
Buona notizia per gli abitanti del bel paese. Da oggi infatti LinkedIn, il popolare social network per figure professionali che vanta quasi un milione di utenti registrati in Italia, è stato tradotto nella nostra lingua.
“La nostra crescita in Europa è andata di pari passo con l’aumento dei nostri utenti a livello internazionale. LinkedIn è il network professionale più grande del vecchio continente ed ha recentemente superato i 15 milioni di utenti in Europa. Il nostro continuo impegno nella localizzazione della community conferma la nostra volontà di essere sempre più vicini ai nostri utenti per aiutarli ad attingere sempre più facilmente alla più grande piattaforma di condivisione di competenze ed expertise professionali, sia a livello locale sia in senso più ampio”, ha commentato Kevin Eyres, Managing Director di LinkedIn in Europa.
Per accedere alla versione italiana di LinkedIn, basta visitare la nuova pagina di benvenuto in italiano: http://www.linkedin.com/italiano. I nuovi membri possono registrarsi alla seguente pagina: http://it.linkedin.com.

Un anno fa Yahoo! annunciò l’assunzione del CTO di Plaxo Joseph Smarr . Dopodiché, si era anche paventato che Google fosse in procinto di acquistare la stessa Plaxo. Non se n’è fatto più niente.
Oggi, frutto certo di quell’assunzione di un anno fa, Yahoo! tenta di eguagliare e superare Plaxo con un servizio chiamato Share My Info (dal nome decisamente troppo lungo e poco accattivante, di questi tempi di creatività in merito)
L’idea è sempre la stessa: una rubrica indirizzi dinamica e sociale, possibilmente che si aggiorni da sola, ovvero che si aggiorni tramite la mano dei contatti stessi. E, sempre possibilmente, anche meno simile allo spam di Plaxo stessa che, in quanto a noie e mail non sollecitate, non era seconda quasi neanche a Badoo, in certi momenti della sua onorata carriera. Ma la vera domanda è: in questi anni di Facebook e Linkedin, per un verso e per un altro (tempo molto libero e professione), avevano davvero bisogno di un altro, seppur “tecnico” social network in cui inserire i nostri dati personali?
A Share My Info, comunque, si accede direttamente dai propri contatti Yahoo!, cliccando sull’apposito link nel menù Popolar Tools. Comincerete così a condividere con le vostre “connections” (ogni social vuole un nome diverso per definire i contatti) il vostro indirizzo, il vostro numero di telefono e così via.
Continua a leggere: Yahoo! lancia Share My Info, una sorta di Plaxo 8 anni dopo
Il social network LinkedIn, dedicato ai professionisti che popolano la rete e in generale ai rapporti di lavoro, cambierà a breve il proprio design secondo quanto riporta Mashable, con tanto di immagini a corredo riguardanti la nuova homepage e la nuova pagina profilo.
Come potete vedere anche voi il grosso dei contenuti è ora stato spostato in cima alla pagina, sfruttando meglio lo spazio che prima era vuoto, mentre la barra laterale di sinistra sembra essere stata definitivamente abbandonata dallo staff del sito.
Il nuovo design è comunque ancora in fase di beta testing, per cui da qui al suo rilascio definitivo potrebbero ancora cambiare alcune cose.
Tra i social network presenti sulla rete, LinkedIn ha sempre ricevuto gli elogi di una grande fetta di mercato, grazie al suo approccio professionale e più “serio” rispetto ai concorrenti come Facebook e Twitter.
Ora LinkedIn ha annunciato di aver raggiungo i 45 milioni di utenti: l’annuncio è stato dato, curiosamente, su Twitter.
Sebbene sia lontano dalle cifre di MySpace e soprattutto Facebook, si tratta di un enorme risultato per LinkedIn che, secondo comScore, ha ricevuto 16 milioni di visite uniche mensili e 331 milioni di pagine viste a giugno, cifre più che raddoppiate rispetto ad un anno fa.
Via | Techcrunch.com
Continua a leggere: LinkedIn raggiunge i 45 milioni di utenti
Dopo il caso degli illustratori non pagati da Google anche il popolare social network professionale LinkedIn ha deciso di usufruire dei servizi di alcune persone senza però voler pagare in moneta sonante, in questo caso per tradurre la piattaforme in altri linguaggi rispetto a quelli attualmente esistenti: inglese, spagnolo, francese e tedesco.
Analogamente al caso-Google, la protesta è partita proprio dalle persone contattate come Chris Irwin, che si è ritrovato da parte di LinkedIn un questionario al quale rispondere, riguardante proprio il lavoro di traduzione proposto nel quale veniva chiesto come si preferiva essere “pagati”, con una serie di alternative tranne che ovviamente sotto forma di denaro, domanda alla quale Irwin ha risposto ironicamente alla voce “Altro” chiedendo proprio soldi in cambio del proprio lavoro professionale.
Matthew Bennett ha invece immediatamente creato un gruppo di protesta sulla piattaforma, dove in poco tempo più di 300 persone si sono iscritte, lamentando la mancanza di rispetto di LinkedIn nei confronti dei traduttori, sempre analogamente a quanto visto nel caso di Google con gli illustratori.
Continua a leggere: LinkedIn cerca traduttori, ma senza pagare
Se siete stanchi di aggiornare lo stato di tutti i social network a cui siete iscritti per tenerli aggiornati o Non avete tempo di farlo, Trigga.me è l’applicazione web che viene in vostro soccorso: permette infatti di gestire account delle maggiori reti sociali da un unico sito.
Basta registrarsi, gratuitamente (creando così l’ennesimo account), loggarsi e collegare i vari profili a Trigga.me, che con un occhio alla sicurezza, codifica le password prima di registrarle; per chi non può fare a meno di aggiornare i suoi social-friends ovunque si trovi, è anche disponibile una versione per terminali mobili all’indirizzo m.trigga.me.
Al momento i siti supportati sono Twitter, Facebook, Friendfeed, Xing, Pounce, Identica, Plurk, Plaxo, Frazr, Rejaw, Brightkite e Linkedin, ma altri verranno aggiunti.
Via | TechnoSpot.net
Continua a leggere: Trigga.me: aggiornare account di più social network in un colpo solo
La crisi economica mondiale ha fatto la fortuna di… LinkedIn. Sembra infatti che, con l’aumentare dei licenziamenti sempre più persone si iscrivano al social network dedicato ai professionisti e al mondo del lavoro, che sperano di trovare un nuovo posto lavorativo proprio attraverso il sito.
Secondo le ultime statistiche di ComScore, le visite di LinkedIn sono aumentate del 22% a gennaio, passando da 6.3 milioni di visitatori di dicembre ai 7.7 milioni di visitatori di gennaio. Il tempo passato su LinkedIn sembra essere raddoppiato nell’ultimo periodo, passando d 47.6 milioni di minuti a 96.8 milioni.
Attualmente LinkedIn è la migliore soluzione per la creazione di un profilo professionale e lavorativo, permettendo di mettersi in contatto con diverse reti. Ultimamente LinkedIn ha introdotto alcuni miglioramenti nella ricerca dei profili. Insomma, è proprio il caso di dire che, quando i tempi diventano difficili, ogni mezzo è utile per sopravvivere.
Via | Techcrunch.com
Continua a leggere: Grazie alla crisi economica, LinkedIn è cresciuto del 22%
Eccoci all’ultima “puntata” della guida alla Netiquette 2.0, proposta da Tamar Weinberg ed iniziata qualche giorno fa.
Secondo la blogger, vi sono alcune cose da dire sull’”etichetta” da impiegare nei social media in generale. Tamar si riferisce a qualsiasi sito, compresi quelli di microblogging, di cui si è parlato nelle scorse puntate, ed a tutti gli altri simili.
“Postare con la testa”, come recita una pubblicità TV, non è un concetto astratto. Spiega infatti Tamar che quando si frequentano tali siti, in un modo o nell’altro si lascia il proprio segno, una sorta di firma digitale. Occorre pensarci per tempo, prima di avviare relazioni un po’ più spinte del semplice giocherellare, prima di lanciare opinioni a sfondo razziale, prima di criticare senza motivo.
Continua a leggere: Netiquette 2.0: considerazioni generali e finali
In questa penultima puntata la guida di Tamar Weinberg, iniziata qualche giorno fa, si occupa dell’atto generico del bloggare (termine assolutamente inesistente, ma rende l’idea perché è - purtroppo - usato), del lasciare commenti ai post e del comportamento in generale sui social site.
Occorre ricordare, infatti, che il blogging non coincide assolutamente con la scrittura di un vero e proprio articolo. Al di là di post “tutorial” come questa serie ed altre circostanze simili, un post è interattivo, può dar fuoco alle micce su un tema caldo, fornendo quella caratteristica di Web Read-Write (Web a lettura e scrittura), cioè di bidirezionalità che manca del tutto al giornalisimo tradizionale, tipicamente ciclopico e mastodontico, dal quale spetta solo al lettore decidere se assorbire nozioni o voltar pagina. Una staticità i cui limiti sono stati recepiti dalle principali testate di tutto il mondo, proprio affiancando al quotidiano vero e proprio una serie di blog.
E proprio perché, nel blogging, il senso di un post può essere totalmente rovesciato dai commenti che la blogosfera vi lascia accodati, Tamar Weinberg suggerisce di astenersi da alcuni comportamenti che vanificherebbero proprio queste caratteristiche, sia per chi scrive il post che per chi lo commenta: vediamo quali.
Continua a leggere: Netiquette 2.0: blogging, commenti e altri social site
Prosegue la nostra carrellata sulla Netiquette 2.0 scritta da Tamar Weinberg, partita qualche giorno fa e questa volta dedicata all’esame di alcuni comportamenti da evitare su siti come FriendFeed, StumbleUpon e YouTube.
Mentre i primi due - entrambi dedicati all’aggregazione di notizie, sia pure con metodi e finalità diversi - sono relativamente poco conosciuti in Italia rispetto agli Stati Uniti, il terzo è decisamente più noto alla comunità intera degli internauti, siano essi 2.0 o meno.
Questo non deve, tuttavia, trarre in inganno: se negli States c’è Digg, in Italia si è provveduto a fornire un servizio simile, oltre tutto in lingua italiana, con Diggita. Le dinamiche si ripetono e, trattandosi di servizi tipicamente 2.0, tendono a ripetersi anche gli errori.
Continua a leggere: Netiquette 2.0: FriendFeed, StumbleUpon e YouTube
Torna una nuova puntata della guida di Tamar Weinberg (qui il primo episodio), per seguire alcuni aspetti di LinkedIn e delle cosiddette Social News, cioè tutte quelle notizie di cui si ha evidenza “frequentando” i Social Bookmark.
LinkedIn, per chi non dovesse conoscerlo, è un sito di Social Networking a tutti gli effetti, orientato al mondo del lavoro, in cui è possibile intrecciare relazioni che, nel prosieguo della propria attività, potrebbero tornare utili per reperire specifiche qualifiche professionali, per proporne (ovvero “raccomandarne”, in senso anglosassone e non italiano!) alcune e, non ultimo, per mettersi “sul mercato” internazionale alla ricerca di un impiego.

Continuiamo la guida proposta da Tamar Weinberg (qui il primo episodio) e vediamo cosa suggerisce per Twitter.
Per chi non lo dovesse conoscere, Twitter è un sistema di c.d. microblogging: consente di inviare, al pubblico o verso un determinato utente, dei messaggi di massimo 160 caratteri, come gli SMS. Tramite il sito e tramite appositi applicativi, sia l’invio che la ricezione possono avvenire su varie piattaforme, cellulari inclusi.