Facebook ambisce a sostituire la televisione: potremmo riassumere così gli annunci attesi per l’f8, la conferenza degli sviluppatori che si terrà giovedì a San Francisco in California. Abbiamo già parlato ampiamente di Vibes, il servizio di streaming musicale su Facebook, e le indiscrezioni citano un equivalente per film e serie TV.
È dato per scontato l’ampliamento a sette partner di Facebook Music che inizialmente prevedeva l’ausilio di MOG, Rdio e Spotify: a questi s’aggiungono Deezer, Rhapsody, SoundCloud (accessibile dall’Italia) e VEVO. La certezza è dovuta al recente aggiornamento degli strumenti per gli sviluppatori di Facebook che adesso li prevedono.
Non è tutto, perché proprio la presenza di VEVO nell’elenco dei partner suggerisce la possibilità che Facebook estenda il servizio di streaming ai video. Tra i rumor più insistenti c’è un accordo con Hulu, un servizio per guardare film e serie TV su internet, e/o col suo rivale Netflix. L’Italia dovrebbe restare, comunque, esclusa.
Via | The New York Times

Facebook comincia a integrare la propria soluzione per la musica a livello di codice: una stringa in JavaScript ha rivelato l’esistenza di Vibes, il progetto di Facebook per il download dei brani musicali con Spotify e altri partner. È a questo che si riferiva Mark Zuckerberg, parlando di «una stagione d’annunci» iniziata con Skype?
Mercoledì è stato presentato il Video Calling per Windows e OS X con Skype: nel suo intervento, Zuckerberg ha espressamente definito la conferenza (di cui sono disponibili delle immagini riassuntive) come la prima di una più ampia “stagione” di novità per il 2011. Nel frattempo, Spotify è in procinto di raggiungere gli Stati Uniti.
Vibes è soltanto un nome fittizio: il Video Calling è definito Peep, forse perché la tecnologia di Skype è P2P. Le indiscrezioni raccolte in precedenza parlano di un Facebook Music e l’annuncio dovrebbe arrivare entro la fine dell’estate. Spotify negli Stati Uniti costerà $9.99 oppure $4.99, sulla base del piano scelto dall’utente.
Via | Digital Trends

Le nascenti startup musicali devono scontrarsi con un invincibile muro di gomma: l’industria discografica, da sempre nemica di tutto ciò che promuove la digitalizzazione della musica e lo scambio di file. In questo panorama vorrebbe affermarsi anche il ReDigi Marketplace, una sorta di store musicale per “l’usato”, in cui i consumatori possono rivendere la propria musica e comprarne altra “usata” a prezzo conveniente.
Un’idea interessante, certamente, ma sorge spontaneo il dubbio riguardante la legalità sullo cambio di proprietà di file digitali musicali. ReDigi afferma di voler andare incontro alla richiesta degli utenti, stanchi della musica non ascoltata che riempie PC e lettori MP3. Secondo quanto dichiarato da John Ossenmacher, CEO della startup:
l’utente medio utilizza solo il 20% della musica presente nella propria libreria. Il risultato di ciò è una grande quantità di soldi e spazio sprecato sui propri computer e dispositivi mobili. Con tutti i problemi legali che riguardano la vendita e la condivisione di musica digitale, gli utenti sono rimasti bloccati con le proprie tracce non desiderate, oppure si sono sentiti obbligati a cancellarle per liberare spazio. ReDigi è la risposta a questo problema.
Continua a leggere: ReDigi: nuova startup rivende la musica digitale "usata"

Gli appassionati fruitori di musica “digitale” saranno felici di apprendere dalla CNN che la Apple sta lavorando per migliorare la qualità dei file musicali venduti tramite lo store iTunes. Come saprete, la qualità dei file mp3 è spesso bassa, anche se acquistata tramite store online legati. Generalmente, la musica viene registrata in studio in qualità 24-bit, un formato considerato ad alta fedeltà, ma subisce comunque un processo di downgrade.
Si ottengono quindi file a 16-bit che vengono utilizzati per i CD o ridistribuiti online; ma non finisce qui: viene applicata un’ulteriore compressione per diminuire il tempo richiesto per il download o lo streaming online. La musica digitale, però, sta diventando uno standard, una modalità di fruizione comune e da più parti si verificano sforzi per migliorarne la qualità o per offrire ad alcuni rivenditori la possibilità di partire con la compressione da file in 24-bit.
Secondo la CNN, Apple sta conducendo trattative con alcuni studi musicali per riuscire nell’intento. Non è la prima volta che Cupertino si sforza di offrire suoni di qualità migliore: già nel 2009 ha raddoppiato il bit-rate delle tracce offerte su iTunes. Un bit-rate maggiore dei file è però solo una parte della soluzione: molti terminali non supportano file a 24-bit, come Jimmy Iovine dichiara:
Continua a leggere: iTunes: presto la musica potrebbe suonare ancora meglio
L’arrivo di Google nel mercato della vendita di musica digitale online potrebbe essere ormai molto vicino.
Il co-fondatore di Android Andy Rubin ha dichiarato nel corso di un’intervista che il dialogo con le major musicali allo scopo di acquisire diritti e concludere accordi è in “accelerazione”. Google intende dunque stringere i tempi per contrastare il dominio di Apple. La società di Cupertino detiene attualmente con iTunes il 28% del mercato. Segue Amazon con una fetta del 12%.
Alla fine del 2009 Google ha fatto un primo passo proponendo in USA risultati speciali del motore con link a brani musicali, le cui preview possono essere ascoltate in streaming. La musica può poi essere acquistata da siti terzi.
Le voci che indicano che Apple stia per portare iTunes sul Web sono sempre più insistenti. Con l’acquisizione del servizio di streaming musicale online Lala nell’ottobre 2009 e la sua messa offline in aprile, alcuni si aspettavano l’annuncio di iTunes.com addirittura nel corso dell’ultima WWDC di San Francisco. Potrebbe proprio essere questo uno dei principali motivi dell’accelerazione di Mountain View.
Google, per spingere la sua proposta e diventare un player importante ha principalmente tre strumenti a disposizione: YouTube, Android e i risultati del motore, ognuno dei quali ha un potenziale bacino di milioni di appassionati di musica.
Via | The Next Web

Streema è un ottimo servizio che ci consente di cercare e ascoltare le radio on line (alternativo a quello offerto da Shoutcast, di cui vi abbiamo già parlato).
Si tratta di una directory dall’aspetto molto semplice e gradevole, attraverso la quale possiamo trovare agevolmente le nostre stazioni preferite. La ricerca - com’è normale in questi casi - può essere effettuata per genere musicale, inoltre con Streema è molto facile selezionare le web radio per nazionalità visto che c’è un filtro apposito. Le stazioni ascoltate possono essere poi inserite in una playlist personale, che diventa salvabile nel momento in cui si effettua la registrazione gratuita.
In futuro il sito avrà anche un’ampia sezione community che al momento è ancora in fase di progettazione; comunque qualcosa di “social” c’è già adesso, come si nota entrando nelle pagine delle singole radio. Da non dimenticare peraltro che Streema è anche un’applicazione per Facebook e che dunque si integra alla grande nel re dei social network.
Dopo esserci occupati dei colossi Accuradio e SmoothJazz, oggi vi parliamo di Swiss Pop, Swiss Jazz e Swiss Classic, radio elvetiche ricevibili on line che con la loro musica possono ottimamente accompagnare le nostre consuete attività al computer.
Le tre stazioni, che nella sola Svizzera sono fruibili anche come radio “normali” o digitali, hanno tutte una caratteristica davvero utile: sui rispettivi siti è indicato l’intero palinsesto giornaliero, dunque è possibile sapere già in precedenza a che ora sarà programmato un particolare pezzo di nostro interesse. In più, cliccando sui vari titoli, si apre una finestra in cui - talvolta in simbiosi con Wikipedia - ci viene detto tutto degli interpreti e dei compositori dei brani proposti.
E non manca l’angolo e-commerce, nel senso che la musica ascoltata può essere anche acquistata direttamente dal web. Potete “sintonizzarvi” da tutto il mondo su queste radio svizzere attraverso Winamp, Windows Media Player, iTunes e Real Player, scegliendo tra diverse qualità di riproduzione audio (da 32 a 128 kbps). Ecco tutti i link necessari:
Swiss pop
Swiss Jazz
Swiss classic (Radio Svizzera Classica)
(Grazie al nostro commentatore Karim per la segnalazione)
MSN Music Downloads, questo il nome del servizio, entra oggi in funzione nella versione anglosassone del sito MSN.
Annunciato ormai da Luglio, questo servizio differisce dall’approccio intrapreso da Google inquanto la vendita dei brani è gestita direttamente da MSN, in colaborazione con EMI, Warner Music Group, Universal Music Group e Sony BMG. La musica offerta dal servizio MSN sarà in formato WMA o MP3 a 192kbps -almeno inizialmente- e sarà totalmente DRM-free, rendendo quindi bizzarra la presenza di Sony BMG nel progetto, viti i suoi recenti passati con il DRM.
MSN annuncia inoltre che è al vaglio un servizio di streaming musicale da affiancare a quello di download.
Via | Neowin

Come dice il titolo è da poco disponibile la built 9.0.2.25 di iTunes, il media player targato Apple.
Disponibile per PC e per Mac, questo famoso quanto sopravvalutato player made in Cupertino ha la peculiarità di essere l’unica interfaccia “ufficiale” verso iPod e iPhone per condividere musica e quant’altro ma, se non fosse per questa caratteristica, non ci sarebbero davvero molti motivi per preferirlo alla concorrenza.
Se comunque non potete farne a meno, il changelog è disponibile a questo link, mentre il download diretto -quasi 90Mb- è disponibile a questo indirizzo
SmoothJazz.com e Accuradio.com sono due note web radio che forniscono in streaming un sottofondo musicale utile per i momenti di impegno o di svago passati al computer.
Smoothjazz è un canale specializzato più che altro in musica fusion (e dintorni) e può essere ascoltato con l’ausilio di lettori come Real Player e Winamp; di tutti i brani proposti viene fornito - finché sono “on air” - il link per poter comprare il relativo cd su Amazon.
Accuradio è invece un enorme juke-box suddiviso in diversi canali e sottocanali corrispondenti ad altrettanti generi musicali, spesso piuttosto particolari (ci sono addirittura sezioni dedicate al tango o ai pezzi natalizi). Anche qui, il materiale proposto è poi acquistabile on line e l’unica pecca, se si può definire tale, è che di italiano non c’è praticamente nulla.
L’audio di Accuradio è senz’altro di livello sufficiente per un ascolto al pc, ma Smoothjazz fa qualcosa di più essendo i suoi brani in qualità mp3 (128 o 192 kbps). Entrambi i servizi sono comunque ottimi - magari tenuti a volume non troppo alto - per accompagnare il lavoro, lo studio o la semplice navigazione su internet.
A pochi giorni dall’uscita delle prime news riguardanti Google Music, anche Facebook annuncia di voler rivendere musica mediante il proprio network.
Secondo quanto riferito sul blog ufficiale, la rivendita di musica avverrà in partnership con Lala.com, una delle due compagnie con la quale anche Google ha da poco stretto un accordo simile. L’acquisto dei brani avverrà utilizzando il conosciuto strumento dei crediti, che potranno essere utilizzati per regalare -questo è lo scopo principale- brani musicali ed altri prodotti di intrattenimento in eventi quali compleanni o altro.
Fa piacere notare che è chiaramente indicata la natura DRM-free dei brani che verranno offerti.
Via | Facebook Blog

Secondo alcune indiscrezioni pubblicate da TechCrunch Google starebbe per buttarsi nel mercato della musica online,.
Google Audio, questo il possibile nome del progetto, sarà di sicuro accompagnato dalla proverbiale partnership con le maggiori case disocgrafiche, offendo quindi servizi paragonabili ad Amazon ed iTunes. Un progetto del genere era già stato implementato dalla grande G per il solo mercato cinese; al contrario questo nuovo servizio dovrebbe essere fruibile “almeno negli Usa”. Non ci sono dubbi che se il business prenderà piede -e con Google di mezzo c’è da aspettarselo- la diffusione sarà piu capillare.
Via | TechCrunch