Eccoci all’ultima “puntata” della guida alla Netiquette 2.0, proposta da Tamar Weinberg ed iniziata qualche giorno fa.
Secondo la blogger, vi sono alcune cose da dire sull’”etichetta” da impiegare nei social media in generale. Tamar si riferisce a qualsiasi sito, compresi quelli di microblogging, di cui si è parlato nelle scorse puntate, ed a tutti gli altri simili.
“Postare con la testa”, come recita una pubblicità TV, non è un concetto astratto. Spiega infatti Tamar che quando si frequentano tali siti, in un modo o nell’altro si lascia il proprio segno, una sorta di firma digitale. Occorre pensarci per tempo, prima di avviare relazioni un po’ più spinte del semplice giocherellare, prima di lanciare opinioni a sfondo razziale, prima di criticare senza motivo.
Continua a leggere: Netiquette 2.0: considerazioni generali e finali
In questa penultima puntata la guida di Tamar Weinberg, iniziata qualche giorno fa, si occupa dell’atto generico del bloggare (termine assolutamente inesistente, ma rende l’idea perché è - purtroppo - usato), del lasciare commenti ai post e del comportamento in generale sui social site.
Occorre ricordare, infatti, che il blogging non coincide assolutamente con la scrittura di un vero e proprio articolo. Al di là di post “tutorial” come questa serie ed altre circostanze simili, un post è interattivo, può dar fuoco alle micce su un tema caldo, fornendo quella caratteristica di Web Read-Write (Web a lettura e scrittura), cioè di bidirezionalità che manca del tutto al giornalisimo tradizionale, tipicamente ciclopico e mastodontico, dal quale spetta solo al lettore decidere se assorbire nozioni o voltar pagina. Una staticità i cui limiti sono stati recepiti dalle principali testate di tutto il mondo, proprio affiancando al quotidiano vero e proprio una serie di blog.
E proprio perché, nel blogging, il senso di un post può essere totalmente rovesciato dai commenti che la blogosfera vi lascia accodati, Tamar Weinberg suggerisce di astenersi da alcuni comportamenti che vanificherebbero proprio queste caratteristiche, sia per chi scrive il post che per chi lo commenta: vediamo quali.
Continua a leggere: Netiquette 2.0: blogging, commenti e altri social site
Prosegue la nostra carrellata sulla Netiquette 2.0 scritta da Tamar Weinberg, partita qualche giorno fa e questa volta dedicata all’esame di alcuni comportamenti da evitare su siti come FriendFeed, StumbleUpon e YouTube.
Mentre i primi due - entrambi dedicati all’aggregazione di notizie, sia pure con metodi e finalità diversi - sono relativamente poco conosciuti in Italia rispetto agli Stati Uniti, il terzo è decisamente più noto alla comunità intera degli internauti, siano essi 2.0 o meno.
Questo non deve, tuttavia, trarre in inganno: se negli States c’è Digg, in Italia si è provveduto a fornire un servizio simile, oltre tutto in lingua italiana, con Diggita. Le dinamiche si ripetono e, trattandosi di servizi tipicamente 2.0, tendono a ripetersi anche gli errori.
Continua a leggere: Netiquette 2.0: FriendFeed, StumbleUpon e YouTube
Torna una nuova puntata della guida di Tamar Weinberg (qui il primo episodio), per seguire alcuni aspetti di LinkedIn e delle cosiddette Social News, cioè tutte quelle notizie di cui si ha evidenza “frequentando” i Social Bookmark.
LinkedIn, per chi non dovesse conoscerlo, è un sito di Social Networking a tutti gli effetti, orientato al mondo del lavoro, in cui è possibile intrecciare relazioni che, nel prosieguo della propria attività, potrebbero tornare utili per reperire specifiche qualifiche professionali, per proporne (ovvero “raccomandarne”, in senso anglosassone e non italiano!) alcune e, non ultimo, per mettersi “sul mercato” internazionale alla ricerca di un impiego.

Continuiamo la guida proposta da Tamar Weinberg (qui il primo episodio) e vediamo cosa suggerisce per Twitter.
Per chi non lo dovesse conoscere, Twitter è un sistema di c.d. microblogging: consente di inviare, al pubblico o verso un determinato utente, dei messaggi di massimo 160 caratteri, come gli SMS. Tramite il sito e tramite appositi applicativi, sia l’invio che la ricezione possono avvenire su varie piattaforme, cellulari inclusi.
Riprendiamo la guida proposta da Tamar Weinberg (qui il primo episodio) e parliamo stavolta di Facebook.
Nella sua disamina, Tamar propone alcuni punti fondamentali da osservare attentamente. Sono circostanze il cui presentarsi inficia, secondo la blogger, il proficuo impiego del social networking su Facebook.
Ecco cosa evitare accuratamente:
In rete circolano molti suggerimenti per utilizzare al meglio il social networking, ma c’è una guida particolarmente completa su cui vale la pena di soffermarsi: è quella scritta da Tamar Weinberg, appassionata del Web 2.0, consulente di Real Simple Magazine, Lateral Action, Search Engine Roundtable e Mashable ed anche ex-blogger di Lifehacker.
I Social Media - spiega Tamar - in molti casi tentano di riprodurre le dinamiche delle relazioni sociali reali.
Per ciascuno di essi ci sono alcune “regole d’oro”, che potranno trarsi dai comportamenti da evitare. Seguendole, si imparerà a gestire e mantenere al meglio le relazioni sociali online.
Continua a leggere: Guide/ Netiquette 2.0, per socializzare meglio
Ci sono letteralmente migliaia di social network su Internet, che è difficile scegliere a quale iscriversi. Inoltre sono tanti gli utenti che hanno diffuso le proprie informazioni su decine di reti cercando di tenerle aggiornate tutte. Ma, poichè il numero di reti sociali cresce bisogna essere in grado di capire a quali conviene iscriversi e quali ignorare.
Un principio da seguire per scegliere la rete migliore è che più persone sono iscritte più il sito è forte. Perchè aderire ad una rete sociale con pochi utenti? Ovviamente il primo pensiero va a Facebook che ha 110 milioni di utenti, MySpace, che ne ha 200 milioni, seguiti da LinkedIn con 30 milioni e Twitter con 5 milioni.
Il secondo principio da seguire è capire il tipo di utenza. Che cosa succede se il social network scelto è seguito da anonimi e sconosciuti? Il social network da voi scelto dovrebbe invece avere tra i suoi iscritti gente popolare e conosciuta. Attualmente il social network più professionale è LinkedIn, che contiene i profili di centinaia di manager e imprenditori. Perfino Bill Gates ha il suo profilo su LinkedIn. Subito dopo viene Twitter, che è la patria di celebrità come Britney Spears e Shaquille O’Neal. Seguono MySpace e Facebook.
Continua a leggere: Come scegliere e gestire il social network migliore
LinkedIn, il popolare social network per le professionisti, ha rilasciato la traduzione del sito in 41 nuove lingue: l’amministratore delegato per l’Europa, Kevin Eyres, ha dichiarato che le nuove lingue, tra cui figurano anche il mandarino, il coreano, il giapponese, il russo e il croato, rispondono ad alcune richieste degli utenti.
Gli utenti, inoltre, potranno presentare i profili in doppia lingua, per esempio in Francese o in Inglese, contemporaneamente. Il profilo utente apparirà automaticamente tradotto in altre versioni, anche se gli utenti potranno sempre modificare i dettagli.
Il 50% dei 31 milioni di iscritti a LinkedIn risiede fuori dagli Stati Uniti, con 2 milioni di membri del Regno Unito e 1 milione in India. Questo significa che la parte restante non parla inglese. Anche se l’inglese è la lingua internazionale, non tutti gli utenti vogliono parlare questa lingua. Eyres ha inoltre dichiarato che, nel corso degli aggiornamenti che LinkedIn sta subendo, verranno introdotte nuove funzioni entro Natale.
Via | Guardian.co.uk
LinkedIn sta modificando molto la sua piattaforma per il social network del segmento business con una serie di novità rilasciate in breve tempo. Appena ieri abbiamo parlato della nuova funzione di ricerca, mentre oggi viene annunciata la disponibilità di applicazioni all’interno delle pagine del sito.
Facebook ci ha già abituato ad utilizzare i suoi servizi e ad espanderne le funzioni attraverso l’utilizzo di applicazioni esterne da “installare” nelle pagine. Allo stesso modo LinkedIn offre ora la possibilità di utilizzare gli strumenti del suo social network in modo più esteso con funzioni sviluppate da terzi che si integrano nelle pagine dei nostri profili.
Continua a leggere: LinkedIn aggiunge le applicazioni al suo social network
LinkedIn ha annunciato una serie di rinnovamenti della sua interfaccia e nuove funzioni, secondo quanto dichiarato sul blog ufficiale. La prima caratteristica evidente è la nuova piattaforma di ricerca, attualmente rilasciata solo per una piccola percentuale degli utenti.
Tutti gli altri potranno provare questa nuova piattaforma di ricerca semplicemente cliccando su “Try LinkedIn’s new People Search”. Questa novità è stata introdotta in seguito all’enorme crescita del sito, con il conseguente aumento delle query di ricerca.
Oltre a questa novità, LinkedIn ha ridisegnato anche la pagina dei risultati di ricerca, in modo da renderli più leggibili. Un’altra nuova caratteristica è la possiblità di salvare le ricerche effettuate in promemoria o email; inoltre è stato introdotto un controllo ortografico per nomi. Tutte queste funzioni saranno disponibile nel corso delle settimane.
Via | Blog.linkedin.com
FastPitch! si aggiunge al lungo elenco di Social Network indirizzati al mondo Business che abbiamo già avuto modo di esaminare in passato e per differenziarsi dagli altri punta sull’offerta di servizi mirati alla pubblicizzazione della propria attività. Nasce come strumento per creare una vetrina pubblica all’interno della quale ospitare l’elenco dei servizi e delle professionalità offerti, anche sfruttando media come i video o le foto.
Per far risaltare ancora di più le sue caratteristiche viene pubblicata anche una tabella comparativa che mette a confronto i servizi di FastPitch e quelli di Facebook e di LinkedIN, gli altri due competitor principali con i quali si deve confrontare.
Facebook viene descritto come un social network orientato tipicmente agli amici, mentre LinkedIN troppo orientato alla pubblicazione del proprio profilo professionale o CV. FastPitch si propone quindi come complemento agli altri social network.
Continua a leggere: FastPitch!: un nuovo Business Social Network