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Google intercetta un pagina con 20.000 identità bancarie rubate

pubblicato da giovanni de stefano in: Internet Google


Sonni molto disturbati per quasi 20.000 titolari di carte di credito Visa, Mastercard e American Express inglesi. I numeri delle loro carte, unitamente alle loro identità e ai loro indirizzi, erano stati pubblicati su un sito web da alcuni truffatori. Il sito era stato chiuso a febbraio dalle autorità ma, essendo stato anche indicizzato da Google, ne restava copia online. Da Google si sono accorti troppo tardi della truffa e lo hanno comunicato alle forze dell’ordine del Regno, facendo sì che la maggior parte delle carte fossero bloccate direttamente dagli intestatari dei conti collegati, e le altre tenute sotto stretta osservazione da parte delle banche emittenti. Alcuni parlamentari britannici hanno espresso le loro lamentele per questa decisione: avrebbero preferito che i titolari fosse comunque avvertiti dell’accaduto.

E’ cosa nota che i ladri di indentità bancaria siano avvezzi a fare mercato di queste informazioni, mercato che naturalmente avviene online, e a prezzi spesso stracciati. E’ più raro che la cosa avvenga su pagine pubbliche, che possono essere indicizzate da Google. A proposito, per inciso, l’articolo del quotidiano Mail da cui abbiamo tratto il post, non vi pare un po’ esageratamente Google friendly, soprattutto considerando che il problema si è verificato, in qualche modo, per “colpa” di Google? Due stralci dimostrativi:

“Il potente [high-powered] motore di ricerca di Google inavvertitamente ha scoperto la lista durante il crawling del web”.

“Il server era stato chiuso a Febbraio […] ma la poderosa [”powerful”, per usare un sinonimo] tecnologia di indicizzazione di Google aveva già trovato la lista e fatto una copia”.

Via | MailOnline

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Il problema delle identità negli URL dei social network

pubblicato da PG in: MySpace Facebook

Il problema delle identità negli URL dei social network Secondo quanto scritto da Mike Arrington, Facebook sarebbe pronta a introdurre un sistema di URL simile a quello di MySpace. Su MySpace, infatti, gli indirizzi dei profili sono del tipo myspace.com/nomecognome, mentre su Facebook è molto più complesso.

Siamo proprio sicuri che Facebook abbia in mente questo cambiamento? In realtà l’omissione delle identità su Facebook sembra far parte di un piano prestabilito. D’altronde, fin da subito, l’idea di Mark Zuckerberg è stata quella di creare una rete sociale che assomigliasse a quella dei rapporti che noi tutti abbiamo nella vita reale. Per cui basta usare il motore di ricerca interno oppure affidarsi ai contatti email della propria rubrica per cercare le persone che si conoscono.

Eppure ci sono alcuni buoni motivi per permettere alle persone di impostare una identità pubblica tramite URL, ovvero unicità, ottimizzazione dei motori di ricerca e facilitazione delle comunicazioni tra utenti.

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Panda: dati personali a rischio in un computer su cento

pubblicato da Vincenzo Baiocco in: Curiosità Security

1 pc su 100 infettoPanda Software, celebre sw-house spagnola, madre di Panda Antivirus e ActiveScan (web application anti malware), ha rilasciato un bollettino in cui afferma che, tra i computer controllati tramite ActiveScan, uno su cento è infetto da un trojan il cui fine è il furto di identità.

Se l’1% vi sembra una cifra accettabile, fate un conto: 67 milioni di persone hanno utilizzato la webapp di Panda Software, un campione decisamente valido per poter affermare che nel mondo, dato che sono connessi 1 miliardo di computer, 10 milioni di macchine sono infette. E’ come se le identità di tutti gli abitanti della Lombardia fossero in pericolo.

Sempre secondo Panda, le più grandi minacce provengono da Cina, Russia, Brasile, Corea, e si chiamano Cimuz, Sinowal e Torpig.

Via | PcWorld.com

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Google account come OpenID

pubblicato da Vincenzo Baiocco in: Google

Google account come OpenIDOpenID è un servizio per certificare la propria identità, inizialmente creato da Brad Fitzpatrick per LiveJournal, che in breve tempo si è espanso fino a fornire credenziali di accesso a molti siti e servizi anche non correlati con LiveJournal: in poche parole, con una sola registrazione ci si può loggare su vari siti. Ottenere una OpenID è facile e gratuito, basta puntare il proprio browser su openid.net o in alternativa su openideurope.eu ed ottenere in pochi step un url, chiaramente unico per ogni utente, che rappresenterà l’identità.

Grazie al Google App Engine quelli di Mountain View hanno creato un servizio che permette di ottenere una openID partendo dal proprio google account: basta andare su openid-provider.appspot.com, inserire le proprie credenziali e si ottiene un indirizzo del tipo http://openid-provider.appspot.com/username@gmail.com che funzionerà esattamente come una OpenID.

Il concetto di base di OpenID, quello di sfruttare la stessa identità per usufruire di più servizi, è lo stesso che viene applicato agli utenti di GMail, i quali possono accedere a molti siti e funzioni (gmail, googlemaps, orkut, google reader, ecc…) con uguale username e password; la differenza sta nel fatto che OpenID abbraccia più realtà e non è legata ad una singola, seppur gigantesca, azienda ma a moltissime altre, tra cui AOL, Technorati, Blogger (già di Google, per i commenti) ed innumerevoli siti, a partire da tutti i gestori di WordPress che abbiano installato l’apposito OpenID plugin.

Via | Digital Inspiration

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Microsoft acquisisce una tecnologia per tutelare la privacy degli utenti

pubblicato da Cristian in: Privacy Microsoft

Microsoft acquisisce U-Prove di CredenticaMicrosoft ha annunciato l’acquisizione della tecnologia di U-Prove della società canadese Credentica, che permette di dimostrare la propria identità ad un sito, fornendo il minimo indispensabile di informazioni ad esso, informazioni che non contengano però dati della nostra identità.

Proprio in un periodo in cui la tendenza della rete è quella della condivisione di diversi aspetti e sfaccettature della propria identità digitale, che consta di diversi aspetti di quella reale, diventa sempre più importante la tutela della nostra privacy, ovvero di come certi nostri dati devono essere gestiti da siti e servizi.

Evitare che i siti web possano correlare i dati sulle nostre transazioni e così acquisire informazioni legate alla nostra identità digitale, un po’ quello che ha suscitato la sollevazione degli utenti di Facebook di fronte al sistema Beacon.

Kim Cameron, chief identity architect di Microsoft, afferma che U-Prove sta agli aspetti di Privacy come la tecnologia di cifratura RSA sta a quelli di Security: elementi che oggi che siamo sempre più immersi nel mondo del commercio digitale, sono quantomeno essenziali.
“Proteggendo la privacy si aumenta la sicurezza” dice come un motto Stefan Brands, il creatore di U-Prove in una intervista su Wired.

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Proteggere la propria reputazione online con Naymz

pubblicato da Cristian in: Social Software Web 2.0

Naymz, controlla la tua reputazione in reteE’ ormai una pratica diffusa quella di cercare online ogni riferimento che Google può trovare a riguardo di una persona che abbiamo conosciuto o con cui dobbiamo intrattenere rapporti di lavoro.
In America ci sono stati diversi casi di rapporti di lavoro non andati a buon fine per quello che è uscito fuori associato al nome di quella persona.

Diventa così importante per la propria vita professionale fare attenzione a quello che si pubblica in rete, nei social network, e ovunque possa arrivare Google, e potrebbe essere ancor più necessario tenere sotto controllo quanto la rete dice di noi: Naymz è un servizio nato per tenerci aggiornati su quello che si dice di noi in rete su blog, articoli e siti pubblici.

Permette di creare un proprio profilo personale che verrà poi indicizzato su Google: qui chi vi cerca potrà trovare una lista dei social network che utilizzate e le indicazioni per contattarvi. Tramite il network degli utenti dovrebbe essere abbastanza difficile scrivere di sé cose non veritiere, grazie al sistema di reputazione a punti.
C’è chi afferma che Google apprezzi siti come Naymz, soprattutto nelle sue funzionalità a pagamento, in grado di creare profili ottimizzati per le ricerche di Google.

Naymz è anche un network per incontrare professionisti del proprio settore e dove trovare offerte di lavoro, servizio realizzato insieme a Indeed, sezione per ora poco popolata per gli utenti italiani.

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