Dopo un anno di trattative Microsoft ha raggiunto un accordo con il progetto One Laptop per Child, che permetterà alla società di installare Windows Xp sui piccoli portatili destinati ai paesi in via di sviluppo.
Nonostante il design accattivante e il prezzo basso, le vendite di questi PC ultraeconomici non sono andate benissimo, forse proprio a causa della riluttanza dei Governi ad acquistare macchine con sistemi operativi diversi da Windows. E chissà se ora le cose cambieranno.
Le trattative per arrivare a questo accordo sono state lunghe e difficili. Bill Gates, in questi anni, si è sempre dimostrato contrario all’uso dell’open-source, ma le cose sono cambiate negli ultimi tempi, e Microsoft oggi sembra molto più vicina a Linux, grazie ad alcuni accordi.
Microsoft ha confermato le numerose voci secondo cui Windows Xp Home Edition sarà disponibile fino alla metà del 2010, grazie alle vendite dell’Asus Eee PC. Ma nonostante questo, Microsoft ha ribadito che comunque terminerà il supporto per la grande distribuzione il 30 giugno, come già stabilito.
Come sappiamo, Microosft ha deciso di terminare la produzione di Xp entro il 2008 e di continuare il supporto fino ad aprile 2014. Ma ora Microsoft sta pensando di estendere la produzione e il supporto di Xp fin oltre questa data a causa di due progetti: One Laptop per Child e l’Asus Eee.
In un’intervista Kevin Kutz, Windows client director, ha detto che questo cambiamento dipende da due fattori: Microsoft vuole dare un aiuto alle nuove categorie di utenti, e in secondo luogo Microsoft vuole supportare i nuovi dispositivi che stanno avendo molto successo.
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Probabilmente la maggior parte di voi lettori conoscerà la legge di Moore. Si tratta di una legge non matematica, basata quindi su supposizioni, rivelatesi col tempo affidabili. “Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi.” Ma, di conseguenza, si può affermare che anche il prezzo dell’hardware si dimezza con il tempo.
Siamo rimasti tutti piacevolmente impressionati dal nuovo ultraportatile Asus Eee. E non a torto. Le dimensioni ridotte, il peso inferiore al chilo, la connettività Wi-Fi e l’uso di memoria Flash sono tutti aspetti positivi. Secondo un sondaggio on-line su un campione di 1000 utenti sul sito eeeuser.com, il 4% degli acquirenti si sono dichiarati soddisfatti, il 33% ha trovato il sistema superiore alle aspettative, mentre il 62% è ancora meglio di quanto avesse sperato.
In realtà è difficile trovare degli aspetti negativi di questa piccola meraviglia tecnologica. Tra le lamentele ci sono la mancanza di un tasto Shift a destra, la tastiera troppo piccola. Ma, stranamente, nessuno si è lamentato della presenza di GNU/Linux. Infatti, pur non essendo tra i sistemi operativi più noti per la sua semplicità, in questo caso la presenza di una versione modificata di Linux, con icone grandi e funzionalità di base (Internet, Office, Chat, Gioca) sembra aver colpito positivamente gli utenti. Il risultato è che chiunque può utilizzare il sistema senza particolari conoscenze.
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Google, il consorzio One Laptop per Child e l’Unicef hanno creato un nuovo sito, chiamato Our Stories, con l’obiettivo di rilanciare le favole e i racconti per bambini. Il progetto, in particolare, punta ad aiutare le persone di tutto il mondo a condividere storie e racconti delle proprie vite da qualsiasi posto della Terra.
Primi destinatari del progetto, ovviamente, i bambini dei Paesi in via di sviluppo che usano (o useranno) i laptop a basso costo della Olpc e coloro che sono protetti dall’Unicef.
Il sito, che utilizza le mappe di Google, permette di scegliere i contenuti in base alla loro collocazione geografica: una volta scelta un’area geografica e una favola, l’audio viene fornito da un player YouTube (come quello che ho inserito qui sopra) in cui la parte video è assente.
Il numero delle favole online, spiegano i creatori del sito, è in continua crescita: al momento è possibile ascoltare storie dal Museo brasiliano della Persona e da Ghana, Uganda, Tanzania e Pakistan (la maggior parte registrate con l’aiuto di volontari). Non mancano, inoltre, anche alcuni discorsi di benvenuto, tra cui quello del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.
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La Electronic Arts ha deciso di donare la versione originale di SimCity al progetto One Laptop Per Child (OLPC), quello del portatile da 100 dollari per gli scolari dei paesi in via di sviluppo.
L’idea partita da John Gilmore, co-fondatore del progetto OLPC e membro della Electronic Frontier Foundation è stata così accettata: SimCity rappresenta un gioco di cui sono state ampiamente riconosciute le potenzialità educative, in quanto incoraggia la ricerca di soluzioni allo sviluppo organico e sostenibile di una città.
Lo sviluppo sarà realizzato da Don Hopkins, che ne aveva precedentemente realizzato la versione multiplayer per Unix: la versione per OLPC sarà realizzata su Sugar, ambiente di programmazione basato su Python: l’intento di Hopkins è quello di far sì che i componenti che realizzerà siano poi riutilizzabili per realizzare altri giochi per OLPC.
Inoltre l’intento è quello di integrare nella versione originale tutte quelle esperienze e innovazioni che hanno portato giochi complessi come World of WarCraft, The Sims e Spore.
[via Ars Technica]
Intel e One Laptop per Child, il programma di Nicholas Negroponte per offrire Pc portatili a 100 dollari ai Paesi in via di sviluppo, uniscono le forze in un’importante alleanza. Come riporta il sito della Bbc, nel maggio dello scorso anno Negroponte aveva molto criticato Intel, dicendo che si sarebbe dovuta “vergognare” per i “tentativi di affossare” l’intento benefico di Olpc, accusando anche la multinazionale dei processori di vendere il proprio laptop a basso costo, Classmate Pc, ai Paesi in via di sviluppo a un prezzo minore di Olpc.
“Quello che è successo in passato ormai è passato - ha spiegato Will Swope di Intel - e ora le nostre due società si alleeranno per fare un lavoro ancora migliore e aiutare i bambini del mondo”.
Intel, dunque, parteciperà all’iniziativa insieme ad altre importanti società come Google e Red Hat, ma soprattutto insieme anche al suo rivale Amd (che già fornisce i processori per i laptop da 100 verdoni).
Via | Bbc News
Il fondatore di One Laptop per Child, Nicholas Negroponte, ha rivelato che i famosi portatili da 100 dollari destinati ai paesi del Terzo mondo e in via di sviluppo potrebbero costare ai governi nazionali, almeno agli inizi, qualcosina in più: 175 dollari. Inoltre, non supporteranno solamente la versione di Linux appositamente creata per l’iniziativa, Sugar Os, ma anche Windows Xp.
Sugar Os, ha spiegato Negroponte, è stata creata appositamente per far sì che le macchine siano il più possibile intuitive. Gli sviluppatori, però, hanno lavorato parallelamente anche con Microsoft, che ha deciso di offrire una versione di Windows Xp a un prezzo simbolico: tre dollari a copia.
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