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La lotta contro la pirateria online costa più delle perdite economiche delle case discografiche

pubblicato da PG in: Varie Peer-to-peer

La lotta contro la pirateria online costa più delle perdite economiche delle case discograficheLa lotta contro il file sharing è diventato un problema importante e ci sono governi e associazioni antipirateria in tutto il mondo, che stanno cercando delle soluzioni per arginare la pirateria online.

Un giornalista del “The Mirror” ha condotto un’inchiesta sui costi delle promozioni antipirateria e della lotta contro il file sharing, arrivando alla conclusione che la guerra contro il P2P costa più dei danni economici causati nei confronti delle etichette discografiche.

Infatti, mentre gli investimenti degli ISP per sconfiggere il P2P costeranno nel 2009 circa 365 milioni di sterline, le perdite dell’industria musicale saranno “solo” di 200 milioni di sterline. Se questi dati venissero confermati, verrebbero a cadere gran parte delle motivazioni che oggi spingono a combattere la pirateria con i mezzi classici.

C’è sicuramente qualcosa di sbagliato nei sistemi che gli ISP adottano in questo caso, ed è errata anche la convinzione che ogni brano scaricato sia illegale, così come pure l’accanimento contro la tecnologia P2P, che di per sè non ha nulla di illegale, tranne l’uso che ne fanno gli utenti. L’industria musicale spesso riceve, dalle campagne antipirateria, dei danni all’immagine, mentre la guerra contro il P2P potrebbe condurre gli ISP e i governi ad una corsa agli armamenti tecnologici per scovare gli utenti che trovano nuovi sistemi per agire nell’anonimato.

Via | Torrentfreak.com

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In Brasile un giudice si scaglia contro un programma Peer-to-peer

pubblicato da PG in: Peer-to-peer Diritti digitali

In Brasile un giudice si scaglia contro un programma Peer-to-peerAnche il Brasile si scaglia contro il peer-to-peer e mette al bando la condivisione illegale di file. L’azione legale, lanciata dalla APDIF due anni fa, ha portato al blocco di un famoso programma di condivisione. La APDIF è l’associazione di tutela del diritto d’autore in Brasile, e recentemente si è unita alla Anti-Piracy Association of Film and Music (APCM), insieme ad etichette come EMI, Sony, Univesal e Warner.

Il sito sotto accusa è iPlay.com.br, sito controllato dalla società Cadare Information Technology Ltd. Il sito si occupava di distribuire un software chiamato K-Lite Nitro che permette agli utenti di scaricare file attraverso diverse reti, tra cui Gnutella, OpenFT e Ares.

Il giudice, a febbraio, decise che, invece di bloccare del tutto il software, questo avrebbe dovuto comprendere un sistema per filtrare i contenuti protetti da diritto d’autore. I gruppi antipirateria hanno fornito immediatamente un elenco di 4 milioni di brani da filtrare.

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Ogni giovane che scarica ha 8000 tracce nei propri PC

pubblicato da PG in: Peer-to-peer Sondaggi

Ogni giovane che scarica ha 8000 tracce nei propri PCUna nuova ricerca dell’Università dell’Hertfordshire ha mostrato interessanti statistiche che riguardano il file sharing, mostrando cifre impressionanti che rivelano come il fenomeno del P2P non sia morto nè in crisi.

Lo studio è stato condotto su giovani inglesi dai 14 ai 24 anni, e ha mostrato come gli intervistati posseggano una media di 8.100 brani musicali sul proprio PC, cifra che la maggior parte dei giovani non potrebbe mai permettersi. Non stupisce quindi, che il 68 degli intervistati ha ammesso di usare il computer principalmente per ascoltare musica.

Ancora una volta BitTorrent vince la sfida dei protocolli, con l’83% delle persone che lo usa almeno una volta a settimana o al giorno. Circa l’86% degli intervistati ha dichiarato di masterizzare CD di copia per gli amici. Il 75% invece invia e scambia musica via email, oppure tramite software di messaggistica istantanea o perfino tramite Bluetooth.

L’85% ha dichiarato che sarebbe favorevole ad un canone mensile per scaricare tutto liberamente, ma solo il 57% crede che un servizio di questo tipo aiuterebbe a contrastare la condivisione illegale di file.

Via | Torrentfreak.com

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L'Italia all'attacco di The Pirate Bay: FIMI e FPM vogliono un risarcimento di 1 milione di euro

pubblicato da PG in: Peer-to-peer

L'Italia all'attacco di The Pirate Bay: FIMI e FPM vogliono un risarcimento di 1 milione di euroAncora grane per The Pirate Bay, il tracker bittorrent recentemente giudicato colpevole nel processo che ha visto coinvolto i suoi fondatori. E questa volta le accuse arrivano direttamente dall’Italia.

La FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) e la FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale) hanno infatti richiesto a Peter Sunde e The Pirate Bay un risarcimento di 1 milione di euro.

Gli screzi tra l’Italia e il popolare sito bittorrent non sono nuovi: già l’anno scorso The Pirate Bay venne oscurato dagli ISP italiani, ma in quell’occasione “la Baia” vinse il ricorso e ritornò visibile dopo alcuni giorni. Questa volta, però, le accuse italiane vengono dopo indagini precise ed una tesi del presidente Enzo Mazza secondo cui il fatto che i fondatori di The Pirate Bay abbiano venduto il sito vuol dire che ne hanno ricavato un guadagno, confermando di fatto il fine di lucro.

In ogni caso, l’avvocato di The Pirate Bay in Italia, Gallus, ha dichiarato che ancora nessuna denuncia formale è stata notificata.

Via | Torrentfreak.com

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Sorpresa, la pirateria informatica sta diminuendo

pubblicato da PG in: Peer-to-peer Curiosità

Sorpresa, la pirateria informatica sta diminuendoOrmai quasi quotidianamente accade di parlare di pirateria informatica. Scaricare illegalmente da Internet file musicali, video e programmi è diventata con il tempo una delle attività più diffuse tra gli utenti navigatori.

I governi di tutto il mondo, insieme alle associazioni di tutela del diritto d’autore, cercano di trovare una soluzione a questo problema. Purtroppo a causa di questi tentativi, oggi la privacy dei navigatori è sempre più a rischio. Eppure le cose potrebbero stare diversamente.

Un sondaggio condotto in Inghilterra su oltre 1000 appassionati di musica e tecnologia ha rivelato che la pirateria tra i ragazzi è diminuita drasticamente. La percentuale di utenti che hanno condiviso regolarmente file sulla rete è scesa dal 22% di dicembre 2007 al 17% di gennaio 2009.

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Gli sviluppatori di Limewire introdurranno delle novità nel settore BitTorrent

pubblicato da PG in: Peer-to-peer

Gli sviluppatori di Limewire introdurranno delle novità nel settore BitTorrentBitTorrent è il protocollo di condivisione file più diffuso su Internet. Tuttavia il programma più installato al mondo resta ancora Limewire. Limewire permette di collegarsi alla rete Gnutella ma può gestire anche i download BitTorrent. Tuttavia sembra che gli utenti che lo installano lo usano soprattutto per accedere alla rete Gnutella.

Nel 2008 le statistiche indicavano che Limewire aveva una quota di mercato del 37%, contro il 14% dei client BitTorrent. Questi dati ci fanno comprendere quanto siano differenti i valori circa il volume di dati generati: infatti, nonostante quel 14%, la rete BitTorrent genera un traffico ben maggiore.

Gli sviluppatori di Limewire hanno quindi dichiarato che, in futuro, verrà data più importanza alla sezione dedicata a BitTorrent, proprio perchè non è possibile ignorarne la presenza. Fino ad oggi, infatti, le funzionalità BitTorrent di Limewire sono state piuttosto limitate rispetto a client come uTorrent o Vuze. Nelle prossime versioni del programma, quindi, dovremo aspettarci delle novità in questa direzione, come, per esempio, il progetto LibTorrent, attualmente in fase beta.

Via | Torrentfreak.com

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Gli ISP irlandesi si adeguano alla legge delle tre disconnessioni

pubblicato da PG in: Peer-to-peer Diritti digitali

Gli ISP irlandesi si adeguano alla legge delle tre disconnessioniAll’inizio del 2009 uno dei principali provider irlandesi, Eircom, aveva raggiunto un accordo con le etichette discografiche per introdurre il piano delle tre disconnessioni per i presunti pirati.

Le quattro principali etichette, EMI, Sony, Universal e Warner, che controllano il 90% della musica in Irlanda, avevano chiesto ad Eircom un piano per ostacolare la condivisione illecita su Internet. In poco tempo Eircom ha accettato la proposta delle etichette discografiche ed ha avviato l’accordo.

Ora le quattro grandi case discografiche saranno in grado di costringere tutti gli altri ISP irlandesi ad accettare le stesse condizioni come ha già fatto Eircom, in modo che siano stabilite le regole sulla concorrenza. Già in questi giorni una serie di procedimenti giudiziari sono stati avanzati contro altri provider irlandesi: BT Communications Ireland e UPC Communications Ireland.

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Sentenza ribaltata: la signora Thomas dovrà pagare 1.9 milioni di dollari alla RIAA

pubblicato da PG in: Peer-to-peer riaa

Sentenza ribaltata: la signora Thomas dovrà pagare 1.9 milioni di dollari alla RIAAProbabilmente ricorderete il caso di Jammie Thomas-Rasset, la signora e madre di famiglia, che fu accusata dalla RIAA di aver scaricato 24 canzoni dalla rete Kazaa. Inizialmente il giudice aveva ribaltato la sentenza, dichiarando la non colpevolezza della signora Thomas.

Sentenza che, però, è cambiata ieri, quando la signora Thomas è stata condannata a pagare 1.9 milioni di dollari per aver condiviso le 24 canzoni su Internet. A nulla è valsa la difesa degli avvocati, secondo cui erano stati i figli a condividere le canzoni.

La nuova giuria ha quindi aumentato la pena della sentenza, inizialmente indicata su 222.000 dollari. Secondo la signora Thomas la sentenza è “ridicola”. La RIAA, da parte sua, ha sempre sostenuto di essere disponibile ad un patteggiamento. Infatti negli Stati Uniti è prevista una multa di 150.000 dollari per ogni MP3 condiviso illegalmente su Internet, il che sospinge gli utenti a patteggiare invece che affrontare un processo.

E’ vero che scaricare e condividere sulla rete è un reato, ma davvero il danno provocato dalla signora Thomas è stato di circa 80.000 dollari per ogni canzone condivisa? Voi cosa ne pensate?

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Un nuovo studio dimostra che chi scarica è disposto ad acquistare legalmente film e musica

pubblicato da PG in: Varie Peer-to-peer

Un novo studio dimostra che chi scarica è disposto ad acquistare legalmente filme e  musicaVuze, il client per BitTorrent che ha sostituito Azureus, ha commissionato uno studio sulle abitudini degli utenti che scaricano nei confronti dell’acquisto di materiale legale.

La ricerca ha dimostrato ancora una volta come chi scarica è ben disposto a spendere denaro legalmente per vedere un film. Il sondaggio è stato realizzato su una base di utenti americani nella fascia di età da i 18 ai 44 anni, di cui 693 intervistati sono utenti di Vuze mentre gli altri 606 sono comuni navigatori.

Il risultato sorprendente è che gli utenti di Vuze sono molto più disposti a spendere per noleggiare un DVD o vedere un film al cinema rispetto ai comuni navigatori di Internet. In un solo anno, gli utenti di Vuze hanno visto 8 film al cinema e noleggiato 9 DVD, mentre i normali utenti hanno visto 6 film e noleggiato 7 DVD.

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Partono i primi arresti per pirateria in Svezia dopo l'applicazione dell'IPRED

pubblicato da PG in: Peer-to-peer

Partono i primi arresti per pirateria in Svezia dopo l'applicazione dell'IPREDTempi duri per il file sharing in Svezia. Proprio ieri vi abbiamo annunciato la notizia secondo cui l’applicazione della legge sui diritti d’autore, IPRED, ha fatto calare il traffico Internet in Svezia del 30%. Appena un giorno dopo sono stati resi noti i primi due arresti per condivisione file.

Due uomini, di età non superiore ai 29 anni, sono stati accusati di aver violato il diritto d’autore tramite la condivisione di file sulla rete: la polizia ha sequestrato i loro computer nella città si Skövde.

Il procuratore Fredrik Ingblad ha dichiarato che i due sono sospettati di aver condiviso una grande quantità di film, ma non ha fornito ulteriori indicazioni su come questi file siano stati condivisi su Internet. Oltre alla condivisione di file, i due sono sospettati di aver gestito un cosiddetto “rip box”, ovvero un computer predisposto alla decodifica veloce di DVD in formati compressi.

Il pubblico ministero ha dichiarato inoltre che il caso fa parte di un’operazione internazionale di polizia contro il file sharing illegale, il cui nome è Operazione Carbonite che coinvolge Stati Uniti, Regno Unito, Olanda, Belgio e Svezia.

Via | Torrentfreak.com

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IPRED fa calare il traffico Internet del 33% in Svezia

pubblicato da Rosario in: Peer-to-peer

IPRED fa calare il traffico Internet del 33% in SveziaNon è un mistero che il grosso del traffico su Internet in scala globale sia generato dalle reti P2P, ma ciò non toglie lo straordinario risultato ottenuto in Svezia dopo l’entrata in vigore di IPRED nella giornata di mercoledì 1 aprile, che ha causato un calo nell’utilizzo della rete pari al 33% del totale come immediato risultato.

Effettivamente la cosa appare più che fondata, visto che la nuova legge permette di accedere in maniera abbastanza semplice ai dettagli del traffico generato da un determinato indirizzo IP, suscitando non poca paura nei pirati della rete. Proprio l’altro giorno ricorderete avevamo parlato di IPREDator, VPN a pagamento progettata da The Pirate Bay per permettere agli scaricanti di mantenere l’anonimato.

Via | DownloadSquad.com
Foto | Flickr

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L'ultimo film degli X-Men finisce su BitTorrent

pubblicato da PG in: Peer-to-peer

L'ultimo film degli X-Men finisce su BitTorrentIl 1° aprile è appena terminato, eppure continuano ad accumularsi notizie che si rivelano più o meno vere. Eppure una notizia ha fatto il giro del mondo, e molti inizialmente hanno pensato che si trattasse dell’ennesima bufala. Invece sembra che non sia così.

Una copia dell’ultimo film degli X-Men, “Origins:Wolverine”, è comparsa su BitTorrent con diverse settimane di anticipo. Infatti l’uscita della pellicola è prevista per il 1° maggio, invece una copia, per altro di alta qualità, è finita nelle reti peer-to-peer.

Il video, pur essendo una copia “workprint”, ovvero una versione grezza con l’audio in presa diretta, è comunque di alta qualità, ed ha avuto immediato successo su BitTorrent, con migliaia di persone che si sono catapultate a scaricarlo. Non saranno certamente contente le associazioni antipirateria e la Fox, casa produttrice del film.

Via | Torrentfreak.com

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