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Satnav 3d System nei supermercati Tesco

pubblicato da Gianluca Pezzi

tesco

Cosa ci fa un sistema di navigazione satellitare all’interno di un supermercato? La domanda giunge spontanea dopo aver letto un articolo di ZDnet che riporta il via ai test sui nuovi Satnav 3d System nei supermercati inglesi Tesco. Lo scopo di Tesco è inviare all’utilizzatore il percorso più rapido per effettuare i propri acquisti. Ovviamente il cliente dovrà prima di tutto inserire i prodotti desiderati in un’applicazione per Android. La stessa restituirà una mappa 3D del supermercato, indicando la “rotta” più breve. Tesco fa notare che si tratta di una sperimentazione in senso stretto, e che non è detto verrà implementata. Allo stesso tempo svela che non si tratta di un vero e proprio sistema satellitare, ma di una tecnologia che utilizza una triangolazione WiFi.

Una tecnologia di questo genere è davvero utile? Il mio primo pensiero è che per quanto possa fare la spesa rapidamente, il vero collo di bottiglia non è il percorso scelto, ma la coda alle casse. Forse alla Tesco non hanno questi problemi: soprassediamo per un momento alla questione pratica e vediamo di capirne di più. Può essere un sistema utile per ricerche di marketing? Facciamo un paio di esempi. Qualcuno potrebbe dubitare della risposta del navigatore: chi mi dice che il percorso proposto, anzichè essere il più breve, è quello che mi porta verso un determinato prodotto? Situazione verosimile ma che potrebbe essere smascherata rapidamente con una brutta figura per il supermercato. Vediamo allora una situazione più subdola. Tracciando i percorsi dei clienti, è possibile capire quali sono i punti di maggior passaggio. Questo potrebbe essere legato alla natura dei prodotti venduti, ma anche alla pianta ed alla distribuzione interna. A questo punto è facile immaginare come potrebbero essere usate queste informazioni. Certamente in questi punti di passaggio quasi obbligato, verrebbero collocati prodotti che il supermercato ha convenienza a vendere.

Ci troviamo insomma in un caso in cui la tencologia è un’arma a doppio taglio. Può aiutarci nelle piccole cose di tutti i giorni ma allo stesso tempo può essere usata per scopi “collaterali”, legittimi ma anche potenzialmente furbeschi. Non è la prima volta che poniamo questo problema. Lo scorso Settembre parlavamo infatti di tecnologie che possono consigliarci o diventare stalker. Una linea di confine sottile. difficile da marcare perchè ognuno di noi ha preferenze diverse.

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Nextconf Berlino: quattro prospettive sulla privacy nel web 2.0

pubblicato da Francesco

Ecco l’ultimo dei post dalla Nextconf di Berlino, vista anche qui su Gadgetblog. Riporto le note da una sessione che ha visto sul palco quattro idee molto diverse di come viviamo la nostra privacy nell’epoca di un web 2.0 ormai maturo.

Andrew Keen, imprenditore e noto polemista critico del web 2.0, si dice nostalgico di quando viveva in una città fisica: ormai si è “persa la possibilità di perdersi”, tutto lascia una traccia indelebile. Il mondo virtuale non è più nemmeno virtuale: il legame con identità reali è così forte da far sembrare il web un luogo reale - Second Life è un anacronismo. Il nuovo petrolio sono le basi di dati, e il carbone sono le informazioni personali: il web 3.0, nella definizione di Hoffman, è costituito dalle enormi quantità di dati che produciamo con la nostra serie di identità virtuali. Siamo noi stessi a sprigionare energia e valore: può anche essere un fatto positivo, ma nella visione di Keen diventa un fattore di pessimismo - siamo noi stessi in pratica che ci sfruttiamo da soli. Partecipando al web, accettiamo di condividere quelle informazioni personali che le aziende monetizzano. Nel web 2.0, siamo noi stessi i prodotti delle aziende, siamo noi i primi ad alimentare un circolo vizioso di mercificazione. La soluzione saranno solo nuove aziende capaci di creare valore dalla privacy.

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Matt Stinchcomb racconta la storia di Etsy.com

pubblicato da Francesco


Online dal 18 giugno 2005, oggi Etsy è una realtà enorme: se non conoscete Etsy, è una via di mezzo tra Amazon e eBay incentrata su prodotti artigianali: le regole del sito vietano di mettere in vendita prodotti che non siano stati creati a mano dal venditore stesso. Il mese scorso erano in copertina su INC (qui il pezzo, che vi consiglio come lettura complementare). A Berlino per #Next11 abbiamo intervistato Matt, responsabile delle operazioni globali del sito.

Sei stato uno dei fondatori?

No, solo uno dei primissimi collaboratori, al college ero in dormitorio insieme ad uno dei fondatori, ero lì quando ha lanciato l’idea. Rob Kalin.

Di solito il primo collaboratore è un programmatore…

I tre fondatori erano già loro programmatori. Poi sono arrivato io, a fare un po’ tutto quello che serviva, ho iniziato io il marketing e cose di questo genere.

Che ricordi hai dei primissimi giorni di Etsy?

Ehm… ce ne sono tanti. Ricordo con piacere la quantità di cose diverse che si facevano: i server stessi son stati costruiti con le nostre mani, i cavi, non avevamo soldi. Quando sei parte di un progetto non pensi alla possibilità di insuccesso, ma poi dopo quando ti guardi indietro, ti dici: “Cavolo, ha funzionato per davvero?” Resta sempre tanto amore per quei giorni.

Quali son stati i punti di svolta del progetto?

Son stati tanti. Ad esempio quando abbiamo lanciato la Versione 2, novembre 2006: abbiamo tirato giù il sito per tre giorni proprio prima del Natale, quando tutti sono online a fare shopping. I clienti son tornati tutti dopo il downtime, una cosa fantastica. Mi ricordo quando abbiamo toccato il milione di dollari di vendite, calcola che nei primi sei mesi di vita avevamo messo insieme centosessanta dollari in tutto. Poi il secondo anno abbiamo fatto sette milioni, e poi 27 e ora 600 con l’anno in corso.

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Berlin 2011 - Next Conference: Data love

pubblicato da Francesco

Next inizia domani: seguitela in video (il programma in pdf, le stat su Twingly). Il tag è #Next11, il mio stream @francello.

Tra due settimane a Berlino si tiene la sesta edizione di Next Conf, una delle principali tra le poche conferenze europee di un certo livello per chi segue l’innovazione e il mondo della tecnologia. Nata ad Amburgo e solo da due anni nella nuova sede berlinese, quest’anno Next si intitola Data Love e propone una due giorni piuttosto ricca: i binari paralleli sono ben sei (Commerce, Media, Mobile, Social, Branding, and Technology), con nomi blasonati sul palcoscenico che non sono per fortuna i soliti noti. C’è da notare che Next aderisce al codice della Lift Conference per cui sono bannati interventi autopromozionali e presentazioni che non portano nuove idee al pubblico. Big data e open data saranno osservati e discussi in ogni salsa: dall’estetica dell’informazione fino al filone dell’analisi biometrica.

La startup competition avrà come giuria Butcher di Techcrunch Europa e Stefan Glaenzer - potete vedere e votare le idee in concorso da questo sito. Interessante, in tutt’altra parte dello spettro, anche l’attenzione dedicata ai problemi di policy pubblica, saliti alla ribalta la scorsa settimana con i casi Tomtom, Sony e Apple.

Come tutte le grandi conferenze, anche Next ha un costo altino per il comune mortale, ma rappresenta un’occasione d’oro per chi desidera fare networking di alto livello - i partecipanti dovrebbero essere più di mille e cinquecento. C’è però da dire che tutte le sessioni saranno archiviate in video per chi non potrà partecipare. E’ anche un ponte tra paesi Europei che spesso, per motivi linguistici, sono molto slegati tra di loro sul web del vecchio continente. Per una volta, son contento di poter dire che il Belpaese non è Cenerentolo: a rappresentarci sarà Fabio Sergio in questa tavola rotonda.

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