Fuser è un servizio che cerca di centralizzare tutti gli account di posta che abbiamo sparsi per la rete.
Il software permette di leggere (ma non modificare) email da account POP3, Imap ma anche da servizi sociali come Facebook o MySpace e da famosi servizi di webmail come Yahoo!Mail e HotMail.
Fuser inoltre presenta la possibilità di suddividere i messaggi in diverse cartelle per organizzarli al meglio o secondo i propri criteri e di rispondere agli stessi anche se provenienti da servizi come Facebook.
via Tiziano Fogliata
Google, in vista dell’annuncio del gPhone, ha ripreso la sua campagna acquisti di software dedicati al mondo dei cellulari, dopo GrandCentral ed un fallimentare Dodgeball.
Ultima azienda inglobata è Zingku, realizzatrice dell’omonimo social software, che si occupa di aggregare in un unico posto email, feed e client IM.
Purtroppo l’uso della stessa è attualmente limitato al solo Nord America, dovremo quindi aspettare ancora qualche tempo prima di riuscire a intravedere lo schema di “conquista del mondo mobile” del colosso di Mountain View.
via Motoricerca
Se siete stanchi della solita visualizzazione delle vostre foto su Flickr, o se non ne potete più di premere next per vedere quelle nella pagina successiva potreste provare ad usare FlickRiver.
Il sito in questione infatti, usando le API del celeberrimo portale fotografico di Yahoo!, permette di visualizzare le proprie foto sfruttando la modalità infinite scroll realizzata con ajax.
Ma FlickRiver non si ferma qui, infatti al pari di Gmail, è possibile usare la tastiera per visualizzare o scorrere le foto senza dover utilizzare il proprio mouse.
Se però al nero di FlickRiver continuate a preferire il bianco di Flickr, ma non vi dispiacerebbe evitare il continuo click su “next” potreste usare lo script Infinite Scroll per GreaseMonkey al fine di ottenere un risultato simile.

Alla fine di giugno avevo potuto provare Freebase, un progetto per rendere le informazioni di Wikipedia in forma di database, leggibile quindi sia dalle persone, che da un software: un database di conoscenza sotto licenza Creative Commons.
Ora terminata la fase alpha privata è iniziata quella beta pubblica, ed è quindi possibile registrarsi.
Il numero di voci attualmente inserite in Freebase è cresciuto considerevolmente rispetto alla prima fase, ma se siete interessati a contribuire il vostro aiuto sarà decisamente ben accetto.
Tramite le API di Freebase sono già nate diverse applicazioni che sfruttano i dati di questo servizio per creare mashup o aggregazioni di dati ed altri elementi su cimena, musica o architettura.
Che jQuery stia spopolando ormai è chiaro a tutti. Ogni giorno viene rilasciato un nuovo plugin per il famoso framework javascript che sta sostituendo script.aculo.us e prototype in sempre in più applicazioni.
JQMaps è appunto un plugin che permette di integrare tutte le potenzialità di Google Maps all’interno di una propria pagina usando pochissime righe di codice.
E’ infatti possibile aggiungere luoghi, immagini e testi alle proprie mappe indicando semplicemente latitudine e longitudine dell’area da utilizzare e dove andare a reperire eventuali informazioni aggiuntive.
Nonostante la pochezza della homepage del progetto lo script è ben documentato ed autoesplicativo e permette a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con jQuery di utilizzarlo all’interno di un proprio progetto.
Giorno che vai API che trovi, e non stiamo parlando del distributore di carburante, ma delle tanto amate API di Facebook, strumenti del successo del social software universitario.
Pare quindi che anche WordPress.com sia caduta nella tentazione di integrarsi con qualcun altro tant’è che oggi è stato annunciato che sarà possibile accedere al proprio pannello di controllo direttamente dall’account di FB.
Tramite il nuovo widget sarà possibile non solo gestire i propri blog, aggiungendo o modificano i post, ma anche accedere ai servizi come le statistiche e cercare i post dei propri amici.
Chissà se l’escalation di Facebook continuerà se e quando verrà acquistata da Microsoft.
Dopo poche settimane di apertura al pubblico di Pownce, molti utenti si sono chiesti come mai gli sviluppatori non avessero ancora rilasciato API pubbliche per l’accesso al servizio così come hanno fatto altri progetti come Twitter.
Al silenzio del blog di Pownce però molti hacker (intesi nel senso corretto del termine) non hanno abbandonato le speranze e si sono dati da fare fino a quando non hanno trovato una soluzione al problema. Grazie infatti ad un poco di reverse engineering Craig Hockenberry, autore di Twitterific, ha scoperto, analizzando le richieste HTTP del client scritto in Adobe AIR, che le API già ci sono e che sono facilmente utilizzabili.
Tanto semplici da usare che è nato il primo client in Python, PyPownce, ed un gruppo di discussione su Google Groups.
In arrivo nuovi mashup sociali?
Google Maps è uno di quei servizi che ha stimolato la creatività di molti programmatori: la possibilità di mettere insieme diversi tipi di informazioni alla loro localizzazione geografica era però una possibilità non alla portata di tutti.
Così ecco che dopo MyMaps con cui Google permetteva di creare i propri punti di riferimento sulle mappe, e disegnare aree di interesse , l’evoluzione continua con Google Mapplets, una sorta di Google Gadgets da inserire in Google Maps: dopo l’annuncio che era stato dato agli sviluppatori per stimolare la creazione dei Mapplets ora questa funzionalità viene estesa a tutti gli utenti di Google Maps.
Continua a leggere: Google Mapplets, ora è più semplice creare mashup per Google Maps
Michele segnala Ongopongo su Travelblog, un sito che per ora in Italia non è molto conosciuto (ne hanno parlato in Aprile Marco Bianchi, Google Maps & Earth e Religione 2.0). Ongopongo genera il codice iframe per inserire le mappe nel proprio blog: la funzionalità è piuttosto cruda ma attualmente copre un buco nel servizio MyMaps di Google e l’unica alternativa è My Maps + che però lavora solo partendo dal file kmz.

Ecco a voi DiggMap, l’ennesimo mashup di Google Maps. In questo caso viene mostrata sulla planisfera la localizzazione degli utenti che votano gli articoli presenti su Digg.
Analogamente a quello che succede su FlickrVision o in TwitterVision, DiggMap permette di visualizzare i popup degli utenti che votano un articolo presente su Digg, con un link all’utente ed uno all’articolo che ha votato. La georeferenziazione dell’utente si basa sui dati di registrazione forniti al momento dell’iscrizione.
Il risultato è piuttosto affascinante anche se abbiamo notato una certa lentezza nel mostrare i popup; crediamo che ciò sia dovuto al fatto che non è obbligatorio fornire la propria localizzazione geografica al momento della registrazione su Digg, per cui è possibile che una gran parte dei voti espressi dagli utenti non siano visualizzabili su DiggMap.
Continua a leggere: DiggMap, l'ennesimo mashup di Google Maps
Non c’è soltanto Google Maps con le sue Street View per chi voglia visitare una città standosene seduto davanti al monitor del suo computer. Oggi vi vogliamo parlare di Arounder, un sito che offre viste a 360° di alcune tra le più importanti città del mondo. 02blog ha ne ha parlato a proposito di quella di Milano.
Naturalmente anche Arounder è un mashup con Google Maps, in quanto le viste panoramiche sono segnalate sulla mappa di Google che è inclusa nei siti di Arounder.
Ogni città contiene una selezione di viste che interessano non soltanto le zone più belle e significative della città in oggetto, ma anche alberghi, ristoranti, musei e zone commerciali. Possiamo quindi non soltanto dare un’occhiata ad una piazza, ma possiamo anche curiosare nella suite di un grande albergo o nella sala di un rinomato ristorante.
Dopo Google Gears, il motore di ricerca (anche se ormai è ben più), ha rilasciato nuovi prodotti per la felicità di tutti gli sviluppatori su internet. Si tratta della nuova versione del Google Toolkit, che permette di creare codice javascript più performante e che ha nuove funzionalità, e l’interessantissimo Google Mashup Editor.
Si tratta essenzialmente di un editor web che permette di includere “pezzi” di applicazioni per realizzare veri e propri mashup in pochi minuti. Tra l’altro, nonostante si parli di un web editor e non di un vero e proprio IDE, non mancano funzionalità come:
Purtroppo per ora l’accesso a quest’ultimo è ad invito da parte di Google, quindi bisognerà attendere ancora qualche tempo prima di poterci mettere le mani sopra.
Intanto possiamo consolarci dando un occhio al nuovo blog che gli è stato dedicato dove verranno illustrate le migliori mashup realizzate.