Una carta d’identità per il web, con l’obiettivo di garantire maggior sicurezza nel cyberspace. Questo l’obiettivo del presidente Usa Obama, secondo quanto rivelato da due esponenti della Casa Bianca durante un evento a Stanford.
La notizia è stata riportata da Cbs e Fox con un certo risalto. Si fa riferimento a indiscrezioni già divulgate da Cnet e alla National Strategy for Trusted Identities in Cyberspace, un progetto per identità verificate sul web. Obiettivo: aumentare la sicurezza.
“Non stiamo parlando di una carta d’identità federale e neppure di un sistema controllato dal governo - ha spiegato il responsabile per la sicurezza online della White House - Quello che vogliamo fare è aumentare la sicurezza e la privacy e ridurre, o forse eliminare la necessità di memorizzare dozzine di password, attraverso la creazione e l’uso di un sistema più sicuro di identità digitale”.
Continua a leggere: Id card per il web: la carta d'identità voluta da Obama
Davvero divertente il video realizzato da TotallySketch, che immagina l’arrivo su Chatroulette del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Particolarmente imperdibili i momenti in cui il finto Obama dice a una ragazza un po’ troppo svestita la frase ”You should really find a shirt! Never know when the president drops in!”, più altre situazioni che rendono questo filmato particolarmente azzeccato tra i tanti dedicati a Chatroulette che ormai popolano anche YouTube.
Via | Thenextweb.com

Dato che Internet è nato come un luogo di scambio di idee libero e senza imposizioni, è sempre triste parlare di censura online o di stabilirne i limiti. E’ il caso di Flickr e di una immagine cancellata dagli amministratori del sito in questi giorni.
Si tratta della foto di Obama photoshoppato alla maniera del Joker interpretato da Heath Ledger nel “Cavaliere Oscuro”. L’immagine è stata inizialmente censurata dal sito e successivamente la discussione del forum nata nei giorni successivi è stata chiusa da un responsabile dello staff.
Zack Sheppard afferma, infatti, che le discussioni politiche sono permesse su Flickr, ma lo staff interviene quando si tratta di violazione di diritto d’autore, che si tratti della foto di un gattino, di un tramonto o di un politico.
Nel caso in questione Flickr dichiara di aver rimosso la foto di Obama-Joker perchè Yahoo ha ricevuto una notifica di violazione del copyright. L’impressione, anche questa volta, è che Flickr abbia perso un’occasione valida per dimostrarsi come il sito di riferimento per la fotografia su Internet, quando invece spesso si mostra come un contenitore di foto di belle ragazze e di foto di dubbia validità artistica. Voi cosa ne pensate?
Via | Techcrunch.com
I recenti eventi che hanno interessato i siti di condivisione file su Internet in Spagna hanno concluso che non solo è possibile scaricare per uso personale ma anche che gli stessi siti non sono illegali. Naturalmente, per quanto riguarda le politiche anti-pirateria degli Stati Uniti, questa situazione è inaccettabile.
Secondo gli Stati Uniti, la Spagna ha uno degli indici di pirateria più elevati in tutto il mondo, ed è uno dei primi cinque paesi al mondo per numero di film scaricati. Secondo le statistiche della MPAA la pirateria di film in Spagna ha raggiunto i 350 milioni di € in perdite per l’industria nel solo 2008.
Secondo altre statistiche in Spagna sono state scaricate 2 miliardi di tracce nel 2008, circa l’80% in più rispetto al 2007, soprattutto tramite le reti BitTorrent e eDonkey. A nulla sono serviti gli interventi delle autorità spagnole, perchè secondo la legislazione spagnola non vi è alcuna violazione nello scaricare su Internet.
Ora l’amministrazione Obama vuole cambiare tutto questo: secondo l’amministrazione americana, il governo spagnolo ha fatto ben poco per contrastare il peer-to-peer. Inoltre gli Stati Uniti hanno consigliato alla Spagna di creare degli accordi tra i provider e i titolari dei diritti d’autore, e magari introdurre una legge sulla base delle tre disconnessioni.
Via | Torrentfreak.com

La Casa Bianca ha deciso di abbandonare YouTube come canale privilegiato per la pubblicazione dei video del presidente Obama. La decisione è stata presa, probabilmente, in merito ai problemi di privacy, ed è curioso notare come l’abbandono di YouTube arriva proprio il giorno in cui il sito ha introdotto nuove politiche per la tutela dei dati degli utenti.
La decisione di incorporare i video di YouTube sull’home page ufficiale del presidente, ha attirato in passato diverse critiche da parte degli attivisti della privacy. Il pomo della discordia è l’uso dei cookie da parte di Google e il mantenimento dei dati personali a lungo termine.
Pur avendo cercato soluzioni alternative, alla fine la Casa Bianca si è arresa e ha abbandonato YouTube come fornitore di servizi. Ora i video vengono caricati tramite un lettore flash direttamente dal server della Casa Bianca, senza uso di cookie traccianti. Pur continuando a caricare i video su YouTube, non verrà più fatta pubblicità al popolare sito di video sharing. Non solo: la Casa Bianca ha concesso la possibilità di generare un codice embed per incorporare i video su tutti i siti o blog.
Via | News.cnet.com
Un gruppo di produttori di software ha pubblicato una lettera aperta al presidente americano Obama, chiedendo alla nuova amministrazione di adottare software open source.
A vantaggio dell’open source, secondo i produttori, c’è l’abbattimento dei costi delle licenze. Il software open source è già ampiamente usato in alcuni rami del governo americano: il Dipartimento della Difesa, per esempio, usa da tempo Linux, oltre ad una serie di tecnologie e programmi.
Già da tempo l’amministrazione Obama ha espresso interesse nel valutare i potenziali benefici di una più ampia adozione dell’open source, e la lettera pubblicata in questi giorni potrebbe contribuire alla scelta di una nuova strategia da parte di Obama.
Via | Arstechnica.com
Vi siete già stancati di vedere la vostra foto Fairey-style come quella di Obama sulla copertina di Time? Allora scrivete il vostro pensiero, sul cartellone pubblicitario di un autobus con Bus Slogan Generator!
Basta riempire i tre campi di testo presenti sulla scarna pagina di questa divertente web-app e cliccare sul pulsante Generate; il primo campo riguarda la scritta più grande, mentre i restanti due saranno per le scritte in basso, una accanto all’altra.
Una volta generata l’immagine, la si può salvare semplicemente cliccandoci sopra.
Via | TechnoSpot.net
Giornata davvero importante, ieri, per il futuro del mondo intero. Barack Obama, l’uomo del cambiamento, si è dato subito da fare confermando per l’ennesima volta il suo interesse verso i media e la tecnologia: non appena ufficializzata la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America, il sito web della Casa Bianca è stato rinnovato. Si tratta del primo vero cambiamento del sito governativo dai tempi di Clinton, quando fu inaugurato.
Un delizioso rinnovo, che non riguarda soltanto un superficiale re-styling grafico ma che pone le fondamenta per un diverso approccio verso i nuovi media e verso i cittadini. Il Presidente Obama ha promesso di creare la più accessibile e trasparente amministrazione della storia americana: il nuovo sito sarà il fulcro di tutto ciò.
Oltre ad avere un layout molto chiaro e pulito, il sito presenta collegamenti con l’agenda di Obama e l’ufficio stampa, video in streaming, gallerie di foto e diverse altre novità. Tuttavia, la vera “rivoluzione” sta nella creazione di un vero e proprio blog.
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Durante la campagna Presidenziale negli USA diventò molto popolare il poster “Hope” realizzato da Shepard Fairey raffigurante Obama in una suggestiva immagine a quattro colori poi anche utilizzata come copertina del Time.
Obamicon.me è un sito che permette di creare una immagine simile a quella del neo-presidente partendo da una propria fotografia. E’ possibile fare l’upload di una propria foto o scattarla al momento usando la webcam. Inoltre si può scegliere il testo sotto l’immagine e regolare i quattro colori.
Alla fine, registrandosi, si ha la possibilità di scaricare, condividere per mail o Facebook il proprio poster personale.
Via | Labnol.org
Barack Obama ha ricevuto elogi e commenti positivi da tutte le parti del mondo dell’informatica, grazie soprattutto alla sua apertura nei confronti della rete. Tra i suoi estimatori troviamo personaggi come Eric Schmidt, CEO di Google, e il Partito del Pirata.
Tuttavia ha stupito un po’ tutti la decisione di scegliere come collaboratore del suo staff uno dei principali avvocati della Recording Industry Association of America (RIAA), che farà parte del Dipartimento di Giustizia.
Un cambio inatteso di programma? Secondo gli esperti americani non dovrebbe essere una sorpresa. Già la scelta di Joe Biden come vice presidente ha confermato la tendenza pro-RIAA dello staff di Obama. Biden, infatti, ha diverse volte esortato a continuare sulla strada dei procedimenti penali nei casi di violazione del diritto d’autore.
Continua a leggere: Obama chiama un avvocato della RIAA nel suo staff
Jesse Dylan, regista del video promozionale Yes We Can per la campagna per le elezioni di Obama, ha realizzato questo video per supportare Science Commons, una iniziativa della Creative Commons Foundation con lo scopo di utilizzare una “copyright policy” per la scienza simile a quella CC.
Via | Readwriteweb.com
Viene difficile da credere, visto l’enorme numero di novità, ma il nuovo presidente degli Stati Uniti, Obama, sembra davvero un uomo interessato al cambiamento, anche in campo tecnologico. E uno di questi cambiamenti è la decisione di adottare le licenze Creative Commons.
In passato abbiamo avuto modo di parlare più volte della presenza di Obama sul Web, attraverso i diversi social network che il neo eletto presidente ha abbracciato come un modo per raggiungere più persone possibili. E, ultimamente, ha attivato il sito ufficiale del governo, grazie al quale chiunque potrà spedire proposte e idee.
La decisione di adottare le licenze Creative Commons per il proprio sito e i propri documenti significa solo un gran bene. Innanzi tutto Obama si pone in una situazione chiara e innovativa: questo significa che il presidente conosce bene le dinamiche del diritto d’autore e il significato del concetto di “cultura libera” elaborato da Lessig. Inoltre, così facendo, è possibile immaginare che gli Stati Uniti cambino la strategia in merito al diritto d’autore e alle restrizioni sul file sharing.
Via | Torrentfreak.com