
Disponibile sul mercato da ormai tanti anni, Copernic Agent è un glorioso software (gratuito nella versione Basic) che ci permette di cercare parole in più motori di ricerca contemporaneamente, anche se non in Google.
Il programma consente una ricerca di termini precisi o frasi complete utilizzando motori come Altavista, Bing, Lycos e Yahoo. Inoltre è possibile ricercare delle parole anche nelle edizioni nazionali - italiane comprese - dei vari motori, nei newsgroups ed in alcuni social network. Le ricerche effettuate vengono poi mostrate per rilevanza o secondo altri criteri selezionabili di volta in volta.
Copernic Agent era molto di moda quando Google, pur avendo già una posizione prevalente sul mercato, forse non era considerato così “definitivo” come oggi. Attualmente un prodotto del genere potrebbe sembrare a tratti obsoleto ed invece a sorpresa è ancora vivo e vegeto, pronto a rivolgersi evidentemente a tutti coloro che amano cercare su internet in modo alternativo.
Per pura completezza d’informazione vi segnaliamo che di questo software esistono anche versioni a pagamento, che aggiungono alcune funzioni in più tra cui quella di escludere dalla ricerca i link non funzionanti (qui la comparativa completa delle versioni).
Pagina per il download di Copernic Agent Basic 6.12
Continua a leggere: Copernic Agent Basic, il metamotore che da sempre snobba Google
Stanchi di chi copia senza autorizzazione i contenuti che avete pubblicato su internet? Tra i rimedi a questa forma di “maleducazione informatica” c’è Blog Protector, il semplicissimo plugin gratuito per Wordpress realizzato da Anurag Choudhari e giunto alla versione 1.3.
Blog Protector - una volta installato e settato - disabilita l’uso del tasto destro del mouse mentre si naviga nel vostro blog, inoltre non permette di selezionare il testo e preserva anche le immagini. Ovviamente un plugin di questo tipo non basta a risolvere la questione in modo radicale, ma può essere un buon inizio per evitare quello che è ormai diventato un problema sempre più diffuso e fastidioso (oltre che potenzialmente dannoso per quanto riguarda il posizionamento sui motori di ricerca).
Continua a leggere: Blog protector 1.3, plugin anticopia per Wordpress

Sebbene la sua descrizione da parte degli sviluppatori possa sembrare un po’ troppo altisonante (”il meglio del web a portata di dita”) e il suo nome possa fare ampiamente schifo, date una chance a Sputtik.
Il suo scopo è quelo di aiutare gli utenti del web nell’immenso mare che è diventato, aiutandoli attraverso algoritmi che selezionino materiale e servizi veri e propri (come quello che permette facilmente di ascoltare la musica top del momento). Sputtik è già localizzato in più di 50 lingue, fra cui anche l’italiano.
Non mancano video, notizie e naturalmente i social network dalla liste delle cose che è possibile fare con Sputtik, che non esita ad autodefinirsi una sorta di “sistema operativo di internet”. Provare per credere. Se solo cambiasse nome.
Continua a leggere: Sputtik, un sistema operativo per il web

Intervistato Michael Arrington su Techcrunch, il CEO di Google Eric Schmidt si è lasciato andare ad alcune interessanti considerazioni su Google e il settore dei motori di ricerca.
La ricerca, secondo Schmidt, è uno dei settori che progredirà maggiormente nel corso degli anni. Il paragone che egli fa è con la biologia e la fisica nel XVI e XVII secolo: a quei tempi erano nuove scienze che hanno compiuto passi da gigante in poco tempo, eppure ci sono voluti quasi 300 anni prima di arrivare all’osservazione diretta di atomi e particelle subatomiche.
E proprio come per la biologia e la fisica, i maggiori progressi per la ricerca su Internet devono ancora arrivare. Quali sono le sfide che un motore di ricerca come Google potrà sconfiggere nei prossimi dieci anni? Prima di tutto bisogna passare dalle parole al loro significato. Ovvero, rendere Google in grado di comprendere il linguaggio e restituire risultati che meglio corrispondono ad una conversazione.
Parafrasando e ironizzando un concetto del fondatore Sergey Brin, Google dovrebbe entrare direttamente nel cervello delle persone, magari collegandolo con un cavetto come una qualsiasi periferica! Così facendo, scherza Schmidt, Google avrebbe risolto il problema, ovvero collegarsi direttamente con il pensiero e comprenderlo.
Via | Techcrunch.com
Foto | Flickr
Continua a leggere: Secondo Schmidt il futuro della ricerca è nel vostro cervello
Pochi giorni fa aveva destato clamore la notizia secondo cui Google ha iniziato a perdere delle quote di mercato nei confronti di Bing. Il che ha un senso, visto che Bing è una nuova realtà nel panorama dei motori di ricerca.
Tuttavia nuove statistiche rivelano che Google ha subìto un calo nelle quote di mercato dell’1.3% nei confronti non di Bing, ma di Yahoo. Dalle statistiche si può notare come Google a giugno abbia il 66.1% delle quote, con Yahoo al secondo posto con 16.2% e Bing co 8.8%.
A luglio, invece Yahoo ha raggiungo il 17.1%, Bing il 9%, mostrando quindi come Google abbia perso punti percentuali soprattutto a favore di Yahoo. I motivi di questa crescita potrebbero derivare dal recente accordo che Yahoo ha siglato con Microsoft e i recenti aggiornamenti della sua home page.
A questo punto sarà interessante scoprire cosa succederà nei prossimi mesi. Bing continuerà a crescere oppure Google riuscirà a recuperare le quote perse grazie alla recente introduzione della tecnologia Caffeine?
Via | Mashable.com
Continua a leggere: Google perde nuove quote di mercato nei confronti di Yahoo
La notizia era nell’aria e oggi è stata confermata da tutte le agenzie stampa: Microsoft e Yahoo hanno finalmente raggiunto un accordo di collaborazione.
E cosi, dopo più di un anno dalla OPA lanciata da Microsoft, le due società si alleano firmando una intesa di dieci anni per scambiarsi informazioni e ricerche.
Come già annunciato in questo articolo, Bing sarà il centro di tutto l’accordo: il nuovo motore di ricerca Microsoft sarà la base dei servizi che Microsoft e Yahoo si scambieranno. Con questo accordo Microsoft diventa ufficialmente la seconda forza nel settore di motori di ricerca dietro a Google, raggiungendo circa il 28% delle quote di mercato.
Continua a leggere: Microsoft e Yahoo hanno firmato un accordo decennale

Secondo le nuove statistiche mostrate da StatCounter, per la seconda volta dal suo lancio Bing ha superato Yahoo Search, diventando, nuovamente, il secondo motore di ricerca più usato negli Stati Uniti.
Ricordiamo che nei primi giorni successivi al suo annuncio pubblico, Bing superò Yahoo Search per un solo giorno, ritornando alle sue normali percentuali. Dopo più di un mese, Bing sembra aver raggiunto il 12.9% del mercato statunitense, superando di fatto il 10.15% di Yahoo Search. Google, ovviamente, rimane stabile con il 75%.
Da cosa dipende questa crescita? Dagli sforzi di Microsoft nello sviluppo del suo nuovo motore di ricerca? Dopotutto Microsoft ha mostrato un notevole sforzo per mantenere lo slancio iniziale. Recentemente ha aggiunto i messaggi di Twitter ai risultati di ricerca e ha migliorato l’integrazione con Hotmail.
Tuttavia ad essere preoccupato non sarà certo Google, forte del suo primato, ma gli altri concorrenti, che potrebbero soffrire l’avanzata di Bing.
Via | Techcrunch.com

Bing, il nuovo motore di ricerca creato da Microsoft, ha appena superato il suo primo mese di vita su Internet, ed è quindi tempo per analizzare la sua situazione.
Secondo i dati raccordi da Statcounter, Bing attualmente detiene l’8.32% delle quote di mercato, partendo da una base del 7.81%: nei primi giorni appena dopo il suo rilascio, Bing ha avuto una crescita notevole per poi assestarsi verso la fine di giugno.
E’ quindi ancora lontano Google, che si mantiene stabile in prima posizione. Google è passato dal 78.72% di maggio al 78.48% di giugno, con un minimo calo attribuito all’interesse dei media e degli utenti nei confronti di Bing. Un calo che, però, non preoccupa minimamente i vertici di Moutain View. Invece sembrano smentite le voci secondo cui Bing avesse superato Yahoo, visto che quest’ultimo è sicuro all’11.04%. Bing ha introdotto poche novità nel suo primo mese di vita, e questo sembra averlo penalizzato nei confronti dei suoi avversari.
Via | News.cnet.com
Continua a leggere: Dopo il primo mese di vita, Bing si assesta all'8.32%
Sembra che la fedeltà al marchio sia un potere davvero forte quando si tratta di tecnologia. Ora, considerate la lotta dei motori di ricerca tra Google e Bing. Secondo una recente ricerca molti utenti sarebbero attratti dalla nuova interfaccia di Bing, ma preferiscono continuare a usare Google.
Lo studio è stato condotto su un campione di 12 utenti monitorati con un laser eye-tracking. Successivamente gli utenti sono stati sottoposti ad un sondaggio: secondo i risultati del test, 4 dei 12 tester, ovvero un terzo, ha dichiarato che nel complesso preferisce Bing. Gli altri otto, invece, hanno affermato che preferiscono Google perchè hanno familiarità con il sito.
I miglioramenti di Bing, dove sono stati avvertiti, non sono abbastanza per invogliare l’utente a cambiare motore di ricerca. Incredibilmente, quando si è trattato di esprimere un parere su criteri specifici (come desing, organizzazione delle funzioni, pertinenza dei risultati), Bing batte Google su tutti i fronti, ma questo non è ancora sufficiente.
Via | Techcrunch.com
Continua a leggere: I navigatori preferiscono Bing, ma sono ancora fedeli a Google

Dopo una settimana dal lancio ufficiale di Bing, le quote di mercato di Microsoft nel settore della ricerca sono salite del 3%. E, secondo i dati di comScore, nell’ultima settimana Microsoft ha aggiunto un ulteriore 3%, raggiungendo il 16.7% totale.
Sembra, quindi, che Bing abbia risvegliato il settore dei motori di ricerca e i primi dati indicano una reazione positiva del mercato nei confronti di Bing nelle fasi iniziali del suo lancio.
La relazione di comScore arriva dopo l’annuncio che Bing aveva superato Yahoo tra i motori di ricerca negli Stati Uniti. E StatCounter ha confermato che Bing ha intaccato parte delle quote di mercato del rivale Google. Dallo studio emerge che Google detiene il primato con il 71.47%, seguito proprio da Bing con il 16.28% e Yahoo con il 10.22%.
Via | Computerworld.com
Continua a leggere: Il settore dei motori di ricerca è stato scosso dall'arrivo di Bing

Spezify (naturalmente in beta) non è soltanto un aggregatore di risultati di motori di ricerca. E’ un modo di rappresentare i risultati di ricerche (provenienti perlopiù da Yahoo! e da Yahoo! Immagini) in un modo in cui ciò che “si vede”, e come lo si vede, la fanno da padroni.
E’ meno complesso e completo di SearchMe, diciamolo subito (SearchMe si è munito recentemente anche di apposita toolbar), ma forse proprio per questo che potrebbe essere più usabile del pachidermico rivale nell’arte della visualizzazione dei risultati.
Spezify non fa altro che comporre un vero e proprio collage di risultati, alternando immagini, anteprime di siti web, e sue rielaborazioni grafiche di contenuti (belli sia i Tweet, coi balloon, che i ritagli di giornale per le news), in base alla parola chiave data. Nell’immagine, i primi risultati per la chiave “blog”. E’ o non è un modo per farsi una rapida idea della chiave di ricerca, in un solo colpo d’occhio?
Continua a leggere: Spezify, per dare una mossa ai risultati delle ricerche online
Secondo una recente analisi, Google è particolarmente preoccupata per la crescita di servizi come Twitter e Facebook, le cui caratteristiche si basano sull’immediatezza e il real time. I due social network stanno emergendo come una valida alternativa al tradizionale sistema di motori di ricerca.
Google non ha ottenuto risultati soddisfacenti nel settore dei social network: il tentativo fatto con Orkut non è decollato (a parte il caso del Brasile), e tentativi di acquisto di altri social network non sono andati a buon fine. Ma cosa manca a Google rispetto a Twitter e Facebook? Google ha dalla sua parte il PageRank, ovvero il sistema di algoritmi che monitorizza i link nelle pagine.
Facebook e, soprattutto, Twitter, hanno dalla loro i link in tempo reale. Attualmente la ricerca sul web sfrutta due canali paralleli, due modelli che sono apparentemente vicini, ma si basano su concezioni differenti della rete.
Continua a leggere: Google deve preoccuparsi del binomio Twitter Facebook?