
Il web riflette la nostra vita reale? Se davvero fosse così, allora la vita di milioni di internauti è fatta di una noiosa routine: andare a lavoro, tornare a casa, mangiare, dormire e … ripetere tutto il giorno dopo. E’ questa la conclusione a cui arriveremmo se guardassimo ai servizi di microblogging.
Infatti, uno studio realizzato dall’Helsinki Institute for Information Technology, ha rilevato come i termini più diffusi nei messaggi siano “lavoro”, “casa”, “studio”, “pranzo” e “dormire”. L’analisi è stata effettuata su 400.000 post pubblicati su Jaiku, concorrente di Twitter, ma molto simile nelle funzioni, acquistato da Google nel 2007.
C’è da dire, però, che Jaiku non è così popolare come Twitter, e sarebbe interessante ripetere la ricerca su Twitter e Facebook per vedere se i risultati sarebbero simili.
Continua a leggere: La vita dei microbloggers è davvero noiosa come scrivono?
TwitterJobSearch.com è il primo social media per la ricerca di posti di lavoro. Il sistema usa un misto di ricerca semantica, scansione di link e ricerca incrociata per trovare le offerte di lavoro. In un periodo difficile come questo, e con la crisi economica che ha condizionato molto il settore, è interessante seguire gli aggiornamenti di questo servizio, che consente di navigare tramite le categorie, oppure di compiere una semplice ricerca tramite parole chiare.
In realtà il sito non sembra ancora completamente funzionante, e non sempre offre risultati anche con semplici parole. Per esempio, in italiano non ha dato nessun risultato, ma confidiamo nella possibilità di aumentare il numero di risultati in futuro. Ogni risultato viene mostrato come un Tweet (ovvero un messaggio di Twitter), e il sito dispone anche di alcune funzioni avanzate che permettono di applicare dei filtri per scegliere tra un lavoro a tempo pieno, un part-time o uno stage.
Considerando l’evidente limitazione di Twitter, ovvero i 140 caratteri, la selezione offerta da TwitterJobSearch è abbastanza impressionante. Secondo la società più di 180.000 annunci di lavoro sono stati pubblicati negli ultimi 30 giorni su Twitte, e indicizzati da TwitterJobSearch.
Via | Mashable.com
Continua a leggere: TwitterJobSearch: trovate lavoro grazie a Twitter
Deve essere un momento di grande attenzione per i social network, da parte delle grandi catene americane di distribuzione di alimenti. Prima, il caso Dominos Pizza. La più grande catena al mondo per la consegna a domicilio di pizza a dotarsi di un account Twitter, per gestire la folla del web inferocita, dopo che due suoi impiegati avevano dato scandalo su YouTube “giocando” col cibo che preparavano.
Ora è il turno di Pizza Hut. La catena sta cercando uno stagista competente in materia di Twitter, che voglia occuparsi per un’estate di gestire l’account aziendale, raccontando la vita all’interno del quartier generale di Dallas (Texas) e che monitori quello che il popolo dei social media abbia da dire (o da ridire) del marchio in questione. L’invito a candidarsi per un colloquio è esteso ai soli cittadini americani che frequentino il college. Il lavoro sarà anche ben pagato, promettono.
E’ interessante osservare come un grande marchio, nel cercare un lavoro da “innovatori”, segua per le ricerche in tal senso un metodo a sua volta innovativo, e non i soliti canali delle pubbliche relazioni “pro”. Speriamo che accada presto che qualcuno possa trovare lavoro così anche da noi in Italia.
Via | New York Times
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Arriva da uno dei blog dell’Harward Business School un decalogo che si pone il problema di come attirare al meglio l’attenzione dei destinatari della nostra posta elettronica.
David Silverman, l’autore della guida, parte da un presupposto molto semplice: “Tutto ciò che esce fuori dalla nostra mente, preso senza filtri, vale quanto il fango”.
Detto questo, parte con i suoi dieci punti, che mi permetto di tradurre e commentare, tenendo in considerazione un principio generale, secondo il quale maggiore è il numero dei destinatari di una mail, più numerose saranno le necessarie revisioni della stessa.
Continua a leggere: Come scrivere le proprie mail in modo che siano lette veramente
Un attimo di distrazione durante il lavoro può servire, ma se proprio in quell’attimo il capufficio passa dietro di voi, non sarà contento di vedervi aggiornare lo stato su Facebook o guardare un video su YouTube: per evitare queste brutte figure c’è Panic.
Panic è una estensione per Mozilla Firefox che, alla pressione di una determinata combinazione di tasti, chiude tutte le schede aperte e ne carica una nuova con un indirizzo adatto al lavoro che dovete svolgere (url che va precedentemente impostato, a seconda delle esigenze, di default è una ricerca su Google con la frase “Increasing Workplace Productivity”).
L’estensione può essere scaricata da addons.mozilla.org ed esiste un gruppo di discussione (sebbene non molto frequentato) per il supporto.
Via | KillerTechTips.com

Uno studio controcorrente dell’Università di Melbourne (sarà vero che nell’altro emisfero più di qualcosa va al contrario, come ci hanno insegnato i Simpson) mostra che l’utilizzo di Facebook, YouTube e social network vari durante le ore lavorative, invece di diminuire, aumenti la produttività degli impiegati.
Facile, direte: magari lo studio è stato svolto su un campione di blogger di Blogo. E invece no: la faccenda è seria, e stabilisce che chi usa internet per motivi personali sul posto di lavoro, anche fra i lavori apparentemente meno remunerativi dal punto di vista della creatività, si sente più creativo e diventa più produttivo. Più produttivo, con una percentuale del 9%.
Auguriamo a tutti i lavoratori italiani che ci seguono di poter verificare di persona il presentarsi di questo fenomeno, anche nel loro ufficio.
Via | Wired.com
Continua a leggere: Usare Facebook e YouTube sul posto di lavoro aumenta la produttività
InterSHARE è un sito dedicato al mondo del lavoro, e in particolar modo agli studenti in cerca di stage presso le aziende.
Il sito appare abbastanza completo nelle funzioni, ed offre delle recensioni (alcune fornite da Wikipedia) di varie aziende, tra cui anche IBM e Amazon. E’ possibile cercare sia recensioni che offerte di lavoro a tempo determinato, part-time e full-time.
Utile anche l’integrazione con l’immancabile Facebook, grazie al servizio Facebook Connect. Il sito, lanciato recentemente, ha base in Canada, e per questo molte delle offerte di lavoro provengono da questa regione. Tuttavia InterSHARE appare davvero interessante, e speriamo che le offerte di lavoro recensite si allarghino al di fuori del mercato canadese.
Via | Techcrunch.com
Continua a leggere: InterSHARE, servizio Web dedicato al mondo del lavoro
Vi piacerebbe lavorare per Facebook? Avete capito bene. Nonostante la crisi economica che ha investito anche molte aziende su Internet, Facebook continua a crescere e ha bisogno di nuove forze lavorative.
Cliccando sulla pagina “jobs“, potete dare un’occhiata alle posizioni ancora libere per le quali Facebook sta cercando qualcuno. In particolare Facebook sta cercando personale sia nel settore vendita che nell’assistenza clienti. Attualmente il team di Facebook è costituito da 800 persone.
Molte delle offerte di lavoro si trovano al di fuori del territorio statunitense. Parigi, Dublino, Sydney e Toronto sono le città più gettonate, ma ci sono posti disponibili anche nel territorio italiano e spagnolo.
Via | Insidefacebook.com
Continua a leggere: Facebook cerca nuovi dipendenti da assumere
Più o meno a tutti almeno una volta sarà capitato di chiedersi com’è il lavoro in un’azienda grande come Google e cosa possa spingere i suoi impiegati a presentare le dimissioni.
Nel 2008 il reparto risorse umane del colosso informatico ha dedicato un gruppo privato su Google Groups proprio alla raccolta dei motivi per cui i suoi ex lavoratori lasciavano la compagnia, motivi che a quanto pare non sono più poi così privati dato che TechCrunch ne ha pubblicato una parte.
E’ sicuramente bene notare che si tratta del punto di vista degli scontenti e quindi potrebbe benissimo essere smentito da chi invece lavora felicemente in Google, ma al top delle lamentele troviamo una paga bassa rispetto a quanto si possa ottenere in altre società, l’assenza di premi produzione, troppa burocrazie, management e tutoraggio scarsi oltre a un processo d’assunzione lungo a volte anche mesi.
Continua a leggere: Perché gli impiegati Google danno le dimissioni
Ogni tanto compaiono sulla rete video sugli uffici di Google. Questa volta tocca a quelli di New York.
Snack, cappuccino, ping pong, Lego, monopattino. Il lavoro dei nostri sogni?
Via | Labnol.org
L’uso dei siti di social network, come Facebook, per scopo personale durante l’orario di lavoro non dovrebbe essere vietato. E’ questa la conclusione dello studio della società Demos.
Questi siti, infatti, sono di fondamentale importanza per fornire un ambiente dove discutere e collaborare. Limitarne l’uso potrebbe avere un impatto negativo sul personale e sulle loro capacità di comunicare. D’altra parte bisogna evitare che l’uso dei social network diventi eccessivo. Secondo Peter Bradwell, la gente ha voglia di interagire, e spesso gli amici con cui parlare si trovano su queste reti, fatte apposta per sviluppare le relazioni.
Esse sono parte del modo in cui le persone comunicano. La tecnologia potrebbe essere usata per aumentare la produttività, incentivando lo sviluppo di legami tra il personale, i dipendenti e i clienti. Eppure, secondo un altro studio della Global Secure Systems, l’uso dei social network durante l’orario di lavoro costa alle imprese del Regno Unito 6.5 miliardi di sterline all’anno. Nonostante questo, molte società stanno abbracciando la filosofia dei forum e del Web 2.0 come un modo per comunicare con i dipendenti.
Continua a leggere: E' errato vietare Facebook sul posto di lavoro?
Il lavoro del programmatore o comunque di chi si trova a stare almeno 8 ore al giorno davanti al monitor del PC può essere molto pericoloso per la salute della colonna vertebrale e delle articolazioni se non si controllano le proprie (spesso cattive) abitudini.
Dato che come si suol dire è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo, vediamo insieme quali possono essere i consigli per preservare la propria salute.
1- Utilizzare strumenti ergonomici nel proprio ambiente di lavoro: soprattutto sedia, monitor, mouse e tastiera ai quali affiancare magari un poggiapiedi.
Continua a leggere: 5 consigli per essere un programmatore in buona salute