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Tutti gli articoli con tag jimmy wales

Jimmy Wales diventa consulente del governo britannico

pubblicato da Rosario

Jimmy Wales diventa consulente del governo britannico

Uno come Jimmy Wales ha sicuramente tanto da insegnare, ed è per questo che la notizia riportata dal Telegraph ha sicuramente un suo senso. Il fondatore di Wikipedia sarebbe infatti in procinto di diventare un consulente (non pagato) del governo britannico, intervenendo in tutti i suoi dipartimenti per lo sviluppo di tecnologie innovative nella gestione della politica del Regno Unito.

L’annuncio è arrivato dalla bocca di Rohan Silva, assistente del Primo Ministro David Cameron, durante la conferenza South by Southwest (SXSW) di Austin, in Texas: la collaborazione di Wales sarà dedicata principalmente alla creazione d’iniziative per il cosiddetto “open government”, permettendo così alla democrazia made in UK di avere un rinnovato livello di trasparenza.

Una vera e propria WikiBritain, come la chiama TechWeek, in arrivo? Chissà, nel frattempo la presenza di una persona come Wales nelle rinnovate iniziative del governo britannico potrà sicuramente giovare alla creazione di un qualcosa effettivamente utile alla cittadinanza. Cosa che ci augureremmo naturalmente anche per la nostra Italia dove, anche se un po’ a fatica, qualcosa sembra muoversi.

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La lezione di Jimmy Wales

pubblicato da Rosario

La lezione di Jimmy Wales

Conoscerete praticamente tutti il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, diventato ancora più famoso nel corso degli ultimi mesi per aver messo la sua faccia in prima linea nella raccolta fondi per l’enciclopedia libera, oltre ad aver partecipato attivamente alle proteste contro SOPA e PIPA.

Anche Wales come tanti altri imprenditori del Web ha avuto modo d’imparare una o più lezioni, che ha appunto deciso di raccontare nella rubrica What I’ve Learned di Wired.co.uk: se avete in mente di creare qualcosa, prestate attenzione ai suggerimenti che vengono offerti perché ne potrebbe valere la pena. Il primo consiglio di Wales è quello di non legarsi emozionalmente a una sola idea, ma di accettare il fallimento e di tagliare eventuali esperimenti sulla via del tramonto senza accanirsi nel mantenerli in vita: egli stesso prima di Wikipedia dichiara di aver buttato due anni su un altro progetto intitolato Nupedia.

Qual è invece l’errore più comune degli imprenditori?

“Pensare che un sogno piccolo sia più facile da raggiungere rispetto a uno grande. In particolare nel mondo di Internet, vedo persone fare cose veramente interessanti, ma con un ambito limitato, quando tutto online dovrebbe essere pensato sin dall’inizio come un qualcosa di potenzialmente globale e universale.”

A proposito dei rapporti con gli investitori:

“Trovare un venture capitalist con una visione a lungo termine, per un investimento che sia in linea con ciò che hai intenzione di fare. Jeremy Levine di Bessemer è stata una grande aggiunta al nostro team, soprattutto perché ha capito che Wikia è una community genuina richiedente alcuni anni per maturare, proprio come Wikipedia in precedenza. Oggi secondo Quantcast, Wikia.com è nella top 50 di tutti i siti, abbiamo profitti e raddoppiamo la nostra strategia di crescita.”

Continua dopo il break.

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Wikimedia Foundation: le donazioni arrivano a 20 milioni di dollari

pubblicato da Rosario

Wikimedia Foundation downloadblogWikimedia Foundation è come sicuramente saprete l’organizzazione no-profit responsabile di Wikipedia e di altri progetti, dalla quale arriva l’annuncio del raggiungimento di oltre 20 milioni di dollari tramite le donazioni effettuate da più di un milione di persone (tra le quali anche Sergey Brin di Google): un risultato al quale Wikimedia è arrivata anche grazie ai numerosi appelli effettuati dal 2003 a oggi, e che anche nel 2011 hanno contribuito al raggiungimento del record.

Ma non ci sono solo le cifre sui soldi ottenuti da Wikimedia Foundation con le donazioni: secondo l’organizzazione, i suoi siti servirebbero adesso più di 470 milioni di persone ogni mese, con in testa ovviamente l’enciclopedia libera Wikipedia, supportata da oltre 100.000 volontari che operano anche su progetti collaterali. Per quanto riguarda proprio Wikipedia, in procinto di celebrare i suoi 11 anni, si parla invece di 20 milioni di articoli in 282 lingue diverse.

La stima delle spese di Wikimedia Foundation per il 2011-12 è in realtà pari a 28,3 milioni: il resto della cifra arriverà da donazioni minori e altre istituzioni.

Via | Techcrunch.com

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Jimmy Wales vuole chiudere Wikipedia per protesta negli Stati Uniti

pubblicato da Federico Moretti

WikipediaJimmy Wales, uno dei fondatori di Wikipedia, ha intenzione di bissare negli Stati Uniti la chiusura dell’enciclopedia libera per protestare contro l’approvazione dello Stop Online Piracy Act (SOPA) da parte del parlamento. È una decisione forte del successo ottenuto in Italia per la cd. “legge–bavaglio”, ma gli utenti sono divisi.

Il governo statunitense, infatti, ha introdotto il decreto lo scorso 26 di ottobre: la legge prevede che la magistratura possa interrompere la diffusione d’annunci pubblicitari, l’elargizione di donazioni, oppure il ricevimento di pagamenti ai siti colpevoli di promuovere la condivisione dei contenuti protetti dal diritto d’autore.

Wikipedia, contenendo informazioni di massima sul peer-to-peer e altre forme di scambio dei materiali potenzialmente protetti dal copyright, rientrerebbe così tra i principali indiziati dello SOPA. Mantenendosi grazie alle donazioni dei privati, Wikipedia rischierebbe per l’ennesima volta di chiudere i battenti. Forse, per sempre.

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Sergey Brin dona 500.000 dollari a Wikipedia

pubblicato da Rosario

Sergey Brin dona mezzo milione di dollari a WikipediaGli appelli che negli ultimi tempi hanno popolato le pagine di Wikipedia, compreso quello del fondatore Jimmy Wales, sembrano aver centrato come al solito l’obiettivo di ottenere fondi per mantenere l’enciclopedia online in vita, portando nelle ultime ore a effettuare una donazione anche a uno dei due fondatori di Google: Sergey Brin.

Secondo quanto diffusosi attraverso la rete, Brin avrebbe infatti donato a Wikipedia 500.000 dollari attraverso la Brin Wojcicki Foundation, una fondazione benefica creata dallo stesso Sergey insieme alla propria moglie, Anne Wojcicki. Secondo quanto riporta Geek.com, prima di questa donazione a Wikipedia la fondazione aveva già effettuato una donazione al fondo per la cura del morbo di Parkinson messo in piedi dall’attore Michael J. Fox.

Pur essendo apparentemente agli antipodi l’una dall’altra, Google e Wikipedia hanno in realtà molte più cose in comune di quante se ne potrebbero pensare a una prima analisi superficiale. Pensate per esempio a quando andate sul motore di ricerca per trovare informazioni su un argomento specifico: il 99,9% delle volte il primo risultato è proprio Wikipedia nelle sue varie versioni internazionali, in grado di soddisfare coi suoi articoli la nostra sete di conoscenza. Viceversa, la stessa Wikipedia trae in questo modo beneficio da Google: anche se già intenzionati a cercare qualcosa su Wikipedia, spesso l’abitudine di farlo attraverso Google ha il sopravvento su quella che sarebbe l’operazione più logica, cioè andare a cercare l’argomento direttamente su Wikipedia.

Wikipedia ha raggiunto l'obiettivo: raccolti 16 milioni in donazioni

pubblicato da Federico Moretti

Wikimedia FoundationForse l’appello di Jimmy Wales non è stato un gesto così ridicolo come alcuni “bontemponi” hanno ritenuto. Il Capodanno ha portato con sé un’ottima notizia per Wikipedia, perché la fondazione ha raggiunto l’obiettivo della campagna a sostegno dell’enciclopedia libera. Con un comunicato, Wales ha annunciato ieri che sono stati raccolti i $16 milioni necessari a mantenere gratuita (e priva di pubblicità) Wikipedia.

Sebbene il modulo per le donazioni riporti ancora un -$0.4 milioni nel contatore, più di cinquecentomila persone hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo prefissato. Un traguardo doppio rispetto all’anno precedente, per cui bastavano $8 milioni. La media per le donazioni è di 22 dollari a individuo: il report completo per il 2010 non è stato ancora redatto. La campagna è stata un grande successo.

Il sostegno a Wikipedia è arrivato da 140 nazioni diverse in soli 50 giorni, cioè dalla pubblicazione della lettera aperta di Wales. Una raccolta fondi da record che sarà festeggiata con la creazione di t-shirt con uno slogan tradotto in 200 lingue, che saranno acquistabili con una donazione minima di $25. Nel 2010 i fondi raccolti da Wikimedia Foundation ammontano a un totale di circa 20.4 milioni di dollari.

Via | CBS News

L'appello di Jimmy Wales ha fatto proseliti: ora è diventato un meme

pubblicato da Federico Moretti

Apple Personal Appeal

Su internet qualunque cosa può trasformarsi in un fenomeno virale, termine che il marketing ha mutuato dalla medicina per indicare ciò che si diffonde rapidamente come un virus. È accaduto anche all’appello di Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia che è intervenuto per invitare gli utenti alla donazione. La lettera aperta di Steve Jobs contro Flash è solo un fake.

Steve Streza ne ha fatto, forse addirittura inconsapevolmente, un meme. Una ventina di giorni fa, Streza aveva pubblicato un’analisi sugli appelli personali dei CEO ai visitatori: l’idea di Wales è tutt’altro che originale, perché prima di lui ci aveva già pensato Stephen Colbert di Reddit. Evidentemente questo genere di interventi incide positivamente sulle donazioni.

Il fatto che stiano uscendo immagini come quella che potete vedere qui sopra (l’originale è inserita nella pagina di Apple per iPod) arriva, però, a ridicolizzare il fenomeno. Una satira dissacrante, che nella sua semplicità critica la lettera aperta di Wales nonostante la sua importanza per la sopravvivenza di Wikipedia, un servizio che utilizziamo quotidianamente.

Via | The Next Web

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Perché Wikipedia resti libera e gratuita occorrono $16 milioni

pubblicato da Federico Moretti

Jimmy Wales

Giovedì scorso Jimmy Wales ha anticipato le novità di Wikia, una piattaforma commerciale simile a Wikipedia (di cui pure Wales è co-fondatore) che funziona da social network per la creazione di wiki. Le funzionalità che saranno introdotte nelle prossime settimane avvicineranno molto il modello di Wikia a quello di Facebook. Non coinvolgeranno solo Wikia.

Se avete visitato Wikipedia negli ultimi giorni, avete sicuramente notato il banner riportato qui sopra. È una foto di Wales che riporta a una lettera aperta (tradotta in diverse lingue, tra cui l’italiano). Si tratta dell’appello annuale per la raccolta fondi di Wikimedia e quest’anno potrebbe essere l’ultimo. Servono $16 milioni perché Wikipedia resti gratuita e libera.

È una cifra spropositata ed è improbabile che sarà raggiunta entro il 2011. La spesa sostenuta da Wikimedia per mantenere Wikipedia aumenta ogni anno: le stime parlano di circa $20 milioni necessari per il periodo 2010-2011. L’ultima campagna di donazioni aveva un obiettivo (che è stato raggiunto) di $8 milioni, questa richiede addirittura $16 milioni.

Via | ReadWriteWeb

Jimmy Wales presenterà il wiki 2.0 parlando delle novità di Wikia

pubblicato da Federico Moretti

Wikia

Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, ha rilasciato un’intervista in cui rivelava i dettagli di un nuovo corso per il format del wiki. Wikia è una piattaforma per l’hosting gratuito dei wiki (un po’ come PBworks, ex-PBwiki) che aggiunge delle funzionalità sociali a quelle note per Wikipedia. È un prodotto di successo, benché i wiki non vadano molto oltre Wikipedia.

Spesso ci è capitato di recensire soluzioni contenenti il termine wiki nel proprio nome. WikiLeaks e Qwiki, ad esempio, hanno caratteristiche molto diverse dal format originale. Wikia conserva le caratteristiche di Wikipedia, applicate però a progetti differenti. Wales presenterà a New York delle feature innovative che non ha esitato a definire col titolo di wiki 2.0.

Per riassumere quello che sarà il contenuto della presentazione di Wales al Digital Hollywood, possiamo dire che il wiki somiglierà sempre più a un social network. Sembra che siano previsti strumenti di condivisione, apprezzamenti e altre funzioni alla Facebook. È un po’ come se tutti i modelli di pubblicazione sul web stessero convergendo in un’unica tipologia.

Via | TNW Apps

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WikiAnswers continua a crescere e raccoglie sempre più utenti

pubblicato da PG

WikiAnswers continua a crescere e raccoglie sempre più utentiEsistono diversi siti che permettono agli utenti di impostare una domanda e di aspettare una risposta dagli altri utenti. Il più famoso tra questi è sicuramente Yahoo Answers.

Recentemente la Wikimedia foundation ha rilasciato WikiAnswers.com, ed in molti si sono chiesti se il nuovo servizio del creatore di Wikipedia avrebbe raggiunto il successo. Solo pochi mesi fa, infatti, lo stesso Kimmy Wales aveva dichiarato che Wikia search avrebbe chiuso i battenti.

Tuttavia, a differenza del motore di ricerca aperto, Wikianswers sembra stia lentamente raccogliendo i favori positivi dell’utenza di Internet. Secondo recenti statistiche il servizio pare aver raccolto 200.000 domande, di cui 50.000 hanno ricevuto almeno una risposta, ed ha raggiunto il milione di pagine al mese visitate.

Certo, si tratta di cifre ben lontane dalle 79 milioni di pagine viste al mese che Yahoo Answers raccoglie negli Stati Uniti, ma è anche vero che Wikianswers è stato rilasciato solo un anno fa. E’ forse troppo presto per esprimere giudizi, ma d’altra parte seguiremo gli sviluppi di questo servizio per capire se potrà rivaleggiare con i concorrenti.

Via | Techcrunch.com

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Jimmy Wales: Wikia Search chiuderà

pubblicato da PG

Jimmy Wales: Wikia Search chiuderàJimmy Wales, padre e fondatore di Wikipedia, ha dichiarato che il progetto Wikia Search chiuderà presto. Il servizio è, in pratica, un motore di ricerca nato con lo scopo di rendere democratiche ed efficaci le ricerche su Internet, sfruttando il sistema che ha reso celebre Wikipedia.

Nato come un progetto a lungo termine, Wikia Search ha dovuto far fronte alla crisi mondiale, che ha costretto la società che se ne occupa, Wikia, a rivedere i piani di sviluppo. Infatti, secondo le stime, ci vorrebbero ancora uno o due anni prima di vedere i risultati di un prodotto che fino ad ora non ha certo avuto molto successo.

Con soli 10.000 utenti unici al mese nell’ultimo semestre, Wales ha dovuto in un certo senso ammettere la sconfitta, anche rispetto ad altri progetti che stanno crescendo molto più rapidamente. Tuttavia Wales ha voluto sottolineare ancora una volta come, secondo lui, la ricerca su Internet dovrebbe basarsi su standard aperti, a differenza di quanto avviene oggi, visto che gli algoritmi di Google sono proprietari. .

Via | News.cnet.com

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