Ancora una volta Internet si sta dimostrando ultimo baluardo dell’informazione e della libertà di pensiero. Nel corso delle ultime settimane il popolo cinese e i blogger su Internet stanno reagendo agli eventi in Tibet e le proteste sul viaggio della torcia olimpica in previsione delle Olimpiadi.
Numerosi sono i commentatori che si oppongono al regime di censura applicato dal regime comunista, e sempre più blogger si rivolgono all’occidente con toni spesso accesi. Ma i problemi non finiscono qui. Nonostante le recenti aperture del governo cinese ad Internet, sembra che il sito della CNN sia stato bloccato.
A questo si aggiunga la propaganda anti-occidentale del portale Sina.com, che mostra in home page la frase “Don’t be too CNN, fire to the Western media” (Non essere troppo CNN, evita i media occidentali). E molti analisti ritengono che le proteste per il Tibet siano servite solo per rafforzare il regime, che è riuscito a capovolgere l’opinione pubblica sul caso.
Via | Slashdot.com
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Mancano ormai poco più di 100 giorni alle Olimpiadi che si svolgeranno a Pechino, in Cina, dall’8 al 24 agosto prossimi. E, come ogni edizione che si rispetti, è iniziato anche il viaggio della Torcia olimpica (accompagnato, come sicuramente saprete, dalle polemiche per la situazione politica in Tibet e, in generale, per il rispetto dei diritti umani tante volte violato dalla Cina).
Ma dove si trova oggi la fiamma olimpica, che attraverserà molti stati del mondo? Per scoprirlo, Google ha creato un’apposita pagina che sfrutta le potenzialità di Google Maps per indicare, giorno dopo giorno, il percorso effettuato e quello ancora da effettuare.
Non è tutto: è stato anche creato un nuovo layer su Google Earth che permette anche di esplorare città dopo città visualizzando immagini, monumenti e palazzi in 3D e altre informazioni utili.
Via | Google Italia blog
In parte grazie al Comitato Olimpico Nazionale (CIO) e alla sua richiesta di liberare la Rete in Cina, la versione inglese di Wikipedia è tornata parzialmente accessibile. Questa spinta da parte del CIO è recepita e messa in atto molto lentamente dalle autorità cinesi che, tuttavia, hanno concesso un poco più di libertà ai navigatori del Paese che ospiterà le Olimpiadi.
Anche se di piena libertà non si può parlare. Infatti, se da una parte sono state rese accessibili diverse sezioni dell’enciclopedia in lingua inglese, dall’altra sono tuttora irraggiungibili argomenti di un certo peso politico, come ciò che riguarda il Tibet, la protesta di piazza Tian’anmen, Taiwan Indipendence e tanto altro ancora.
Via | Reuters.com
Le Olimpiadi sono sempre più vicine, e la Cina è sotto i riflettori di tutto il mondo. E naturalmente si parla anche di Internet. Ecco perchè il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha chiesto alla Cina di fare qualcosa per rendere Internet più libera.
Secondo il CIO Internet deve essere aperta a tutti durante il tempo dei Giochi. La Cina ha recentemente oscurato ben 25 siti di video e ne ha bloccati ulteriori 32 durante gli scontri relativi al Tibet. A questi si aggiunge ovviamente YouTube, e tanti altri importanti siti sui quali viene applicato un sistema avanzato di filtraggio.
Il Governo non sembra muoversi con velocità alle richieste del CIO, nonostante un recente decreto che permetterebbe maggiore libertà ai giornalisti stranieri in previsione dei Giochi. Ma queste leggi sono solo temporanee, e si prevede che le cose torneranno allo stato attuale non appena i Giochi saranno finiti.
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