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Google news a pagamento: solo cinque articoli gratis al giorno!

pubblicato da Vittorio

Google news

Google news si avvia a diventare a pagamento: in futuro gli editori potranno mettere un limite alla lettura delle loro notizie e permettere la fruizione gratuita di soli cinque articoli al giorno per utente. Ecco la spiegazione fornita dal funzionario di Google John Mueller:

“Abbiamo deciso di permettere agli editori di limitare il numero di accessi gratuiti a cinque accessi per utente web al giorno. Noi siamo contenti di aiutare i media a fare in modo che i loro contenuti siano accessibili a un ampio gruppo di lettori grazie ai motori di ricerca. Allo stesso tempo siamo anche consci del fatto che creare contenuti di qualità non è facile e spesso è caro.”

Tutto ciò riguarda anche le notizie indicizzate nella ricerca semplice. E Rupert Murdoch, ovviamente, starà già gongolando alla grande…

UPDATE:
Come ci ha fatto notare Giusva, questa volta siamo cascati in una vasca piena di mozzarelle di bufala. Colpa mia, lo riconosco, quella di aver preso per buona fonti che dovrebbero essere “autorevoli”, ma che a questo punto non lo sono. La frenesia di pubblicare il post mi ha fatto dimenticare per un attimo la regola numero uno: verificare le fonti. Certo che quella citata da L’Unità sembrava buona. Morale della storia: ci scusiamo con voi, pubblicamente, come dovrebbe essere nel normale corso delle cose. Noi lo facciamo, in buona fede.

Via | L’unità

News on line: molti utenti italiani sarebbero disposti a pagarle!

pubblicato da Vittorio

Boston Consulting GroupUn recente sondaggio del Boston Consulting Group rivela che il 62% dei navigatori italiani pagherebbe fino a sette dollari al mese per poter leggere le news su internet.

E addirittura, stando sempre allo stesso sondaggio, siamo il popolo maggiormente disposto a pagare per usufruire dell’informazione on line, tanto che c’è già una notevole quantità di nostri connazionali che spende dei soldi in tal senso. Invece gli utenti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia si sono dimostrati a sorpresa i più “freddini” di fronte all’eventualità di un esborso in cambio delle notizie.

E voi, pur di potervi informare tramite il web, ci stareste ad un pagamento mensile (magari non eccessivo)?

Via | Affaritaliani.it

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Hi, I'm, aggregatore di identità online molto semplice

pubblicato da PG

Hi, I'm, aggregatore di identità online molto sempliceOggi è molto facile trovarsi nella condizione di dover gestire numerosi profili su differenti social network. Esistono servizi come FriendFeed che permettono di raccogliere tutti questi profili in un’unica pagina. Lo stesso discorso vale per Hi, I’m, un sito molto semplice e chiaro che mostra in una sola pagina tutte le reti alle quali siamo iscritti, come Twitter, MySpace, Facebook, LinkedIn, Flickr e Last.fm.

Attraverso un’interfaccia molto pulita, Hi, I’m presenta gli ultimi aggiornamenti dei profili, mentre nell’header è visibile un avatar ed una lista dei social netowork ai quali si è iscritti. E’ possibile anche inserire una piccola nota biografica.

L’iscrizione consta di pochi semplici passi, ed inoltre è possibile anche loggarsi con le credenziali di Facebook Connect e Twitter. Hi, I’m è un esempio molto piacevole del concetto di aggregatore di identità online.

Via | Downloadsquad.com

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Google: siamo pronti per entrare nel mondo del giornalismo

pubblicato da PG

Google: siamo pronti per entrare nel mondo del giornalismoUltimamente Google ha ricevuto numerosi attacchi da parte dei giornali, soprattutto di quelli che hanno una versione online della propria testata. Tuttavia Marissa Mayer, vice presidente di Google per il settore search e user experience ha recentemente dichiarato che Google è pronto ad entrare nel mondo del giornalismo.

Fulcro di questo sistema sarebbe ovviamente Google News, il servizio che raccoglie le notizie dai principali giornali online e che ha un indice di visite di 1 miliardo di clic al mese. Marissa Mayer ne ha parlato ad un convegno sulle comunicazioni e le nuove tecnologie a cui hanno partecipato anche i responsabili di diverse testate giornalistiche.

Tramite le parole della Mayer, Google ha tenuto a precisare che diversi giornali usano quotidianamente i suoi servizi. Per esempio, l’anno scorso il Los Angeles Times ha sfruttato Google Maps per seguire gli incendi nella regine della Southern California.

Continua a leggere: Google: siamo pronti per entrare nel mondo del giornalismo

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Si rinnova la sezione "news" di Libero.it

pubblicato da D@di

Libero NewsDopo aver parlato approfonditamente, ieri e l’altroieri, dei grossi problemi della Webmail di Libero.it, oggi parliamo invece di una nuova iniziativa del primo portale italiano, che ha deciso di dare una svolta alla sua area news grazie a un accordo tra Wind e Ansa per la diffusione di contenuti multimediali.

Grazie alla partnership con la prima agenzia d’informazione italiana, dunque, la sezione delle notizie viene completamente ridisegnata, a partire da una nuova veste grafica fino ad arrivare alla realizzazione di centinaia di notizie e approfondimenti, ogni giorno, su politica, economia, cronaca e sport.

La sezione “Mediacenter”, inoltre, ospiterà 16 edizioni quotidiane dei tg video “AnsaLive” e gli approfondimenti video “Primo Piano” sulle notizie più significative della giornata. Libero News - tengono a precisare i capi-progetto, “si avvale anche del lavoro della redazione interna di Libero.it, con l’obiettivo di realizzare una forte interazione con i lettori, secondo le logiche consolidate del Web 2.0″.

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YouTube abbraccia il giornalismo con "Citizen News"

pubblicato da D@di

YouTube deve aver capito i vantaggi del citizen journalism, perché, oltre ad aver nominato un responsabile interno per i video d’informazione, la “branca” di Google ha deciso che lancerà a breve un canale interamente dedicato alle news.

“Citizen News”, questo il canale, è stato ispirato dalle notizie, interviste, servizi e reportage che vengono postati ogni giorno sul sito. YouTube, insomma, vuole sfruttare l’interesse degli utenti nel “citizen journalism” un po’ come sta già facendo, da qualche tempo, Current Tv.

“Vogliamo - hanno spiegato - che YouTube diventi un punto fermo di riferimento per le notizie in rete”. Al momento il canale non è ancora attivo, ma se avete delle idee potete iniziare a suggerirle sul blog ufficiale di YouTube.

Via | Ars Technica

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Con TweetWire Twitter diventa un giornale

pubblicato da D@di

TweetWireNegli ultimi giorni stanno uscendo numerose applicazioni (sia online, sia desktop) per Twitter, il famoso servizio di microblogging che sta prendendo sempre più piede anche tra gli utenti italiani e che si sta evolvendo verso una complessa piattaforma di comunicazione.

Gli utenti, è vero, scrivono tante informazioni personali su cosa gli accade durante il giorno, ma postano anche numerosi link interessanti e informazioni. TweetWire, l’applicazione Web di cui vi parliamo oggi, raccoglie i link reputati più significativi e li organizza in una pagina con una grafica di giornale. I link sono divisi in categorie, dalla tecnologia alla politica, dallo sport al gossip.

Non vi nascondo, con un po’ di tempo a disposizione, di aver trovato dei video molto interessanti sulle elezioni americane e delle informazioni su alcuni software nella sezione tecnologia; tra l’altro, con questo servizio si ha un po’ il polso di ciò di cui si sta parlando nella blogosfera.

Via | Downloadsquad.com

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SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (4/4)

pubblicato da D@di

Al Gore

Segue da | Post 3/4

Si arriva poi al problema della proprietà di Current. Non ci sono, assicura Gore, investitori italiani, ma per una legge americana non è possibile dire esattamente chi sono gli investitori: “Diciamo che all’inizio – racconta – ci sono stati dei grossi prestiti, già tutti ripagati, e che nessuno ha mai imposto alcuna regola alla Tv, lasciandoci una libertà completa”.

E allora, si chiedono in tanti, come conciliare questa libertà completa col fatto che Current Tv si affidi a Sky, che è proprietà di News Corp. del magnate australiano dei media Rupert Murdoch? “Sky si vuole aprire a ciò che Current rappresenta. È una televisione libera: quando ci siamo seduti al tavolo per iniziare le contrattazioni non abbiamo mai avuto alcuna pressione su nessun argomento. Anche qui in Italia ci sentiamo liberi”. Eppure, aggiungiamo noi, Murdoch è anche proprietario della Fox, che negli Stati Uniti parteggia - anche poco velatamente - per i repubblicani di Bush, mentre Al Gore è nei democratici. Mah.

L’unica domanda intelligente, tra quelle non programmate, è l’ultima: se un blogger/film-maker che invia un video a Current.tv dovesse avere problemi legali, cosa farebbe il sito per aiutarlo? Gore spiega che lo staff è addestrato per essere molto attento a tutto quello che passa in video, che non violi regole né comportamentali né di copyright.

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SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (3/4)

pubblicato da D@di

Il palco

Segue da | Post 2/4

Continuano le domande da parte dei blogger. Un ragazzo affronta il problema dei media tradizionali e dell’ancora scarsa credibilità e penetrazione nella popolazione che hanno i blog e i video online. Come può Current, allora, sovvertire i media tradizionali? “Più la gente è connessa, più la gente ci guarda, più si alzerà automaticamente la qualità dei video su internet. Solo così - racconta Al Gore - riusciremo a far capire alle persone che si può fare dell’ottima informazione anche in rete”.

La domanda più interessante arriva come un fulmine in un momento un po’ di fiacca: l’Italia si trova al sessantaquattresimo posto tra i paesi del mondo per la libertà d’informazione; se venisse pubblicato un video scomodo, ad esempio sul Vaticano, come si comporterebbe Current?

E Al Gore: “Lo mostriamo comunque. Noi rispondiamo solo a voi”. Permettetemi su questo punto di essere un po’ scettico: ricordate, solo per fare un esempio, quanto scalpore fece la messa in onda del documentario della Bbc sui preti pedofili qualche tempo fa?

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SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (2/4)

pubblicato da D@di

Al Gore

Segue da | Post 1/4

Per Al Gore, dunque, un’informazione libera è la base di una società democratica: basti pensare – spiega – che a causa di un’informazione distorta in molti e per molto tempo negli Stati Uniti hanno pensato che il mandante degli attentati dell’11 settembre fosse Saddam Hussein.

“L’informazione oggi – prosegue l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti - soffre di un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni.

Current vuole collegare internet e la tv in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. In molti paesi, Usa inclusi, la concentrazione della proprietà dei media ha portato alla conseguenza che molte voci sono state escluse”.

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SPECIALE DOWNLOADBLOG.IT: I blogger incontrano Al Gore (1/4)

pubblicato da D@di

Al Gore1

Come preannunciato ieri pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma abbiamo partecipato all’incontro del premio Nobel Al Gore con i blogger italiani in occasione della presentazione di Current Tv Italia. È stato un pomeriggio molto interessante in cui si è discusso, tra le altre cose, di libertà d’informazione e nuovi media, di giornalismo ed economia, e che forse non ha lasciato tutti - noi per primi - al cento per cento soddisfatti delle risposte e dei temi trattati.

All’incontro, moderato dal direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, oltre ad Al Gore hanno partecipato il direttore dei programmi di Current Tv Italia Tommaso Tessarolo, il blogger e conduttore di “Reporter Diffuso” Marco Montemagno e il Ceo di Current Mark Goldman.

Al Gore, contento per una platea molto entusiasta, ha incentrato il suo discorso tutto sull’esigenza di una televisione e di un’informazione più libera e democratica, che risenta dell’energia del Www e degli individui che popolano Web&blog. Per Gore, da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione di facile accesso per molti, è come se l’individuo si fosse ripreso il potere di informarsi, di esprimersi e di informare: “Quando il potere è nelle mani di pochi - spiega il premio Nobel - la democrazia ne soffre”.

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La rete ha cambiato il giornalismo

pubblicato da PG

La rete ha cambiato il giornalismoInternet ha cambiato radicalmente il giornalismo, ma non secondo le previsioni annunciate qualche anno fa. Infatti si credeva che la rete avrebbe democratizzato i mezzi di comunicazione. In effetti Internet offre nuove possibilità di espressione, ma in realtà quella che viene considerata “l’agenda del giorno”, non ha lo stesso peso che si sarebbe pensato.

Tra le news quelle che coprono più di un quarto del totale dei mezzi di comunicazione riguardano la guerra in Iraq e le elezioni presidenziali americane del 2008. Eliminando questa percentuale dal totale, oltre alle news riguardanti l’Iran e il Pakistan, le notizie di tutto il resto del mondo riempirebbero solo un misero 6% del buco lasciato da queste notizie.

Sicuramente l’informazione classica è dinamica e professionale, ma la crescente capacità degli utenti di trovare da soli ciò che vogliono, senza essere distratti dalla pubblicità, ha reso difficile la vita dell’industria giornalistica.

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