Se avete apprezzato il video introduttivo di Glass, ma non avete trovato un codice promozionale per l’iscrizione… né siete stati invitati dai vostri contatti già iscritti, non dovrete comunque attendere oltre. La fase di beta privata è volta finalmente al termine e da oggi potete iscrivervi come a qualunque altra piattaforma aperta. Una scelta che il team ha motivato sulla base del successo ottenuto in queste settimane.
Se l’apertura delle iscrizioni, prevista per oggi, non fosse ancora stata abilitata per problemi tecnici e/o per il fuso orario (Border Stylo, l’azienda ideatrice di Glass, è situata tra Messico e Stati Uniti) potete sempre mandare un’e-mail all’indirizzo iwantin@writeonglass.com e attendere la ricezione del codice promozionale. In ogni caso è questione d’aspettare qualche ora per accedere a tutte le funzioni di Glass.
Bisogna precisare che l’installazione del plugin per Google Chrom* richiede una versione uguale o, superiore alla 6: Chrom* 5 mostra un avviso d’incompatibilità e suggerisce di provare con Firefox. Quest’ultimo è testato fino alla versione 3.6 (niente beta di Firefox 4.0). Con qualche accorgimento sarete presto in grado di utilizzare Glass e di apprezzarne le funzionalità sul vostro browser. Ne vale davvero la pena.
Via | Facebook
Settimana scorsa abbiamo mostrato un video promozionale di Glass, una piattaforma abbastanza simile a ciò che sarebbe dovuto (o, avrebbe voluto) essere Wave. Nel frattempo, Google ha aperto il codice di Wave in modo che progetti come Novell Pulse possano sopravvivere. Glass continua a migliorare e ieri ha superato uno dei suoi maggiori limiti: dopo Firefox, l’estensione per il browser è installabile anche su Chrom*.
La novità è molto importante perché, a differenza di Wave, Glass funziona principalmente grazie al plugin per il browser. È forse l’aspetto che lo rende più intrigante del naufragato progetto di Google, perché ogni pagina web (coi relativi contenuti) può diventare una slide. Le slide sono le “discussioni” su cui è incentrato Glass e somigliano in tutto ai wave di Google. Con la differenza di poter essere generate dappertutto.
C’è un altro problema con Glass e non riguarda la piattaforma in sé. Ottenere un codice per l’iscrizione è particolarmente difficile, perciò gli utenti che partecipano alla beta privata sono ancora pochi. In assenza di contatti Glass è pressoché inutile. Per questo motivo è stata introdotta l’importazione delle rubriche di GMail, Yahoo Mail e Windows Live Hotmail. Vale come un invito e non ci sono limiti di numero.
Via | Glass
Boomerang è un plugin per Outlook che consente di programmare messaggi ed eventi. Gli sviluppatori hanno pensato che l’esperienza maturata col client di posta elettronica per Windows potesse essere utile anche in altri contesti e così è stato concepito Boomerang for GMail.
Quella di Google è indubbiamente una delle webmail più riuscite. Alcune funzioni di cui era carente sono state già promosse dall’elenco delle estensioni sperimentali dei Labs. Boomerang for GMail è un plugin per il browser, disponibile su OS X e Windows per Firefox e Chrom*.
La particolarità di Boomerang consiste nella possibilità di programmare l’invio e la ricezione della posta elettronica in giorni e orari precisi. Una sorta di modalità avanzata delle repliche automatiche quando si è in ferie e, soprattutto, un modo per dilazionare nel tempo l’invio di e-mail per lavoro. È accessibile su invito.
Via | MakeUseOf
Immaginate un social network basato interamente sul browser, a metà tra una chat in tempo reale e un’e-mail. Una piattaforma che consiste in un’interfaccia web e in un’estensione per Firefox da cui controllare la condivisione dei contenuti. Ciò che sarebbe dovuto essere Wave, insomma: la differenza è che Glass funziona davvero e bene. Basta un clic da una qualsiasi pagina web per creare discussioni condivise coi propri contatti e col mondo intero. Per il momento l’unico browser compatibile è Firefox e occorre un invito per l’iscrizione.

Non so quanti di voi ne facessero già uso: la Facebook Toolbar era inizialmente un’estensione ufficiale riservata a Firefox per accedere alle funzionalità di Facebook senza la necessità di aprire la pagina del proprio profilo — un po’ come avviene con decine d’altri servizi simili.
Nella notte è giunta la notizia della sua disponibilità per Internet Explorer dalla versione 6 con SP2 in avanti: il download è già disponibile dalla pagina dell’applicazione. Ma non è tutto: anzi, l’aspetto più interessante è un altro e riguarda la traduzione dell’estensione.
A prescindere dal browser in uso, la toolbar di Facebook supporta finalmente 16 localizzazioni (tra cui ovviamente l’italiano): fino a ieri l’estensione era soltanto in lingua inglese. Motivo in più per provarla, considerando anche la possibilità d’integrare le notifiche col dock di OS X.
Almeno questa è l’ambizione di Yoolink, una piattaforma sviluppata dall’omonima azienda francese (che ha sede a Parigi) per la condivisione di link attraverso i social network: non è propriamente un’idea originale, ma la sua realizzazione è intrigante.
Yoolink vuole “abbattere” le difficoltà e rendere più rapido il link sharing con un’unica soluzione che si adatta tanto agli utenti occasionali, quanto a quelli professionali: la condivisione avviene con un semplice bookmarklet — disponibile in versioni diverse per i browser più diffusi.
Selezionando una parte del testo presente sulla pagina – che servirà da descrizione – è possibile inviare a Yoolink l’indirizzo desiderato: configurando i servizi (tra cui gli immancabili Facebook, LinkedIn e Twitter) sul proprio profilo questi riceveranno immediatamente una notifica. Nulla di trascendentale, ma è un servizio da tenere sott’occhio.
Difficilmente capiterà a molti di farne un uso quotidiano, eppure Google Calculator è uno strumento che può rivelarsi particolarmente utile: in sé la calcolatrice consente anche calcoli di una certa complessità, ma può anche bastare per risparmiare qualche minuto per i conti più elementari.
La funzione è integrata al motore di ricerca di Google ed è sufficiente inserire un’espressione nel form dello stesso perché appaia il risultato: non mancano le easter egg e i bug, ma in genere non sbaglia. Sta di fatto che Firefox consente di visualizzare i risultati direttamente dal modulo di ricerca rapida come tooltip, una feature che si avvale delle API dell’applicazione e che non è presente neppure in Chrome — sul quale ho effettuato una prova con la barra degli indirizzi (non essendoci un form equivalente a quello di Mozilla).
Per dovere di cronaca, dirò che sempre su Firefox – nonostante la diatriba sulle maggiori potenzialità del motore di calcolo – la stessa funzione non è prevista per Wolfram Alpha (che a rigor di logica dovrebbe servire principalmente a fornire simili risultati): da un controllo incrociato su Opera, che pure prevede un modulo simile, è emerso che neppure quest’ultimo browser include la possibilità di verificare i risultati come tooltip — del resto, non è possibile neanche per la cache delle ricerche per keyword. Nulla di sconvolgente, ma è comodo.
WordPress – la popolare piattaforma di blogging – ha recentemente introdotto (per il solo servizio ospitato sul dominio gestito da Automattic) una funzione per il geotagging degli interventi — “appoggiandosi” a Google Maps.
La feature è sfruttabile esclusivamente sui blog che risiedono su WordPress.com, mentre chi utilizzasse il CMS sul proprio dominio dovrà accontentarsi di uno dei numerosi plugin dedicati: la geolocalizzazione dei post era già possibile su Blogger — il principale concorrente di WordPress, acquistato anni fa da Google.
Come spesso accade nel settore informatico, la scelta d’implementare questa funzione (presente o, pianificata su numerosi servizi web 2.0 come Twitter) è scaturita da una necessità oggettiva degli sviluppatori, reduci da un incontro di lavoro in Québec: l’aspetto più interessante di questa feature per WordPress.com è la compatibilità con gli standard che si stanno delineando — ed è suggerito l’utilizzo di estensioni per Firefox che li possano riconoscere.
Via | Mashable
Sidewiki – la controversa funzionalità introdotta di recente da Google – può essere ora sfruttata anche in assenza della Google Toolbar: gli sviluppatori hanno infatti creato un bookmarklet (disponibile anche in lingua italiana) per quei browser che non la supportassero.
Il bookmarklet è installabile su Chrome (o, Chromium), Internet Explorer e Safari – volendo, può essere caricato anche nella sidebar di Firefox al posto della toolbar predefinita – per Windows e OS X: non sembra funzionare sulla versione per Linux del browser di Mozilla.
Qualora s’incontrassero dei problemi d’installazione, è sempre possibile creare da sé il bookmarklet: dal supporto ufficiale di Google Sidewiki è possibile reperire il codice sorgente in JavaScript per costruire l’URL per le lingue disponibili — attualmente, oltre all’inglese e all’italiano, il bookmarklet è installabile in altri idiomi europei ed extraeuropei.
Via | Google Operating System
Alcune settimane fa vi avevamo mostrato alcuni screenshot riguardanti la possibile interfaccia di Firefox 4.0. Nelle immagini si notava uno spostamento della barra degli indirizzi e delle schede, in modo tale da apparire molto più simile a Google Chrome. Si trattava solo di un esempio, però ora sappiamo che Firefox 4.0 arriverà nell’autunno del 2010.
Mozilla, infatti, ha aggiornato la sua roadmap, mostrando come Firefox 3.6 uscirà alla fine del 2009, mentre Firefox 3.7 nel secondo trimestre del 2010. Ovviamente la nuova ed importante release è prevista per la fine del 2010.
Purtroppo non ci sono ulteriori informazioni sulle caratteristiche e funzionalità del nuovo browser. Tuttavia è possibile scaricare una pre-release di Firefox 3.6 dai server FTP di Mozilla.
Via | Downloadsquad.com
Grazie alla politica di inserimento automatico di Internet Explorer nei sistemi operativi Windows, Microsoft ha negli anni conquistato una fetta enorme del mercato dei browser. Ma nei mesi scorsi l’Unione Europea ha di fatto costretto Microsoft a cambiare strategia e a permettere maggiore libertà agli utenti nella scelta del browser di riferimento.
Tuttavia il vice presidente di Mozilla, Harvey Anderson, ha espresso dei dubbi sulla possibilità che ciò avvenga davvero. La sua principale preoccupazione è che Windows contenga dei meccanismi nascosti che potrebbero incoraggiare gli utenti a scegliere comunque Internet Explorer come browser di default.
Spesso Microsoft è stata interrogata su questi quesiti, ma le risposte sono state vaghe e aperte a diverse interpretazioni.
Continua a leggere: Mozilla accusa Microsoft e il suo browser Internet Explorer
Con il lancio di Firefox 3.5, Mozilla ha dovuto aggiornare una serie di plugin del suo celebre browser. Ieri ha rilasciato l’ultima versione di Ubiquity per Firefox 3.5. In cosa consiste Ubiquity?
Come abbiamo già avuto modo di parlare in passato, Ubiquity è un plugin che consente di eseguire una serie di azioni su Firefox tramite comandi che sfruttano il linguaggio naturale. Per esempio è possibile uscire o riavviare Firefox, cambiare scheda o altro, interagire con i servizi Web; ecco una lista di azioni p0ssibili tramite Ubiquity:
- aggiungere un evento a Google Calendar
- iniziare a comporre un messaggio su Gmail
- tradurre un testo
- trovare una mappa
- aggiornare lo status su Twitter
- fare una ricerca sul Web
Potete scaricare e provare Ubiquity collegandovi alla pagina degli addon di Mozilla tramite questo link. Dopo il salto potete vedere un video che spiega come lavora Ubiquity.
Continua a leggere: Mozilla aggiorna Ubiquity, per navigare usando il linguaggio naturale