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Non scaricate i film! Ve lo dice Bender di Futurama

pubblicato da PG in: Peer-to-peer Diritti digitali


L’ultimo film di Futurama, Bender’s Game, è stato rilasciato da poco, e come spesso accade è già disponibile su BitTorrent. Tuttavia nel film il creatore del film, Matt Groening, ha incluso un bel contenuto extra nel DVD, ovvero una parodia dei classici messaggi anti-pirateria.

Già nel film dei Simpson, Bart scriveva sulla lavagna “Io non scaricherò illegalmente questo film”. Ecco quindi che nel film di Futurama Bender lancia dei messaggi spiritosi contro la pirateria informatica. Al grido di “scaricare un film è uguale a rubare un’astronave o una testa d’uomo!”, il film lancia un messaggio chiaro: le major, dietro le battute, sono molto preoccupate per il fenomeno in continua crescita.

La diffusione di BitTorrent e della banda disponibile hanno permesso la crescita esponenziale del fenomeno del file sharing. Per le case di produzione cinematografica ormai la lotta alla pirateria è una questione di vita o di morte, e non esitano a paragonare l’atto dello scaricare un film al furto di un’opera d’arte.

Via | Torrentfreak.com

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Murdoch lancia MySpace Music

pubblicato da Vincenzo Baiocco in: e-Commerce MySpace

MySpace lancia MySpace MusicAnche il magnate australiano Rupert Murdoch si da alla musica: entro dicembre dovrebbe essere lanciato MySpace Music, in accordo con grandi case discografiche come Sony BMG e Warner Music Group, così da contrastare il predominio di iTunes l’e-shop di casa Apple.

MySpace è il più grande sito di social networking orientato alla musica (e probabilmente il più grande e basta), densamente popolato di artisti di caratura mondiale, glorie nazionali, gruppi locali e tanti, tantissimi fan e amici; Ma non è ancora stato sfruttato a dovere, se non come mezzo promozionale dagli artisti, mentre con la nascita di MySpace Music in collaborazione con le major invece, i vantaggi aumenterebbero per tutti: le case discografiche avrebbero a disposizione una vetrina osservata da milioni di potenziali clienti ogni istante, gli artisti avrebbero un veicolo promozionale direttamente collegato ad uno store e MySpace incrementerebbe non di poco le sue entrate.

L’unica parte scontenta in questo accordo parrebbe essere Apple, che vede minata la popolarità di iTunes e quindi una grossa fonte di guadagno, visto che il negozio online della casa di Cupertino è attualmente l’unico ad aver avuto un buon successo vendendo e noleggiando musica e video. Se da fine anno avrà un concorrente come MySpace Music dovrà fare molta più attenzione a scherzetti come quello del download di Safari riportato qualche giorno fa.

Via | Ansa.it

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Il manager degli U2 dice basta file sharing tagliate le connessioni e pagateci una tassa

pubblicato da fslivere in: Audio Peer-to-peer Diritti digitali

leader u2 bonoMr. Paul McGuinness, manager storico degli U2, ha rotto le acque ed ha partorito il suo progetto per la musica su internet del futuro, non mancando di attaccare tutti quelli che a suo modo di vedere hanno contribuito per avidità (i provider) o mancanza di lungimiranza (le major discografiche) allo stato di disastro del mercato musicale al tempo di internet. Non sono mancate le critiche a Steve Jobs, ai Radiohead (colpevoli di aver scelto di distribuire il loro ultimo album online) ed a tutta la West Coast accusata di essere composta da hippy con scarsa considerazione per il reale valore della musica.

Secondo Mr. Paul McGuinness, il futuro deve prevedere un servizio internet in abbonamento che comprenda in partenza un dividendo per gli artisti, in quanto la musica è la killer application di internet. Inoltre bisogna allontanare coercitivamente dalla rete, tagliando le linee, tutti quegli utenti colpevoli di file sharing, come già accade in Francia. Questo è il punto di vista di Mr. Paul MacGuinness e credo sia anche il punto di vista degli U2 e di tutti i musicisti che nei decenni passati sono diventati multimiliardari.

Nell’ultimo secolo, il progresso tecnologico aveva permesso che la musica fosse incisa su vinile, musicassette, cd, dvd, e grazie alla creazione di questi prodotti e della loro pubblicizzazione e distribuzione, di creare industrie e ricchezza, tutte ad appannaggio di una lobby di produttori ed artisti, che grazie al loro nuovo potere economico erano entrati a far parte del giro di potere che conta. Gli artisti, ingiustamente emarginati e fatti languire per secoli, a parte rari casi, adesso sedevano a tavola con i ministri, i presidenti, i capitani d’industria. Erano diventati i consiglieri dei politici e i rappresentanti del popolo, soprattutto dei giovani. Le loro canzoni dicevano: pace, amore, uguaglianza, giustizia sociale. Oggi, loro rischiano di perdere, non tutto, ma quel di più di potere e ricchezza che li aveva incoronati Re. E continuano a comportarsi da Re, e vogliono la testa dei sudditi ribelli!

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Passo indietro per Qtrax e guai per Rapidshare

pubblicato da Rosario in: Peer-to-peer

qtraxAppena ieri avevamo riportato la notizia secondo la quale le major discografiche avrebbero sottoscritto un accordo con QTrax, grazie al quale distribuire gratuitamente musica tramite la piattaforma web, ricevendo come guadagno non quanto pagato dagli utenti ma i proventi delle pubblicità, grazie alla tecnologia offerta dal sito.

Mentre anche in Germania Rapidshare non se la passava molto bene, vista l’operazione della GEMA atta a bloccare l’upload/download di materiale protetto da copyright, ecco arrivare la doccia fredda piombata su tutti noi da Warner Music Group. Il gruppo in una nota ha dichiarato di non aver al momento concluso nessun tipo di accordo con QTrax; dal canto suo QTrax ha precisato di essere in trattativa per ottenere i permessi di pubblicazione da parte del colosso discografico.

A Warner hanno fatto immediatamente seguito Universal Music Group e EMI Group, dichiarando praticamente la stessa cosa: non abbiamo firmato ancora niente, anche se le trattative esistono e vanno avanti. Sony BMG Music Entertainment, la seconda major al mondo, non ha invece rilasciato nessun tipo di dichiarazione.

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Le major si alleano con Qtrax per il Peer to peer legale

pubblicato da PG in: Peer-to-peer

qtraxTempi duri per il peer to peer, ma tempi duri soprattutto per le grandi case discografiche, che non riescono ad arginare il fenomeno, ormai diventato di proporzioni mondiali. Il peer to peer, ovvero l’attività di scaricare e condividere file su Internet, è diventata l’attività principale dei navigatori di tutto il mondo. E, nonostante le guerre e le diffide delle grandi case discografiche e major, sembra che alla fine il peer to peer abbia vinto.

Alla conferenza MIDEM di Cannes, è stato annunciato che QTrax si occuperà di tutte le principali etichette discografiche, permettendo di supportare un P2P gratuito e legale. Di QTrax ne abbiamo parlato tempo fa, e la novità è che questa volta le major coinvolte sono davvero tante. Come ha affermato il CEO di QTrax, Allan Klepfisz, “non si può cambiare la mentalità di quasi due generazioni di utenti che ormai credono che la musica sia libera e gratuita su Internet”.

Difficilmente, infatti, il popolo del P2P si è scoraggiato di fronte alle sentenze delle varie Corti (americane, europee…) Quello che si può fare è solo sostenere (o monitorare?) l’attività tramite sistemi organizzati e legali. Il servizio di QTrax contiene oltre 25 milioni di canzoni, e i brani saranno rilasciati in formato Windows Media con DRM. L’applicazione usata per il download è basata sul motore di Songbird, e la condivisione avviene tramite una finestra di Firefox.

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Censura digitale: Liberate Sin!

pubblicato da Fullo in: Varie Internet Aziende Diritti digitali

Qualche giorno fa è scoppiato un altro grosso caso di “censura e repressione” ad opera delle major dell’intrattenimento, stavolte però non si parla di America ma di Europa! Si tratta dell’arresto di “Sin” il webmaster di tv-links.co.uk, sito che recensiva spettacoli televisivi e offriva link per il download via torrent da tracker pubblici non gestiti direttamente da lui e tuttora attivi.

In sostanza “Sin” ha pubblicato solo un grande bookmark di risorse relative a telefilm e spettacoli e per tale motivo è stato arrestato.

E’ nato così un tam-tam digitale che ha fatto nascere una petizione online per richiedere non solo la scarcerazione del ragazzo ma anche per ricordare a tutti che linkare non è reato.

E’ reato tenere risorse protette da copyright sul proprio server illegalmente, non linkarle.

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Le etichette indipendenti potrebbero fare causa a YouTube?

pubblicato da Cristian in: Audio Video Google

I soldi di Youtube-Google non finiranno agli artistiYouTube prima della clamorosa acquisizione da parte di Google era arrivata ad un accordo con le major per evitare clamorose azioni legali che avrebbero messo in ginocchio il servizio, e che sarebbero costate molto di più, se queste avessero saputo che dietro l’angolo c’era Google.

Se quella volta le major fecero un grande affare, alle etichette indipendenti YouTube ha fatto invece una proposta molto meno vantaggiosa ed allora sembra che stiano minacciando di intraprendere collettivamente una azione legale.
Conoscendo come solitamente vanno queste cose è probabile che si giunga presto ad un accordo che eviterà alle parti di finire in tribunale.

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