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Quando la tecnologia promuove la cultura: iOS e la comunità Cherokee

pubblicato da Federico Moretti

Cherokee Nation

Come molti dovrebbero sapere, i nativi americani godono di una certa indipendenza nelle riserve a loro dedicate. È una specie di risarcimento per l’eccidio subito dai coloni europei a partire dal sedicesimo secolo. Delle tradizioni mantenute, la lingua è una delle più importanti: visti come un fenomeno di folclore per i turisti, gli Indiani d’America sono tutt’altro che un popolo contrario alla tecnologia. Fermo restando il profondo rispetto per l’ambiente, i Cherokee – una delle popolazioni più famose – apprezzano dispositivi come l’iPhone.

Sommando la dimestichezza con gli smartphone di Apple alla volontà di conservare le radici culturali, i Cherokee possono usare la propria lingua su iOS. La collaborazione degli istituti scolastici delle riserve con Apple ha portato la lingua cherokee su iPad, iPhone e iPod: nella foto potete vedere un esempio del particolare alfabeto che è stato inserito sulle tastiere virtuali. È l’alfabeto creato dai Sequoyah, un altro popolo nativo americano. Oltre alla partnership con Apple, i Cherokee hanno dei programmi di e-learning per impararlo.

Interessino o, meno i Cherokee e iOS… la notizia offre interessanti spunti di riflessione sull’Italia e le culture regionali. Alcuni dialetti italiani (come il sardo, il veneto, ecc.) hanno avuto un riconoscimento che li pone alla stessa dignità delle lingue nazionali: persino Wikipedia ha dedicato loro delle versioni tradotte. Sono tutti esempi del grande ruolo di internet, e della tecnologia in genere, nella divulgazione culturale. Se mai ce ne fosse ancora bisogno, è bene ricordare che il progresso scientifico non deve distruggere le tradizioni.

Foto | Flickr

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Google Voice su iPhone e Palm WebOS: e l'Italia?

pubblicato da Federico Moretti

Google Voice È una notizia che farà felici i colleghi di Mobileblog.it: o, per meglio dire, li “farebbe” contenti se soltanto il servizio non fosse attivo esclusivamente per gli Stati Uniti. Google Voice è riuscito a spuntarla nella querelle con Apple per approdare su iPhone — aspettando il keynote previsto per oggi e il probabile aggiornamento ad iPhone OS 4.

Il VoIP di Google è ancora disponibile soltanto tramite invito (e un aspetto particolarmente controverso è il fatto di poterne ricevere uno anche risiedendo al di fuori degli USA): da ieri i fortunati utenti del servizio potranno usufruirne da Palm WebOS e iPhone, appunto. Un’offerta che va ad arricchire il database delle applicazioni inizialmente disponibili per Android e Blackberry.

Resta un peccato il fatto che Google Voice abbia una diffusione così limitata: del resto è comprensibile poiché la particolarità del servizio richiederebbe/richiederà contratti diversi a seconda dello Stato nazionale. L’augurio è che con l’arrivo del Nexus One sul mercato europeo possa “muoversi” qualcosa — anche perché l’Italia è pur sempre il Paese col maggior numero di utenze cellulari del mondo.

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