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In Gran Bretagna si discute sul futuro della pirateria online

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In Gran Bretagna si discute sul futuro della pirateria onlinePochi giorni fa abbiamo pubblicato la notizia secondo cui gli investimenti contro la pirateria, vicini ai 365 milioni di sterline all’anno, siano ben superiori agli effettivi danni provocati dal download illegale nei confronti dell’industria musicale.

Di diversa opinione è il direttore generale della BPI (British Phonographic Industry), Geoff Taylor, secondo cui queste cifre potrebbero essere esagerate. Infatti Taylor ha affermato che, da febbraio ad oggi, una società antipirateria ha monitorato e raccolto gli indirizzi IP di 100.000 utenti presumibilmente coinvolti in attività illegali di file sharing e clienti del provider BT.

Secondo Taylor è vergognoso che un provider importante come BT non faccia nulla per limitare questo problema e che gli ISP non possono sottrarsi alle loro responsabilità. Se si utilizza un servizio per violare la legge, è giusto prendere delle misure per salvaguardare un business.

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La lotta contro la pirateria online costa più delle perdite economiche delle case discografiche

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La lotta contro la pirateria online costa più delle perdite economiche delle case discograficheLa lotta contro il file sharing è diventato un problema importante e ci sono governi e associazioni antipirateria in tutto il mondo, che stanno cercando delle soluzioni per arginare la pirateria online.

Un giornalista del “The Mirror” ha condotto un’inchiesta sui costi delle promozioni antipirateria e della lotta contro il file sharing, arrivando alla conclusione che la guerra contro il P2P costa più dei danni economici causati nei confronti delle etichette discografiche.

Infatti, mentre gli investimenti degli ISP per sconfiggere il P2P costeranno nel 2009 circa 365 milioni di sterline, le perdite dell’industria musicale saranno “solo” di 200 milioni di sterline. Se questi dati venissero confermati, verrebbero a cadere gran parte delle motivazioni che oggi spingono a combattere la pirateria con i mezzi classici.

C’è sicuramente qualcosa di sbagliato nei sistemi che gli ISP adottano in questo caso, ed è errata anche la convinzione che ogni brano scaricato sia illegale, così come pure l’accanimento contro la tecnologia P2P, che di per sè non ha nulla di illegale, tranne l’uso che ne fanno gli utenti. L’industria musicale spesso riceve, dalle campagne antipirateria, dei danni all’immagine, mentre la guerra contro il P2P potrebbe condurre gli ISP e i governi ad una corsa agli armamenti tecnologici per scovare gli utenti che trovano nuovi sistemi per agire nell’anonimato.

Via | Torrentfreak.com

Una nuova tecnologia migliora la velocità e le prestazioni di BitTorrent

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Una nuova tecnologia migliora la velocità e le prestazioni di BitTorrentBitTorrent è il protocollo per il file sharing più sfruttato, grazie alle sue interessanti doti velocistiche. Tuttavia dal 2001 ha visto poche modifiche al suo funzionamento, tanto da mostrare qualche limite.

In particolar modo i fornitori di banda, ovvero i provider, spesso si lamentano della quantità di traffico generato da BitTorrent. La società svedese Peerialism ha dichiarato di poter risolvere questi problemi rilasciando un nuovo tracker basato su OpenTracker.

Grazie ad una migliore gestione dei peer e dei seeds, la tecnologia promette di aumentare la velocità di download e migliorare il traffico per la rete.

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Eircom inizierà a disconnettere gli utenti in Irlanda

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Eircom inizierà a disconnettere gli utenti in IrlandaAncora brutte notizie per i navigatori che scaricano da Internet, in particolar modo in Irlanda. Dal prossimo mese, infatti, il più grande provider irlandese inizierà una campagna antipirateria nei confronti dei propri clienti.

Eircom, all’inizio del 2009, firmò un accordo con la RIAA per l’attuazione del piano delle tre disconnessioni per i presunti pirati. Noi di downloadblog ne avevamo parlato in questo articolo.

Ora questo accordo diventa operativo a tutti gli effetti e non solo, perchè altri ISP potrebbero seguire l’esempio di Eircom. Come previsto dalla legge, i clienti riceveranno tre avvisi: il primo sarà un semplice rimprovero, dopo il secondo la connessione verrà rallentata a “passo di lumaca”, mentre dopo il terzo verrà chiuso il traffico Internet. E tutto questo senza il bisogno di passare da un tribunale.

Secondo indiscrezioni, questo accordo è stato preso per una semplice questione economica: Eircom sarebbe in debito di 5.6 miliardi di dollari.

Via | Torrentfreak.com

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Gli ISP irlandesi si adeguano alla legge delle tre disconnessioni

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Gli ISP irlandesi si adeguano alla legge delle tre disconnessioniAll’inizio del 2009 uno dei principali provider irlandesi, Eircom, aveva raggiunto un accordo con le etichette discografiche per introdurre il piano delle tre disconnessioni per i presunti pirati.

Le quattro principali etichette, EMI, Sony, Universal e Warner, che controllano il 90% della musica in Irlanda, avevano chiesto ad Eircom un piano per ostacolare la condivisione illecita su Internet. In poco tempo Eircom ha accettato la proposta delle etichette discografiche ed ha avviato l’accordo.

Ora le quattro grandi case discografiche saranno in grado di costringere tutti gli altri ISP irlandesi ad accettare le stesse condizioni come ha già fatto Eircom, in modo che siano stabilite le regole sulla concorrenza. Già in questi giorni una serie di procedimenti giudiziari sono stati avanzati contro altri provider irlandesi: BT Communications Ireland e UPC Communications Ireland.

Via | Torrentfreak.com

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Secondo il Consiglio costituzionale francese la legge delle "tre disconnessioni" è incostituzionale

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Secondo il Consiglio costituzionale francese la legge delle "tre disconnessioni" è incostituzionaleLa legge francese delle “tre disconnessioni”, che mira ad introdurre misure per arginare il problema della pirateria informatica, è passata in Parlamento il mese scorso. Tuttavia il Consiglio Costituzionale ha stabilito che l’accesso ad Internet è un diritto umano fondamentale e che perciò la legge è incostituzionale.

La legge avrebbe permesso agli ISP di inviare degli avvisi ai presunti trasgressori del diritto d’autore, oltre a dare loro il potere di bloccare siti come ThePirateBay.

Ma la legge va direttamente contro una decisione del Parlamento europeo, secondo cui la disconnessione da Internet viola i diritti fondamentali degli utenti. E quindi il Consiglio Costituzionale ha deciso di bloccare una legge che avrebbe rischiato di tagliare fuori da Internet decine di utenti francesi. Il ruolo di HADOPI, l’autorità prevista dalla legge, è solo quella di mettere in guardia i navigatori, non di escluderli da Internet, e solo un tribunale può disconnettere un utente, nel caso ci sia stata effettiamente una violazione di copyright.

Diventa sempre più difficile, quindi, che anche altre nazioni europee propongano misure analoghe in futuro. E, soprattutto ora, che due rappresentanti del Partito del Pirata siederanno in Parlamento europeo.

Via | Torrentfreak.com

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Non convince la proposta di legge americana per contrastare la pornografia infantile online

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Non convince la proposta di legge americana per contrastare la pornografia infantile onlineAlcuni senatori e rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti stanno lavorando ad una nuova legge per contrastare la pornografia infantile su Internet, costringendo gli ISP a conservare più a lungo i dati degli utenti. Molti osservatori hanno però notato che alcune modifiche proposte alla legge non sono chiare oltre ad essere difficili da rispettare.

Lamar Smith e John Cornyn chiedono infatti ai fornitori di servizi Internet di conservare le informazioni degli utenti per due anni. Smith, in una dichiarazione sul suo sito Web, lamenta i problemi relativi al riconoscimento di migliaia di bambini. Su circa 600.000 immagini segnalate alle forze dell’ordine, attualmente solo 2.100 bambini sono stati identificati e salvati. Gli investigatori hanno quindi bisogno dell’aiuto degli ISP.

Cornyn ha citato invece la recente decisione di MySpace di bannare 90.000 utenti accusati di reati a sfondo sessuale dalla sua rete. Ha anche aggiunto che, nonostante Internet abbia generato molti cambiamenti positivi nel nostro modo di comunicare, la sua natura offre infinite forme di anonimato che hanno aperto le porte ai criminali.

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I provider inglesi potrebbero diventare "poliziotti virtuali"

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I provider inglesi potrebbero diventare "poliziotti virtuali" L’Inghilterra si prepara ad un giro di vite contro il file sharing illegale. Il ministro delle comunicazione Lord Carter ha, infatti, elaborato nuovi regolamenti che impongono agli ISP di avvertire i propri clienti quando sono sospettati di condividere materiale protetto da copyright.

Per la prima volta, in Europa, gli ISP potrebbero trasformarsi in “poliziotti virtuali”: infatti i fornitori di servizi Internet potrebbero anche essere costretti a consegnare i dettagli delle ripetute violazioni ai titolari dei diritti.

Si tratta delle contromisure prese dal governo inglese contro la pirateria su Internet. Se i nuovi regolamenti passeranno, il panorama del file sharing potrebbe cambiare radicalmente: con gli ISP liberi di denunciare i propri clienti, migliaia di persone potrebbero finire in tribunale.

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RIAA: basta con le azioni legali, siano gli ISP a scollegare gli utenti

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RIAA: basta con le azioni legali, siano gli ISP a scollegare gli utentiPer diversi anni la RIAA è stata al centro di migliaia di azioni legali contro persone che avrebbero condiviso musica coperta da copyright su Internet. Alcune di queste azioni legali sono diventate molto conosciute, trasformando i protagonisti in autentici personaggi pubblici. Tuttavia non sempre i giudici hanno dato ragione alla RIAA, anzi il più delle volte è accaduto proprio il contrario.

Da adesso, invece, la RIAA ha dichiarato che smetterà di iniziare nuove e costose azioni legali, scegliendo di collaborare con gli ISP per scollegare gli indirizzi IP considerati colpevoli di condivisioni illegali. Cosa significa tutto questo? Detto in parole povere, da oggi, milioni di persone potrebbero ricevere email di avvertimento dal proprio provider, basate su “prove” che l’utente ha scaricato e condiviso illegalmente. E queste prove sarebbero il risultato di indagini compiute da “terzi” per conto delle aziende.

Questo significa anche che migliaia di persone potrebbero benissimo ricevere email per errore, visto che diverse volte in passato i metodi di tracciamento della RIAA sono stati giudicati sbagliati e non attendibili. In ogni caso il passaggio dalle minacce legali a quelle dei propri fornitori di Internet sembra essere la nuova linea che la RIAA seguirà nel prossimo anno.

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Gli ISP alla ricerca di nuovi metodi per bloccare il P2P

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Gli ISP alla ricerca di nuovi metodi per bloccare il P2P

Il peer-to-peer è stato uno degli argomenti più caldi trattati quest’anno al NXTcomm di Las Vegas, dove si sono riunite le principali società di telecomunicazioni. Il tema del controllo del traffico P2P è stato al centro delle argomentazioni degli ISP.

I metodi degli ISP per la gestione del traffico P2P si sono rivelati fino ad ora poco fruttuosi, anche se qualcosa sta cambiando. Nuove tecniche sperimentate si stanno rivelando ogni giorno più efficaci per bloccare i vari protocolli P2P.

Le relazioni del NXTcomm sono concordi nell’affermare che il traffico P2P potrebbe causare problemi di gestione della rete per gli ISP, e in particolar modo BitTorrent. Questa tecnologia, infatti, prevede la condivisione di file grandi spezzettandoli in parti più piccole: si tratta di un sistema che permette di raggiungere elevate velocità, e un’efficienza migliore, non basandosi su un server centralizzato, ma è anche in grado di mandare in crisi la rete.

Via | Networkworld.com