
L’atteso revamping di Italia.it (famoso per essere stato il portale da 45 milioni di euro) doveva avvenire questa mattina, ma come segnala Massimo Russo su Cablogrammi il sito è attualmente ancora protetto da una password del server che ne impedisce l’accesso.
Il lancio, come anticipato dal ministro Michela Vittoria Brambilla (che ha anche definito il portale come “emozionale”) sarebbe dovuto avvenire per gradi fino ad avere il portale completo nei prossimi giorni, ma già da stamani visibile nella sua versione di base. Staremo a vedere gli sviluppi, nel frattempo la figura non è stata proprio delle migliori: speriamo almeno che il sito una volta pubblicato non sia come la sua vecchia versione, che a suo tempo attirò una vera e propria grandinata di critiche.

Si dirà, scandali italiani. Ed effettivamente rimaniamo un po’ stupiti di fronte alla notizia che Italia.it, il portale del turismo italiano, dopo la sua chiusura, potrebbe ritornare. E forte di 30 milioni di nuovi fondi da investire e destinare alle regioni. Ma ritorniamo un attimo indietro.
Era il 2007, e a febbraio veniva lanciato con orgoglio e dopo tanti problemi, Italia.it, che doveva rappresentare la finestra sempre aperta dell’Italia sul mondo. Ma dopo pochi giorni sono iniziate le polemiche e sono fioccate le critiche. Il sito non è mai decollato, povero di contenuti e poco attraente, difficile da navigare e lento. Insomma, un classico esempio di spreco di denaro pubblico e l’ennesimo scandalo italiano.
Si arriva quindi a gennaio 2008, quando Italia.it viene spento, definitivamente. Sicuri? Sembra di no. Da quello che leggiamo su altroconsumo, è molto probabile che Italia.it risorgerà, forte di un nuovo investimento e fondi fino a 30 milioni di €. Già su designerblog di è discusso sulla necessità di spendere così tanti soldi per questi progetti. Noi, ovviamente, rilanciamo la domanda. Ma era davvero necessario spendere così tanti soldi?
Via | Altroconsumo.it
Continua a leggere: Torna Italia.it: altri 30 milioni di Euro sprecati?

Continua ad aumentare il numero di adesioni al RitaliaCamp che si terrà a Milano il 31 di marzo. L’ultima adesione è eclatante: Marco Ottolini si è dimesso da Italia.it, dove copriva la funzione di project director, e sarà presente a Milano, presso l’Università Bicocca, sede confermata dell’evento.
Ritalia, recita il primo comunicato stampa, sarà “il luogo di aggregazione per tutte le persone interessate a discutere, sviluppare le linee guida, necessarie per far evolvere il sito nazionale del turismo. E’ un fenomeno di aggregazione spontanea, che nasce e cresce grazie ai volontari contributi di persone.”
Un Wiki, un blog, una chat permanente su Skype e Skypecasts periodici sono gli strumenti con cui dal giorno del lancio di Italia.it (e successiva levata di scudi, seguita da diversi post anche sul nostro Designerblog) un gruppo che ha superato le 180 persone, sta pensando a come costruire una alternativa “economica, utile, efficace, usabile ed accessibile”, a differenza di quella realizzata ed attualmente online sotto il dominio Italia.it.
Come sottolinea Lele Dainesi, che ha contattato Marco Ottolini, all’interno di Italia.it si sta guardando con molto interesse quello che sta succedendo in questo “laboratorio trasparente”.
Continua a leggere: Anche l'ex Project Director di Italia.it al RitaliaCamp
Il portale Italia.it è dal giorno del suo lancio sotto il tiro incrociato della blogosfera italiana e non solo.
Per chi si interessa delle nuove tecnologie del web, per chi osserva, studia, utilizza i nuovi servizi che internet offre oggi, quel portale è un affronto, a cui rispondere nel miglior modo possibile.
Nasce così, ai margini dei Barcamp italiani, l’idea di creare un portale in grado di “creare un’alternativa che offra un servizio migliore e maggiormente generato/gestito dagli stessi cittadini italiani, il tutto ad un costo irrisorio grazie alla potenza dei servizi e delle tecnologie esistenti sul Web”.
Il progetto avrà un primo momento in un Barcamp organizzativo, il RItaliaCamp, per concepire e analizzare una alternativa possibile che verrà poi realizzata da chi si presterà al progetto.
Sul wiki appena creato trovate i primi ragguagli.

Dopo anni di sviluppo (costellati di ritardi) è arrivato Italia.it: la critica è stata feroce e la Blogosfera si è scatenata. Poco usabile, legge Stanca non rispettata, vulnerabile ad attacchi di tipo XSS, flash in sovrabbondanza ed errori grossolani (come nella pagina “chi siamo”).
Quello che scandalizza sono i 45 milioni di euro spesi per il portale, di cui 100.000 solo per il logo a quanto pare. Se ne parla un po’ ovunque, anche su DesignerBlog e i commenti non sono certo lusinghieri. Voi cosa ne pensate? Lo avete provato?