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Tutti gli articoli con tag monopolio

Google News non ha il monopolio delle news in Italia

pubblicato da PG

Google News non ha il monopolio delle news in ItaliaLa notizia di un’indagine da parte dell’antitrust italiana contro Google News ha stupito un po’ tutti: gli editori italiani sostengono che Google News ruba loro i lettori creando di fatto un monopolio. Ma è davvero così? Davvero Google News è il sito numero uno per le notizie in Italia?

Sembrerebbe di no, visto i dati elaborati da comScore. Nel mese di luglio, Google News ha ricevuto 2.4 milioni di lettori italiani, un numero decisamente inferiore ai 3.8 milioni di utenti che i principali quotidiani online italiani hanno ricevuto (Corriere.it e Repubblica.it)

Così, sebbene Google News rappresenti una importante fetta del mercato, non domina affatto la categoria news. Senza contare che tra quei 2.4 milioni di visitatori, molti cliccano sulle notizie più interessanti, andando a visitare altri siti di news italiani, stranieri, blog ecc… Cosa significa? Se non altro Google News promuove la concorrenza tra i giornali. Anzi, si direbbe che Google News crea una iper-concorrenza, perchè sembra che diversi giornali online siano infastiditi da questo servizio. Di fatto, il Web negli ultimi anni ha danneggiato il giornalismo cartaceo, e molti quotidiani hanno avuto difficoltà a creare una valida alternativa “online”.

Gli editori italiani sostengono che Google News penalizza i quotidiani italiani. Ma a questo punto, visti i dati appena mostrati, sarebbe giusto che essi mostrassero dei chiari esempi di scorrettezza.

Via | Techcrunch.com

Microsoft e Yahoo hanno firmato un accordo decennale

pubblicato da PG

Microsoft e Yahoo hanno firmato un accordo decennaleLa notizia era nell’aria e oggi è stata confermata da tutte le agenzie stampa: Microsoft e Yahoo hanno finalmente raggiunto un accordo di collaborazione.

E cosi, dopo più di un anno dalla OPA lanciata da Microsoft, le due società si alleano firmando una intesa di dieci anni per scambiarsi informazioni e ricerche.

Come già annunciato in questo articolo, Bing sarà il centro di tutto l’accordo: il nuovo motore di ricerca Microsoft sarà la base dei servizi che Microsoft e Yahoo si scambieranno. Con questo accordo Microsoft diventa ufficialmente la seconda forza nel settore di motori di ricerca dietro a Google, raggiungendo circa il 28% delle quote di mercato.

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Google favorisce i proprio servizi?

pubblicato da PG

Google favorisce i proprio servizi? Google ha rilasciato Knol come servizio dove condividere le conoscenze, in una sorta di antagonista di Wikipedia. La differenza è che, mentre Wikipedia è liberamente modificabile, su Knol gli articoli devono rispettare standard più rigidi.

Anche se, a distanza di tre settimane, molte cose di Knol rimangono nascoste, molte società sono preoccupate: con il bacino di utenza di YouTube, il servizio blog di Blogger, Google ha le chiavi per indirizzare gran parte degli utenti del Web. Ovviamente, alla base di tutto, ci sono le entrate derivanti dalla pubblicità e dal traffico.

Google, in pratica, potrebbe favorire i propri servizi a discapito dei concorrenti: chi o cosa garantisce la buona fede del più importante motore di ricerca, con oltre il 60% del traffico mondiale? Ovviamente Google nega accuse di questo tipo, affermando che tratta le pagine di Knol come tutte le altre. Eppure Knol ha ottenuto in poco tempo un ranking elevato.

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Google è diventato il nuovo male di Internet?

pubblicato da PG

Google è diventato il nuovo male di Internet?Tutti noi guardiamo a Google come la società che più di tutte incarna l’essenza dell’innovazione e dell’energia positiva. Grazie a Google è stato ridimensionato lo strapotere di Microsoft, e oggi abbiamo a disposizione tante applicazioni sul Web.

Ma pensateci un momento: la più grossa punizione che Google abbia impresso a Microsoft è stata creare un monopolio ancora più forte di quello del gigante del software. Grazie all’accordo con Yahoo, oggi Google può contare su un capitale di 800 milioni di dollari.

In altre parole siamo di fronte ad un monopolio della pubblicità su Internet. Con Yahoo nel tempo fagocitata da Google (come prevediamo), Microsoft continuerà a perdere quote nel settore ricerca, mentre Google potrebbe raggiungere percentuali altissime. Attualmente Google detiene il 70% del mercato, e Yahoo il 22%.

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La Cina accusa Microsoft di monopolio

pubblicato da PG

La Cina accusa Microsoft di monopolioNon finiscono i problemi per Microsoft. Dopo i recenti insuccessi con l’acquisizione di Yahoo e, nonostante le pressioni dell’antitrust europea, ora anche la Cina ha avviato un’indagine contro il gigante del software.

Lo stato cinese, quindi, punta direttamente a Microsoft, accusandola di monopolio e posizione dominante. Tutto sarà però più chiaro dal 1° agosto, quando entrerà in vigore la nuova legge cinese anti-monopolio. Questa legge si concentra proprio sui sistemi operativi e gli altri software sviluppati dalle aziende internazionali, che costano molto di più in Cina che negli Stati Uniti, secondo una fonte ciese.

Da un lato le imprese di software, approfittando della loro posizione di monopolio, fanno crescere i prezzi, dall’altro criticano la Cina per la mancanza di leggi sul diritto d’autore. In Cina un sistema operativo Windows più Office può costare fino a 7000 yuan, ovvero 1015 dollari.

Via | Afp.google.com

Torvalds: la minaccia di Microsoft è un bluff

pubblicato da Chernobyl

Linux vs MicorsoftUn’iniziativa di marketing. Nient’altro”. Così Linus Torvalds, creatore del kernel Linux e icona del software libero, replica alle accuse di Microsoft sulla presunta violazione di brevetti da parte della casa del pinguino. In un intervista rilasciata a Jim Zemlin, direttore della Linux Foundation, e pubblicata in due parti sul sito web della fondazione, Torvalds risponde all’attacco lanciato da Microsoft secondo cui Linux e altri FOSS (Free and Open Source Software) avrebbero violato ben 235 brevetti di proprietà della casa di Redmond.

Questo il giudizio espresso da Torvalds: “Non intendo dare credito alla minaccia di Microsoft per un motivo molto semplice: una società condannata perché detiene un monopolio del mercato non credo possa citare a giudizio i suoi concorrenti su un tema delicato come quello dei brevetti. Sarebbe da matti. E i legali di Microsoft lo sanno bene.

Poi aggiunge: “Penso che Microsoft sfrutti la sua proprietà intellettuale come un’opportunità di marketing, e lo credo per queste ragioni: non mi risulta che Microsoft abbia mai fatto causa a qualcuno per la violazione dei suoi brevetti. Sono stati citati a giudizio da altri, ma non credo abbiano mai utilizzato il brevetto come arma. Piuttosto sono contenti di utilizzare qualsiasi mezzo per generare timori, dubbi e incertezza nel mercato.

Via | Networkworld.com

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Google compra Jaiku

pubblicato da Fullo

Google compra JaikuTorniamo a parlare di Google annunciando l’acquisto da parte di quest’ultimo di Jaiku, la nota piattaforma sociale per i dispositivi mobile.

Per ora dall’annuncio si evince poco se non che gli utenti di Jaiku non avranno particolari problemi ad utilizzare i servizi già attivi, anche se, fino a nuovo ordine, non si potranno creare nuovi account.

Vi ricordo che Google ha comprato nelle ultime settimane ben due servizi dedicati al mondo del mobile ed ha aggiornato la piattaforma AdSense per l’advertising su cellulare.

Ormai il gPhone è sempre meno speculazione e sempre più una concretezza.

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Google sempre più monopolista nella pubblicità online

pubblicato da Fullo

Dopo l’acquisto di Doubleclick, arriva un’altra “mazzata” per chi si occupa di pubblicità online. Infatti Google ha ammesso che ha iniziato una politica di penalizzazione per quei siti che vendono spazi per link testuali, come ad esempio quelli offerti da Text-Link-Ads.

Per ora si tratta di una riduzione di pagerank, ma non è detto che il motore di ricerca non inizi anche a rimuovere o declassare l’indicizzazione degli stessi siti, come successo appunto a Text-Link-Ads.

La notizia, arrivata dopo una settimana di lamentele da molti bloggers che si sono visti diminuire i pagerank, ed è stata confermata ieri su Search Engine Land.

La vendita di links è per ora, per piccoli siti che generano poco traffico, l’unica fonte possibile di guadagno a confronto di un AdSense che renderebbe solo miseri centesimi di dollaro al giorno.

Che il motto “non essere malvagio” non valga per il mercato online della pubblicità?