Ci eravamo lasciati con Hadopi (detta anche legge delle tre disconnessioni) e i suoi dati a fine ottobre, quando secondo una prima stima non ufficiale abbiamo saputo che all’agenzia erano in arrivo circa 25.000 segnalazioni giornaliere di sospetti pirati, portando così il potenziale numero di persone coinvolte nel processo a una quota sicuramente considerevole.
Dal quotidiano Le Figaro è arrivata invece una nuova notizia nella giornata di ieri, secondo la quale Hadopi avrebbe inviato email di avvertimento ai sospetti pirati nell’ordine di 2.000 messaggi al giorno, notizia rivelatasi poi inesatta e smentita da Numerama, secondo cui la cifra di 100.000 sarebbe legata al numero di IP inviati dall’agenzia Hadopi agli ISP per identificare gli indirizzi di una serie di pirati.
Non c’è comunque ancora nulla di ufficiale sulle cifre riguardanti Hadopi, visto e considerato che il tutto si ferma per ora a questo dato e non si ha né il numero di risposte inviate dai provider, né quello di email realmente inviate fino a questo momento da inizio ottobre: solo tanta confusione insomma, che ha coinvolto oltre a Le Figaro anche diversi altri giornali francesi online e offline. Dovremo quindi ancora aspettare prima di avere dei dati reali tra le mani, presumibilmente fino a inizio 2011 come dichiarato da David El Sayegh, capo dell’associazione francese delle etichette discografiche.
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Nonostante la legge delle tre disconnessioni, anche conosciuta come Hadopi, sia diventata realtà in Francia lo scorso settembre, i nostri cugini oltre le Alpi non sembrano avere paura dei provvedimenti previsti dalle nuove regole, visto e considerato che la pirateria è in aumento.
La paura di essere disconnessi dopo i famosi tre avvertimenti non ha impedito ai Francesi di far aumentare il livello di download illegali del 3%, come riportato da uno studio dell’Università di Rennes che a quanto pare dunque conferma le critiche dei detrattori della nuova legge, da sempre sostenitori del fatto che non sarebbe servita praticamente a nulla, se non a fare tanto rumore sui media.
L’unica abitudine cambiata in Francia sembra essere quella del “mezzo” utilizzato per accedere al materiale protetto: streaming diretto invece che siti di file hosting come Rapidshare e Megaupload, cambiamento causato probabilmente anche dal diffondersi sempre più di connessioni in grado di supportare la trasmissione in tempo reale dei dati via Internet, ma probabilmente soprattutto dal fatto che questo tipo di servizio non è coperto da Hadopi, concentrato sul P2P come BitTorrent, che ha effettivamente avuto un decremento d’uso dal 17,1% al 14,6% nelle preferenze dei bucanieri francesi.
Sempre dallo studio dell’Università è emerso che metà degli utenti P2P compra regolarmente contenuti online in modo legale: cosa che dovrebbe dare da pensare a qualcuno nelle alte sfere, visto che la loro disconnessione permanente da Internet potrebbe seriamente intaccare anche i bilanci di chi vende film e musica tramite il web.
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Non tutti i mali vengono per nuocere. Questo è almeno apparentemente quello che emerge da un sondaggio sul rapporto tra download illegale di musica e acquisiti di CD, secondo il quale chi scarica più brani da Internet finisce poi per essere anche tra chi compra più musica in maniera lecita. Tra i 1.000 intervistati dai 16 ai 50 anni sarebbe emerso che 1 persona su 10 ammette di ricorrere al download illegale.
Il giro d’affari creato dai pirati rei confessi sarebbe infatti in media di 77£ (circa 86€) all’anno, contro le 33£ (circa 37€) spese da chi dichiara di non aver mai scaricato illegalmente un brano musicale dalla rete. Il discorso del resto ha un suo senso come suggerisce Boingboing: chi effettua più download è con buone probabilità comunque un amante di musica, che guarda più video, ascolta più canzoni e artisti e di conseguenza finisce anche con l’acquistare di più, magari usando le vie illegali per valutare se comprare o meno un determinato CD.
Un sondaggio che dovrebbe quantomeno far riflettere i sostenitori dell’ormai famosa legge delle tre disconnessioni.
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Credevate che la malvagia HADOPI fosse stata definitivamente sconfitta? Ebbene no, visto che la Corte Costituzionale Francese si è espressa favorevolmente su una nuova versione della “legge delle tre disconnessioni” riveduta e corretta.
Il cambio all’interno della legge riguarderebbe il soggetto in possesso del potere di dare il via al procedimento di disconnessione: non più l’ormai famosa agenzia governativa ma un giudice, cosa che evidentemente è bastata a rimettere HADOPI nella giusta carreggiata per diventare realtà.
Non sono mancate come prevedibile le reazioni alla notizia, tra le quali quella del Parti Pirate, secondo il quale dopo aver stabilito qualche mese fa che l’accesso alla rete era un diritto inviolabile del cittadino, è strano che ora basti dare il potere di tagliare la connessione a un giudice per far passare la legge.
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Il Presidente Sarkozy l’aveva anticipato e il dibattito sull’ormai famosa legge delle tre disconnessioni è puntualmente tornato ad aprirsi grazie al ritorno del testo al Senato francese, dove sarebbero in esame alcuni cambiamenti apportati per non incappare nuovamente nella bocciatura del Consiglio costituzionale e del Parlamento Europeo.
In particolare il potere di tagliare la connessione a Internet del reo-scaricante passerebbe dall’agenzia appositamente creata alle Corti, i quali giudici si troveranno dunque ad avere in mano il potere di decidere sui casi delle “tre disconnessioni”. La suddetta agenzia Hadopi creata ad hoc potrà però segnalare inizialmente il caso al giudice di turno, il quale avrà oltre al potere di disconnettere la persona anche quello di assegnare una multa fino a 300.000€ e/o 2 anni di prigione.
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Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha tenuto un discorso alla Reggia di Versailles di fronte a Senato e Assemblea Nazionale, parlando durante i 45 minuti in cui ha tenuto banco anche della legge HADOPI, conosciuta in giro anche come quella delle “tre disconnessioni” per la sua caratteristica di punire definitivamente il colpevole dopo tre “avvertimenti”.
Dopo essere stata bollata dal Consiglio Costituzionale francese come incostituzionale credevamo di aver posto definitivamente o quasi la parola fine su questo disegno di legge, ma a quanto pare Sarkò non è d’accordo viste le sue agguerrite parole a chiosa delle quali ha annunciato di voler “percorrere la strada fino in fondo”:
“Come possono esserci aree senza leggi nelle aree della nostra società? Come si può dire contemporaneamente che l’economia è regolamentata ma Internet non lo è? Come possiamo accettare che le regole che si applicano alla società non siano rispettate su Internet?
Difendendo il copyright non difendo solo la creazione artistica, difendo anche la mia idea di società libera dove la libertà di ognuno si basa sul rispetto per i diritti degli altri. Difendo anche il futuro della nostra cultura. E’ il futuro della creazione.”
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Sarkozy e il suo Governo avevano promesso battaglia in occasione della bocciatura dell’Assemblée Nationale della nuova legge sul P2P, anche chiamata “delle tre disconnessioni” per le sue caratteristiche che vedono tre diversi avvertimenti ai danni di chi viola il copyright scaricando materiale protetto, battaglia che alla fine è arrivata non portando nulla di buono a differenza di quanto avvenuto un mesetto fa.
Lo stesso organo parlamentare francese ha approvato la stessa legge che aveva bocciato con 296 voti a favore contro 233 contrari, frutto di un serrate i ranghi ordinato dal Presidente in persona che dunque compie un primo passo verso l’istituzione dell’agenzia governativa HADOPI, destinata a creare un elenco di quanti effettuano il download di opere protette da diritti arrivando come possibile epilogo finale a disconnettere completamente dalla rete il ripetutamente colpevole.
La speranza per i Francesi contrari alla legge è che questa venga bloccata nei suoi prossimi passi dell’iter da compiere prima di entrare in vigore, vale a dire il voto al Senato e la definitiva approvazione del Consiglio Costituzionale, organo preposto al controllo di legittimità costituzionale. L’impressione però è che stavolta ci sarà ben poco da fare nonostante anche l’Unione Europea si sia espressa in modo negativo sulla questione.
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I recenti eventi che hanno interessato i siti di condivisione file su Internet in Spagna hanno concluso che non solo è possibile scaricare per uso personale ma anche che gli stessi siti non sono illegali. Naturalmente, per quanto riguarda le politiche anti-pirateria degli Stati Uniti, questa situazione è inaccettabile.
Secondo gli Stati Uniti, la Spagna ha uno degli indici di pirateria più elevati in tutto il mondo, ed è uno dei primi cinque paesi al mondo per numero di film scaricati. Secondo le statistiche della MPAA la pirateria di film in Spagna ha raggiunto i 350 milioni di € in perdite per l’industria nel solo 2008.
Secondo altre statistiche in Spagna sono state scaricate 2 miliardi di tracce nel 2008, circa l’80% in più rispetto al 2007, soprattutto tramite le reti BitTorrent e eDonkey. A nulla sono serviti gli interventi delle autorità spagnole, perchè secondo la legislazione spagnola non vi è alcuna violazione nello scaricare su Internet.
Ora l’amministrazione Obama vuole cambiare tutto questo: secondo l’amministrazione americana, il governo spagnolo ha fatto ben poco per contrastare il peer-to-peer. Inoltre gli Stati Uniti hanno consigliato alla Spagna di creare degli accordi tra i provider e i titolari dei diritti d’autore, e magari introdurre una legge sulla base delle tre disconnessioni.
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