MySpace sarà rilanciato per tornare alle proprie origini: un social network dedicato esplicitamente alla musica per competere con iTunes, Spotify e VEVO. Questa è l’intenzione di Specific Media (e Justin Timberlake) ovvero la “nuova” proprietà del portale, acquisito da News Corp. di Rupert Murdoch. Ripartendo da 70 milioni d’utenti.
Le cifre elencate da Al Dejewski, responsabile del marketing, appaiono più rassicuranti del previsto: si parla di 30/40 milioni d’utenti attivi ogni mese negli Stati Uniti. Tuttavia, il problema «è capitalizzarli» e MySpace 3.0 non partirà certo in vantaggio. La “musica” è cambiata rispetto al 2005 e non è detto che esistano spazi.
Il ruolo di MySpace per gli artisti emergenti è stato pressoché interamente assorbito da SoundCloud. Le première dei video musicali sono appannaggio di VEVO e gli acquisti delle tracce di iTunes. Inoltre Facebook s’appresta a presentare la propria soluzione di music locking e Google Music è in prova. È troppo tardi per il rilancio?
Via | Ad Age
È la provocazione di David Morgenstern, giornalista di ZDNet: Apple è la più grande e importante azienda a produrre software per Windows, perciò non è responsabile della “morte” della serie Zune. Sono gli stessi utenti di Windows a esserlo. Può sembrare una tesi contraddittoria, tuttavia non lo è affatto: cerchiamo di capire perché.
Osservando i dati di vendita si evince che iPad, iPhone e iPod acquistati sono più del doppio rispetto ai Mac: la maggioranza degli acquirenti, quindi, dev’essere un utente di Windows. Evidentemente, tali dispositivi sono sincronizzati con Windows attraverso le versioni dedicate di iTunes. Linux, ecc. non sono supportati da iTunes.
Non è la crescita di OS X, il sistema operativo dei Mac, a danneggiare Microsoft e lo Zune: sono gli utenti di Windows che hanno scelto i prodotti di Apple. Se si aggiungono i download di Safari e Chrome (basato su WebKit, mantenuto da Apple), quella di Cupertino è davvero l’azienda più importante a sviluppare software per Windows.
Via | ZDNet

Gli appassionati fruitori di musica “digitale” saranno felici di apprendere dalla CNN che la Apple sta lavorando per migliorare la qualità dei file musicali venduti tramite lo store iTunes. Come saprete, la qualità dei file mp3 è spesso bassa, anche se acquistata tramite store online legati. Generalmente, la musica viene registrata in studio in qualità 24-bit, un formato considerato ad alta fedeltà, ma subisce comunque un processo di downgrade.
Si ottengono quindi file a 16-bit che vengono utilizzati per i CD o ridistribuiti online; ma non finisce qui: viene applicata un’ulteriore compressione per diminuire il tempo richiesto per il download o lo streaming online. La musica digitale, però, sta diventando uno standard, una modalità di fruizione comune e da più parti si verificano sforzi per migliorarne la qualità o per offrire ad alcuni rivenditori la possibilità di partire con la compressione da file in 24-bit.
Secondo la CNN, Apple sta conducendo trattative con alcuni studi musicali per riuscire nell’intento. Non è la prima volta che Cupertino si sforza di offrire suoni di qualità migliore: già nel 2009 ha raddoppiato il bit-rate delle tracce offerte su iTunes. Un bit-rate maggiore dei file è però solo una parte della soluzione: molti terminali non supportano file a 24-bit, come Jimmy Iovine dichiara:
Continua a leggere: iTunes: presto la musica potrebbe suonare ancora meglio
L’arrivo di Google nel mercato della vendita di musica digitale online potrebbe essere ormai molto vicino.
Il co-fondatore di Android Andy Rubin ha dichiarato nel corso di un’intervista che il dialogo con le major musicali allo scopo di acquisire diritti e concludere accordi è in “accelerazione”. Google intende dunque stringere i tempi per contrastare il dominio di Apple. La società di Cupertino detiene attualmente con iTunes il 28% del mercato. Segue Amazon con una fetta del 12%.
Alla fine del 2009 Google ha fatto un primo passo proponendo in USA risultati speciali del motore con link a brani musicali, le cui preview possono essere ascoltate in streaming. La musica può poi essere acquistata da siti terzi.
Le voci che indicano che Apple stia per portare iTunes sul Web sono sempre più insistenti. Con l’acquisizione del servizio di streaming musicale online Lala nell’ottobre 2009 e la sua messa offline in aprile, alcuni si aspettavano l’annuncio di iTunes.com addirittura nel corso dell’ultima WWDC di San Francisco. Potrebbe proprio essere questo uno dei principali motivi dell’accelerazione di Mountain View.
Google, per spingere la sua proposta e diventare un player importante ha principalmente tre strumenti a disposizione: YouTube, Android e i risultati del motore, ognuno dei quali ha un potenziale bacino di milioni di appassionati di musica.
Via | The Next Web
Dopo esserci occupati dei colossi Accuradio e SmoothJazz, oggi vi parliamo di Swiss Pop, Swiss Jazz e Swiss Classic, radio elvetiche ricevibili on line che con la loro musica possono ottimamente accompagnare le nostre consuete attività al computer.
Le tre stazioni, che nella sola Svizzera sono fruibili anche come radio “normali” o digitali, hanno tutte una caratteristica davvero utile: sui rispettivi siti è indicato l’intero palinsesto giornaliero, dunque è possibile sapere già in precedenza a che ora sarà programmato un particolare pezzo di nostro interesse. In più, cliccando sui vari titoli, si apre una finestra in cui - talvolta in simbiosi con Wikipedia - ci viene detto tutto degli interpreti e dei compositori dei brani proposti.
E non manca l’angolo e-commerce, nel senso che la musica ascoltata può essere anche acquistata direttamente dal web. Potete “sintonizzarvi” da tutto il mondo su queste radio svizzere attraverso Winamp, Windows Media Player, iTunes e Real Player, scegliendo tra diverse qualità di riproduzione audio (da 32 a 128 kbps). Ecco tutti i link necessari:
Swiss pop
Swiss Jazz
Swiss classic (Radio Svizzera Classica)
(Grazie al nostro commentatore Karim per la segnalazione)

Come dice il titolo è da poco disponibile la built 9.0.2.25 di iTunes, il media player targato Apple.
Disponibile per PC e per Mac, questo famoso quanto sopravvalutato player made in Cupertino ha la peculiarità di essere l’unica interfaccia “ufficiale” verso iPod e iPhone per condividere musica e quant’altro ma, se non fosse per questa caratteristica, non ci sarebbero davvero molti motivi per preferirlo alla concorrenza.
Se comunque non potete farne a meno, il changelog è disponibile a questo link, mentre il download diretto -quasi 90Mb- è disponibile a questo indirizzo

Secondo alcune indiscrezioni pubblicate da TechCrunch Google starebbe per buttarsi nel mercato della musica online,.
Google Audio, questo il possibile nome del progetto, sarà di sicuro accompagnato dalla proverbiale partnership con le maggiori case disocgrafiche, offendo quindi servizi paragonabili ad Amazon ed iTunes. Un progetto del genere era già stato implementato dalla grande G per il solo mercato cinese; al contrario questo nuovo servizio dovrebbe essere fruibile “almeno negli Usa”. Non ci sono dubbi che se il business prenderà piede -e con Google di mezzo c’è da aspettarselo- la diffusione sarà piu capillare.
Via | TechCrunch
I DRM sono dei sistemi che, applicati a file musicali o video evitano la copia degli stessi. Per diversi anni la RIAA ha difeso l’uso dei DRM, dichiarando che i clienti ne avrebbero tratto vantaggio.
In realtà le polemiche contro i DRM sono stante numerose e feroci. Già da un po’ di tempo, infatti, molti siti ed etichette discografiche hanno iniziato a rilasciare musica e Mp3 privi dei DRM, visto che molti utenti si sono lamentati in passato.
Ed ora veniamo a sapere che Jonathan Lamy, portavoce della RIAA, ha dichiarato che il DRM è morto, riferendosi ai siti come iTunes che hanno iniziato ad offrire musica senza restrizioni.
Per installare completamente iTunes su un sistema Windows si devono accogliere nel proprio OS anche il player Apple Quicktime ed il servizio Bonjour, nonchè far partire ad ogni avvio in automatico i processi iTunesHelper e MobileMe.
Molti utenti trovano tutto ciò assurdo e finiscono col disinstallare tutto, ma c’è una soluzione alternativa, che è quella di utilizzare una versione personalizzata del file di setup di iTunes, la quale necessita soltanto di QuickTime Alternative (notevolmente più leggero e meno invasivo) con l’addon per iTunes 8 e non installa né lancia alcun processo o servizio.
Il file di setup “snellito” può essere scaricato a questa pagina.
Via | gHacks.net
LyricSift è una web application molto carina che gli amanti della musica apprezzaranno sicuramente: per ogni visita visualizza casualmente un verso del testo di una canzone, di cui sono fornite poi le informazioni per ascoltarla: titolo, album e autore.
Tutti i frammenti di testo presenti sono inseriti dagli utenti; se si rimane colpiti piacevolmente dai versi e si vuole approfondire, si può ascoltare il brano su Last.FM, oppure lo si può acquistare tramite Apple Store e Amazon. E’ disponibile anche una apposita applicazione per iPhone.
Un approccio decisamente diverso per chi è alla ricerca di nuova musica, che parte dalla parte poetica e lirica di un brano, non facendo distinzioni di genere, lingua, età o quant’altro. Da provare!
Via | TechnoSpot.net
Apple ha rilasciato la nuova versione del player multifunzione di casa, iTunes 8.1, che è da subito disponibile sia per sistemi Windows che per Mac sulla pagina ufficiale del software all’indirizzo apple.com/itunes.
L’aggiornamento è principalmente teso ad includere il supporto per i nuovi iPod Shuffle di terza generazione, che nelle versioni precedenti di iTunes non vengivano gestiti e non era quindi possibile effettuare la sincronizzazione dei brani dal lettore al computer.
Altre migliorie riguardano la velocità di sincronizzazione (specie per librerie numerose) e la possibilità di rippare musica dai cd a 256kbps.
Via | Sizlopedia.com
Soundzit è una applicazione web che, similmente a Songza o JustHearIt, permette di ascoltare brani che si trovano sul web semplicemente inserendo titolo e autore nel campo di ricerca.
I risultati vengono presentati in una lista con due pulsanti accanto ad ogni brano, il primo per l’ascolto, con cui viene anche fornito un codice per riportare il player di Soundzit (che è customizabile) sul proprio sito, blog o quant’altro, il secondo per acquistare la canzone da iTunes Store.
I promotori si Soundzit affermano di disporre di un archivio di più di 300 milioni di canzoni, ascoltabili all’istante, grazie all’API di YouTube su cui si basa il servizio offerto.
Via | TechnoSpot.net