
E’ di pochi giorni fa la notizia del rinnovato accordo tra Google e Mozilla, col quale l’azienda di Mountain View si è impegna a finanziare per altri tre anni la Mozilla Foundation - e quindi a permettere lo sviluppo di Firefox - in cambio del mantenimento di Google come motore di ricerca predefinito nell’apposita barra di ricerca del browser.
Se Google e Mozilla non hanno reso noto i termini economici di tale accordo, a rompere il silenzio ci ha pensato il sito AllThingsD che, citando fonti interne alle due aziende, ha rivelato che far sopravvivere Firefox costerà a Google poco meno di 1 miliardo di dollari in totale, circa 300 milioni di dollari all’anno.
Si tratta di una cifra decisamente più alta di quella concordata in passato. Nel 2010, ad esempio, Google aveva finanziato Mozilla con circa 100 milioni di euro. Se per il 2012 quella somma è stata triplicata è stato anche grazie a Yahoo e Microsoft, entrambe interessate ad avere di default su Firefox i loro motori di ricerca.
Continua a leggere: Google e Mozilla: un sodalizio da 300 milioni di dollari all'anno

Nonostante Chrome sia ormai a tutti gli effetti un concorrente di Firefox sull’agguerritissimo mercato dei browser, tra Google e Mozilla il sodalizio sembra destinato ad andare avanti: nel dettaglio stiamo parlando del mantenimento di Google come motore di ricerca predefinito nell’apposita barra di ricerca del browser Mozilla. È stato infatti annunciato l’accordo tra le due società per rinnovare tale presenza per almeno altri tre anni.
In realtà si tratta a tutti gli effetti di un accordo economico, visto che Google paga a Mozilla quello che secondo ZDNet è l’84% di tutti i ricavi di Mozilla Foundation, permettendo così indirettamente anche lo sviluppo dello stesso Firefox. L’accordo precedente era a quanto pare scaduto alla fine di novembre, periodo dal quale in molti si erano quindi interrogati sul futuro di Firefox in caso di mancato rinnovo del sodalizio con Google.
A ogni modo, anche se i dettagli del nuovo accordo non sono stati resi noti, come dicevamo Mozilla potrà molto probabilmente dormire sonni tranquilli per almeno altri tre anni, permettendo allo stesso tempo a Google di apparire come motore di ricerca di default in Firefox, oltre che naturalmente anche in Chrome.
Via | Arstechnica.com
AdBlock Plus (ABP) ha introdotto, con la versione 2.0, un’opzione che prevede la possibilità di ricevere alcuni annunci pubblicitari poco “fastidiosi”. L’estensione – disponibile per Chrome e Firefox – servirebbe proprio ad eliminare la pubblicità dalle pagine web e la novità è stata accolta molto negativamente dagli utenti di ABP.
Wladimir Palant, il creatore di ABP, pensa che l’introduzione di questa caratteristica possa incentivare i pubblicitari alla realizzazione d’annunci meno intrusivi. La risposta della maggioranza degli utenti, al contrario, non ammette delle eccezioni ad ABP: tutti gli annunci pubblicitari sono considerati intrusivi. Per definizione.
Il problema, in realtà, è molto relativo: ABP 2.0 può disabilitare la nuova opzione dalle preferenze e l’estensione torna a bloccare tutte le pubblicità con un paio di clic. Gli estimatori di ABP «possono dormire sonni tranquilli», perché nessuno impedirà loro di tornare alla modalità precedente. Tanto rumore per nulla, in pratica.
Via | ZDNet

Sia Mozilla che Google hanno lodato i pregi di WebGL, soprattutto per quanto riguarda l’abilità di regalare esperienze 3D coinvolgenti tramite Web. Secondo James Forshaw, ricercatore in tema di sicurezza, questa coinvolgente funzionalità comporta un prezzo molto alto da pagare: la propria sicurezza.
Sul blog Context Information Security, Forshaw ha descritto nel dettaglio diverse falle in WebGL che permetterebbero di penetrare nel sistema degli utenti e creare effetti devastanti su driver grafici tramite la GPU. Parliamo di falle preoccupanti in quanto a WebGL è concesso l’accesso alle funzioni in medalità kernel “in quella che dovrebbe essere la parte più protetta del computer“.
Oltre a permettere di rendere un sistema inutilizzabile, le vulnerabilità permettono di “rubare” i contenuti mostrati sul display dell’utente: informazioni sensibili, dati legati all’account bancario o password di qualsiasi account sono potenzialmente esposti agli occhi di qualsiasi malintenzionato. Il problema potrebbe verificarsi con qualsiasi browser con supporto a WebGL, inclusi Firefox 4+ e Google Chrome 9+. Per il momento Internet Explorer e Opera sono al sicuro, dato che il supporto a WebGL verrà introdotto con la versione finale di Opera 11.50 e Microsoft ha scelto di preferire tecnologie come 3D CSS e HTML5.
Forshaw raccomanda quindi di disabilitare WebGL fino alla risoluzione dei problemi di sicurezza.
Mozilla ha invitato i giornalisti a tenersi pronti per l’anteprima di Firefox 4 il 10 marzo. Segno che il nuovo browser sarà rilasciato in quei giorni.
Dopo 11 beta FF4 sembra quindi vicino al lancio. Annuncio che arriva - guarda a caso - a pochi giorni da quello della release candidate di Internet Explorer 9.
Quale saranno le principali novità? Alcune già le conosciamo, dal nuovo motore Javascript alla maggior compatibilità con Html5 e a un nuovo set di componenti aggiuntivi. E visto che l’occhio vuole sempre più la sua parte, sottolineiamo che la barra degli strumenti sparirà per lasciare sempre più spazio alla pagina web. Per tutte le altre, e per scaricare e testare l’ultima beta, basta una visita al sito dedicato.
Per una veloce panoramica invece, già a novembre Chimerarevo aveva pubblicato una sintetica review della beta 7, già comunque un buon browser. Infatti le beta di Firefox fin qui sono state tutto sommato abbastanza funzionali, nonostante qualche bug di troppo che ha costretto più volte a rivedere la road map.
Il problema non è paragonabile ai disservizi delle festività natalizie, però Skype è tornato a creare problemi. Il popolare client per il VoIP, almeno nella versione per Windows, installa automaticamente una toolbar per Internet Explorer e/o Mozilla Firefox (a seconda del browser predefinito). Quest’ultima avrebbe portato a più di 33.000 crash in appena una settimana, cosicché Mozilla ha deciso di bloccarne l’add-on.
La formula scelta da Mozilla è piuttosto permissiva: in attesa che Skype risolva i problemi della toolbar, Firefox disabiliterà l’add-on con un soft-blocking. Ciò significa che l’utente può decidere, a proprio rischio e pericolo, di ripristinare manualmente l’estensione. In ogni caso, non è inibito l’utilizzo di Skype su Windows. L’unico problema riguarda le chiamate che si effettuano dal browser cliccando sui numeri di telefono.
Il disagio si è presentato due settimane fa, ma soltanto ieri il team di Mozilla ha ricevuto una risposta da Skype circa i problemi riscontrati e gli sviluppatori stanno lavorando a una soluzione. Per il momento, riabilitare l’add-on (che serve per trasformare i numeri di telefono in contatti su Skype) è fortemente sconsigliato. Firefox potrebbe essere soggetto a continui e fastidiosi riavvii: Skype funzionerà regolarmente.
Via | ZDNet
Che sia pronto o, meno per il grande pubblico… HTML5 ha già attratto l’attenzione dei produttori di software e degli sviluppatori che lavorano sul web. Indubbiamente, la funzionalità più popolare di HTML5 è quella che riguarda la possibilità d’inserire i filmati sulle pagine web senza l’aiuto di Rich Internet Application (RIA) come Adobe Flash. Microsoft è entusiasta dello standard, non soltanto per IE.
Il problema riguardava le licenze d’uso per i codec video e in particolare le royalty di H.264: il passato è d’obbligo, perché il consorzio MPEG-LA ha esteso la gratuità del codec H.264 potenzialmente all’infinito. Questo è uno dei motivi per cui Microsoft, che supporta H.264 via HTML5 su Internet Explorer 9, ha realizzato un’estensione per Firefox in grado di fare lo stesso anche sul browser di Mozilla.
L’estensione non fa altro che abilitare Windows Media Player per la riproduzione dei filmati H.264 presenti sulle pagine web che si visitano con Firefox. Il player rimane integrato nella finestra del browser, al pari di quanto avviene con Internet Explorer. Individuato un video inserito via HTML5, l’estensione sostituisce i controlli predefiniti del browser con quelli di Windows e avvia il codec dedicato.
Via | Port 25
Circa un mese fa abbiamo parlato dell’esposizione ai pericoli dei profili su Facebook, che è stata denunciata da Eric Butler. Quest’ultimo ha creato Firesheep, un’estensione per Firefox 3.6+ installabile su OS X e Windows. L’intento sarebbe quello di migliorare la privacy su Facebook a partire dalla connessione HTTP. Prima che Butler lavorasse a Firesheep, l’Electronic Frontier Foundation (EFF) aveva già sviluppato HTTPS Everywhere.
Come Firesheep, anche HTTPS Everywhere serve per sfruttare le connessioni sicure previste dai server su cui risiedono numerosi servizi. È, infatti, opinione comune che le piattaforme più diffuse debbano garantire una connessione certificata di tipo SSL e/o TLS per tutelare la privacy dei propri utenti. Dropbox, Facebook, Twitter e altri servizi sono abilitati ad HTTPS, però non consentono (come GMail o, Hotmail) di scegliere il protocollo.
Benché alle volte l’EFF proponga delle tesi esagerate, HTTPS Everywhere per Firefox è più completa di Firesheep: soltanto, non includeva alcuni accorgimenti espressamente dedicati a Facebook. L’ultimo aggiornamento dell’estensione s’ispira proprio a Firesheep per migliorare l’esperienza su Facebook. Si può installare anche su Linux per usufruire immediatamente del protocollo HTTPS navigando sulle piattaforme che lo prevedono.
Via | ZDNet
Siamo entrati da qualche giorno nella seconda metà di ottobre ed entro la fine del mese dovrebbero fare capolino Chrome OS e Chrome Web Store. Mozilla non ha intenzione di lasciare a Google il monopolio degli app store per il browser e, dopo l’avvio del progetto per il social gaming, ha un altro asso nella manica. È solo un prototipo, ma già promette bene.
Open Web App Platform, in fase di sviluppo dai Mozilla Labs, non intende essere l’app store di Firefox (com’è Chrome Web Store per Google Chrome). Ed è questo l’aspetto più interessante: il progetto mira alla creazione di un “ecosistema” aperto che può essere sfruttato da terzi per creare il proprio app store. Una soluzione simile alle estensioni di Seesmic.
Se Opera vuole creare uno standard per gli add-on del browser, Mozilla vuole fare altrettanto con gli app store. Supponiamo che un’azienda voglia offrire la possibilità di estendere un prodotto dal web con estensioni gratuite e/o a pagamento: Open Web App Platform può diventare la soluzione libera e cross-platform per creare un sistema di distribuzione online.
Via | Mozilla
Se avete apprezzato il video introduttivo di Glass, ma non avete trovato un codice promozionale per l’iscrizione… né siete stati invitati dai vostri contatti già iscritti, non dovrete comunque attendere oltre. La fase di beta privata è volta finalmente al termine e da oggi potete iscrivervi come a qualunque altra piattaforma aperta. Una scelta che il team ha motivato sulla base del successo ottenuto in queste settimane.
Se l’apertura delle iscrizioni, prevista per oggi, non fosse ancora stata abilitata per problemi tecnici e/o per il fuso orario (Border Stylo, l’azienda ideatrice di Glass, è situata tra Messico e Stati Uniti) potete sempre mandare un’e-mail all’indirizzo iwantin@writeonglass.com e attendere la ricezione del codice promozionale. In ogni caso è questione d’aspettare qualche ora per accedere a tutte le funzioni di Glass.
Bisogna precisare che l’installazione del plugin per Google Chrom* richiede una versione uguale o, superiore alla 6: Chrom* 5 mostra un avviso d’incompatibilità e suggerisce di provare con Firefox. Quest’ultimo è testato fino alla versione 3.6 (niente beta di Firefox 4.0). Con qualche accorgimento sarete presto in grado di utilizzare Glass e di apprezzarne le funzionalità sul vostro browser. Ne vale davvero la pena.
Via | Facebook
Settimana scorsa abbiamo mostrato un video promozionale di Glass, una piattaforma abbastanza simile a ciò che sarebbe dovuto (o, avrebbe voluto) essere Wave. Nel frattempo, Google ha aperto il codice di Wave in modo che progetti come Novell Pulse possano sopravvivere. Glass continua a migliorare e ieri ha superato uno dei suoi maggiori limiti: dopo Firefox, l’estensione per il browser è installabile anche su Chrom*.
La novità è molto importante perché, a differenza di Wave, Glass funziona principalmente grazie al plugin per il browser. È forse l’aspetto che lo rende più intrigante del naufragato progetto di Google, perché ogni pagina web (coi relativi contenuti) può diventare una slide. Le slide sono le “discussioni” su cui è incentrato Glass e somigliano in tutto ai wave di Google. Con la differenza di poter essere generate dappertutto.
C’è un altro problema con Glass e non riguarda la piattaforma in sé. Ottenere un codice per l’iscrizione è particolarmente difficile, perciò gli utenti che partecipano alla beta privata sono ancora pochi. In assenza di contatti Glass è pressoché inutile. Per questo motivo è stata introdotta l’importazione delle rubriche di GMail, Yahoo Mail e Windows Live Hotmail. Vale come un invito e non ci sono limiti di numero.
Via | Glass
Boomerang è un plugin per Outlook che consente di programmare messaggi ed eventi. Gli sviluppatori hanno pensato che l’esperienza maturata col client di posta elettronica per Windows potesse essere utile anche in altri contesti e così è stato concepito Boomerang for GMail.
Quella di Google è indubbiamente una delle webmail più riuscite. Alcune funzioni di cui era carente sono state già promosse dall’elenco delle estensioni sperimentali dei Labs. Boomerang for GMail è un plugin per il browser, disponibile su OS X e Windows per Firefox e Chrom*.
La particolarità di Boomerang consiste nella possibilità di programmare l’invio e la ricezione della posta elettronica in giorni e orari precisi. Una sorta di modalità avanzata delle repliche automatiche quando si è in ferie e, soprattutto, un modo per dilazionare nel tempo l’invio di e-mail per lavoro. È accessibile su invito.
Via | MakeUseOf