Forse il termine extranet non è propriamente ortodosso, perché Yammer funziona esclusivamente sul web – e non ha quindi la necessità di una intranet aziendale cui appoggiarsi – ma rende esattamente l’idea di cosa sia. Azzardando un paragone possiamo dire che sia una versione “chiusa” e commerciale di StatusNet (di cui pure si è parlato ampiamente su Ossblog.it).
Yammer è un servizio di comunicazione intra/extra-aziendale – consente infatti la creazione di corporate network alla Facebook, che fino a ieri necessitavano di un indirizzo e-mail su dominio di riferimento e di dialogare con fornitori, clienti e partner – che vanta collaborazioni di tutto rispetto e nelle ultime ore si è aggiornato per integrare vere e proprie funzionalità da microblogging, pure integrabili con Twitter.
Disponibile in tre soluzioni (di cui una gratuita, ma più limitata) Yammer dispone già di applicazioni ufficiali per desktop e smartphone – usufruibili anche per la versione free – e incarna ciò che Google intende descrivendo le prospettive della comunicazione d’impresa: costituisce una scelta molto valida per network di grosse dimensioni, ma non disdegna lo small business.
Via | ReadWriteWeb
Continua a leggere: Non solo Twitter: Yammer, microblogging per l'extranet aziendale
Su queste pagine ho parlato spesso di HootSuite, il client da interfaccia web per Twitter (e non solo, perché ormai integra pressoché tutti i principali social network e le piattaforme di microblogging) che si contende con CoTweet il primato nel settore professionale per la gestione degli aggiornamenti di stato — ma pure di link tracking ecc., grazie ai servizi a esso correlati.
Recentemente il team degli sviluppatori di HootSuite ha annunciato la release di Barn Owl: si tratta di un insieme di caratteristiche aggiuntive, alcune delle quali già esplorate anche qui. Anzitutto la barra sociale di Ow.ly – raggiungibile e sfruttabile anche in modo indipendente come Post.ly per Posterous , ma specie le statistiche avanzate di Klout e un sistema d’apprezzamento simile ai like di Facebook, FriendFeed e ora Google Buzz fanno di HootSuite un servizio completo.
Cosicché è lecito domandarsi se HootSuite sia diventato la killer-application per il microblogging: per quanto mi riguarda la risposta è scontata, poiché già lo utilizzo da tempo come piattaforma principale per Twitter e Facebook. Oggettivamente è difficile ritrovare altrove la medesima completezza: soltanto CoTweet ha il valore aggiunto delle ^CoTags (un sistema per “firmare” gli aggiornamenti da utenze diverse per uno stesso profilo multi-utente), ma i prossimi aggiornamenti di Twitter dovrebbero renderle inutili perché la medesima feature sarà presto integrata nel core del servizio.
Continua a leggere: HootSuite è la killer-application per il microblogging?
Oggi molti si aspettavano di poter scaricare un nuovo aggiornamento dell’iPhone OS in seguito al keynote di Apple che invece è stato pressoché interamente dedicato alla presentazione del famigerato iPad — l’attesissimo tablet che sarà sul mercato tra 60 giorni. In compenso cominciano a “fioccare” le applicazioni per un’altra piattaforma dedicata al settore mobile.
Soltanto ieri avevo parlato – e come immaginavo la notizia è stata ripresa con maggiori dettagli anche su Mobileblog.it – della disponibilità di Google Voice su Palm WebOS e a venerdì scorso risale il comunicato di Brightkite sulla possibilità di accedere a quest’ultimo dallo stesso sistema operativo. Per chi ancora non lo sapesse Brightkite è un servizio di Yahoo! per il geotagging che si integra coi principali social network.
È a mio avviso interessante vedere come a poco a poco numerose applicazioni decidono di “sbarcare” sul Palm Pre – di cui in Italia non è ancora distribuita la versione base, comunque in arrivo anche per il nostro Paese – che è un dispositivo di cui si parla relativamente meno e che offre prestazioni di tutto rispetto a costi decisamente contenuti: Parafoil (l’applicazione per Brightkite) è soltanto l’ultima in ordine di tempo.
Continua a leggere: Brightkite è sbarcato su Palm WebOS con Parafoil
Sembra che la “febbre” dello URL shortening sia destinata a continuare: nonostante il settore appaia ormai inflazionato, sono sempre più numerosi i servizi che si avvalgono di un dominio proprio. Non più tardi di venerdì scorso avevo parlato delle novità di HootSuite — che è proprietaria dello shorten URL Ow.ly.
Questa volta è Posterous – la piattaforma di blogging via e-mail – a proporre la propria via alla riduzione degli indirizzi per il web: il servizio, che sfrutta le API di Tumblr, si avvale di Post.ly per lo sharing dei post attraverso i social network. In un primo momento il dominio non aveva altre funzioni particolari, ma recentemente è stato aperto a un secondo utilizzo.
In sostanza (che possediate o, meno un blog su Posterous) anche senza registrazione è possibile caricare pressoché qualsiasi tipo di file e aggiornare lo stato di Twitter direttamente da Post.ly: va da sé che chi avesse già un account su Posterous possa accedere a funzionalità avanzate quali link tracking, statistiche varie e personalizzazione delle pagine di transizione per il download dei contenuti caricati.
Continua a leggere: Posterous apre Post.ly agli upload su Twitter
Forse l’idea non è completamente originale, ma a esserlo è sicuramente la forma in cui è stata realizzata: Onioning è fondamentalmente un servizio di microblogging… che però si basa sullo stesso concetto di Yahoo! Answers.
Al posto dei semplici aggiornamenti di stato Onioning propone (in un massimo di 500 caratteri) la condivisione di domande e risposte: è possibile registrare un profilo attraverso il proprio login di Twitter – cui si può inviare notifica dei propri update – e mantenere il nickname, se disponibile.
Il sistema consente di votare le risposte, che opzionalmente possono essere inviate in forma anonima (se l’utente l’ha esplicitamente consentito) e di creare thread delle discussioni: sul profilo si possono indicare i propri account di Facebook e MySpace e la condivisione di domande/risposte è possibile anche tramite Facebook Share.
Via | Bloggerman
Continua a leggere: Onioning: Yahoo! Answers in salsa microblogging
Mi è capitato spesso di parlare degli aggiornamenti di HootSuite – un client professionale per la gestione degli aggiornamenti di stato sulle piattaforme di microblogging e social networking tra quelli che ritengo più interessanti – e questa volta si tratta di URL shortening: la prima novità non è propriamente tale per chi già sfruttasse una delle sue estensioni per il browser.
Sto parlando dell’integrazione di Ow.ly come URL shortener: la social bar di Ow.ly appare da tempo nei link di chi aggiorna il proprio stato attraverso il bookmarklet installabile su Firefox e Chrome (che accorcia automaticamente l’indirizzo della pagina su cui ci si trova). Ciò che prima non c’era è il tracking dei link come statistica globale – con la redazione di una classifica generale – e per utente.
HootSuite, che ormai va ben oltre Twitter, aveva ricevuto un finanziamento di $1,9 milioni in venture capitalism che gli ha permesso di presentare un nuovo responsabile per la community e soprattutto d’investire in innovazione: è pur vero che il tracking testé introdotto non è poi così “rivoluzionario”, ma in poco tempo non si poteva chiedere di più. Vedremo cosa s’inventeranno in seguito.
Continua a leggere: HootSuite integra Ow.ly e aggiunge dati statistici ai link
Ormai HootSuite non ha più granché a che vedere con la sua funzione originaria — dal momento che dovrebbe essere un “semplice” client professionale per Twitter. Ovviamente non sto parlando di un difetto, ma della naturale evoluzione del servizio: dopo essersi messo in pari con le nuove feature del popolare servizio di microblogging e aver integrato le pagine di Facebook, HootSuite sta studiando l’integrazione con WordPress.com.
Quest’ultima può già essere abilitata dalle preferenze della dashboard di HootSuite in fase beta: occorre disporre di un blog su WordPress.com – perché la funzionalità non è ancora disponibile come plugin per il CMS – e aver abilitato le API di Twitter nel profilo. È così possibile pianificare i post e pubblicarli su più account contemporaneamente, esattamente come già avveniva per i tweet e gli aggiornamenti di stato per Facebook e LinkedIn.
Nel contempo sono state attivate altre funzioni accessorie come i tooltip per i trending topics di Twitter e le anteprime di URL e immagini: non è certo stato un Natale di riposo per gli sviluppatori di HootSuite. Non è tutto: con la funzione real time di Twitter è stata aggiunta la possibilità di visualizzare un maggior numero di tweet per ogni scheda ed è stato aperto una sorta di app store che raccoglie tutte le estensioni e le applicazioni ufficiali di HootSuite.
Continua a leggere: HootSuite lancia l'integrazione con WordPress.com

Biz Stone, gran capo di Twitter, ha annunciato che entro la fine del 2009 saranno disponibili degli speciali account premium o “professionali” del sistema di microblogging più diffuso al mondo.
L’obiettivo di una possibile monetizzazione si avvicina per Twitter, già al centro del buzz dei blog tecnologici, in questi giorni, per via di due importanti novità applicate alla sua interfaccia web: le liste e il retweet “ufficiale”.
Le caratteristiche principali di questi speciali account a pagamento (il cui costo non è ancora stato definito) saranno la possibilità di essere “verificati” (cioè attribuiti con certezza a un certo brand, come già avviene per alcune star del cinema o del giornalismo) e un servizio di statistiche a loro dedicato. Le parole di Stone:
“Questo sistema di avvantaggerà di quelli che sono alcuni degli usi commerciali di Twitter che già abbiamo visto da parte di grandi aziende come compagnie aeree o catene di distribuzione. Vogliamo offrire loro un po’ di servizi che gli permettano di essere migliori su Twitter”.

Il web riflette la nostra vita reale? Se davvero fosse così, allora la vita di milioni di internauti è fatta di una noiosa routine: andare a lavoro, tornare a casa, mangiare, dormire e … ripetere tutto il giorno dopo. E’ questa la conclusione a cui arriveremmo se guardassimo ai servizi di microblogging.
Infatti, uno studio realizzato dall’Helsinki Institute for Information Technology, ha rilevato come i termini più diffusi nei messaggi siano “lavoro”, “casa”, “studio”, “pranzo” e “dormire”. L’analisi è stata effettuata su 400.000 post pubblicati su Jaiku, concorrente di Twitter, ma molto simile nelle funzioni, acquistato da Google nel 2007.
C’è da dire, però, che Jaiku non è così popolare come Twitter, e sarebbe interessante ripetere la ricerca su Twitter e Facebook per vedere se i risultati sarebbero simili.
Continua a leggere: La vita dei microbloggers è davvero noiosa come scrivono?
Tumblr, il servizio di microblogging, ha introdotto diverse novità negli ultimi giorni. Una delle nuove funzionalità è la Tumblr Directory, ovvero un sistema efficace per trovare più membri nella comunità di Tumblr.
Il lancio di questa nuova sezione del sito segue la recente introduzione di Tumblarity, un metodo di classificazione determinato da un mix di fattori tra cui il numero di lettori, il numero di post scritti, il numero di visite ecc… Quanto più questo valore è complesso, più si sale in classifica. Un sistema simile alla classificazione degli utenti su Twitter.
Effettivamente Tumblr ha ammesso di essersi ispirato a Twitter: si tratta, in ogni caso, di un sistema per creare una propria comunità, permettendo agli utenti di trovare cose interessanti sui Tumbleblog. L’aspetto negativo è che non sempre il blog più popolare è anche il blog più interessante.
Via | Mashable.com
Continua a leggere: Tumblr introduce Tumblarity, un sistema di popolarità dei blog
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E’ la prima volta che Google si trova ad uno stadio così avanzato delle trattative per comprare un social network di successo. Con Facebook, le cose si fermarono un bel po’ prima, rispetto a quanto, secondo TechCrunch, sta avvenendo proprio oggi con Twitter.
Lo stesso Facebook non ebbe successo in un corteggiamento nei confronti della proprietà di Twitter. La faccenda fu attribuita alle offerte in azioni che furono fatte. Google, al contrario, è in arrivo con una bella sporta di liquidi, che probabilmente rispondono meglio alle vere intenzioni di business dei fondatori della maggiore piattaforma di microblogging.
Si dice che l’offerta di Google, inoltre, azioni o non azioni, dovrebbe comunque superare di molto quella di 250 milioni di dollari avanzata da Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook. Stiamo a vedere, considerando che l’affare, se portato a buon fine, potrebbe significare una svolta per le ricerche in tempo reale su contenuti web, e per l’autorevolezza dei microblogger.
Via | TechDigest
Continua a leggere: Google è seriamente deciso a comprare Twitter

L’apertura della sezione Labs all’interno dell’intrefaccia web di Gmail sta trasformando a poco a poco una casella di posta elettronica, per quanto ricca di funzionalità e di spazio, in un piccolo sistema operativo. Dotato di applicazioni e di soluzioni.
Uno dei mini-programmi scritti appositamente per funzionare dentro Gmail che trovo più funzionale è una piccola chicca per gli appassionati del microblogging: Twitter Gadget for Gmail. E c’è da dire che non è affatto mini, nella funzionalità. Basti pensare che supporta più account. Oltre ad eseguire tweet e retweet, fornire permalink ai micropost dei nostri contatti che è un piacere. Potrebbe seriamente essere un’alternativa in pianta stabile per Twitter leggera più dell’Air (le cui applicazioni sono pesanti come macigni, per quanto fully featured).
La grafica dei pulsanti ricalca in tutto quella di Gmail, e vi ci troverete subito a vostro agio. Se non sapete come installare Gadget su Gmail Labs, qualora dunque non sia ancora attivata l’opzione “Installa qualunque gadget da URL”, seguite questa breve guida visuale. Un difetto: non ha la funzione ricerca.
Continua a leggere: Twitter Gadget for Gmail: una soluzione veloce e pratica