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Le foto imbarazzanti su Facebook possono minacciare la ricerca di lavoro per ben 7 anni

pubblicato da claudiasantini

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Facebook potrebbe mettere in pericolo la ricerca di un nuovo lavoro: uno spauracchio di cui si parla ormai da tempo, da quando la cronaca è stata invasa da notizie di licenziamenti riconducibili a comportamenti tenuti su Facebook. La possibilità che status o fotografie imbarazzanti, scritti in un momento di euforia o di particolare confidenza con gli amici, arrivassero un giorno a condizionarci la vita lavorativa è cresciuta con l’aumento del predominio di Facebook su Internet, diventando una dimensione che non coinvolge più solo le amicizie.

Su Facebook siamo scrutati da amici, amanti, curiosi, dai telegiornali (avete mai fatto caso quanto spesso i giornalisti ricorrano ai gruppi o alle pagine personali quando si parla di cronaca? Ormai non serve più intervistare i vicini del malcapitato, basta trovare la sua bacheca e analizzarne i contenuti), ma anche dai possibili datori di lavoro.

La scorsa settimana la Federal Trade Commission ha dato la propria approvazione ad una società che effettua l’analisi e la selezione di possibili candidati per nuovi posti di lavoro basandosi anche su fotografie e post pubblicati su Internet. La FTC ha stabilito che la Social Intelligence Corp. lavora in conformità con la legge Fair Credit Reporting Act: la ricerca di ciò che abbiamo scritto e pubblicato su Facebook/Twitter/Flickr/blog/forum (e più in generale, Internet) può diventare parte standard di un’analisi del nostro background in caso di candidatura per un lavoro.

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Stranezze tedesche: presto illegale cercare un candidato a un posto di lavoro su Facebook

pubblicato da HellSpawn

Stranezze tedesche: presto illegale cercare un candidato a un posto di lavoro su FacebookUn tempo i selezionatori si limitavano a googlare i nomi dei propri candidati a un posto di lavoro per saperne qualcosa in più sulla persona, ma da quando i social network hanno avuto il successo che ben sappiamo oltre alla ricerca su Google è diventata prassi comune anche quella su Linkedin e magari anche Facebook e simili.

Una nuova legge tedesca potrebbe a breve rendere illegale la ricerca sui “social network non lavorativamente utili”, quelli cioè con scopi ben diversi da piattaforme come Linkedin, primo fra tutti Facebook. Se alla base può esserci anche un concetto interessante di divisione tra lavoro e tempo libero della persona, dall’altro resta il problema dell’applicabilità di una legge del genere.

Giusto per fare un esempio, visto e considerato che la ricerca su Google è consentita, come fare con contenuti di Facebook, Twitter e chi più ne ha più ne metta indicizzati dallo stesso motore di ricerca?

Via | Techcrunch Europe

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CareerBuilder: il 45% delle aziende cerca i candidati su Facebook

pubblicato da HellSpawn

CareerBuilder: il 45% delle aziende cerca i candidati su FacebookSecondo un sondaggio condotto dal sito web CareerBuilder.com, il 45% delle aziende tenterebbe di guardare le pagine Facebook dei candidati all’assunzione per le proprie posizioni aperte, raddoppiando così la percentuale del 22% emersa dallo stesso sondaggio appena un anno fa.

Il 29% dei manager interpellati ha dichiarato guardare i profili Facebook per farsi un’idea di come siano i candidati lontani dal lavoro, mentre il 26% darebbe invece un’occhiata a LinkedIn, social network più professionale dove reperire maggiori informazioni sulla carriera e sulla formazione del candidato.

Il 10% invece cercherebbe informazioni sui blog personali e solo il 7% su Twitter. Resta da chiedersi a questo punto come facciano i responsabili per l’assunzione a guardare profili Facebook magari protetti dalle impostazioni sulla privacy: se tra le vostre foto ci sono performance come quella che vedete qui sopra, magari pensateci su un paio di volte prima di accettare nuove amicizie.

Via | Insidefacebook.com