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10 ragioni per cui dovremmo tutti cancellarci da Facebook

pubblicato da giovanni de stefano

Dan Yoder di Rocket.ly ha pubblicato sul suo blog un post contenente 10 motivi-verità fondamentali per cui non sarebbe più conveniente restare iscritti a Facebook. Questo, nonostante lo straordinario successo riscontrato dalla piattaforma (anzi, per certi versi, forse proprio per questo tipo di demografiche e statistiche d’uso).

Il post di Dan parte con un invito perentorio: cancellarsi tutti, cancellarsi subito. Forse è un po’ troppo catastrofista, ma il pensiero di Dan a riguardo - e Yoder è uno che di social web se ne intende - è molto chiaro: Facebook è un’azienda antietica, che può fare il male dei suoi utenti. Tanto che molto spesso quegli stessi utenti vengono scambiati per un prodotto, invece che dei consumatori di qualcosa che essi stessi producono. I 10 motivi addotti da Dan per corroborare questa sua tesi sono i seguenti:

10. I Termini legali del Servizio sono vantaggiosi solo per Facebook: sono unilaterali. Una delle diciture che più allarma Dan è quella secondo la quale i dati degli utenti iscritti a Facebook non solo sono di proprietà di Facebook ma, in caso di mancato e sollecito aggiornamento (vedere sezione 4.7 dei Termini), l’utente stesso potrebbe ritrovarsi col proprio account chiuso. Terminato. Kaput. L’impressione che un esperto di network sociali come Yoder è semplice: gli utenti sono visti come degli “impiegati non pagati”, perennemente al lavoro per fornire a Facebook dati utili al targeting delle loro pubblicità.

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Facebook: il 35% degli iscritti ha modificato le impostazioni sulla privacy

pubblicato da Rosario

Facebook: il 35% degli iscritti ha modificato le impostazioni sulla privacy

Arstechnica riporta i dati diffusi da Facebook riguardanti la reazione degli iscritti al social network alle modifiche sulle impostazioni per la privacy effettuate a inizio dicembre.

Secondo Facebook il 35% dei suoi 350 milioni di iscritti avrebbe modificato le impostazioni suggerite non accontentandosi di quelle predefinite, definendolo un “buon numero” in proporzione al totale di persone che ogni giorno fa uso della piattaforma. Dal mio punto di vista invece è alquanto preoccupante che il restante 65% non si preoccupi della propria privacy, fidandosi delle impostazioni base per pigrizia, ignoranza o qualsiasi altro motivo.

Del resto la volontà di Facebook di rendere le informazioni dei suoi iscritti più aperte agli altri è cosa ormai nota, per cui potrebbe venire legittimamente il sospetto che il social network in realtà sia contento che le cose vengano lasciate così come sono.

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