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Tutti gli articoli con tag information overload

Twitter ha acquistato Summify per contrastare l’information overload

pubblicato da Federico Moretti

Summify, il prodotto dell’omonima società rumena – trapiantata negli Stati Uniti – è stato acquistato da Twitter. È una soluzione per ridurre l’impatto del fenomeno dell’information overload: il sovraccarico dell’informazione, generato dall’utilizzo “intensivo” dei social network. Si sviluppa in tre direzioni: mobile, e-mail e web.

A grandi linee, Summify recupera i contenuti più rilevanti dai servizi connessi al proprio account e restituisce un riassunto giornaliero degli aggiornamenti rilevanti. Perché Twitter ha pensato d’acquisirlo? Ovvio, per ridurre il «rumore di sottofondo» dei tweet. È un volume di informazioni eccessivo perché possa essere consultato.

Twitter ha inaugurato la forma del microblogging, un concetto che applica i brevi messaggi di testo alla comunicazione sul web. A distanza di sei anni, Twitter è un social network più maturo che compete (quasi) alla pari con Facebook. La conseguenza diretta è un traffico di dati insostenibile — ovvero il cd. “information overload”.

Via | Summify

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60 secondi di Internet, in un'infografica

pubblicato da Rosario

60 secondi di Internet, in un'infografica

A proposito di information overload. Sapete cosa avviene in soli 60 secondi su Internet? Ci ha pensato l’agenzia Shanghai Web Designers a provare a dare una risposta, realizzando l’infografica che vedete qui sopra (clic per ingrandire).

Un solo minuto di tempo, così breve nella “vita reale”, ma così accelerato nella vita della rete: 13.000 applicazioni iPhone scaricate, 98.000 tweet, 600 nuovi video su YouTube, 510.000 commenti su Facebook e 168 milioni di email sono solo una parte delle cifre riportate nell’immagine, utile per capire la portata di quello che per l’appunto è l’information overload, sempre più una minaccia reale per ognuno di noi.

La prossima sfida, in realtà già in atto da qualche tempo? Quella di andare a cercare tra tutte queste informazioni quelle veramente rilevanti.

Via | Il Giornalaio

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Dobelli: evitare le news!!!

pubblicato da Francesco


Nella foto vedete ritratto Rolf Dobelli, narratore svizzero e giornalista letterario di cui Nadia ha tradotto per Benessereblog un intervento di una dozzina di pagine sul tema dell’obesità informatica. Già in passato abbiamo parlato dei problemi cognitivi e culturali portati dall’eccesso di informazione: è una situazione simile a quella alimentare dell’americano medio - tanti snack, fast food, cibo che gonfia senza nutrire, tanti zuccheri che danno assuefazione al cervello ma causano poi anche un “down” clamoroso.

Il mese scorso avevamo fatto un sondaggio: Siamo preda dell’information overload? e molti addossavano le responsabilità all’avvento dei social network. Altri sicuramente incolperebbero i nuovi giochetti social come Farmville, che poi non sono altro che giochi vecchi come i Sims. Dobelli invece ci parla nello specifico delle notizie, quella frenesia gigantesca di cui soffriamo tutti noi utenti abituali di feed RSS e stream Twitter. Siamo privi di capacità critica e vittime dell’indecisione: la soluzione è una dieta stretta, anzi il digiuno completo dall’attualità - leggete come Dobelli argomenta il suo interessante punto di vista.

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Siamo preda dell’information overload? I risultati del sondaggio

pubblicato da Rosario

Siamo preda dell�information overload? I risultati del sondaggio

Ricorderete quando per il sondaggio del lunedì della scorsa settimana ci siamo interrogati sulla portata dell’information overload, vale a dire il sovraccarico di informazioni al quale siamo ormai quotidianamente sottoposti dalla “twitterizzazione della cultura”. Passata la solita settimana di tempo per votare, eccoci oggi a fare il punto della situazione sul quadro emerso dai risultati del sondaggio.

La prima cosa che possiamo notare è che per la grande maggioranza di chi ha votato il problema dell’information overload esiste: è infatti il 75% a ritenerlo reale. Una maggioranza divisa tra chi pensa che sia un effetto della “massificazione” di Internet 48% e chi invece crede che la causa principale sia da qualche anno a questa parte la nascita dei social network (27%). Il restante 25% si divide invece tra chi crede che il problema semplicemente non esista (15%), mentre c’è comunque un 10% che selezionando l’ultima opzione ha di fatto ammesso di non essere molto aggiornato sull’argomento.

Un tema quello dell’information overload probabilmente sottovalutato, anche considerando il numero totale di persone che ha scelto di votare (341), inferiore rispetto ad altri sondaggi meno “impegnati”. Ricordiamo che questa settimana abbiamo dedicato il nostro sondaggio a Square: avete fiducia nel rivoluzionario sistema di pagamento? Mi raccomando, votate!

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Il sondaggio del lunedì: siamo preda dell'information overload?

pubblicato da Rosario

Il sondaggio del lunedì: siamo preda dell'information overload?

L’argomento legato alla problematica dell’information overload ci ha costretti tutti a prendere una piccola pausa per riflettere sul pezzo di Sharon Begley pubblicato da Newsweek. Il vero e proprio bombardamendo d’informazioni al quale siamo sottoposti può essere in grado di causare veri e propri blocchi decisionali, sorpassati i quali ci si ritrova a rimuginare ore e ore sulla decisione raggiunta a fatica?

Il dibattito è presente ormai da diverso tempo sulla rete, almeno da quando anche piattaforma come Twitter e Facebook hanno contribuito a dare costantemente al nostro cervello informazioni d’ogni genere: dibattito talmente acceso da meritarsi per esempio anche una voce su Wikipedia, nonché diversi approfondimenti come il nostro di qualche giorno fa.

Per il sondaggio del lunedì quindi proviamo a prendere spunto proprio da questo argomento, chiedendo a voi cosa ne pensate della problematica legata all’information overload (ammesso che secondo voi esista) e quali sono le sue principali cause.

Foto | Flickr

Non riesco a pensare! Sharon Begley e l'indecisione perenne dell'information overload

pubblicato da Gabriele Ferraresi

indecisione information overload

Internet ci rende più stupidi? Ci rende più intelligenti? E Google ci rende più stupidi? E Facebook o Twitter invece? Quanto è cambiato il modo in cui impariamo o prendiamo decisioni con l’information overload: ci sono ricerche e guru che dicono tutto e il contrario di tutto.

Uno degli ultimi a dire la sua è stato Derrick de Kerckhove in un’intervista a La Stampa - davvero molto interessante, dateci un’occhiata - in cui spiegava il concetto di “mente accresciuta” e chiosava

la mia esperienza è che, almeno per quanto riguarda i miei studenti, sì, è vero, loro non leggono molto, ma di certo sanno come visionare e esplorare Internet, trovare contenuti pertinenti e focalizzarsi sul materiale da loro selezionato. Stupido è chi non usa Google

Bene: tutto a posto quindi, De Kerckhove ha detto la sua, discorso chiuso? No, naturalmente discorso per niente chiuso. A riguardo il 27 febbraio scorso è uscito su NewsWeek un pezzo di Sharon Begley, proprio incentrato sullo stesso tema che ci racconta di come si siano modificati i processi decisionali negli ultimi tempi…

Continua a leggere: Non riesco a pensare! Sharon Begley e l'indecisione perenne dell'information overload

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Information overload: quando il troppo stroppia

pubblicato da Francesco

Interessante la segnalazione di Web Worker Daily: un bloogger famoso decide di spegnere feed reader e social network, convinto che l’eccesso di informazione sia nocivo per la vita professionale e in definitiva per il proprio benessere personale.

Stop a forum, siti 2.0, feed e alert: se qualcosa ha davvero importanza, è più facile cercarlo quando serve o lasciarlo rientrare dalla finestra. Nel secondo post sull’argomento, il blogger spiega:

Ecco il cuore della storia: quale input esterno, quale fonte di connessioni si guadagnerà di nuovo uno spazio in maniera naturale, perchè veramente utile alla mia vita e ai miei affari? E quali invece dimostreranno di esser solo bagagli cui mi ero attaccato senza un motivo, solo perchè in qualche modo mi sentivo obbligato? Ecco qual’è il vero test che voglio fare.

Alcuni scienziati sostengono che l’eccesso di informazione non sia un male per il cervello, che dovrebbe solo abituarsi alla novità per imparare a funzionare anche meglio di prima. Lo racconta Web Worker Daily in questo post, che però si chiude con i consigli di un altro veterano del blogging: “Cancella la posta che non sei riuscito a leggere, se è importante vedrai che te la rispediranno di nuovo”.

Voi che ne pensate: avreste il coraggio di staccare per qualche mese, magari di cancellare un centinaio di messaggi al giorno? Avete lasciato Bloglines, come me, perchè mostra solo gli ultimi 200 post di un feed e non si può lasciarli accumulare senza perder le notizie? Volete condividere i trucchi del vostro corso zen/ninja per maniaci dell’informazione?