonostante il ritardo accumulato, a ventiquattro anni la Andersdotter rimarrà comunque il membro più giovane a sedere al Parlamento Europeo.

Via | TorrentFreak

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Al parlamento europeo i Verdi vorrebbero legalizzare il file sharing

pubblicato da Federico Moretti

Partito Europeo dei VerdiIl gruppo parlamentare europeo dei Verdi ha abbracciato la politica del Partito Pirata sul diritto d’autore: in un documento programmatico sono stati inseriti la legalizzazione del file sharing e l’abolizione dei sistemi di Digital Rights Management (DRM). È una posizione opposta all’Unione Europea, circa l’estensione del copyright.

Il Partito dei Verdi Europei giudica «assurda» la durata del diritto patrimoniale associato al copyright: grazie all’estensione, che costerà un miliardo di euro ai contribuenti, tale diritto raggiunge i settant’anni dalla morte dell’autore. Un investimento a perdere per gli editori che rischia pure di danneggiare il diritto morale.

Inoltre i sistemi di DRM limitano la libertà dei consumatori che hanno legittimamente acquistato un prodotto dell’ingegno. Motivo per il quale, sempre secondo i Verdi, andrebbero dichiarati fuorilegge. Una politica sicuramente alternativa: il mercato però ha già trovato una soluzione per abbattere i costi e combattere la pirateria.

Via | TorrentFreak

Il Parlamento Europeo unito per una maggiore trasparenza sul trattato ACTA

pubblicato da giovanni de stefano


Buona parte del Parlamento Europeo si sta dimostrando - coraggiosamente - insofferente rispetto all’atmosfera di segretezza e di mancanza di trasparenza intorno a tutto quello che riguarda il cosiddetto Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA: “Accordo Anti-Contraffazione”), da parte della Commissione Europea.

L’ACTA è un accordo plurilaterale su cui la Commissione è al lavoro per stabilire degli standard riguardo i diritti sulla proprietà intellettuale. Oltre all’Unione Europea, vi sono al lavoro anche i governi di paesi come l’Australia, il Giappone, gli Stati Uniti, la Svizzera, gli Emirati Arabi Uniti. Tutti i maggiori partiti rappresentati al Parlamento Europeo hanno fatto quadrato intorno a questa sensazione di disagio, facendo approvare nella seduta di ieri una risoluzione che renda obbligatorio per la Commissione pubblicare tutti i documenti fin’ora prodotti dalle contrattazioni con gli altri paesi.

Il Parlamento deve essere informato sui processi di negoziazione: è questa la parola d’ordine. Anche l’unico membro del Parlamento aderente al Partito “dei Pirati” Christian Engström ha firmato la risoluzione.

L’altro elemento su cui sembrano essere tutti d’accordo è l’assoluta contrarietà alla cosiddetta legge dei “Three strikes” (“le tre disconnessioni“): una normativa paventata o già applicata in alcuni paesi dell’Unione Europea, che infliggere la riduzione della banda dedicata a Internet o l’interruzione totale di essa per chi si fosse macchiato di crimini contro il diritto d’autore (dopo tre avvertimenti). Il Parlamento ha sempre fermamente condannato l’ipotesi che si possano diffondere ulteriormente leggi come questa.

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Anche i Verdi europei vogliono legalizzare il file sharing

pubblicato da PG

Anche i Verdi europei vogliono legalizzare il file sharingSabato e domenica ci saranno le elezioni europee, un evento che per la prima volta interesserà il mondo del file sharing. Infatti non solo il Partito del Pirata svedese potrebbe ottenere un seggio in parlamento, ma anche i Verdi Europei sono intenzionati ad entrare in parlamento per porre la questione della pirateria all’attenzione dei politici

I Verdi europei comprendono tutti i partiti verdi delle nazioni europee e attualmente ha 42 seggi nel parlamento europeo. Forse non tutti sanno che i Verdi europei stanno conducendo la stessa battaglia del Partito del Pirata svedese per riconoscere il diritto a scaricare dalla rete e per difendere siti come ThePirateBay e simili.

Già nel 2008 i Verdi lanciarono una campagna pro-filesharing intitolata “Io non rubo”, con un videoclip dedicato a ThePirateBay. L’obiettivo dei Verdi è quello di contrastare la propaganda anti-pirateria iniziata dall’industria del divertimento e incoraggiare le persone a scaricare e condividere su Internet.

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Il Partito del Pirata potrebbe diventare la terza forza politica della Svezia

pubblicato da PG

Il Partito del Pirata potrebbe diventare la terza forza politica della Svezia Nonostante il recente esito del processo contro ThePirateBay, e nonostante le notizie riguardanti il mondo del file sharing, non sempre positive per gli utenti, c’è una notizia che riguarda gli indici di popolarità del Partito del Pirata svedese, che sta crescendo sempre di più.

In sole tre settimane il partito ha triplicato le sue iscrizioni raggiungendo i 44.000 membri, ed è sulla buona strada per diventare la terza forza politica del paese. Un dato davvero interessante e davvero unico tra i movimenti politici di tutto il mondo.

Il leader del partito Rick Falkvinge ritiene che il verdetto contro ThePirateBay sia stato positivo per il partito e, soprattutto in previsione delle elezioni europee che si terranno fra un mese, il dato è più che positivo. Falkvinge attende con ottimismo le elezioni per il Parlamento Europeo, perchè per la prima volta il Partito del Pirata potrebbe ottenere un seggio ed entrare nel panorama politico mondiale.

Via | Torrentfreak.com

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