La musica su supporto digitale ha rappresentato la percentuale più elevata di consumazione fino ad oggi. Tuttavia alcune rivelazioni della IFPI mostrano come la musica digitale venduta su Internet dovrebbe pareggiare quella su supporto fisico nel 2016 (2010 negli Stati Uniti).
Le statistiche sulla musica digitale sono partite nel 2004, quando il settore raggiunse il 2% delle entrate totali. Già nel 2008 la musica digitale raggiunse il 20% con un costante aumento delle quote di mercato. Con questo passo i ricavi di musica digitale dovrebbero pareggiare i supporti fisici nei prossimi anni.
La Corea del Sud è attualmente l’unico paese dove la tendenza è già invertita: la musica digitale ha già raggiunto il 56% del totale nel 2006 e ha superato i supporti fisici. Contrariamente in Europa la musica digitale non ha ancora raggiunto quote importanti, ed è ferma all’11%.
Via | Arstechnica.com
Foto | Flickr
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Sei mesi di lavoro nel mondo della discografia sono in palio per chi presentera’ il miglior progetto per la diffusione della musica legale. E’ un’iniziativa di Dada.it-The Music Movement e del portale Team World. Il premio verra’ assegnato a chi avra’ l’idea migliore per diffondere la cultura della legalita’ nel mondo della musica digitale. L’autore del progetto migliore avra’ un contratto di collaborazione per sei mesi con Team World e potra’ quindi vivere un’esperienza indimenticabile nell’universo della musica, a stretto contatto con gli artisti, con gli addetti ai lavori. E avra’ l’opportunita’ di realizzare il proprio progetto di educazione e sensibilizzazione alla musica legale in Italia…

Sicuramente avrete sentito parlare di “In Rainbows”, il nuovo album dei Radiohead che viene venduto “senza prezzo”. In pratica, agli utenti che scelgono di scaricare gli Mp3 dal sito ufficiale non viene richiesto un prezzo ben preciso, bensì un’offerta libera.
C’è chi ipotizzava un tracollo finanziario per i Radiohead, perché gli utenti della rete avrebbero potuto fare offerte ben poco generose (1 euro, ad esempio), chi invece spiegava che gli utenti e gli appassionati si sarebbero autoregolamentati e avrebbero pagato “il giusto”.
Purtroppo così non è stato, e al momento circa il 62 per cento di coloro che hanno scaricato l’album hanno fatto un’offerta di 0 Euro. In pratica, l’hanno scaricato senza pagare (e, abbiamo verificato, il sito permette di farlo senza battere ciglio, anzi ringraziandoci per aver pagato… 00,00 Euro).
Continua a leggere: "In Rainbows" dei Radiohead: ecco come sta andando
Sembra che la musica classica vada particolarmente d’accordo con la rete e che l’industria del settore stia facendo segnare un vero e proprio boom grazie a internet. Ma facciamo prima un passo indietro. Già nel 2005 la Bbc (forse molti di voi lo ricorderanno) aveva diffuso gratuitamente un’ottima esecuzione delle nove sinfonie di Beethoven.
La mossa aveva “aiutato”, se così si può dire, la musica classica ad approdare sui computer di milioni di utenti in tutto il mondo, molti dei quali altrimenti non avrebbero mai ascoltato quel tipo di musica. Ma non tutti erano d’accordo: le varie case discografiche che trattavano questo tipo di musica si erano schierate compatte contro la scelta della Bbc: “Danneggia il mercato”, avevano detto).
Oggi, invece, sembra che i maggiori fatturati di queste aziende provengano proprio da internet, che è diventato un luogo naturale per il download e l’acquisto di musica classica.
Continua a leggere: Se la musica classica va d'accordo con internet

Arrivano le prime recensioni dell’Amazon Mp3 Music Store, il nuovo mercato online della musica digitale (disponibile al momento solo negli Stati Uniti) che con i suoi prezzi concorrenziali fa paura a iTunes.
Sono molti, infatti, che pensano che il nuovo store superi iTunes in tutto (eccetto ovviamente che in popolarità). La ricerca e il download dei brani è semplicissimo, i prezzi sono più bassi della concorrenza (in media un file, mp3 a 256kbps, costa 0,89 dollari) e la mancanza di Drm ti fa sentire che veramente ciò che acquisti è tuo in tutto e per tutto.
Se siete interessati vi rimando anche a una bella galleria di screenshot su Lifehacker.
Via | Slashdot.org

Amazon ha lanciato la versione Beta del suo nuovo (tanto atteso) negozio di musica online, ribattezzato “Amazon Mp3″ e potenziale importantissimo concorrente per iTunes. Novità principale di Amazon Mp3 è che la musica digitale mp3 verrà distribuita senza vincoli Drm.
Gli utenti, così, potranno acquistare musica senza i problemi derivanti dai diritti di copia che portano in sé i brani acquistati sul negozio Apple.
Altra novità è che anche il prezzo sarà più conveniente: dagli 89 ai 99 centesimi di Dollaro (oltre la metà dei brani costerà 89 centesimi). Gli album, invece, costeranno dai 5.99 ai 9.99 Dollari.
Al momento nel catalogo sono presenti più di 180mila artisti da più di 20mila etichette “major” o indipendenti. Sarà in grado Amazon di fronteggiare lo strapotere di Apple? Date queste premesse probabilmente sì.
Via | Slashdot.org
Continua a leggere: Parte la Beta per l'Amazon "DRM-free" Music Store
La notizia è passata abbastanza sotto silenzio. Microsoft si è aggiudicata il brevetto per una nuova tecnologia, alternativa al Drm, che potrebbe essere utilizzata per proteggere i diritti dei detentori dei brani musicali.
La tecnologia è chiamata “stealthy audio watermarking” e permette di inserire, all’interno del segnale audio, un codice identificativo del proprietario del file (chiamato “watermark”) che, al momento, risulterebbe molto difficile da eliminare.
Continua a leggere: Da Microsoft una nuova tecnologia di "protezione musicale"

Come puntualmente preannunciato dai due post su Mobileblog.it, Nokia ha presentato questa mattina a Londra, durante un evento chiamato “Nokia Go Play”, un nuovo servizio di vendita di musica (e non solo) online che andrà a competere direttamente con l’iTunes Music Store. Nome in codice Ovi (che in finlandese significa “porta”), la nuova suite sarà la porta di accesso all’acquisto di tutti i contenuti “extra” selezionati da Nokia per i nuovi telefoni cellulari (musica, mappe stradali, giochi per N-Gage) nonché per altri servizi interattivi (come lo sharing di fotografie).
La piattaforma, in particolare, sarà accessibile sia dai computer che dai telefoni di ultima generazione. Per quanto riguarda la musica, all’interno del catalogo saranno presenti oltre un milione di brani tra artisti già affermati, emergenti o di etichette indipendenti, grazie all’acquisizione di Loudeye di un anno fa. Secondo le prime indiscrezioni, un brano costerà 1 euro, un album 10 euro (con la possibilità di avere un’anteprima gratuita prima di fare un acquisto). Sempre con 10 euro si potrà, poi, acquistare un abbonamento mensile per ascoltare tutti i brani in streaming.
Ovi aprirà ufficialmente nel periodo pre-natalizio in lingua inglese, e nelle altre lingue nella prima metà del 2008.
Via | Mobileblog.it - GigaOM
Novità in campo musicale: Mtv, a quanto riporta un articolo del Wall Street Journal, si starebbe alleando con RealNetworks per cercare di contrastare il successo (fino ad ora incontrastato) dell’iTunes Music Store di Apple. L’alleanza, secondo indiscrezioni, segnerebbe la fine della partnership tra Mtv e Microsoft, che aveva portato alla costruzione di Urge. Servizio che però non ha ottenuto il successo sperato, forse anche perché Bill Gates ha cercato di puntare tutto su Zune.
Vedremo dunque a cosa porterà questa partnership. Per adesso c’è solo da segnalare che continua inarrestabile il successo di iTunes, che ha venduto più di tre miliardi di brani musicali.
Via | Cnet News.com
Il re indiscusso della rivoluzione musicale online? Senza dubbio Steve Jobs, Ceo di Apple. A decretarlo, la rivista americana Blender, che lo ha messo in cima alla lista delle 25 persone più influenti nel settore. Una lista creata con l’intenzione di mostrare chi dirige e influenza il fenomeno della musica in rete.
Steve Jobs, con l’iPod, l’iTunes Music Store e ora l’iPhone ha creato una vera rivoluzione nel settore. In particolare, l’iTunes Music Store, con i suoi prezzi relativamente bassi, ha costituito un grosso passo in avanti nell’acquisto online di brani mp3 in modo legale.
In seconda posizione si trovano poi Tom Anderson e Chris DeWolfe, fondatori del social network MySpace, mentre gli ideatori di YouTube Chad Hurley e Steve Chen si piazzano al terzo posto “per aver fatto diventare il loro sito - questa la motivazione - quello che prima era Mtv”.
Non c’è dubbio che la musica digitale ha portato, e sta ancora portando, una grande rivoluzione nell’industria discografica.
Ovviamente il sondaggio è anonimo, state pure tranquilli :)!
Via | Reuters
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